Io son figlia di tipografo. Il mio babbo, che oggi non c’è più, aveva una tipografia in San Frediano, a Firenze. Quartiere popolare, i clienti andavano dal babbo per chiedere la carta da lettere intestata (chi non si poteva permettere quella di Pineider), i biglietti da visita, e qualche attore squattrinato per fare i manifesti dei suoi spettacoli. E poi i volantini o i blocchi delle fatture per i negozi della zona. Un mestiere ormai scomparso.
Io son cresciuta così, tra l'Athena e i caratteri di piombo che componevano quelle lastre scritte al contrario poi trasformate per magia in fogli da leggere. Le me bambina ha capito in quelle estati passate a dare una mano al babbo che la carta stampata sarebbe stata al centro di tutta una vita. La sua e poi anche la mia, in modo diverso.
Quella botteghina d’artigiano del babbo in San Frediano si chiamava La Tipografia. E’ il nome che ho scelto per il mio sito, aperto da poco. Una botteghina dove mancano piombo e carta (quelli restano nei miei pezzi che escono in edicola sul quotidiano) ma dove scriverò ogni giorno. Riempiendo la tipografia piano piano.
Se volete passare, ci sono io disegnata molto più magra (grazie a chi mi ha aiutato a creare il sito) e qualche approfondimento da commentare.
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