È arrivato il momento di iniziare a nazionalizzare la sanità privata convenzionata.
L’Italia è uno dei Paesi con la spesa sanitaria privata più elevata al mondo. Questo perché il nostro Paese è un vero e proprio paradiso per le strutture private e convenzionate.
In Italia, infatti, i privati beneficiano di diversi irragionevoli vantaggi a danno del contribuente. Anzitutto, si appoggiano alle infrastrutture pubbliche per effettuare in sicurezza interventi chirurgici, ambulatoriali, o di assistenza al parto senza sostenerne i costi. Inoltre, possono scegliere le prestazioni da erogare e, dunque, di concentrarsi solo sugli interventi che presentano un margine di profitto più elevato. Come se non bastasse, ogni anno si vedono rinnovato automaticamente dalle Regioni l’impegno di spesa, senza gara ed in continuità con l’anno precedente. Questo significa che il nostro Paese, di fatto, ha eliminato il rischio di impresa per per le strutture convenzionate.
Questa situazione non è più tollerabile: è urgente invertire la tendenza alla privatizzazione della sanità italiana prima che incida ancora di più sulla vita dei cittadini.
Le soluzioni ci sono: è necessaria una decisa e progressiva riduzione del rilascio di nuove convenzioni ai privati e la nazionalizzazione delle strutture private convenzionate di interesse strategico che non sopravvivrebbero senza il supporto delle convenzioni.
- "Cosa pensa della battuta di Meloni sullo sciopero?"
- "Lei è molto in sintonia col popolo, quel popolo di lavoratori che chiede risposte. È strano che risponda in maniera così sprezzante da dire 'na cazzata" #ottoemezzo
#Repost#OSNM
Ci vergogniamo di un #governo che punisce chi salva vite.
Dopo la nave di @RescueMed , anche la #trotamar III è stata bloccata per non aver avvisato la Guardia costiera #libica la stessa che giorni fa ha aperto il fuoco contro un'altra #ONG, con una motovedetta fornita dall’#Italia.
Colpevoli di aver salvato 22 persone da morte certa o da un respingimento illegale in #Libia, che non è un porto sicuro, come riconosce anche l’#UE.
Ma invece di ringraziarli, li si punisce.
Ci indigniamo per uno #Stato che blocca chi agisce con #umanità, e si allea con chi spara e respinge. Noi stiamo dalla parte di chi salva, non di chi lascia morire.
https://t.co/btDO55T73b
No, Nives Monda non ha cacciato due israeliani dal suo ristorante. Non ha discriminato due persone in base alla loro origine. Li ha fatti accomodare e gli ha servito da mangiare. Poi i due hanno iniziato a parlare con altri clienti e li hanno invitati ad andare a visitare il loro meraviglioso paese. A quel punto la ristoratrice deve aver detto qualcosa sul fatto che il paese sarà pure bello ma il suo governo sta sterminando la popolazione di Gaza e a quel punto è iniziata la discussione.
I due israeliani, al culmine della discussione e mentre la ristoratrice li invitava ad andare pure via senza pagare (dunque avevano mangiato), hanno pensato bene di tirare fuori il telefono e di procurarsi la prova della atroce discriminazione subita, così da consumare vendetta pubblica. E scatenare l’inferno contro la signora rea di non tifare per il genocidio. Dunque, la ristoratrice non ha problemi con gli israeliani, ma evidentemente con chi nega i crimini che gli israeliani stanno commettendo a Gaza e in Cisgiordania. E ha ragione.
Se il mondo fosse popolato da più persone come lei, capaci di schierarsi e di non limitarsi a servire un piatto di pasta a testa bassa, sarebbe un posto migliore. P.s. I due israeliani sono in vacanza in Italia e a pancia piena. Nel frattempo Israele, dal 2 marzo, nega l’ingresso di aiuti alimentari, sanitari ed energetici a Gaza. La popolazione sta letteralmente morendo di fame. Scusate se la coppietta di vittimini non mi impietosisce particolarmente. Tutta la mia solidarietà a Nives Monda per quello che sta subendo e tutta la mia stima per ciò che è. Affollate il suo ristorante e abbracciatela anche per me.
Per la serie "ci vuole tanta pazienza", succede questo:
- la Cassazione condanna il governo a risarcire i migranti che furono tenuti per giorni sulla nave di Diciotti a causa dell'allora ministro Salvini e della sua politica dei porti chiusi.
- Giorgia Meloni scrive un lungo post a commento della sentenza. Attacca i giudici (come al solito), spiega che è assurdo dover risarcire "migranti illegali", che è assurdo doverlo fare con i soldi dei contribuenti onesti italiani che finiranno a chi è entrato illegalmente nel nostro paese, che è "frustrante" doverlo fare quando non si hanno le risorse per fare "tutto quello che sarebbe giusto fare".
Allora, con ordine:
- la Cassazione applica la legge e ribadisce un principio giuridico ampiamente noto: una operazione di salvataggio si conclude con lo sbarco nel porto sicuro più vicino. Ritardare quello sbarco è una lesione del diritto del naufrago. C'è poco da prendersela coi giudici
- i migranti non sono "illegali", che non vuol dire nulla. Anche se arrivano con modalità di fortuna nel nostro territorio hanno diritto a chiedere asilo e se l'asilo gli viene riconosciuto restano nel nostro paese in piena legalità. Altrimenti possono essere rimpatriati
- nel caso in questione i migranti erano a bordo della Diciotti, che è una nave militare italiana. Non una ong, non un barchino. Sono arrivati con una nave militare, che escluderei sia "entrata illegalmente" in Italia
- sicuramente è assurdo dover risarcire i migranti, su questo ha ragione la Meloni. Ma quell'assurdità è dovuta all'allora ministro Salvini e a Piantedosi che era suo capo di gabinetto e ideatore della genialata dei porti chiusi. Bastava farli sbarcare subito e non dopo 10 giorni e oggi non dovremmo risarcire nessuno. Magari la Meloni nei ritagli di tempo può spiegarlo ai due geni in questione
- a proposito della frustrazione per non riuscire a fare "tutto quello che sarebbe giusto fare" per mancanza di risorse, ho un suggerimento costruttivo per la Meloni: chiuda i centri in Albania e risparmierà quasi un miliardo.
Se non basta, può rinunciare anche al ponte sullo stretto e ne recupererà ancora di più
- infine mi permetto di segnalare alla nostra presidente del Consiglio che continuare a cercare modi sempre più assurdi per aggirare le norme non farà altro che esporre il governo al ripetersi di queste situazioni: nuove condanne, nuovi risarcimenti, nuovi sprechi.
E non basterà l'ennesimo orribile post populista o il consueto attacco ai giudici per nascondere il fallimento del governo.
Virale la risposta al video Trump-Gaza
STRIP in TRIP, Federal Bubbu, Productions 2025
Written and Directed by A.Gastaldon,Images: Grok
Animation: Kling Editing: CapCut, Music: California Dreamin' (BreakingRules Bootleg by DNBB Records version of the original song by TheMamas
Giugliano in Campania (Napoli), lite per un pallone da calcio: un bambino di 10 anni ha accoltellato un ragazzino di 13 anni, ferendolo alla coscia sinistra. Il 13enne è stato dimesso dall'ospedale con un punto di sutura @ultimoranet
Andare al lavoro con 38 di febbre non è eroismo, ma assenza di altruismo. Perché mettiamo a rischio le persone fragili
Per tutto il resto… c’è smartwork
#AriannaMeloni
Se hanno la febbre e altri sintomi, sarebbe meglio che pure loro lavorassero da casa, anziché andare a lavorare in sede, compromettendo la salute di persone fragili.
Non serve essere medici per saperlo.
Come sempre, si spacciano per vittime-eroine, e poi fanno (e scrivono) sciocchezze.