Il problema è fattuale.
Abbiamo fatto una moneta unica senza fare uno Stato federale.
Così aziende che vendono nello stesso mercato si trovano a competere con costo del lavoro, tasse e contributi completamente diversi. Il risultato è semplice: tutti sono spinti ad abbassare il costo del lavoro. Chi può delocalizza, chi non può prova a recuperare margini comprimendo il costo della manodopera...
In un sistema costruito così, lo sfruttamento e il caporalato non sono un incidente imprevedibile. Sono incentivi economici che il sistema stesso contribuisce a creare.
E c'è un altro effetto: con margini sempre più bassi si investe sempre meno in ricerca e sviluppo. Se passi il tempo a rincorrere chi produce a costi inferiori, non investi in innovazione, investi nella sopravvivenza.
E' anche per questo che l'Europa ha perso terreno in tanti settori strategici... unito a leggi demenziali.
Il Corriere della Sera, che scrisse che la Finanza mi beccò con i soldi in tasca, mi pagherà un risarcimento, anche se continua a scappare. Perché non solo non ho mai preso una mazzetta, ma non sono neanche più indagato per corruzione (senza nemmeno un interrogatorio: solo leggendo atti e intercettazioni). Ma visto che continuano anche su vicende molto più dolorose, con virgolettati inventati, supposizioni e documenti ottenuti che nemmeno io, da indagato, posseggo, significa che non hanno capito la lezione e bisogna rispiegargliela.
@andst7@andst7 per favore. Fai verificare la mia sospensione dell’account principale.
Si tratta di attacco coordinato di attivisti LGBTQIA+
Il ricorso non è servito.
Affermi cose ovvie sotto i post di celebrazione del Pride, i buoni e inclusivi ti segnalano e ti fanno sospendere.
Come sempre.
Penosi, infinitamente penosi.
@Francrossi68
🧵“Quand’è che abbiamo acconsentito a pagare di tasca nostra il conto ‘green’”?
Vi siete mai chiesti quand’è che abbiamo cominciato a pagare in bolletta gli oneri relativi al sostegno delle rinnovabili e, soprattutto, quand’è che abbiamo acconsentito a farcene carico? 🤔 ⤵️
Dice @CarloCalenda : "destiniamo ogni euro recuperato dall'evasione al taglio delle tasse..".
@grok, spiega tu al Senatore Carlo che sforbiciata potrei dare alle tasse del ceto medio con 36 MILIARDI...(e spiegagli perchè non é stato fatto ma, anzi, taluni pervertiti vogliono aumentare ancora la tassazione sul ceto medio).
Dice @marattin: "risparmiamo tagliando l'1% di spesa pubblica l'anno e tra "n" anni abbassiamo le tasse..."
@grok spiega tu all'Onorevole Luigi perchè storicamente non si é mai riusciti (per ragioni endogene ed esogene) a tagliare la spesa e\o a ridurre la fame di gettito fiscale.
Infine @grok, spiega a chiunque legga cosa succede se domani taglio di QUATTRO punti %(per iniziare...) le aliquote dei primi due scaglioni irpef.
E DOPO(subito dopo, anche dopodomani) taglio la spesa di 1 solo punto %. Che effetti dinamici potrei osservare?
Grazie Grok, ti leggo con piacere.
Non è falso il dilemma: è falsa in radice la rappresentazione dei termini del problema.
La posta in gioco è estremamente chiara: sottrarre una quota crescente di politica di bilancio dall’azione dei governi nazionali, cioè, in definitiva, alla volontà del popolo sovrano, quindi, in altri termini, commissariare gli Stati membri.
Gli strumenti sono due: l’ampliamento progressivo del bilancio comunitario, e il ricorso crescente a strumenti di debito “comune“. Il passaggio infausto alla moneta unica è stato almeno esplicito. Quello al bilancio unico avviene implicitamente, progressivamente, inesorabilmente, e quindi ancor più al di fuori dal perimetro di un controllo democratico e dello scrutinio da parte degli elettori, forse anche perché, paradossalmente, chi ne beneficerebbe di più (cioè i paesi del Nord), deve ostentare di opporsi a questa soluzione per non perdere il sostegno del proprio elettorato. Il punto di non ritorno sarà, come sapete, la decisione di rinnovare gli strumenti di debito comune rifinanziandoli con altro debito (rollover) anziché rimborsarli. La scusa per farlo verrà dalla necessità di finanziare a piè di lista gli oneri finanziari esorbitanti causati dalla sottostima delle spese per interessi. Nulla che non fosse già stato scritto, e che non stia già succedendo, peraltro…
Uno de los libros más sobrevalorados de la economía moderna es El Capital en el Siglo XXI de Thomas Piketty.
Vendió millones de copias.
Lo citan periodistas, políticos y hasta algunos economistas que deberían saber más.
Y sin embargo es un libro que confunde una identidad contable con una ley económica.
Piketty construye toda su tesis alrededor de una fórmula, r mayor que g, el retorno al capital crece más rápido que la economía en general.
La presenta como un descubrimiento que explica la desigualdad estructural del capitalismo.
Pero no es un descubrimiento, es básicamente una tautología disfrazada de teoría.
Decir que el capital rinde más que el crecimiento del PBI no explica nada sobre por qué rinde, ni sobre qué proceso genera ese rendimiento.
Acá aparece el problema de fondo, y es uno que Böhm Bawerk ya había resuelto un siglo antes de que Piketty naciera.
El capital no es un número en una hoja de cálculo.
Es una estructura, etapas concretas de producción ordenadas en el tiempo, bienes de capital heterogéneos que solo tienen valor porque sirven para producir algo que un consumidor quiere comprar después.
Piketty trata el capital como una masa homogénea que crece sola, como si el dinero generara dinero por inercia.
Mete en la misma bolsa una fábrica, un edificio de departamentos y un bono del Estado.
Esa es la razón por la que su famoso aumento del capital en las últimas décadas está inflado en gran parte por la valorización inmobiliaria, no por acumulación productiva real.
Varios economistas, incluso fuera de la tradición austríaca, ya marcaron esto con los datos del propio Piketty.
Pero el error metodológico no es lo peor del libro.
Lo peor es la conclusión política.
Si el capital crece solo porque sí, entonces la única respuesta razonable es un impuesto global a la riqueza.
Eso es lo que propone.
Ningún renglón del libro se pregunta de dónde sale ese rendimiento.
Sale de satisfacer a un consumidor que paga voluntariamente por algo que valora más que su dinero.
Gravar el capital no corrige una distorsión, frena el único proceso que en dos siglos sacó a miles de millones de personas de la pobreza absoluta.
Piketty escribió ochocientas páginas para llegar a la misma receta que el socialismo viene proponiendo desde el siglo diecinueve, más Estado, más expropiación, menos acumulación.
Solo que esta vez con algunos gráficos más emprolijados.
Watch this twice and linger on the faces.
Left: An Israeli survivor of Hamas sexual assault on October 7, desperately seeking acknowledgment from a “UN expert on violence against women.”
Right: That UN expert squirming and desperately trying to pretend she doesn’t exist.
La vicenda di Preston Davey è qualcosa di semplicemente agghiacciante.
Una coppia omosessuale adotta un bimbo di tredici mesi al solo scopo di abusarne sessualmente e torturarlo.
Le sevizie inflitte sono mostruose (non cercatene i dettagli, ve lo assicuro), il bimbo muore.
Ma il tutto avviene nella totale indifferenza (diciamo indifferenza) di una estesa rete di assistenti sociali e istituzioni che hanno serbato silenzio assoluto mentre il tutto andava avanti.
Tanto vero che ora le autorità inglesi sono costrette ad affermare che prenderanno provvedimenti al fine di evitare che cose del genere avvengano ancora.
This is what you are quoting when you use the UN to justify an argument. This UN Special Rapporteurs face when this brave woman demands she look at her tells you all you need to know.
A Cuba🇨🇺 ci hanno messo quasi settant’anni per capire che il controllo dei prezzi non funziona. Il dittatore Díaz-Canel ha fatto comunque prima di molti comunisti occidentali.
“Il tetto ai prezzi non è riuscito a contenere l’inflazione. Spesso ha portato alla scomparsa di prodotti, deviazioni verso l’illegalità, prezzi più alti, minore gettito fiscale e una corsa impossibile tra prezzi e decisioni amministrative, che arrivavano sempre in ritardo o che si mantenevano inamovibili ignorando la realtà economica mutevole, limitando tutti quelli che volevano sviluppare la propria attività economica nel quadro della legalità e in maniera trasparente”
Questo grafico è importante.
Livello di pressione fiscale in vari paesi (= rapporto tra entrate fiscali e Pil).
Abbiamo l’invidiabile posizione di quarto paese più tassato al mondo….🤢
Le barre blu sono quelle dei paesi europei…
Guarda caso, sono i paesi che crescono di meno al mondo.
Dunque, gli stati grassi e pesanti non aiutano la crescita, anzi la frenano.
Uniche eccezioni: Irlanda e Svizzera.
Paesi ricchi e civili, con servizi pubblici efficienti e pubblica amministrazione non oppressiva.
Che diavolo bisogna fare per cacciare dentro nella testa di elettori e politici queste banali considerazioni????
Socialists do not perceive wealth as something that is produced; they see it as an independently-existing resource -- the pie-- and capitalism and socialism are simply systems for distributing the resource.
Their argument is simple: The pie should have been for everybody, but Elon Musk took it all.
But would the pie still be there for everyone else to share if, as in the first picture, there was no Elon Musk? This is an easy thing to answer, because Elon made his money by entering a mature industry -- auto manufacturing -- with many established legacy players around the world. They are the pie that would exist in Musk's absence.
Musk built an electric car that can replace internal combustion engines while they did not. He built a network of charging stations while they did not. And the reason he is the world's richest man is that the market now values Tesla more than the entire legacy auto industry combined, because his company has built this incredible sci-fi future tech while they're all stuck in the past.
He has a lot of pie because the pie did not exist before him and he invented pie.
Socialists cannot acknowledge this, because they do not believe an individual can be great. To them, we are all interchangeable units within a collective, and different outcomes can only arise from systemic unfairness since we are all the same.
The truth is, some people make pie and some people don't, and when society dictates that everyone should get the same amount of pie whether they make pie or not, people who could make pie generally don't bother because the state will confiscate it, and the state fails to develop the capacity to make enough pie for everyone in the absence of a private incentive, and there ends up not being enough pie to go around.
@CarloCalenda In una EU molto frammentata ed ancora acerba, fatta di interessi nazionali e di sistemi differenziati (pensi al fisco, alle diverse strutture economiche e relative bilance commerciali) togliere il diritto di veto dovrebbe essere l’ultima delle cose da consigliare.
@CarloCalenda Ma questa cosa dell’eliminazione del diritto di veto, che capisco serva per agevolare alcune decisioni importanti, non le sembra possa essere utilizzata contro un singolo paese costretto poi a ratificare scelte che non condivide, oppure sono dannose oppure non sono adatte?