Senza filtri: Bonelli mi fa schifo. Mostrare interesse e pena solo per chi è sotto le bombe israeliane, nessun pensiero per il 7 Ottobre e per chi riceve quotidiane minacce dai proxi dell'Iran né per i 40mila uccisi dal regime né per le quotidiane impiccaggioni
#schifo.
@AlArabiya Nn giustifico la presenza della figlia in un viaggio di lavoro e a quel livello
La presenza istituzionale daPdC delPaese nn può prevedere la prole appresso
Nn dite”Meloni è una mamma”Ci sono milioni di mamme che fanno salti mortali per le trasferte
Core de mamma è da sòra Cesira
"A Teheran non si ferma la macchina della morte" così il @Tg1Rai. Giustiziati due uomini identificati come leader delle proteste di massa che a gennaio scorso hanno scosso la Repubblica Islamica facendo traballare anche il regime degli ayatollah.
Particolarmente significatica la testimonianza di Bahran Mavadat, portiere della nazionale di calcio iraniana ai Mondiali del 1978, in Argentina, fuggito all'estero per unirsi agli oppositori politici del "MEK/PMOI": "Giocavamo sotto l'ombra di una dittatura l'ultimo anno dello Shah e sull'orlo di una rivoluzione. Per qualche ora il paese si sentì unito, la realtà era diversa [...] Negli ultimi 47 anni sono centinaia i campioni o le promesse dello sport che il regime ha zittito, escluso dalle competizioni, imprigionato e persino ammazzato [...] Il regime usa il calcio come strumento di propaganda, la federazione iraniana è sotto il controllo diretto dei Pasdaran #IRGC, la #FIFA lo sa bene, per questo avrebbe dovuto escludere l'Iran dal mondiale, come fu per il Sudafrica dell'Apartheid". Per Mavadat nulla è cambiato.
l servizio mostra i volti degli atleti uccisi solo quest'anno, poi c'è chi come il pugile Wafey Sani attende il boia nel braccio della morte.
@FratellidItalia@fdieuropa@ecrgroup@FDI_Parlamento@MarcoScurria@naike_gruppioni@RSperanzon@adg_iovoto@donneiran@GiovaniIraniani@HakamianMahmoud@iran_policy@Mohaddessin@nazione_futura@vocedelpatriota@SecolodItalia1@GlobalCRL
@antipentac52268 Quando il massimo dell’impegno sinaptico è imparare a memoria qualche slogan stereotipato e ricordarsi di portarsi la kefiah ,va su tutto
«Qualsiasi accordo che porti al mantenimento di questo regime o dei suoi resti è destinato al fallimento.
Il popolo iraniano non accetterà un simile accordo.»
— Reza Pahlavi
#RezaPahlaviForIran
@mariamacina Sarà interessante vedere chi verrà (formalmente o informalmente) indicato come leader tra Calenda,Marattin e Picierno,gli altri sono di per sé stessi inesistenti
A proposito,che fine ha fatto l’impavida Bonetti?
Di fatto sembra che Vannacci peschi sempre più a ds,mentre pensavamo di aver toccato il fondo già con Salvini
Peraltro dicono che peschi anche a sx,ma questo nn è un fatto politico,ma antropologico e aculturale
Un’immagine dell’Italia desolante
La domanda a cui i propagandisti pro-Palestina non rispondono mai
C'è una domanda che smonta la profonda ipocrisia della retorica degli stati arabi sulla Palestina e nessuno sembra volerla porre:
Se le nazioni arabe tengono così tanto al popolo palestinese, perché hanno sistematicamente rifiutato di accoglierlo?
Non solo gli stati arabi Libia, Arabia Saudita, Libano, Kuwait, Iraq hanno rifiutato di offrire ai palestinesi una casa permanente, ma li hanno attivamente espulsi.
Non si tratta di un dettaglio marginale. È un pattern. E distrugge la narrazione secondo cui la solidarietà araba verso i palestinesi sia genuina.
Il testimone: il principe Bandar bin Sultan
Poche persone sono meglio posizionate per smascherare questa ipocrisia del Principe Bandar bin Sultan, ex Ambasciatore saudita negli Stati Uniti e figura centrale della diplomazia del Golfo per decenni. Nella sua intervista dell'ottobre 2020 ad Al Arabiya, non ha usato mezzi termini.
Ha descritto come il Kuwait un paese che aveva aperto le porte ai palestinesi e ospitato la loro leadership fu ripagato quando Yasser Arafat volò a Baghdad nel 1990, abbracciò Saddam Hussein e di fatto celebrò l'invasione irachena del Kuwait. Un popolo arabo veniva occupato, e la leadership palestinese scelse il lato dell'occupante.
Le cose peggiorarono. Quando Saddam lanciò missili Scud su Riyadh la prima volta che una potenza straniera colpiva la capitale saudita i giovani palestinesi a Nablus scesero in piazza a festeggiare, sventolando il ritratto di Saddam. Come sottolineò Bandar con precisione tagliente: persino Israele non aveva mai colpito l'Arabia Saudita. L'Iraq sì con armi che gli stessi stati del Golfo avevano finanziato per aiutare Saddam a combattere l'Iran.
Gli stati del Golfo, e il Kuwait in particolare, non dimenticarono mai. I palestinesi furono espulsi dal Kuwait in massa dopo la liberazione. La fiducia era stata distrutta in modo irreparabile.
Non si trattò di un episodio isolato. Bandar descrisse anche quello che definì un fallimento ricorrente della leadership palestinese: scommettere ripetutamente sul cavallo perdente, per poi aspettarsi comunque un sostegno incondizionato. Osservò che dal 2011 in poi, l'Egitto aveva ospitato conferenza dopo conferenza nel tentativo di riconciliare Fatah e Hamas due fazioni palestinesi così consumate dall'odio reciproco da non riuscire a concordare nemmeno una governance di base, figuriamoci una strategia di pace.
La sua conclusione fu spietata: "La storia si ripete e i fatti sono difficili da ignorare. Non è la prima volta che litigano, si pugnalano alle spalle e si accusano a vicenda di essere traditori."
Perché dunque le nazioni arabe invocano continuamente la Palestina nella loro retorica contro l'Occidente e Israele, rifiutandosi allo stesso tempo di concedere ai palestinesi cittadinanza, residenza o rifugio?
Perché la Palestina è sempre stata più utile come causa che come responsabilità.
È uno strumento politico usato per deviare la frustrazione interna, per esibirsi in solidarietà e per fare pressione sui governi occidentali.
In più, i palestinesi si sono mostrati inaffidabili, persino nei confronti dei propri sostenitori e alleati.
Questa è la risposta a cui la domanda ha sempre puntato.
#gaza #palestine #israele
Ex Primo ministro dell'Australia Julia Gillard:
"Ai musulmani che chiedono la legge della Sharia è stato chiesto di lasciare l'Australia mercoledì perché l'Australia vede i musulmani bigotti come terroristi, e ogni moschea deve rivolgersi ai musulmani affinché cooperino con noi in questo processo."
"Tutti i musulmani che sono emigrati in Australia dovrebbero cercare di cambiare se stessi per adattarsi al nostro paese. Non aspettarti che noi australiani cambiamo.
Se non ci riescono possono lasciare l'Australia.
Molti australiani hanno paura che possiamo offendere una certa religione.. ma prometto ai cittadini australiani che tutto ciò che viene fatto è per migliorare l'Australia e il suo popolo.
Qui parliamo inglese - non arabo, urdu, nessuna etnia, quindi se vuoi restare nel nostro paese, dovresti imparare a parlare inglese.
In Australia crediamo in Gesù che è il nostro Dio e in Dio crediamo. Semplicemente perché crediamo e aderiamo al cristianesimo, non a qualsiasi altra religione, ed è per questo che troverete ovunque blasfemia di Dio e libri religiosi.
Se avete obiezioni, potete lasciare l'Australia e andare in qualsiasi altra parte del mondo.
L'Australia è il nostro paese, e la nostra cultura.
Non seguiamo la tua religione ma rispettiamo i tuoi sentimenti, quindi se vuoi leggere il Corano ed esibirti namaz per favore non usare altoparlanti e non leggere ad alta voce.
Per favore, non recitate il Corano o pregate nelle nostre scuole, uffici o luoghi pubblici.
Puoi farlo a casa tua o in moschea non ci interessa.
"Se hai un problema con la nostra bandiera nazionale, il nostro inno nazionale, la nostra religione, il nostro stile di vita - per favore lascia l'Australia in questo preciso momento e non tornare mai più."
@carovana12 Con calma compagni
Tra un mese,due incontri
Stabiliremo il calendario fino al 15 dicembre quando contiamo di aver definito il progetto dell’indice dei temi nel programma in bozza da sottoporre a Bettini e D’Alema,Bindi e Bersani e last but not least Boccia
@carovana12@alby61 Non considero dirimente la presenza di Renzi nellaFlotilla elettorale della Schlein
Chicchessia sia annoverato nell’allegra compagnia non la rende migliore,fa e farà sempre schifo
@ScipioMCMLXVIII O il preside teme qualcuno o qualcosa e allora un ispettore lo aiuti,o sentendosi uno sfigato ha bisogno di raccattare benevolenza e simpatia
Fine di un’era.
Il parlamento svedese ha approvato una legge che consente alle autorità di revocare i permessi di soggiorno degli immigrati in caso di cattiva condotta, come debiti non pagati, lavoro sommerso o legami con organizzazioni estremiste.
La legge, che riguarda i permessi in sospeso ma anche retroattivamente quelli già concessi, fa parte di un più ampio inasprimento delle norme sull'immigrazione da parte del governo di Stoccolma.
Un cambiamento epocale che può essere considerato, a tutti gli effetti, una politica di remigrazione. Per decenni la Svezia é stata considerata la nazione più aperta in Europa, riguardo all’accoglienza, citata come modello da seguire in libri, articoli, trattati. Una visione forse troppo utopica scontratasi con fenomeni di criminalità, sconosciuti al paese, scarsa integrazione e tensione sociale.
🔴 Israël 🇮🇱/ Hébron | Une vidéo qui détruit à elle seule des décennies de propagande palestinienne
Cette femme palestinienne de 92 ans est interrogée.
Écoutez bien ce qu’elle dit.
« Nous, les gens de Hébron, avons massacré les Juifs »
« Mon père les a massacrés, et il a rapporté leurs affaires…»
« J’espère que vous les enterrerez et que vous les massacrerez comme nous les avons massacrés à Hébron »
Elle ne parle ni de 1967
Ni même d’Israël
Car le massacre dont elle se vante a eu lieu en 1929.
Cette année-là, 67 Juifs sont assassinés à Hébron dans des conditions d’une brutalité indescriptible.
Des familles entières sont massacrées.
Des femmes sont violées.
Des enfants sont mutilés.
Des vieillards sont égorgés.
Et la communauté juive de Hébron, présente depuis des siècles, est anéantie.
Aujourd’hui encore, cette femme raconte ces crimes avec fierté.
Voilà pourquoi ceux qui prétendent que ce conflit aurait commencé en 1948 mentent.
Le problème n’a jamais été l’existence d’Israël.
Le problème, pour certains, a toujours été l’existence des Juifs.
#Israël #Hébron #Histoire #Antisémitisme #Juifs #Gaza #Hamas #Islamistes