CAMBIAMENTI CLIMATICI: UN PO' DI CHIAREZZA SU ADATTAMENTO E MITIGAZIONE.
È oramai chiaro che non si può andare avanti a oltranza in Italia con fonti variabili (soprattutto fotovoltaico, chè di eolico possiamo installarne ancora poco), oltre il "punto di ottimo", cioè oltre il livello per il quale si ottiene il beneficio massimo in bolletta (p.e., con gas a 30 €/MWh, è quando il 20-30% della domanda è coperta da fotovoltaico, circa il doppio di oggi).
La spiegazione è semplice: data la contemporaneità di produzione di tutti gli impianti installati, se son troppi l'energia prodotta in eccesso, tutta nelle stesse ore, in parte viene remunerata e buttata via (curtailment), in parte accumulata e rimessa in rete qualche ora più tardi. E i costi del curtailment e delle batterie si aggiungono in bolletta, insieme con quelli delle reti che servono a connettere gli impianti.
Ma intendiamoci: "ottimo" per chi? In letteratura "ottimo" significa di solito "minimo prezzo in bolletta". E noi proprio questo intendiamo.
Ma l'ottimo per chi installa fotovoltaico, eolico, batterie, reti (trasmissione e distribuzione), tutte attività a rischio zero, poichè godono di remunerazione garantita o da leggi dello stato o da delibere Arera, qualunque sia l'utilità reale e l'impatto sui prezzi, non è affatto lo stesso "ottimo" dei consumatori.
Per i produttori e i gestori di rete, più fotovoltaico ed eolico si installa, meglio è. E poichè, come dicevamo, da un certo punto in poi l'energia prodotta non sostituisce più energia a gas, a meno di accettare costi esagerati, tutto sommato a chi "vende" gas non dispiace più di tanto: si riduce la quota di elettricità a gas, ma essa diventa indispensabile, tanto che uno non ne fa a meno nemmeno se il gas costa 50-60 €/MWh, perchè l'alternativa con l'80% da fonti variabili farebbe costare l'energia elettrica più di quella a gas con gas a 60 €/MWh. Insomma, per fare un esempio, si riduce del 20-30% il consumo di gas, ma il suo prezzo può aumentare ben di più. Perchè mai chi vende gas dovrebbe lamentarsene?
Ma oramai questo è chiaro ai più. Così un certo numero di pseudo-esperti di cambiamenti climatici, in tv e sui giornaloni, si affannano a ricordarci che "non c'è più tempo", che dobbiamo "azzerare le emissioni subito", che "il nucleare arriverebbe troppo tardi", ecc.
E mai una volta che ricordino che, se anche stanotte, per miracolo, azzerassimo le emissioni mondiali (non solo il 6% europeo, o lo 0,7% italiano), la concentrazioni di CO2 in atmosfera ritornerebbe al valore pre-industriale in "almeno 200 anni", perchè il tempo di persistenza della CO2 in atmosfera è molto alto. Non lo dico io, che non sono un esperto, ma l'IPCC!
Perciò, è vero: DOBBIAMO AZZERARE LE EMISSIONI DI CO2, ma per farlo davvero dobbiamo usare STRUMENTI che si sono dimostrati EFFICACISSIMI (da 40 anni le emissioni del settore elettrico in Francia sono intorno a 30 grammi di CO2 per kWh).
Ed è vero che abbiamo perso un sacco di tempo pensando di azzerarle "con un braccio legato", rinunciando allo strumento più efficace. Ma sarebbe veramente da Tafazzi se, invece di correggere rapidamente la rotta, dessimo retta a questi imbonitori che, guarda caso, consigliano di continuare con strumenti che "si installano più in fretta" e che tuttavia (ma questo non lo dicono) si sono empiricamente rivelati completamente inefficaci (in Germania con zero nucleare e 193 GW di solare ed eolico, costati almeno 600 miliardi di Euro in incentivi, le emissioni elettriche sono ancora 10 di più che in Francia, e le bollette le più care d'Europa).
La lotta ai cambiamenti climatici è una cosa serissima, per cui dobbiamo:
1) investire una valanga di denaro per adattare tutte le nostre infrastrutture ai cambiamenti in atto, che dureranno secoli;
2) ridurre le emissioni con strumenti efficaci ed efficienti, ovvero un mix ottimale di nucleare e rinnovabili, implementandolo senza ulteriori indugi.
Una sfida tremenda che non ammette più errori!
@_smicera@Francesco_DiPa@micheleboldrin@Forchielli@sole24ore Onestamente sì, Silvestro. Questo atteggiamento tiene immobilizzato il Paese, tanto quanto chi il sistema non vuole cambiarlo per interessi personali.
Bisogna alzarsi le maniche, non cercare ostacoli (o forse scuse?) in ogni virgola di una proposta pienamente condivisibile!
@CristinaDragani@Forchielli Cristina, noto che la tua continua ad essere una critica alla loro proposta, ma non proponi un piano alternativo, anche solo di visione.
Pars destruens senza pars costruens non ha senso.
É ovvio che occorre volontà politica per fare riforme, ma la democrazia esiste per questo.
@CristinaDragani@Forchielli Boh, ci sarà un modello alternativo a quello proposto da Boldrin e Forchielli che ritieni si possa applicare meglio in Italia? Cos’é che ti convincerebbe?
@micheleboldrin Esatto.
L’Ucraina si, ma in fondo é colpa della diplomazia europea.
Il nucleare sì,ma solo quello di n-sima generazione o addirittura la fusione.
Renzi non è nuovo a questo tipo di supercazzole che rivelano la sua vera entità: un vuoto spinto guidato dall’amore per la poltrona
@LelloConso@robifacc@CarloCalenda Non vuoi aprire un dibattito sui bonus quando è proprio il punto della situazione? Come fai a governare con chi non ha una minima idea di politica economica e fa solo danni?
@lucatelese@CarloCalenda Telese, sei così piacevole quando parli di calcio. Da tifoso del Cagliari, ti imploro, continua a farlo e lascia stare il resto.