Journalism is not a crime!
Lo striscione apparso ieri al Medaş Konya Stadium, con cui i turchi hanno voluto ricordare gli oltre 250 giornalisti e giornaliste uccise dall'Esercito di Occupazione Israeliano dal 7 ottobre 2023.
@rulajebreal Ne sono consapevoli. Sono gli stessi che difendevano gli USA segregazionisti e complici delle più efferate dittature, ma che per loro era sempre la più grande democrazia del mondo.
«Non avevo mai pensato che mettere un piatto sulla tavola di un povero avrebbe generato tanto odio in un'élite che si sazia gettando via cibo nella spazzatura ogni giorno»
Luiz Inácio Lula da Silva 🇧🇷
@LaStampa Le parole sono importanti, diceva qualcuno, ma non se le usi in politica, gonfiando d'aria fritta i nomi dei ministeri (vedi anche il famigerato Made in Italy) e non metti in moto processi programmatici virtuosi e conseguenti risorse.
"Niente ciccioni, niente trans, niente barbuti, niente tipi strani, niente smidollati, niente radicali. Solo guerrieri". C'è gente, anche qui da noi, che va dietro a questa roba qua.
#Usa#PeteHegseth .
La presidente del consiglio afferma di non sapere cosa significa la frase "qui nessuno è straniero". A me è molto chiaro e anche a tantissimi altri. Forse dovrebbe chiedere e informarsi.
#decretoscuola
Tre militari israeliani hanno raccontato al quotidiano spagnolo “El País” le esperienze vissute nella Striscia di Gaza. Hanno deciso di parlare dopo le critiche esplose in Israele contro il documentario Naza, che raccoglie le testimonianze anonime di 24 soldati. Uno dei militari sostiene che nel bombardamento del campo di Jabalia del 31 ottobre 2023, contro il comandante di Hamas Ibrahim Biari, il danno collaterale stimato fosse di 300 persone. L’esercito israeliano nega di aver autorizzato attacchi contro un singolo comandante con più di 100 vittime previste.
Le testimonianze descrivono inoltre regole d’ingaggio molto permissive e attacchi contro obiettivi di rango relativamente basso, con margini di danno collaterale fino a 20 persone. Uno dei soldati racconta che, a un certo punto della guerra, “uccidere qualche decina di persone non sembrava più una cosa così grave”.
L’articolo completo di Antonio Pita su Repubblica
#rep