In 2025, governments in Italy, France, and soon all over Europe are using “child protection” as an excuse to force online identity checks for adult content. But this isn’t really about safety, it’s about making sure every click is linked to your name and every online move is permanently stored in a government database. Until now, tracking people online has always been full of uncertainty: IP addresses change, are shared, and never really prove who did what. With these new rules, all that doubt disappears. The moment you log in with your digital ID, there’s a permanent record tying your real identity to everything you do. This opens the door to profiling, blackmail, and state-level censorship like we’ve never seen before. Today it’s porn. Tomorrow it’ll be gambling. Then it will be social networks, and eventually any site they decide is “risky.”
The only way to stop this is to make so much noise and public pressure that no political party will even dare to touch the issue. If we stay silent now, this system will quietly become the new normal, and anonymity will be gone for good.
This isn’t about protecting kids. It’s about making sure no one can ever be anonymous online again.
Capito? La colpa dell’inflazione è vostra, che chiedete adeguamenti salariali e uno straccio di indicizzazione all’indice dei prezzi al consumo.
Non delle politiche monetarie che per quasi 15 anni a partire dal 2008 hanno tenuto i tassi di interesse a zero e iniettato un fiume di liquidità nel sistema per gonfiare le valutazioni degli asset che compongono i mercati; o, più in generale, del sistema finanziario basato sulle valute fiat, programmate proprio per svalutarsi.
Questi ci pisciano in testa e ci dicono che piove.
Probabilmente non piace chi esprime il pensiero libero.
Il rischio che vedo io è che quando tutti gli Europei useranno l'Euro Digitale, i cittadini che dissentiranno con il governo potranno essere messi a tacere con la minaccia di confisca immediata.
Ho detto la parte silenziosa ad alta voce sembra...
Negli Stati Uniti, infatti, per eliminare questo rischio si è deciso di proibire al governo di lanciare una CBDC (Central Bank Digital Currency).
@youngplatform Sono un vostro utente, ma penso che gli operatori di mercato come voi, avrebbero dovuto far sentire di più la voce piuttosto che lamentarsi su altri che non rispettano una normative che per certi aspetti è folle.
@youngplatform Tutto molto bello, ma se la direzione è quella di adottare meccanismi come la Travel Rule per l'identificazione dei wallet, direi anche di no.
Non dico tutte le crypto, ma Bitcoin è nato anche con l'intento di mantenere un pseudo-anonimato.
CBDC (Euro digitale/Dollaro digitale)
La differenza tra noi e gli USA non sta solo nel fatto che loro le abbiano vietate mentre l’UE probabilmente ce le farà ingoiare in qualche modo.
La vera differenza è che, da noi, ci saranno sicuramente IDIOTI pronti a osannarle e a richiederle a gran voce, senza rendersi conto delle implicazioni negative che le CBDC comportano:
Controllo di massa, zero privacy, possibilità di misure coercitive, vulnerabilità e cybersecurity.
[🇮🇹] On. Marcello Coppo, Fratelli d'Italia.
"Il mio emendamento sulla tassazione criptovattività è stato assorbito in toto in un emendamento dei relatori".
L'emendamento Coppo prevede:
➡️ Mantenimento aliquota al 26%
➡️ Eliminazione soglia dei 2.000€
➡️ Rivalutazione al 18%
È stato poi aggiunto dal governo un aumento dell'aliquota al 33% dal 2026. Aumento contro il quale On. Coppo afferma di voler lottare.
[🗣️] Il nostro commento: non si parla di vittoria e di tasse abbassate, cosa che ci pare più congrua con quanto accaduto.
L'intenzione è quella di eliminare anche il 33% per il 2026.
È una situazione peggiore rispetto a quella iniziale in Italia (i famosi 51k) e anche rispetto a quella dell'anno scorso, con la soglia che rimarrà in Francia, in Spagna e anche altrove.
Rimane, almeno a nostro avviso, importante capire chi è che ha remato contro, chi ha inserito il 42% in Legge di Bilancio (sensibilità diverse non è accettabile, ai cittadini viene chiesta trasparenza totale).
Hanno responsabilità i parlamentari che hanno presentato emendamento? No. Tuttavia crediamo che il pubblico italiano che si interessa di crypto non debba essere vessato. E che nel caso chi si è preoccupato di vessarli dovrà preoccuparsi anche di palesarsi.
La democrazia è conoscere per deliberare. E senza conoscere non si può deliberare.
Ma è possibile fare i nomi e cognomi delle "diverse strutture e anime del governo" che invece volevano la tassazione al 42%?
Io ho letteralmente ammorbato tutti, di qualunque partito, nessuno ne rivendica la paternità.
È possibile per la cittadinanza conoscere chi è che le voleva portare al 42% e evidentemente non è tornato sui suoi passi?
Perché a cittadini ai quali si chiede trasparenza totale (ormai si ricevono telefonate anche se si versano 300€ in banca) non è dovuta la stessa trasparenza?
Contro chi ha strappato questa vittoria la Lega? Chi è stato battuto?
E no, caro Ministro Giorgetti: la Costituzione "incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme" (art 47), non affida al Governo il ruolo di consulente finanziario. E molti dei 3,6 milioni di investitori in #bitcoin hanno investito a lungo termine, con tanta pazienza.
Oggetto: Considerazioni sull'eventuale aumento della tassazione sulle cripto-attività.
Signor Presidente del Consiglio, On. Giorgia Meloni @GiorgiaMeloni,
Onorevole Viceministro Leo @MaurizioLeo6,
In seguito alle recenti dichiarazioni riguardanti l'intenzione di aumentare la tassazione sulle criptovalute dal 26% al 42%, desidero esprimere alcune considerazioni in merito, anche alla luce della mia esperienza professionale nel settore.
Sono un appassionato e operatore del settore crypto, in qualità sia di investitore che di Dottore Commercialista, con un focus specifico sulla fiscalità delle criptovalute ed affini. Da tempo mi occupo di supportare i contribuenti nel rispetto delle normative fiscali relative a questo ambito in rapida evoluzione.
Il mondo delle criptovalute è altamente innovativo e rappresenta un’opportunità straordinaria per l’economia italiana, specialmente per le nuove generazioni e per chi, come me, ha scelto di specializzarsi in questo campo. Tuttavia, la mancanza di conoscenza e comprensione, sia da parte dei media che delle istituzioni, ha spesso associato in modo ingiustificato le criptovalute a truffe e pratiche illecite, quando in realtà esse rappresentano uno strumento trasparente e legittimo per numerosi contribuenti.
Questa mancanza di comprensione si è manifestata anche a livello normativo. La Legge di Bilancio 2023, sebbene abbia introdotto per la prima volta una regolamentazione ad hoc per le cripto-attività, presenta ancora numerose criticità che la rendono difficile, se non impossibile, da applicare correttamente in molte circostanze. Nonostante queste difficoltà, ho sempre incoraggiato i miei clienti e conoscenti a conformarsi alle norme, anche quando queste non esistevano, posto che prima del 2023 non v’era null’altro se non documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Personalmente, sto dedicando gran parte della mia attività professionale allo studio e all'approfondimento della fiscalità delle cripto-attività, tanto che sono arrivato a costituire, insieme ai miei soci, una società che ha sviluppato un software chiamato Tatax. Questo strumento è stato creato per automatizzare e semplificare il processo di dichiarazione fiscale delle cripto-attività e il calcolo delle plusvalenze, aiutando i contribuenti a rispettare le normative vigenti con trasparenza.
Siamo orgogliosi di aver sviluppato una soluzione che permette agli utenti di adempiere agli obblighi fiscali in modo semplice e chiaro. Esistono molti contribuenti onesti che, pur non essendo felici di pagare le imposte (chi lo sarebbe?), sono disposti a farlo secondo le attuali aliquote del 26%. Tuttavia, l'eventuale aumento al 42% rischia di essere insostenibile e altamente penalizzante per il settore.
L’aliquota prospettata è spropositata, non trova riscontro in nessuna altra giurisdizione internazionale e rischierebbe di scoraggiare gli investimenti nel nostro Paese, spingendo molti operatori a cercare opportunità all’estero dove le normative fiscali sono più favorevoli. Inoltre, una tassazione eccessiva potrebbe incentivare fenomeni di evasione fiscale, vanificando così gli sforzi per regolamentare e normalizzare questo settore.
L'innalzamento dell’aliquota, oltre a destabilizzare un mercato ricco di opportunità per i giovani e per l’innovazione, potrebbe avere conseguenze negative per l’economia nazionale, nonché per l'attrattività dell'Italia come hub per l'industria delle cripto-attività.
Per queste ragioni, invito il Governo a riconsiderare questa proposta. Sarebbe opportuno avviare un dialogo costruttivo con gli operatori del settore, al fine di trovare un equilibrio tra l’esigenza di garantire un gettito fiscale adeguato e la necessità di sostenere lo sviluppo di un’industria emergente e promettente.
Concludo auspicando che l'eventuale aumento venga valutato con attenzione, tenendo conto delle implicazioni economiche e sociali che comporterebbe. Sono a disposizione per un confronto più approfondito e costruttivo, qualora fosse necessario.
Ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un eventuale riscontro.
Cordiali saluti,
Andrea Russo
Saremo ricordati come il paese che ha provato a tassare il futuro asset di riserva globale al 42%
Durante una conferenza stampa dedicata alla manovra finanziaria del 2025, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha annunciato un aumento selvaggio delle imposte sulle plusvalenze di Bitcoin, dal 26% al 42%, con un incredibile incremento del 61% in un colpo solo, giustificato con l’assurda motivazione che “questo fenomeno va diffondendo”.
Un provvedimento che non è solo profondamente miope, ma che relegherà il nostro paese a un ruolo marginale, in un settore che sta crescendo rapidamente e sul quale abbiamo avuto, fino ad oggi, le carte in regola per giocare un ruolo da protagonisti.
Al momento, questa follia non è ancora ufficiale, ma se confermata con l'approvazione della legge di bilancio del 2025, avrà conseguenze devastanti.
E non è chiaro se riguarderà solo Bitcoin o anche altre criptovalute, ignorate del tutto durante l’annuncio (probabilmente per incompetenza).
Dal 2018, @youngplatform, come exchange crypto 100% italiano, lavora duramente per rendere il mondo delle criptovalute sicuro, accessibile e semplice per tutti gli italiani che vogliono sfruttare le enormi potenzialità di Bitcoin.
E questo aumento è un colpo basso, un affronto inaccettabile per tutto il settore e tutti gli investitori, nonché anticostituzionale.
Non resteremo in silenzio di fronte a questa ingiustizia.
Come azienda, ci batteremo senza sosta per aprire un dialogo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Parlamento e le autorità competenti per evitare che questo aumento fiscale venga messo in atto.
L'Italia non può continuare a soffocare l’innovazione con provvedimenti che vanno nella direzione sbagliata.
Un intervento fiscale di questo tipo non solo soffocherà l’industria, ma incentiverà l'evasione e penalizzerà chi cerca di operare nel rispetto delle regole.
"visto che questo fenomeno (bitcoin) va diffondendosi prevediamo un aumento della ritenuta dal 26% al 42%".
Traduzione: piu' qualcosa ha successo piu' va tassato!
Come osano, i sudditi, usare il #bitcoin come protezione / opzionalita' verso le politiche finanziarie italiane!
Beh, direi logica impeccabile...
Ah, respirate meno per favore.
🚨 Plusvalenze crypto dal 26% al 42%? Nulla di certo, ma la dichiarazione è scioccante
“Per le plusvalenze da bitcoin prevediamo un aumento della ritenuta dal 26% al 42%”.
Il viceministro dell'economia Maurizio Leo ha rilasciato questa dichiarazione nella conferenza stampa sulla manovra 2025, tra l'altro citando espressamente solamente Bitcoin (probabilmente dovuto al fatto che non ne conosce nemmeno la differenza con tutto il resto del mondo crypto).
Io sono pronto a scendere in piazza e spero anche voi.
@Free_data0@gianluca_prato@crypto_gateway Mmm non penso, come fanno a tassarti dato che non c'è nemmeno una transazione di vendita?!
Nexo trasferisce solo gli asset nel wallet di finanziamento, ma non vende nulla.