GRANDI, GRANDI, IMMENSI,
GRANDISSIMI, BELLISSIMO
GESTO 👏🏻👏🏻👏🏻
#Russia#newzealand#Japan
Il pattinatore russo Lev Lazarev ha vinto l'oro nella competizione individuale nella prima tappa della serie junior del Grand Prix.
Non potendo esibire la propria bandiera perché gli è vietato,
gli altri due competitor, neozelandese uno e giapponese l'altro, hanno messo via la loro.❤️
- Arsenale Kappa
Cagliari. 16enne molestata e palpeggiata su un bus da un porco alpino. Ora tutte in piazza contro il patriarcato e il maschio bianco.
Ah, no, scusate. Era un nordafricano, che ha tentato la fuga con un connazionale complice.
Dietrofront, sorelle. Tutte sul divano.
IL VERME TOSSICO #ZELENSKYY VOLEVA LA SVOLTA.
GLI È ARRIVATO IL CONTO.
#ukraine#Russia#NATO#UE#USA
Doveva essere la guerra delle armi miracolose.
Prima i Javelin.
Poi gli HIMARS.
Poi i Leopard, gli Abrams, gli F-16.
Ogni consegna occidentale veniva presentata come quella definitiva: l’arma che avrebbe spezzato la Russia, riconquistato i territori e portato Zelensky in trionfo fino alla Crimea.
La realtà, invece, ha appena presentato il conto.
Nell’ultimo attacco russo contro Kiev, l’Ucraina è riuscita ad abbattere gran parte dei droni, ma nessuno dei 24 missili balistici lanciati.
Zero su ventiquattro.
Non perché improvvisamente gli ucraini abbiano dimenticato come si usa una batteria antiaerea, ma perché i Patriot sono pochi e gli intercettori stanno diventando ancora più rari.
Lo stesso Zelensky ha ammesso che nel 2026 Kiev ha ricevuto appena un terzo dei missili per la difesa aerea consegnati nel 2025.
E qui finisce la propaganda e comincia l’aritmetica.
La Russia produce e lancia.
L’Ucraina consuma e aspetta.
L’Occidente promette, discute, autorizza, rinvia.
Washington parla perfino di consentire a Kiev di produrre i Patriot. Magnifico. Peccato che per avviare davvero la produzione possano servire almeno uno o due anni.
Nel frattempo, i missili arrivano in pochi minuti.
Ecco la vera “svolta” della guerra: non la grande offensiva ucraina, non la Crimea riconquistata, non Mosca in ginocchio.
La svolta è un Paese che dipende completamente da sistemi costosissimi, prodotti lentamente e contesi da mezzo mondo, mentre il suo avversario continua ad aumentare la pressione.
Kiev aveva cercato di pareggiare la profondità degli attacchi colpendo raffinerie, depositi e infrastrutture russe con i droni.
Ma una cosa è incendiare un capannone a centinaia di chilometri dal fronte.
Un’altra è fermare una salva di missili balistici diretta sulla capitale.
La guerra non si vince con i video spettacolari su Telegram, con le mappe colorate degli strateghi televisivi o contando i droni lanciati durante la notte.
Si vince con industria, munizioni, uomini, energia e tempo.
Ed è proprio il tempo la risorsa che Kiev sta consumando più velocemente.
L’Europa continua a promettere sostegno. La NATO annuncia nuove iniziative. Gli Stati Uniti discutono licenze e coproduzioni.
Ma le dichiarazioni non intercettano i missili.
E le conferenze stampa non ricaricano i Patriot.
Zelensky chiedeva una svolta.
L’ha ottenuta: il momento in cui persino la propaganda occidentale non riesce più a nascondere che le armi “decisive” non hanno deciso nulla.
Hanno soltanto prolungato la guerra, aumentato il prezzo e rimandato il giorno in cui qualcuno dovrà spiegare agli ucraini perché ogni trattativa veniva chiamata resa e ogni nuova fornitura veniva chiamata vittoria.
La Russia ha i missili.
L’Occidente ha le promesse.
L’Ucraina riceve entrambi.
Fonti: Reuters, Associated Press, Financial Times.
- Don Chisciotte
🚨🇪🇸🇲🇦 | ESPAÑA SE SUICIDÓ: Un inmigrante marroquí APUÑALÓ en el cuello y asesinó a un hombre a plena luz del día en Ceuta, dejándolo desangrarse en el medio de la calle.
ALESSANDRO MORELLI
"Ecco le parole di paura e rabbia di una donna spagnola, circondata da clandestini dopo l’invasione avvenuta a Ceuta.
“Dovete viverlo sulla vostra pelle per capire cosa significa”, dice tra le lacrime. Un messaggio per la sinistra, le femministe e i Pro-immigrazionisti, che continuano a minimizzare le conseguenze dell’immigrazione clandestina e giudicano senza vivere queste situazioni".
Da Alessandro Morelli⬇️
"Credo che questo video metta la parola fine alle balorde teorie di una sx sempre più disgustosa, depravata e allo sbando".
#Spain#europa#remigrazione#SanchezDimisión#deportation#remigracion#remigration#spagna#SanchezAPrisión
A #Ceuta è successa una cosa gravissima.
Decine di migliaia di persone hanno forzato il confine tra Marocco e territorio spagnolo.
E la prima reazione di una certa sinistra qual è stata?
Non la preoccupazione per i cittadini.
Non la difesa dei confini.
Non la domanda più ovvia: “come è stato possibile?”
No.
La prima reazione è stata attaccare chi osava parlare di invasione.
Poi è arrivata la solita lezioncina geografica:
“Ceuta non è Europa, è in Africa.”
Come se questo cambiasse qualcosa.
Ceuta è Spagna.
Ceuta è territorio europeo.
Ceuta è una frontiera esterna dell’Europa.
Quindi se migliaia di persone entrano illegalmente a Ceuta, stanno entrando illegalmente in territorio europeo.
Punto.
Il resto è mistificazione.
E qui nasce la domanda vera: perché una parte della sinistra sente sempre il bisogno di difendere chi forza un confine e mai chi quel confine lo subisce?
Perché il clandestino diventa sempre vittima, anche quando viola una frontiera?
Perché il cittadino che ha paura diventa sempre razzista?
Perché chi chiede ordine viene trattato come un estremista, mentre chi giustifica il caos viene presentato come umano?
Questa è l’ideologia immigrazionista nella sua forma più pericolosa.
Non vede cittadini.
Non vede sicurezza.
Non vede sovranità.
Vede solo simboli da usare.
Il migrante come bandiera.
Il confine come colpa.
La nazione come nemico.
Il cittadino onesto come ostacolo morale da zittire.
Ma Ceuta ci dice una cosa semplice: l’immigrazione illegale di massa non è accoglienza.
È perdita di controllo.
E uno Stato che perde il controllo dei propri confini, prima o poi perde anche la fiducia dei propri cittadini.
- Cittadino Zero
YOUR war with #Russia has enriched a select few (your friends and you ?🤔) while crippling and impoverishing millions of #European#families . So, when do we go back to Russian #gas and see #energy#prices return to pre-war levels??? You are dangerously incompetent and incapable.
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