MA IL FILM È ANCHE ANCORA IN SALA.
👉24 Ottobre 2026 15:00 | Loreto Aprutino (PE) Sala Polivalente Farias
👉24 Ottobre 2026 17:30 | Pescara Teatro Cavour
👉19 Novembre 2026 18:30 | Lecce Cineporto
👉28 Novembre 2026 21:30 | Martina Franca (TA) Bib. Com. Isidoro Chirulli
Dopo il successo dello scorso 22 marzo si... replica!
Giorgio Bianchi e Federico Greco ancora a Bologna per presentare i loro nuovi libri e per dibattere con noi delle connessioni tra industria culturale, propaganda e potere...
#cinema#libri#bologna#nuovonosadella
Come mostra perfettamente il grafico, i due picchi inflazionistici a cavallo tra gli anni 70 e 80 furuno causati dai due shock petroliferi (1973 guerra del Kippur e rivoluzione iraniania-Guerra Iran/Iraq 1979-80). Passate le due crisi, l'inflazione iniziò a scendere molto prima del taglio della scala mobile del 1984 (decreto San Valentino). Non c'è mai stata nessuna spirale prezzi-salari.
Ukraines Präsident Selenskyj forderte auf dem jüngsten EU-Gipfel weitere 70 Milliarden Euro für das kommende Jahr – zusätzlich (!) zu den bereits zugesagten 90 Milliarden Euro. Auch Kanzler Merz macht sich dafür stark, die Zahlungen an die Ukraine zu erhöhen. Als hätten wir nicht schon genug Steuergeld an die korrupte Selenskyj-Clique verschleudert!
Über 100 Milliarden hat der sinnlose Ukraine-Krieg Deutschland bereits gekostet. Obendrauf kommen die EU-Zahlungen, die zu einem erheblichen Teil vom deutschen Steuerzahler getragen werden müssen und nun ausgerechnet mit Unterstützung des deutschen Kanzlers noch einmal aufgestockt werden sollen. Schluss damit! Es kann doch nicht sein, dass die Deutschen immer weiter geschröpft werden, während andere Länder, allen voran die USA, ihre Zahlungen längst weitgehend eingestellt haben.
Wenn Merz in seiner letzten Regierungserklärung behauptet, dass kein Euro, der in die Ukraine fließt, in unseren Sozialsystemen fehlt, dann ist das einfach Schwachsinn! Denn es ist doch so: Merz reist morgens mit dem Geldkoffer nach Kiew und holt sich das Geld abends bei den Bürgern über Kürzungen bei Pflege, Rente und Gesundheit zurück. Dieser Kanzler macht Politik gegen das eigene Volk. Merz muss weg!
Sabato 24 a Pescara e provincia!
Il tour di D'istruzione pubblica continua.
Per sempre.
Per sempre.
Per sempre.
Lo trovate anche in streaming su @didalbasso#distruzionepubblica#scuola
1 Ottobre, 2026 ore 21:15 - Sesto San Giovanni (MI) (Cinema Rondinella)
—— Per organizzare una proiezione o vedere il film in streaming: https://t.co/mzdlrmy8J7
Ve la ricordate la Bolognina? Quando nel 1989 Achille Occhetto annunciò la svolta che avrebbe portato allo scioglimento del PCI?
Bene, 7 anni prima uno dei più grandi filmmaker di sempre, John Carpenter, aveva previsto tutto. Non solo che uno dei più grandi partiti comunisti dell’Occidente si sarebbe abbrustolito, non solo che sarebbe diventato un essere informe come il PDS, antenato del PD. Ma ne aveva previsto anche il nome: la “Cosa”.
Ovviamente si scherza: Carpenter non sapeva neppure chi fossero Achille Occhetto, Giorgio Napolitano, Massimo D’Alema e Walter Veltroni, gli artefici di quell’orrore (e beato lui). Ma non scherzo quando dico che, a guardare bene, il paragone non è per niente azzardato. E a spiegarcelo è soprattutto zio Marco nei suoi libri sbalorditivi, da imporre con una ribellione di piazza come libri di testo in tutte le scuole del pianeta, The Weird and the Eerie e Realismo Capitalista.
Mark Fisher analizza proprio il film La cosa di Carpenter come l'irruzione dell'incomprensibile che disgrega l'identità umana. E cos’è il PD se non l’incomprensibile voglia di neoliberismo della sinistra che ha disgregato la società italiana?
Ne La cosa di Carpenter e in quella della Bolognina, l'organismo non ha una forma propria: è il capitale che colonizza e ricombina ogni forma di vita. Non puoi scappare o fare la rivoluzione contro la "Cosa", perché la "Cosa" ha già saturato ogni ambiente e assimilato i tuoi compagni. Che mentre lì fuori il mondo somiglia sempre di più all’inferno di Bosch, loro fanno i balletti nei film di Moretti. O i girotondi, che poi è lo stesso.
E chi non vede il video intero… fa i balletti.
Video qui: https://t.co/3zZ2eumQuO
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Romano Prodi è stato un protagonista indiscusso della distruzione dell'Italia: ha svenduto l'IRI, ha tagliato violentemente la spesa pubblica e ha cancellato la sovranità monetaria del Paese con l'adozione dell'euro. Una vita dedicata a difendere gli interessi stranieri contro quelli italiani.
A distanza di millenni l’uno dall’altro due personaggi, Oppenheimer e Ulisse, chiagneno e fottono, chiagneno e fottono.
A Roma si dice: chiedono scusa (dopo) invece di chiedere permesso (prima). Questo meccanismo narrativo, classico dell’imperialismo occidentale (ma anche della sinistra neoliberista degli ultimi 30 anni), e dunque ricorrente nel cinema ad alto budget statunitense, lo chiamerei “tragedia dell’oppressore”.
L’Oppenheimer e l’Ulisse nolaniani prima contribuiscono a creare strumenti di guerra per sterminare il nemico, compresi tutti i civili, e poi soffrono. In questo modo la narrazione celebra comunque la loro statura tragica. Il loro dolore ruba la scena alla devastazione subita da chi sta dall’altra parte delle mura o del Pacifico.
Chiagneno e fottono. Anzi, prima fottono e poi chiagneno.
All’ultimo film di Christopher Nolan, Odissea, hanno dato 250 milioni di dollari più altri 125 di promozione (cioè un terzo del costo complessivo, 375 milioni), per chiagnere e fottere. E il film ne ha incassati, a oggi, più di un miliardo e mezzo.
E chi non vede il video intero chiagne e fotte. Chiagne e fotte.
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Domani 19 settembre, ore 20.00: "D'istruzione pubblica" a via Lorenzo Litta (Primavalle).
#distruzionepubblica#scuola#documentari
Qui lo trovi in streaming: https://t.co/mzdlrmy8J7
Scrivetemi in privato per chi volesse, e sa che potrà, partecipare: [email protected].
Come il cinema ha raccontato la deindustrializzazione dell'Italia.
Esiste un partito in Germania che viene accusato di fascismo dalla sinistra e di comunismo dalla destra.
Un partito che si rifà esplicitamente alla sinistra socialista e socialdemocratica.
Che critica la svolta neoliberale della sinistra al governo, accusandola di aver abbandonato i diritti sociali per i più innocui diritti civili e di essere stata integrata nelle strutture del capitalismo finanziario e della NATO.
È il partito di Sahra Wagenknecht.
Alle ultime elezioni in Sassonia ha preso il 5,3 per cento, ed è l’unico partito in Germania ad aver aperto ad un’alleanza di governo con l’Alternative für Deutschland.
Se l’AfD è al 40 per cento, dice la Wagenknecht, dobbiamo confrontarci, e non possiamo fare come i Calenda di turno, che vorrebbero dichiarare fuori legge le idee di milioni di cittadini e distruggere la democrazia con la scusa di proteggerla.
E poi, sulla guerra, alla Russia: meglio AfD degli altri, che stanno tentando di salvare l’economia tedesca con una nuova corsa agli armamenti, che rischia ogni giorno di sfociare in una guerra nucleare sul continente.
Ma le cose non sono così facili come sembrano.
Sul resto dei temi, c’è l’estrema destra tedesca, sempre più filo-trumpiana: c’è la stessa compatibilità che c’è tra un Marrucci e un Vannacci.
Ed è quindi molto più probabile che finirà come sempre.
E cioè che sarà l’unico vero partito popolare, democratico e ant-isistema, quello della Wagenknecht, ad essere isolato dagli altri.
E che, tra il centrodestra e AfD, tra conservatori, liberali e neofascisti, alla fine si troverà, come sempre è accaduto in passato, proprio nelle epoche più buie, un onesto compromesso.
Ma quindi, cosa dovrà fare Sahra Wagenknecht in Sassonia-Anhalt?
Ripeterà il buon risultato anche alle prossime elezioni a Berlino e in Pomerania?
E, più in generale, che lezione possiamo trarre per la politica italiana da quanto sta accadendo in Germania?
Lo abbiamo chiesto a due ospiti davvero d’eccezione.
Vladimiro Giacchè, intellettuale, economista, filosofo, uno dei massimi esperti della Germania dell’Est e delle dinamiche dell’unificazione.
E Gabriele Guzzi, professore di economia, ex consulente economico a Palazzo Chigi e presidente dell’Indispensabile.
Ci vediamo qui https://t.co/YVsUMl8jIi
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