Nelle ultime ore ho subito un tentativo di violazione del mio account Signal riconducibile, secondo gli elementi tecnici emersi, a una campagna coordinata attribuita ai servizi segreti russi dell’FSB contro politici, giornalisti, ricercatori e funzionari europei.
Il fatto è particolarmente grave perché su Signal transitano conversazioni e corrispondenze con dissidenti, colleghi eurodeputati, funzionari governativi e fonti sensibili. Colpire questi canali significa tentare di monitorare, intimidire e infiltrare il dibattito democratico europeo.
Nelle stesse ore un attacco analogo ha colpito anche un ricercatore indipendente che mi aveva recentemente presentato uno studio sugli incontri tra lobbisti e rappresentanti di interessi russi e bielorussi a Bruxelles. Google gli ha notificato che una entità governativa aveva tentato di accedere al suo account.
Nelle prossime ore i servizi competenti del Parlamento europeo analizzeranno i miei dispositivi per verificare eventuali compromissioni o fughe di dati. Inoltre ho presentato una denuncia alle autorità italiane.
Non siamo davanti a episodi isolati, ma a un’operazione sistematica di guerra ibrida contro le istituzioni europee.
Oggi da piazza Maidan a Kyiv vi racconto come sono andate le cose nell’inverno fra il 2013 e il 2014, alla faccia di Sachs e di chi ancora lo ospita in tv. La storia dell’Ucraina è cambiata qui grazie a ragazzi coraggiosi che vogliono essere europei, nonostante quello che vogliono farvi credere i proputiniani.
#slavaukraini🇺🇦
Abbiamo incontrato in una località segreta la fondatrice di Fire Point, che produce droni e missili a lungo raggio da usare contro la Russia
https://t.co/iga6A53X3h
Le immagini che ci arrivano dal Sudan sono relativamente poche. E quelle che raccontano meglio la gravità degli eventi sono troppo dure per poterle mostrare in tv o mettere in pagina sui giornali. Un esempio: la foto di una mamma e del suo bambino impiccati allo stesso albero.
150 mila morti in Sudan non li riusciamo a contemplare. La più grande crisi umanitaria del mondo, la più grande crisi di sfollati e di affamati del mondo, finché è descritta soltanto a parole non buca la nostra attenzione.
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La guerra in Sudan è cominciata il 15 aprile del 2023 perché il generale a capo di una milizia paramilitare - le Forze di supporto rapido (Rsf) - ha sfidato il capo dell’esercito regolare con l’ambizione di prendersi tutto il Paese.
I miliziani delle Rsf usano la guerra come un pretesto per uccidere e stuprare nelle aree etnicamente africane, in un Paese che oggi è a maggioranza araba.
Alcune vittime degli stupri etnici, che sono riuscite a scappare in Ciad, hanno raccontato che, durante le violenze, lo slogan degli stupratori era: “I vostri figli saranno arabi”. Oppure: “Quest’anno tutte le ragazze di qui saranno incinte dei figli dei Janjaweed”.
Janjaweed significa “I demoni a cavallo”. È il vecchio nome delle Forze di supporto rapido, che poi lo hanno cambiato per darsi un tono più serio ma senza rivedere di conseguenza i loro metodi.
Vent’anni fa i Janjaweed furono responsabili di una campagna di uccisioni di massa di persone nere che fece 300 mila morti e che non fu considerata un genocidio. Ora ce n’è un’altra, che va avanti da due anni.
Due giorni fa le Rsf sono entrare nella città di al Fasher, dove si erano riversati centinaia di migliaia di persone etnicamente africane in fuga, perché era l’unica grande città della zona dove i miliziani non fossero ancora arrivati.
Nelle immagini satellitari ad alta risoluzione si vedono grosse chiazze di sangue nella sabbia che indicano i punti delle città dove, nelle ultime 48 ore, sono avvenute le uccisioni. Ma le immagini più esplicite sono altre: le esecuzioni postate sui social network dagli stessi miliziani.
Si ascolta qui:
A Wall Street Journal investigation found that toxic fume leaks on airplanes are becoming more frequent and not much is being done about it https://t.co/uSDu9tRaDF
It turns out, NSA had been looking for bugs or mole inside their embassies for 8years, without noticing one of the first zero-days, at the end of the analog era.
Project Gunman unveiled one of the first example of zero-days.
In ‘83, during Cold War days, NSA team discovered that Russian agents were able to spy all encrypted communication having put a magnetometer inside typewriters.
Source: “This is How They Tell Me The World Ends”
The magnetometer was converting the mechanical energy from each typewritten keystroke into magnetic disturbance.
Close to it there was a tiny electronic unit recording every disturbance, cataloging the underlying data and transmitting the results in short bursts via radio.
Correction: We’ve deleted the post below because it and early versions of the article didn’t meet Post fairness standards.
The background: Early versions of the article on Sunday stated that Israeli troops had killed more than 30 people near a U.S. aid site in Gaza, with the headline attributing the action to “health officials.”
The article failed to make clear if attributing the deaths to Israel was the position of the Gaza health ministry or a fact verified by The Post. The article and headline were updated on Sunday evening making it clear that there was no consensus about who was responsible for the shootings and that there was a dispute over that question.
While statements from Israel that it was unaware of injuries and that an initial inquiry indicated its soldiers didn’t fire at civilians near the site were included in all versions, The Post didn’t give proper weight to Israel’s denial and gave improper certitude about what was known about any Israeli role in the shootings. The early versions fell short of Post standards of fairness and should not have been published in that form.
Smoking increases a person’s risk of premature death by around 60% compared with a non-smoker of the same age, sex and background.
Being educated, employed and wealthy were among the most life-extending factors.
Indirect Source:
https://t.co/8KU9GVLIc0