The son of retired YouTuber Outdoor Boys has completed his first solo camping trip in Alaska
Outdoor Tom built his own shelter, started his own fire, and his dad camped nearby to make sure he was okay
Il profilo ufficiale della Formula 1 ha pubblicato l’onboard lap della pole di Antonelli. Fin qui tutto normale. Poi guardi il giro e succede qualcosa di strano. Una novità.
Chissà come mai non hanno mostrato l’onboard completo del giro? E perché viene tolto proprio il passaggio dalla Spoon alla 130R 🤔?
Una scelta che difficilmente può passare inosservata. L’hanno notato tutti. Ed è proprio in quel momento che mi sono tornate in mente le parole del “buon” Stefano Domenicali, alla vigilia del weekend in Giappone, quando ha definito l’approccio di Max Verstappen nel suo esporre critiche “talvolta eccessivamente trasparente”.
Allora mi sono detta, parliamo di trasparenza.
E soprattutto della trasparenza nella comunicazione da parte della Formula 1.
Definire la trasparenza “eccessiva” significa, inevitabilmente, riconoscere che esiste un limite oltre il quale diventa scomoda.
Ma la trasparenza, per sua natura, non può essere eccessiva. Se sei trasparente, semplicemente dici la verità. Non ti nascondi.
In questo contesto, la scelta di omettere un tratto così significativo dell’onboard appare difficile da ignorare. Anzi, manda un messaggio chiaro, il problema esiste e si preferisce non mostrarlo. Si gioca a nascondino.
Dopo le prime gare della stagione, il modo in cui certe situazioni vengono gestite dai “piani alti” solleva più di una perplessità. Perché quando inizi a tagliare, a nascondere, a “ripulire”, stai implicitamente ammettendo di essere consapevole del problema e di ciò che non vuoi far vedere. E questa è la cosa più sbagliata in assoluto. La trasparenza non è un optional. È una condizione necessaria per mantenere credibilità. E con questi giochetti, quella credibilità si sta perdendo gara dopo gara.
Personalmente, preferisco cento mila volte qualcuno come Verstappen, che dice senza mezzi termini che questa Formula 1 non va bene, piuttosto che chi pubblica un onboard tagliato per nascondere il problema. Perché nascondersi è inaccettabile. E bisogna anche tenere a mente una cosa, chi segue la Formula 1 non è ingenuo. Non è un pubblico che non capisce. Certi “giochetti” si vedono, si capiscono e alla lunga stancano. E qui entra in gioco un altro aspetto fondamentale, la serietà. Quando decidi di nascondere invece che affrontare un problema, metti in discussione proprio la serietà del sistema.
Ed è questo che rende tutto ancora più grave.
Perché la credibilità si costruisce con la trasparenza, ma si perde molto velocemente quando non si vuole essere fino in fondo onesti.
#F1 #JapaneseGP
To do list:
1) mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanche’ (minimo sindacale)
2) Fare un provvedimento veramente incisivo su energia mettendo a gara concessioni idroelettriche e levando rendite di posizione a Enel distribuzione e Terna. Varare finalmente decreto su Nucleare.
3) lasciare perdere leggi elettorali e riforme costituzionali
4) fare un piano automotive tosto
5) mandare dove devono andare Trump e Orban
6) assumere 12.000 carabinieri, chiudere centri in Albania e aprirli in tutte le regioni italiane
7) commissariare la Sicilia e sciogliere l’ars
8) investire seriamente sulla difesa a partire da difese antimissile
9) rilanciare NATO Europea
10) salario minimo e contrattazione decentrata.
La stasi rancorosa non è un’opzione.
Il dream team Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Landini, Gratteri, Renzi, Travaglio neppure.
Liberal democratici di tutto il mondo…
Per chi crede alla favola che “il Donbas è sempre stato russo”:
📹 guardate questo video.
Mostra le manifestazioni pro-Yanukovyč e anti-Maidan nel Donbas (2013–2014) e il congresso del Partito delle Regioni (la principale forza politica filo-russa dell’epoca) con 3.500 tra sindaci e amministratori locali il 16 aprile 2014 — quando la Russia aveva già annesso la Crimea e gruppi armati avevano già occupato edifici pubblici e caserme nel Donbas.
Tre domande semplici:
👉 vedete bandiere russe?
👉 sentite richieste di secessione?
👉 sentite appelli all’intervento militare di Mosca?
No.
Al contrario: troverete bandiere ucraine, musica e tradizioni ucraine, discorsi su un’Ucraina forte e indipendente — e soprattutto un messaggio chiaro: no ai “nuovi arrivati” armati, i cosiddetti “separatisti”.
Ed è qui il punto chiave: il Partito delle Regioni era la forza dominante nel Donbas.
Nel ballottaggio presidenziale del 2010 Yanukovyč ottenne circa il 90% a Donetsk e Luhansk; nel 2012 il partito raccolse circa il 60% complessivo nel Donbas (Donetsk e Luhansk), confermandosi la forza politica largamente maggioritaria.
In più, controllava gran parte delle amministrazioni locali e la maggioranza dei principali comuni.
Eppure, ancora oggi, ci ripetono che “il Donbas è sempre stato russo”.
Vediamo i fatti nel thread seguente.
1/7 ⤵️
Caro @marcotravaglio vai a vedere le tombe di chi è stato ammazzato dai tuoi compari a Euromaidan prima di scrivere queste idiozie. Definirlo golpe è la dimostrazione che oltre che in mala fede sei piuttosto ciuccio. Quando vuoi rifare un bel confronto e prenderti un’altra spazzolata mi trovi sempre qui. Puoi anche portarti Sachs, D’Orsi e Santoro per “l’aiuto da casa”. Scegli tu dove e quando. Codardo.
1. It’s not a “Ukraine war”, it’s a Russian war against Ukraine, Europe, and freedom
2. It’s not “4 years”, it’s 12 years, as Russia attacked Ukraine in 2014. In 2022 it increased the intensity of the war, but the war started much earlier
3. It’s not the war for territories, Russia doesn’t care about “Donbas”, it wants to expand for the sake of expansion, to have the capacity to expand, to export violence outside, otherwise it knows it will be turned inside
4. It’s not “Russia vs western imperialism” because Russia wants to re-imperialise the world, to bring empires back. to end the decolonization process of the 20th century, to divide the world between the “great powers”
5. It’s not “let’s make a deal and it will be fine”, Russia will stop only when it is stopped. In order to have peace you need to put Russia into a weak position where the only option for it is to stop. Flattering Russia, suggesting compromises will only persuade Putin that his opponents are weak
I said it back in 2014:
the fear of provoking Russia provokes Russia.
It’s still valid
Quattro anni di invasione russa dell’Ucraina.
Quattro anni di violenze nei territori occupati.
Quattro anni spesi nel tentativo di cancellarne indipendenza e identità.
Il popolo ucraino resiste, fiero.
Questo fine settimana siamo scesi in piazza in tutta Italia e in Europa, insieme a cittadini e associazioni, per ribadire un principio semplice: l’aggressione non può vincere. La libertà va difesa.
Sostenere l’Ucraina significa difendere l’Europa, il diritto internazionale e l’idea stessa di democrazia.
Significa scegliere da che parte stare.
Zelenskyy: Today is exactly 4 years of Putin “taking Kyiv in 3 days.”
In this little bunker, Biden told me: “Volodymyr, you should leave.”
And here I said: “I need arms, not a taxi.”
We all were scared. But we don’t have another Ukraine.
1/
Ora e sempre #SlavaUkraini. Quattro anni di guerra e con la vergogna di vivere nel Paese più filorusso d’Europa, dove la #guerraibrida del #Cremlino è penetrata fra la gente come in nessun altro luogo, anche grazie a ‘colleghi’ che si dovrebbero solo vergognare.
Oggi è anche il giorno giusto per ricordare l'unico, tra la marmaglia della politica italiana, che ha, dal giorno 1, con serietà ed impegno, adottato una linea politica chiara e giusta verso l'Ucraina. Forza @CarloCalenda, continua così!
Ieri sera ho fatto un confronto con Jeffry Sachs e le sue strampalate teorie sulla Russia vittima di persecuzione degli europei. Gli ho posto un paio di domande a cui non ha saputo rispondere.
Con la propaganda putiniana funziona sempre così: loro accusano l’Europa e l’Ucraina di aver causato la guerra, tu argomenti le azioni di Putin e messi di fronte la realtà iniziano a balbettare.
Qui il link per recuperare il confronto integrale: https://t.co/SPY32DMwez
Inizia il quinto anno della guerra infame iniziata da #putinwarcriminal.
Onore al popolo ucraino e a Zelensky, ormai eroi moderni e titani avverso la dittatura russa. Solitari baluardi dei valori Europei, che ormai troppo spesso dimentichiamo. #SlavaUkraini sempre! 🇺🇦🇺🇦