Immagina che domani mattina il tuo datore di lavoro smetta di fare il sostituto d’imposta. Nessuno ti ha avvisato. Sul conto corrente arriva una cifra che non hai mai visto: 2.500 euro. Il tuo stipendio lordo. Intero.
Tutto tuo.
Per un momento ti senti ricco.
Poi cominciano ad arrivare le lettere.
La prima è dell’INPS. Contributi previdenziali a tuo carico: 230 euro. Ogni mese. Li conoscevi — una riga in busta paga, tra le altre. Ma adesso c’è un bollettino da compilare, un importo da digitare, un tasto “conferma pagamento” da premere guardando il saldo che scende. Il numero ha un peso diverso quando esce dal tuo conto.
La seconda lettera è ancora dell’INPS. Ma questa non l’avevi mai vista. Mai. In tutta la tua vita lavorativa.
Contributi a carico del datore di lavoro: 750 euro al mese.
Settecentocinquanta euro. Ogni mese. Da sempre.
Il tuo datore li versava per te — non per generosità, per obbligo di legge. Fanno parte del costo del tuo lavoro. Se non esistessero, sarebbero nel tuo stipendio. Ma nessuno te li ha mai mostrati. Non compaiono nella tua busta paga. Non esistono nel tuo mondo. Fino a oggi.
Poi arrivano le altre:
— IRPEF, Agenzia delle Entrate: 280 euro
— Addizionale regionale: 34 euro
— Addizionale comunale: 18 euro
— INAIL, assicurazione infortuni: 25 euro
— TFR: 173 euro al mese — soldi tuoi, tecnicamente, che rivedrai tra venti o trent’anni.
Sette voci. Quattro enti diversi. Ogni mese.
Adesso devi pagarle. E scopri che ogni ente ha il suo mondo:
— L’INPS ha un portale
— L’Agenzia delle Entrate ne ha un altro
— La Regione un altro ancora
— Il Comune un altro
Quattro piattaforme. Quattro registrazioni. Quattro password. Quattro interfacce che non si sono mai parlate. Le scadenze:
— INPS: entro il 16 del mese
— IRPEF: entro il 16, stesso giorno, modello diverso, codice tributo diverso
— Addizionali: calendario proprio
— TFR: regole a parte
Sbagli un codice tributo? Tuo problema.
Sbagli il periodo di riferimento? Tuo problema.
Versi 10 euro in meno? Tuo problema.
Il sistema non ti manda un promemoria. Ti manda una sanzione.
— Ravvedimento operoso
— Interessi di mora
— Cartella esattoriale
— Iscrizione a ruolo
Ogni errore costa più dell’errore. E per scoprire che hai sbagliato devi saper leggere un F24 — un modulo che l’ottanta per cento dei dipendenti italiani non ha mai visto in vita sua. A quel punto ti serve un commercialista: altri 500-1.000 euro l’anno. Soldi che oggi non spendi, perché il tuo datore fa tutto gratis.
Per lo Stato, non per te.
Dodici mesi. Sette bollettini al mese. Ottantaquattro pagamenti l’anno. Quattro enti. Un pomeriggio al mese di portali, codici, ricevute, archivi. Due settimane l’anno della tua vita — non per lavorare, non per vivere — per pagare.
Adesso guarda i numeri.
L’azienda spendeva 3.400 euro al mese per averti. Tu ne vedevi 1.800. La differenza — 1.600 euro ogni mese, 19.000 euro ogni anno — non è mai passata per le tue mani. Non ha mai avuto il tuo nome sopra. Non ti è mai stata chiesta. Non l’hai mai vista.
Diciannove. Mila. Euro.
A Hong Kong il sostituto d’imposta non esiste. Il dipendente riceve il lordo e paga le tasse da solo. Aliquota massima: 15%. A Singapore lo stesso: 22%. Non è che quei governi si fidino di più. È che possono permetterselo. Quando il conto è ragionevole, il cittadino paga senza che nessuno debba nasconderglielo.
In Italia il cuneo fiscale è al 46%. La media OCSE è al 34%. E l’unico motivo per cui non lo sai è che qualcuno ha deciso, molto tempo fa, che era meglio se non lo sapevi.
Quel momento in cui ti sei sentito ricco — 2.500 euro sul conto, tutti tuoi? Dura esattamente fino alla prima lettera.
(Giovanni Affinita)
Da Cuba:
“Vedo molta gente di sinistra ripetere come un pappagallo la stupidità colossale che il popolo cubano resiste per volontà.
E scusa se sono così diretto, ma se celebri il socialismo, celebri la mia disgrazia.
Ecco che affermi che Cuba è un esempio storico di sovranità, resistenza e libertà.
No, signore, di che diavolo stai parlando?
Tutto questo fa parte di un piccolo gruppo di persone che avevano bisogno di una storia fantastica da vendere come narrativa ufficiale.
E se hanno inventato la chiacchiera del cubano rivoluzionario, che è un tema di cui parleremo dopo, ti avverto che né il PCC né il vertice dei dirigenti rappresentano gli interessi reali del popolo.
Ma comunque, questa è la mia opinione, quella di qualcuno che vive qui e non trova quella gioia di essere cubano da nessuna parte.
Perché un governo che era corrotto fin dall'inizio ha finito per toglierci tutto: la voglia, il coraggio, la terra, la speranza, il pensiero e tutto questo a nome del socialismo, lo stesso che vedo che difendi così ardentemente.
Capisci che provo confusione quando ti vedo lì, così idratato, così ben nutrito, parlando di realtà che non conosci.
Quindi, di che resistenza mi parli?
Di saper sopportare la fame?
Di non dormire pensando a cosa diavolo mangerai, mio bambino, domani?
Come mi ha detto qualcuno molto coerente una volta: Il socialismo a Cuba non è mai stato il fine, è stato lo strumento scelto dalla dittatura, perché è questo, uno strumento di controllo”.
Il presidente dell’Anm Parodi ha l’incredibile talento di dire un’infinità di balle nel giro di pochi secondi. Qui si scaglia contro l’istituzione dell’Alta corte disciplinare e in meno di due minuti riesce a dire che: 1) “la riforma a differenza di oggi non prevede la garanzia di nomina di giudici laici a favore delle minoranze politiche” (come se oggi la legge prevedesse una quota di membri laici da eleggere al Csm riservata alle opposizioni); 2) che “tutti i membri laici dell’Alta corte potranno essere scelti dal governo di turno”, confondendo governo e Parlamento; 3) che viene violata la Costituzione che prevede la possibilità di ricorrere in Cassazione per tutte le decisioni giurisdizionali (ma con la riforma è proprio il nuovo art. 105 della Costituzione a stabilire che il ricorso contro le decisioni dell’Alta corte è ammesso soltanto di fronte alla stessa Alta corte, quindi non si comprende dove sarebbe la violazione); 4) che “l’Alta corte è una sorta di giudice speciale che è vietato dalla Costituzione” (su questo stendiamo un velo pietoso); 5) infine che le sentenze saranno ingiuste perché decise da “magistrati di legittimità”, mentre “la maggior parte dele violazioni disciplinari che vengono contestate sono legate al merito” (come se i magistrati di legittimità, cioè i più anziani, non avessero svolto prima funzioni di merito e non sapessero cosa significa essere pm o giudice in tribunale o in corte d’appello).
Bufale su bufale su bufale. Ma che continueremo a smontare.
Fate girare per combattere le fake news
@LeonardoPanetta Attenzione che adesso arriverà il solito commento a dire che il socialismo è bello ed è solo colpa degli USA e delle sue sanzioni. Probabilmente aggiungerà anche un "fascista/capitalista di mxxxa!".
L'informazione secondo il @fattoquotidiano
A sx: 21 dicembre 2017, indagati dell'inchiesta Eni-Nigeria sbattuti in prima pagina
A dx: 17 ottobre 2025, i pm del processo Eni-Nigeria condannati in appello per aver nascosto prove agli imputati (tutti assolti) relegati a pag. 15
@SolariPaolo@IstLiberale Per quello che vale hai tutta la mia solidarietà. Per me una tassazione superiore al 19% è immorale. Il mio sogno è che l'Italia sia un paradiso fiscale. Tasse basse basate su regole facili e chiare, 0 burocrazia. Pagare le tasse deve essere conveniente e sconveniente non farlo.
@SolariPaolo@IstLiberale Non sono d'accordo. Se tassi di più i ricchi, lo Stato incassa di più e non distribuisce un bel niente. Lo Stato deve tassare meno i redditi medio bassi, non tassare di più i ricchi. I ricchi vanno attirati con tasse basse e libertà di impresa in modo che investano qui.
@super_caz @Might_isRight @IstLiberale Il valore lo decide il mercato, ovvero quanto è disposto a spendere chi vuole acquistare quel bene. Se la ragazza su OF ha 1000 followers disposti a spendere 50 euro per vederla ecco che lei guadagna 50000 € (con il 22% di entrata per lo stato). Glieli togliamo?
@CinghialeMannar@mkwsny@marattin Per una classe politica scarsa è più facile alzare le tasse incolpando gli evasori e amamantando di risvolti morali la tassa in più (es: la tassa sulle bibite gassate la mettono per la tua salute). Politica seria = offrire almeno gli stessi servizi diminuendo la spesa pubblica.
@bravimabasta@gdcaiazza@MassimGiannini @liciogelli In altre parole la separazione delle carriere è giusta, ma siccome chi lo propone non le piace allora è sbagliata. Quindi se Hitler si risvegliasse e affermasse che il sole sorge a est lei farebbe un post per dire che invece sorge a ovest. Ho capito bene?
@trotty76@GiZollino Va benissimo. Però anche le radiografie e le scintigrafie smettiamo di farle finché non facciamo il deposito, ok? Oppure quei rifiuti continuiamo a mandarli in UK (Ps: quest'anno ce li ridanno perché è terminato il contratto...)?
@CottarelliCPI Parlo per me. Io non vado a votare perché non c'è nessuna forza (al momento) con un programma liberale e liberista. Se anche potessi votare tramite Amazon non lo farei comunque.
@pizzaliks Gli ordini professionali non servono a nulla. Ognuno facesse quello che vuole e saranno poi i lettori a giudicarne l'autorevolezza. Mi preoccupa di più quando i giornalisti diffondono fake news (tipo che in Argentina sta aumentando l'inflazione... ).