10 September 1930 | An Italian Jewish woman, Liliana Segre, was born in Milan.
In January 1944, she was deported to #Auschwitz with her father Alberto who perished in the camp in April 1944.
Liliana survived. Today she turns 96.
È allarme per la carenza di sangue in Italia: manca soprattutto il gruppo 0+.
Le Regioni più interessate sono Lazio, Campania e Sicilia.
Chi può, vada a donare.
Chi non può, diffonda il messaggio.
Grazie ❤️
Mi piacerebbe che gli eredi dell’imprenditore ebreo Giovanni Meyer che alla fine dell’800 realizzò a sue spese l’Ospedale dei piccini, come lo chiamano i fiorentini, e alla sua morte lo regalò alla città di Firenze riescano ad impugnare in qualche modo quella donazione ereditaria: per indegnità dell’atto di allontanamento del presidente della Fondazione Meyer, Carrai, in quanto “amico degli ebrei”.
Questo per la vergogna di Giani e dei fiorentini.
✍🏻 Vulpiani Guido Guastalla tramite Eli Lucente
@UAItaliaIsraele@CVichi3073
Please watch and consider that Russia is proudly targeting and murdering Ukrainian children, and that there are real people operating these drones. That they have commanders all the way up to Putin authorizing this terror campaign.
A boy on his bike near Kramatorsk was just murdered by a russian drone. They posted this video of their crime. This is evidence this war has nothing to do with territory. It’s an attempt to wipe out an entire civilian population of an innocent county while the world watches.
As someone living in Kyiv, I’m begging you:
Please help us stop this.
Almost every night, russia strikes Kyiv with ballistic missiles, hitting civilians, homes, and warehouses.
We can’t stop these missiles because we don’t have enough Patriot systems.
People are dying.
Please don’t look away. Share what’s happening in Ukraine. Help us save lives.
My parents died suddenly in a car accident 25 years ago this year. I was 21, and became a guardian for my little brother and sister (10 and 12 at the time).
I've spoken about the accident and its impact on a couple of podcasts, but it's fresh on my mind as my brother just shared with me a handwritten letter I sent to him at his school. He's kept it with him ever since.
I've transcribed it below; he told me last night that it's helped him many times over the past two decades. Sharing it here in case what I said back then in an attempt to help a little lost boy is of assistance to anyone else.
23 July 2002
To Harry, From Freddie.
1. Don't panic.
2. You have many people watching your back. I am one of them and I am watching it very closely.
3. The accident was nobody's fault. Therefore we cannot legitimately blame anyone for it. We call it an accident for this reason.
4. We cannot bring Mummy and Daddy back – but this has important consequences:
– We need to remember what they taught us.
– We need to behave as they would have wanted us to.
– Because they are not alive, but we are, we owe both ourselves and their memory a duty to live as well and as fully as we possibly can, not to give in, not to give up. Because of the accident we have been given a very special insight into what it means to be alive – to live as fully as we can, to consider others, to work at what we are good at, and work even harder at what is difficult.
Something has been wasted, something has been lost. We must make sure that our lives are not. We shall always regret that Mummy and Daddy are not here – let us not regret anything we do, or know that we had a chance and threw it away.
Whatever happens, I have got your back. Even if I do sometimes hit you with cricket balls.
Run straight, look your foe in the eye, and never back down. Strength and honour!
I love you very much.
Nico Williams es campeón del mundo. Y tras la premiación, va directo a la tribuna a entregarle la medalla a su madre. Ella, que en 1994 salió de Ghana y cruzó parte del Sahara para poder llegar a España en busca de nuevas oportunidades.
Una campeona más.
I’m shocked that Russia can crash a building onto sleeping families in a European capital, murdering 30 people, without any meaningful reaction from the world whatsoever.
Vi ricordate le proposte avanzate in Italia secondo cui la Cina avrebbe potuto svolgere il ruolo di mediatore tra 🇷🇺 e 🇺🇦 ?
Oggi Kallas afferma che l’UE dispone di un rapporto verificato secondo cui l’esercito cinese avrebbe addestrato personale militare russo per la guerra in 🇺🇦
Il 25 aprile è un giorno di comunione tra tutti chi “una mattina si è svegliato ed ha trovato l’invasor”.
Buona festa della Liberazione cari italiani! Con la speranza che anche noi potremo festeggiare un giorno la nostra Liberazione dagli invasori.
#liberazione
Il #25Aprile muore oggi con gli insulti antisemiti alla #BrigataEbraica cacciata dal corteo di Milano “siete saponette mancate”. Addio festa della liberazione dalle dittature nazifasciste
Grazie a @bobogiac che ha raccontato, per me è cosa nota da sempre, quanto siano dei miserabili gli esponenti del #m5s fatelo il campo largo con questi, fatelo.
Ha collaborato con le più importanti agenzie spaziali, ha dato il nome a un asteroide e ha avuto un ruolo chiave in uno degli esperimenti più audaci della storia dello spazio: far atterrare una sonda su una cometa a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra. Amalia Ercoli Finzi è la prima donna italiana laureata in ingegneria aeronautica.
Nata il 20 aprile 1937 a Gallarate, in provincia di Varese, Amalia cresce con una passione travolgente per la matematica. Già la scelta di frequentare il liceo scientifico a Busto Arsizio è insolita per l’epoca, ma non quanto la successiva: si iscrive al Politecnico di Milano per studiare ingegneria aeronautica, corso dominato dagli uomini e frequentato da sole 5 ragazze su 650 studenti. I genitori avrebbero preferito per lei una cattedra di matematica alle medie. Lei non li ascolta.
Nel 1962 si laurea con il massimo dei voti e lode e vince la medaglia d'oro dell'AIDAA, l’associazione italiana di aeronautica e astronautica. È la prima donna italiana a conseguire questa laurea e passeranno dodici anni prima che arrivi la seconda. Da parte sua, Amalia seguirà personalmente molte delle prime colleghe per aiutarle a inserirsi nel mondo del lavoro.
Inizia subito a insegnare al Politecnico di Milano, dove resterà per oltre cinquant'anni: diventa professoressa associata nel 1980 e ordinaria nel 1994, insegnando meccanica orbitale e dirigendo il dipartimento di ingegneria aerospaziale.
L’apice della sua carriera arriva con la missione Rosetta dell'ESA. Per diversi anni è Principal Investigator (responsabile scientifico) del trapano SD2 montato sulla sonda Philae, progettato per perforare la superficie della cometa Churyumov-Gerasimenko e raccogliere campioni del terreno da analizzare. L’atterraggio di Philae sulla cometa, nel novembre 2014, è uno dei momenti più emozionanti della storia spaziale europea, anche se non tutto va come previsto.
Anche dopo il pensionamento non si ferma: studia il possibile atterraggio di un equipaggio umano su Marte e progetta un orto botanico sulla Luna.
Nel 2018, l'International Astronomical Union le dedica l'asteroide 24890, ribattezzato "Amaliafinzi". Riceve anche il Premio Frank J. Malina dell'International Astronautical Federation e viene nominata Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
È sposata con il fisico Filiberto Finzi e ha cinque figli. La sua formula per conciliare tutto? "Nervi d'acciaio, salute di ferro e marito d'oro."
Per tutta la vita ha combattuto perché la scienza desse spazio alle donne. È stata presidente nazionale dell'Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti e ha combattuto tutta la vita contro stereotipi e pregiudizi. Vorrebbe essere ricordata come una persona che ha fatto con coerenza le cose in cui credeva. Ma è anche la donna che si è conquistata un posto di rilievo nella storia dell’esplorazione spaziale.