Le attuali tecnologie consentirebbero di estirpare la piaga dell'evasione fiscale in tempi molto rapidi.
Non risolvere questo grave problema è una precisa scelta politica.Ricordatevelo quando vi lamentate delle tasse, mentre vedete sfrecciare il tipo con la Ferrari che paga zero
Ma come fa a non sentire il campanello d'allarme che inizia a suonare quando si lancia in certe strepitose analisi? Urge un controllino da Amplifon. Comunque pare già pronto a fare comunella con il generale #Vannacci che ha lanciato il "patriarcato mediterraneo". Dite a Tajani che lui è ancora in Forza Italia, il partito di Berlusconi. Che ne pensa Marina Berlusconi del binomio serietà di una donna proporzionata alla lunghezza della sua gonna? E per fortuna che non ha parlato anche di affidabilità di una donna in base ai tacchi: sono più serie quelle con i tacchi 12 o quelle con i tacchi 8? Comunque,direbbe Tajani, meglio sposare quelle con i tacchi 5, più stabili di sicuro!
NO, I RADICALI NON CI HANNO DATO IL DIVOZIO E L'ABORTO
Nel giorno in cui le cronache raccontano l'addio a Emma Bonino, mi sembra doveroso premettere una cosa, perché nessuno fraintenda lo spirito di ciò che segue: non è polemica gratuita, e non riguarda in alcun modo la sua figura. Riguarda invece una mistificazione storica più ampia, che ci portiamo dietro da decenni e che proprio oggi, complice l'emozione del momento, rischia di essere rilanciata a reti unificate con ancora più forza del solito. Sono due piani distinti, e vale la pena tenerli separati con l'attenzione che la memoria storica necessita: una cosa è ricordare una persona, un'altra è lasciare che quel ricordo diventi l'occasione per consolidare, ancora una volta, un mito che i fatti smentiscono punto per punto.
Il 1° dicembre 1970 la Repubblica italiana ebbe il divorzio, legge dello Stato. Fu una vittoria delle forze laiche del Paese, capaci di imporsi in Parlamento dopo un confronto durissimo, con i voti di Psi, Pci, Psdi, Pri, Psiup e Pli contro Dc e Msi. Sull'aborto andò sostanzialmente allo stesso modo: la legge 194 arrivò nel 1978, votata da Psi, Pli, Dp, Pri, Pci e Psdi.
Però da decenni si continua a ripetere che sarebbero stati i referendum, e con essi il Partito Radicale, a "portare" agli italiani divorzio e aborto. È una ricostruzione falsa.
Il referendum sul divorzio del 1974 fu promosso dalla Democrazia Cristiana per abrogare una legge già in vigore da quattro anni. Chi vinse quel referendum non "istituì" il divorzio: lo difese da chi voleva cancellarlo. E vinse con il contributo numerico e organizzativo decisivo del Pci di Berlinguer, che solo in piena campagna referendaria superò le proprie resistenze storiche, memori di un Togliatti che nel 1954 aveva bollato il divorzio come "inattuale e dannoso" per non incrinare il tacito patto di convivenza con il mondo cattolico.
Sull'aborto la vicenda è persino più clamorosa. I radicali, con l'autodenuncia di Adele Faccio ed Emma Bonino per aver praticato aborti clandestini, contribuirono davvero ad aprire il dibattito pubblico a partire dal 1975. Ma quando la legge 194 arrivò in aula nel 1978, i radicali votarono contro, giudicandola troppo timida rispetto alla piena autodeterminazione della donna. E nel 1981, sulla scheda elettorale non comparve un solo referendum contro quella legge, ma due, opposti: quello cattolico del Movimento per la Vita, per restringerla, e quello degli stessi radicali, per liberalizzarla ancora. Vennero bocciati entrambi, il primo con il 68%, il secondo con una percentuale vicina al 90%. Il mito del "referendum radicale che ci ha donato l'aborto" è dunque doppiamente falso: la legge esisteva già da tre anni, e il referendum radicale chiedeva l'esatto contrario di quello che quella legge prevedeva.
Resta da capire perché quella narrazione dei "meriti radicali" abbia avuto tanta più fortuna mediatica rispetto alla realtà dei fatti parlamentari. Una delle risposte, probabilmente, è molto banale, e cioè che quella favola serve da sempre a occultare il contributo determinante della sinistra italiana, e in particolare dei comunisti, in battaglie di civiltà che il Pci fece proprie saldandole alle masse popolari, oltre le proprie stesse cautele storiche verso la Chiesa. Un'operazione culturale dunque, attraverso i Radicali, che, iniziata con l'intestazione personalistica di battaglie collettive, non è certo estranea a certe derive successive della politica italiana, quelle che avrebbero trovato piena maturazione solo negli anni Novanta, quando il nome di un leader iniziò letteralmente a comparire nel simbolo elettorale stesso, con la Lista Marco Pannella del 1992.
#radicali #divorzio #aborto
Spiegato semplicemente a chi leggerà il post:
Il cittadino esprime 3 preferenze.
Il capolista è bloccato.
Chi passa? Le preferenze o il capolista?
Semplicemente il capolista.
Chi lo sceglie? I cittadini o i partiti?
I partiti.
Gli italiani non sono stupidi, non tutti.
Per tutti coloro che esultano per il ritorno delle preferenze: il capolista è bloccato e nella stragrande maggioranza dei casi passerà solo lui.
Ma non ve lo dice nessuno.
Quanto ci costa Report? titola Il Tempo. 150 mila euro a puntata. E quanto ci costa l'editore del Tempo Antonio Angelucci? In 20 anni 130 milioni di euro tra indennità da parlamentare (assenteista cronico) e fondi pubblici ai quotidiani di famiglia. Sul @fattoquotidiano
Una settimana a parlare di Ranucci, di Report e della Meloni in costume, con la tipica ipocrisia italiana, mentre l'economia è morta,le fabbriche chiudono, le famiglie sono alla canna del gas e l'Italia spende miliardi per armi e per combattere guerre per procura
@VigilanzaT@Andre_1791 Io vedo che in tv c'è una persona che non si può toccare. Non si può criticare minimamente ed è Maria De Filippi. Che è tra le principali responsabili del declino. Si può dire tutto sul democristiano Pippo Baudo. Ma lui invitava e scopriva eccellenze. De Filippi, il peggio.
La Spagna si batte contro i crimini di Israele e si oppone alla prepotenza degli Stati Uniti.
L' attacco alle spalle dell' Italia conferma che il governo Meloni ha scelto Israele e Usa, ha scelto Netanyahu e Trump.
A molti era chiaro. Adesso è chiaro a tutti.
Oggi che la Spagna - da sola e isolata dall'Italia di Meloni - ha rimpatriato 48mila migranti, Meloni cambia linea e ci parla di risposta europea all'immigrazione, si riscopre più europeista di tutti rendendosi conto dello scempio di ieri. La corte di giornali e tv ora la aiuterà a ribaltare la frittata.
Fino a poche ore fa spargeva fake news e faceva annunci per isolare la Spagna di fronte a una crisi al di là del mare, nel continente africano, che non c'entra nulla con le coste europee, le nostre frontiere e gli accordi di Schengen. Una propaganda utile a nascondere il fallimento italiano su sicurezza, immigrazione, carovita oltre all'imbarazzo per le chat di compagni di partito con prestanome di clan mafiosi.
Ricordate quando Meloni si è ritrovata nell'estate del 2023 con il record di sbarchi a Lampedusa (col suo governo che vanta il boom di oltre 320mila sbarchi)? Allora scrisse una lettera accorata alla Von der Leyen pregandola di venire a Lampedusa e portare il sostegno europeo. La Spagna ci supportò e ci tese la mano in un momento per noi di grande difficoltà. Una emergenza che non era a Ceuta, in Africa. Ma in Italia, in Europa.
Aver isolato e buttato la croce sulla Spagna ieri apre una ferita con un Paese amico.
Un Paese che, posso dirlo da testimone diretto, era al nostro fianco nella battaglia dei 209 miliardi del Pnrr quando volevano darci solo il Mes.
Un Paese che ha fatto battaglie con noi per non essere lasciati da soli dagli Stati nordeuropei e dell’Est nel controllo dell'immigrazione solo perché siamo affacciati sul Mediterraneo.
Un Paese che, è bene ricordarlo, si è attirato molte antipatie per le sue scelte e per aver alzato la voce sul Riarmo Nato, su Gaza. Non a caso, ieri, è subito intervenuto a puntare il dito contro la Spagna anche Trump.
Quando avremo bisogno di fare squadra per fronteggiare l'immigrazione nel Mediterraneo e saremo lasciati soli andremo tutti a bussare a Giorgia Meloni che è rimasta nella sezione di Colle Oppio col megafono in mano, anziché guidare l'Italia e guardare lontano per tutelare i nostri interessi.
Se si guardano i numeri di sbarchi del suo Governo (che fa molto peggio di Spagna e tanti altri) le frontiere potrebbero chiuderle gli altri a noi domani per la sua propaganda di oggi.
Come da tradizione, neanche quest'anno Meloni andrà a Bologna a commemorare le 85 vittime della strage di matrice neofascista del 1980. È troppo impegnata a coordinare l'operazione di respingimento dei migranti di Ceuta alle frontiere aeree e marittime.
Il telefono ha continuato a squillare fino alla fine, nella storica sede di Exodus al Parco Lambro di Milano, sotto le grandi travi di legno intrecciate sul soffitto. Lì, nel luogo che per decenni è stato una delle frontiere del disagio giovanile italiano, don Antonio Mazzi s'è spento poco fa all'età di 97 anni, circondato dalla sua grande famiglia. Non ci arrivavano quasi più i ragazzi dell'eroina, quelli che negli anni Ottanta la dipendenza e la strada consumavano nell'impotenza generale e che - solo, insieme agli altri “preti di frontiera” che in quegli anni sceglievano la prima linea delle periferie umane e geografiche del nostro Paese - il sacerdote veronese raccoglieva e provava a salvare. A chiedere aiuto per figli fragili come cristalli, scavati dal disagio mentale, dall'anoressia, dal male di vivere, dalle dipendenze da azzardo e social network, c'erano i banchieri, i politici, le madri disperate, le famiglie smarrite. Lui, il don, li ascoltava tutti dalla sua grande scrivania e continuava a fare ciò che aveva fatto per tutta la vita: incontrare le persone prima ancora che i loro problemi.
Continua a leggere il racconto curato dalla nostra Viviana Daloiso
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#goodnews Parco Nazionale Costa Teatina: dopo oltre vent’anni di attesa, il 22 giugno 2026, il TAR Abruzzo, accogliendo il ricorso promosso dal WWF Abruzzo, ha ordinato al @MASE_IT di concludere entro termini perentori il procedimento istitutivo del Parco.
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Il governo chiede un prestito di 15 miliardi di euro per acquistare armi con cui dovremmo difenderci da un nemico immaginario. Infatti, il riarmo serve a difendere gli interessi economici e geopolitici delle classi dominanti, mentre il conto viene pagato dai lavoratori.
Era il #24luglio 2023 quando Musk ammazzò l'uccellino blu di Twitter e rinominò questo social con l'orrendo nome di X. Sono passati tre anni e praticamente tutti continuano a chiamarlo Twitter. Il rebranding più fallimentare della storia.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐆𝐞𝐬𝐮̀ 𝐧𝐞𝐠𝐚 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐮𝐢 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐝𝐚𝐥𝐞𝐧𝐚?
Appena egli, con tono affettuoso, le rivolge di nuovo la parola e la chiama per nome: «Maria!», la Maddalena recupera all’istante la fede di prima e, voltatasi fisicamente e moralmente, la esprime nella sua risposta: «Rabbunì, mio maestro!». Gesù però adesso non è soltanto il maestro; dice tassativamente a Maria Maddalena: «Non mi toccare, non sono infatti ancora salito al Padre. Ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”» (Gv 20,17). #22luglio
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