Felice chi ha ogni giorno Fillide sotto gli occhi e non finisce mai di vedere le cose che contiene • Mamma di #Antinea & #Iside • Scrivo su @_theStorySquare
Su @tempoweb il racconto del nostro OpenDay anche attraverso le parole del CEO e Founder di SMI Group @CesarePizzuto65 e del Co-Founder e COO @stetib75: dalla centralità della resilienza digitale e della protezione dei dati per la continuità del business, al ruolo di aziende come SMI Group nel guidare il cambiamento che stiamo attraversando, fino alla novità dell’Executive RoundTable nell’edizione di quest’anno.
Il Direttore Generale di SMI Group Stefano Novelli ci racconta cosa rappresenta l’Open Day per SMI Group, per i nostri partner tecnologici e per i clienti che si affidano e credono in noi.
L’originale formula di mettere in connessione diretta imprese, amministrazioni e partner attraverso gli esperti di SMI Group, ha decretato ancora una volta il successo dell’Open Day, arrivato alla sua quarta edizione.
Come Platinum Partner dell’Open Day 2026, @F5 ha potuto anche partecipare ad una Executive Round Table, insieme agli altri due Platinum Partner dell’evento, al top management di SMI Group e ad un gruppo selezionato di manager.
A margine dell’incontro abbiamo chiesto a Paolo Capomasi, Country Manager di F5, un commento sul valore di un evento come l’Open Day.
Buona visione!
Alla Executive Round Table con il managementi SMI e una selezione di imprese e clienti ha preso parte anche @OpenTextSec, in qualità di Platinum Partner dell’Open Day SMI Group 2026.
Sulla valenza di questo incontro esclusivo e dei temi affrontati durante la giornata abbiamo raccolto le impressioni di Pierpaolo Alì, Senior Director di OpenText.
Buona visione!
Oracle, Platinum Partner dell’Open Day 2026, ha partecipato all’Executive Round Table con Mario Nicosia Vice President Technology e Country Leader Italy di @OracleItalia.
Dall’interesse per i temi affrontati durante la giornata - dalla resilienza del business al cambio di paradigma sulla protezione dei dati -, alle opportunità generate da un incontro ristretto e di alto profilo, in questa breve intervista Nicosia ci racconta le sue impressioni sull’Open Day SMI Group.
Buona visione!
Per Oronzo Ungaro, Territory Account Manager di @CheckPointSW intervenuto all'Open Day 2026 "oggi c’è necessità di dotarsi di strumenti in grado di rispondere velocemente agli attacchi potenziati dall’AI. Per questo CheckPoint ha introdotto nella sua infrastruttura strumenti evoluti di AI in grado di prevenire certi tipi di azioni.
Il 90% circa degli attacchi che vanno a buon fine funzionano perché arriva una mail e un utente clicca dove non avrebbe dovuto; rischi aumentanti esponenzialmente con l’intelligenza artificiale.
È chiaro quindi come il fattore umano resti l’elemento centrale e la consapevolezza sia fondamentale.
Check Point offre un sistema di risk management che consente di comprendere la propria postura di sicurezza per essere sempre più consapevoli e trovare così la strategia più vincente".
Nel suo intervento all'Open Day SMI Group 2026, Luca Galloni di @Dynatrace ha dichiarato: "La complessità degli ecosistemi digitali è esplosa, anche grazie all’AI, e il monitoraggio verticale o prodotti tradizionali non servono più. Dobbiamo analizzare strutture complesse e avere una soluzione che possa mettere tutti i dati insieme, correlarli e capire come gli utenti li stanno utilizzando, per prevenire eventuali criticità.
La sicurezza non è più solo un tema tecnologico ma riguarda il business a tutto tondo. Dynatrace si occupa di sicurezza applicativa, implementando sistemi di sicurezza dall’interno delle applicazioni stesse.
Uno degli aspetti fondamentali è evitare che tutto sia classificato come critico: l’osservabilità profonda è vitale per comprendere cosa sia esposto e cosa no e con quale grado di rischio, così da ridurre i tempi di intervento e risoluzione".
Ha chiuso il secondo Speed Talk dell’Open Day 2026 dal titolo “Identità, governance e disponibilità: i pilastri della sicurezza del dato” Massimiliano Moschini, Pre Sales Manager di @veeam_it.
"Serve un salto di qualità sul concetto di backup: il backup di per sé non è importante, mi concentrerei piuttosto sulla ripartenza, sulla gestione della continuità operativa. E per questo serve tanta consapevolezza.
La domanda da porsi dovrebbe essere una sola: se ho una criticità, come riparto? Ci devono essere delle procedure, documentate e testate, e i manager devono avere la consapevolezza sui sistemi in grado di ripartire in caso di problemi.
La strategia non può partire dal back up e poi recuperare i dati che ci trovo, senza avere una visione strategica.
L’immutabilità del dato è un’altra pietra miliare in tema di protezione. Oggi la strategia di protezione deve concentrarsi anche sul backup, perché la maggior parte degli attacchi hanno quelli come obiettivo.
Per questo Veeam punta su immutabilità del dato, ambientale e anche in cloud, con server di backup potenzialmente inattaccabili.
Il tema degli hypervisor, infine, sta cambiando tutto e Veeam non solo supporta moltissimi hypervisor, ma consente anche di backuppare da uno scenario e ripristinarlo in un altro: uno strumento che consente di migrare gli scenari consente di fare tutti i test necessari per rispondere al meglio ad eventuali criticità".
Ha poi preso la Paolo Pambianco di @F5, Platinum Partner dell’Open Day SMI Group 2026.
"F5 è da sempre strutturata per la sicurezza applicativa e dei dati. Il nostro processo di sicurezza investe tutto il ciclo di vita delle applicazioni, seguendo il processo shift/left: dobbiamo pensare alla sicurezza già nella prima fase di sviluppo delle applicazioni.
Grazie agli strumenti di F5, una volta che faccio l’upload del codice, ho una soluzione che lo scansiona e lo analizza, evitando già nella fase di sviluppo applicazioni potenzialmente vulnerabili. Ad ogni aggiornamento poi, esegue nuove scansioni per monitorare la sicurezza, così da avere un rilascio più rapido.
Il secondo processo è lo ZeroTrust: soluzioni che controllano accessi e autorizzazioni per ogni singolo end point. Questo significa rivedere la politica di autorizzazioni, che sono rivolte non solo alla persona ma anche al dispositivo e alla posizione, correlando queste info e valutando la postura di sicurezza dell’utente. Così manteniamo una sicurezza del dato che sia consistente all’interno delle applicazioni.
Il terzo processo sono soluzioni RunTime per individuare attacchi prompt injection o esfiltrazione di dati. Le soluzioni convenzionali possono non essere efficaci: applicazioni basate su AI che utilizzano chat bot possono generare attacchi con linguaggio naturale, facilitando l’esfiltrazione dei dati. Servono soluzioni che creano barriere sia a livello applicativo, per l’autenticazione e per l’esposizione dei dati sensibili".
Altro Platinum Partner dell’Open Day è stato
@OpenTextSec, intervenuta con il suo CISSP – CISM – CEH Security Solution Achitect Vito Volpini:
"Il dato è diventato l’alimentatore di tutti i sistemi AI che stano girando nelle aziende; il punto centrale è continuare ad utilizzare un dato che sia protetto e allo stesso tempo abilitatore del business.
Siamo passati nella AgenticAI, ovvero processi gestiti autonomamente dall’AI, così la superficie di esposizione è aumentata tantissimo: prima era proteggere il dato dove si trovava, ora devo essere sicuro che questi agenti AI arrivino ai dati giusti, che non siano stati modificati e che li utilizzino solo per lo scopo specifico.
Questo richiede un nuovo tipo di approccio: controllare diverse fasi in cui il dato entra nella pipeline di gestione; devo sapere esattamente dove sono i dati, certificare i dati che possono entrare nelle pipeline e assicurarmi che abbiano un fattore di rischio associato.
Devo applicare tecniche di protezione per far sì che anche il dato protetto possa essere utilizzato in modo sicuro e noi lo facciamo con la nostra famiglia di tecnologie chiamate OpenText Voltage".
Stefano Bucci, Country Leader Account Cloud Engineering for Data Platform di @OracleItalia, Platinum Partner dell’Open Day, ha chiuso il secondo Speed Talk della giornata.
“Affrontiamo la data protection da anni e ci basiamo su 3 aspetti principali. Primo, essere “disruptive”: ovvero la disponibilità di modelli che stanno rivoluzionando la cyber nelle aziende. Sono stati diffusi in modo limitato a diversi vendor, tra cui Oracle, per poter così anticipare le vulnerabilità. Abbiamo adottato un rilascio continuo delle patch di sicurezza, per consentire alle aziende di adeguarsi verso la continuità.
Secondo, applicazioni e agenti che stanno entrando nella azienda: per renderli efficaci devo dare accesso ai dati, aumentando quindi la superficie di esposizione. La notizia recente è che Oracle per contenere questo fenomeno, deve essere fatto con meccanisimi radicali.
Per contenere questo fenomeno sono necessari meccanismi radicali e, notizia recente, Oracle ha rilasciato DeepData Security, la soluzione di controllo degli accessi ai dati basata su identità e contesto che protegge applicazioni, analytics e agenti AI, applicando policy di sicurezza granulari direttamente nel database.
Terzo, tecnologie di encription: tecnologia consolidata, ma spesso non adottata in maniera pervasiva. Si prevede che entro massimo il 2030 arriverà il Quantum Computing, che consente di rompere i meccanismi di cifratura tradizionali. Oracle si è anticipata è per la protezione delle nostre tecnologie, ha sviluppato algoritmi per riuscire a fare tutte le valutazioni preventive per essere pronti ad affrontare anche questo nuovi scenari.
Dopo gli interventi dei nostri partner tecnologici spazio agli incontri One to One, vero fulcro nevralgico dell’Open Day: sessioni di consulenza pianificate e progettate per stimolare il dialogo diretto tra aziende, partner e gli esperti di SMI Group, per trovare risposte efficaci alle necessità di protezione e resilienza che investono le organizzazioni moderne.
Nella splendida cornice di Villa Alberico, sulla via Appia Antica a Roma, abbiamo costruito insieme uno spazio di confronto e dialogo per guardare alle principali sfide che l’intero comparto ICT si trova di fronte.
È poi intervenuto Mario Noioso EMEA Public Sector Advisory Solutions Architect di @MongoDB: "Da anni sentiamo che il dato è il nuovo petrolio ed ogni giorno ne abbiamo la riprova, anche guardando ai contesti geopolitici internazionali.
La piattaforma su cui risiede il dato è quella che ti consente poi di poterlo recuperare, un aspetto fondamentale perché è anche sulla base di quei dati che le organizzazioni possono prendere decisioni consapevoli.
Il nostro obiettivo è arrivare ad una libertà dal punto di vista infrastrutturale. Secondo l’approccio di MongoDB, modernizzare significa dotare le aziende di strutture flessibili e veloci che aiutino i clienti a seguire i bisogni del mercato e dei clienti.
Offriamo un approccio alla flessibilità che aiuta a seguire i trend di mercato di oggi e del futuro".
"Resilienza significa prevenire, avere delle soluzioni che mi permettono di pensare in anticipo a cosa sta succedendo" ha dichiarato Fabio Zambon Regional Director di @rubrikInc.
"Se oggi un DataBreach può durare solo 27 secondi, il tempo di risposta deve essere time machine: non possiamo pensare di rispondere in 2-3 giorni!
La sfida non è quindi arrivare ad avere informazioni su che tipo di attacco ho subito, ma chiedersi ‘quanto ci mette la mia azienda a tornare operativa allo stato prima dell’attacco?’. La cybersecurity richiede una visione end to end, dall’inizio alla fine, e deve quindi esserci una cultura dell’educazione.
Per innovare bisogna a volte scontrarsi e come Rubrik lo abbiamo fatto da sempre, da quando 13 anni fa abbiamo scelto di entrare in un mercato saturo come la prevention; il nostro founder è stato uno dei primi a parlare di resilienza e oggi abbiamo portato una soluzione di resilienza anche nel mondo AI.
Nostro obiettivo fondamentale non è gestire le operations, che non portano valore aggiunto, ma portare un miglioramento concreto e per fare questo a volte è necessario anche fare scelte “non consensus”, come viene definita Rubrik stessa".
Nel suo intervento all'Open Day SMI Group 2026, Gioacchino D'Amore Channel Account Manager di @watchguarditaly ha sottolineato come in passato la cybersecurity fosse principalmente legata al singolo 'prodotto', se ne sceglievano diversi e insieme in qualche modo adempivano al loro compito; ma oggi la cybersec va vista in maniera diversa.
Con WatchGuard ad esempio, la tecnologia entra in un ecosistema che mette in relazione diretta i vari prodotti e tecnologie così che le diverse soluzioni dialoghino tra loro, passando dalla somma di singole tecnologie ad un ecosistema armonico.
Oggi il perimetro non esiste più e l’azienda è ovunque: dobbiamo quindi proteggere tutti i device che abbiamo con noi, con strumenti che difendano sia il dispositivo in sé che i dati al suo interno.
Per questo abbiamo adottato un approccio ZeroTrust, secondo cui tutto deve essere verificato puntualmente. Sono 3 le tecnologie fondamentali su cui puntiamo: Firewall Cloud, per superare i limiti delle VPN tradizionali; autenticazione MFA, certificando chi entra e per fare cosa; protezione evoluta degli end point, per gestire minacce potenziate anche dall’AI.
Al via oggi la quarta edizione dell’Open Day SMI Group, dedicata a “Data Protection and Cyber Resilience”. Una mattinata di confronto tra aziende, partner tecnologici ed esperti del settore per approfondire strategie, tecnologie e best practice utili a rafforzare la resilienza digitale e la protezione dei dati in un contesto sempre più complesso.
Cinzia Mingiardi, Chief Marketing Officer di SMI Group, ha aperto l’Open Day 2026: “Alla sua quarta edizione, l’Open Day SMI Group conferma la forza di un format nato per mettere a fattor comune competenze, esperienze e visioni diverse. La presenza dei nostri partner tecnologici rappresenta un elemento fondamentale di questo percorso: affrontare sfide complesse come la Data Protection e la Cyber Resilience richiede collaborazione, specializzazione e capacità di guardare insieme all’evoluzione del mercato. Crediamo infatti che il valore della tecnologia non sia solo nelle soluzioni, ma soprattutto nella capacità di aiutare le persone e le organizzazioni a crescere, innovare e affrontare il cambiamento”.
Ha poi preso la parola Cesare Pizzuto, CEO e Founder di SMI Group che dopo aver ringraziato i numerosi ospiti presenti si è focalizzato sul concetto di responsabilità: “Costruire infrastrutture funzionanti ed efficaci è un aspetto quasi scontato; come SMI Group il contributo che portiamo ai nostri clienti è lavorare affinché ci sia consapevolezza dei nuovi scenari che abbiamo di fronte, tra cloud, intelligenza artificiale, ambienti distribuiti. Riuscire a sfruttare l’innovazione è possibile solo attraverso la consapevolezza e noi, come aziende, abbiamo la responsabilità di rendere consapevole la comunità che viviamo, fatta di donne, uomini, aziende, partner, clienti. Perché governare significa anche educare. Aziende come la nostra hanno quindi una responsabilità oggettiva, quella di essere comunità educante; dobbiamo fungere da raccordo tra l’innovazione e il presente, per trasformarla in realtà. Giornate come quella di oggi sono un momento di condivisione di domande e risposte, di amplificazione culturale di questo modo nuovo di vedere la tecnologia.
Perché le tecnologie proteggono il dato, ma noi abbiamo la responsabilità di proteggere il futuro”.
Sul tema della fiducia ha ruotato invece l’intervento all’Open Day SMI Group 2026 di Stefano Tiburzi, COO e Co-Founder di SMI Group. “Mi piace molto camminare e quando ho iniziato a fare escursioni guardavo chi fosse più bravo di me, chi era attrezzato meglio. Ma la persona più importante non è la più equipaggiata, ma quella che di fronte ad un bivio ti aiuta a prendere la direzione giusta. Oggi i nostri clienti si trovano in questa situazione: il mercato offre una serie di soluzioni, ma l’importante è prendere una decisione che abbia un impatto positivo sul business nel medio periodo. Nasce da investimenti frammentati, tecnologie che non dialogano. Per conquistare la fiducia non dobbiamo essere i più bravi tecnicamente, o quantomeno non solo; il cliente ti accorda la sua fiducia quando lo stai aiutando a fare una buona scelta, anche facendo delle rinunce. Quando un cliente ci affida la continuità operativa vuol dire che stiamo condividendo una responsabilità. Vogliamo essere quella persona che davanti al bivio può aiutare a prendere la strada giusta”.
Ha poi preso il via il primo Speed Talk della giornata, dal titolo “Proteggere, garantire continuità, ripartire: il valore della Cyber Resilience” moderato dal giornalista @MarcoLorux
"Prima il focus era solo sul perimetro da proteggere, mentre oggi è tutto più fluido” ha dichiarato Emilio Tonelli Solution Engineer di @OPSWAT. “Oggi ci si concentra ancora troppo sulla detection, mentre è necessario uno shift verso la prevention perché la metodologia del rilevamento lascia sempre una finestra di rischio. E per ridurre questa finestra, specialmente in contesti critici, occorre implementare processi – prima che prodotti – in ottica preventiva.
Opswat, che si occupa di infrastrutture critiche, ha un controllo profondo e preventivo di quello che succede sui dati che devono transitare dal mondo IT al mondo OT.
Non possiamo applicare sistemi e paradigmi del mondo IT nel mondo industriale o su qualsiasi sistema OT, ma oggi siamo arrivati ad un punto in cui questi mondi devono dialogare. È impensabile proteggere questo sistema con una semplice detection del problema e poi pensare ad una patch, perché il danno è già attivo.
Per questo motivo è proprio il mind set che deve cambiare verso un approccio preventivo".