HA CERCATO DI FAR CREDERE CHE FOSSE UN RANDAGIO… MA QUEL CANE AVEVA GIÀ SOFFERTO ABBASTANZA.
Una storia che sta facendo indignare tantissime persone arriva da Padernello di Paese, in provincia di Treviso.
Questa è una bellissima notizia.
Dopo che i legali della famiglia #Trevallion hanno rinunciato al mandato (chissà sotto quali pressioni...), adesso il loro legale è Simone Pillon. 👏🏻👏🏻👏🏻
#Famigliadelbosco#Famiglianelbosco
Sivas’ta annesini bir kurt saldırısında kaybeden ve sürünün geri kalanı tarafından kabul edilmeyen keçi yavrusu, yalnız kalmamak için her gece çoban köpeklerinin yanına giderek onlarla birlikte uyumaya başladı.
Intrappolata in un tubo fognario nel sottosuolo, a Leno una capretta lotta per la vita. I #vigilidelfuoco la individuano, la raggiungono e la mettono in salvo. Un recupero delicato che si chiude con un lieto fine
#Brescia#lidoveserve#SOSanimali
Per un giorno ha camminato accanto ai pellegrini come un compagno silenzioso di viaggio.
Passo dopo passo, lungo il Cammino di Oropa, questo enorme pastore del Caucaso ha seguito tutti con dolcezza e calma, conquistando il cuore di chiunque lo incontrasse.
Correggio, aggredirono, accoltellarono e sfregiarono una coppia, per poi sequestrare la donna sotto la minaccia di un coltello alla gola e violentarla in un’abitazione
Il pm Dario Chiari ha chiesto
👉 7 anni e 15 giorni per il 35enne Mustapha Fadli e il 41enne Abdeljabar Lahoudigad
👉 6 anni e 15 giorni per il 30enne Rafik Fadli
👉 4 anni e 6 mesi per il 49enne Mohamed Benabbou
👉 2 anni e mezzo per la 31enne Ghizlane Hassouni che deve rispondere di favoreggiamento: quando accorsero i militari, la donna avrebbe condotto la vittima in bagno, impedendole di chiamare aiuto, le avrebbe tolto il sangue addosso e l’avrebbe obbligata a indossare abiti puliti in modo da non attirare l’attenzione dei militari
Sono tutti marocchini.
“Il mio carnefice è libero, io prigioniera del mio corpo. Perché chi delinque trova sempre una scappatoia, mentre noi cittadini onesti veniamo lasciati soli? Perché il dolore delle vittime non conta?”
Nel 2011, la 26enne Luana Zaratti faceva il controllore sugli autobus di Roma per l’Atac.
“Stavo sanzionando un passeggero senza biglietto (un egiziano clandestino con precedenti). Una cosa normale, di routine. Invece lui reagì con violenza: una testata in pieno volto. Buio. Poi il risveglio in ospedale, la mia famiglia accanto, la mia vita che non sarebbe mai più stata la stessa”.
La testata dell’egiziano le provocò un trauma cranico e la frattura del setto nasale. Ma il peggio doveva ancora arrivare: il giorno di Natale dello stesso anno, Luana fu colpita da un aneurisma cerebrale e trasportata d’urgenza all’ospedale San Giovanni, dove i medici chiesero alla famiglia il permesso per l’espianto degli organi.
Luana sopravvisse ma fu sottoposta a 22 interventi chirurgici in quattro anni, finendo due volte in coma. I danni però erano permanenti. Luana è stata condannata all’ergastolo della disabilità.
L’egiziano venne condannato per direttissima a 14 MESI di reclusione ma non ha mai scontato un giorno di carcere. Nonostante avesse precedenti per episodi simili, è riuscito a sottrarsi alla giustizia e, secondo quanto riferisce Luana, “è tornato in Egitto“.