Nei mesi scorsi avevo una preoccupazione: siamo in tanti a dire che serve un’offerta politica autonoma dai due poli….ma nessuno spiega esattamente cosa questa offerta politica debba essere.
Su quale analisi della recente storia italiana debba basarsi, quale visione di società e di Paese debba avere, quali i valori e principi in cui credere, quali politiche per cambiare l’Italia e adeguarla al nuovo contesto globale. E quale organizzazione partitica debba (tornare a) avere. E soprattutto, in cosa esattamente tutto ciò differisca - profondamente- dall’attuale centrodestra e dall’attuale centrosinistra.
Allora ho scritto tutto questo - ovviamente secondo il mio punto di vista - in un libro edito da Rubbettino, che esce il prossimo 13 settembre.
Si chiama “La missione possibile”.
Perché anche se nel frattempo qualcuno potrà aver cambiato idea e deciso che era impossibile, penso che un pezzo importante della società italiana ancora ci voglia credere e abbia voglia di mettersi in gioco per costruirla.
Ci vediamo in libreria dal 13 settembre. E chissà, se vorrete, magari anche in tanti altri posti e con tante altre persone che fanno politica in nome delle idee e della passione.
Un NO liberale a questa autonomia differenziata. Ecco perché 👇👇👇
Noi liberali siamo tendenzialmente favorevoli al federalismo, che è un modello che crea maggiore sussidiarietà, responsabilità e competizione tra territori. Perché allora essere contrari a questa autonomia differenziata? Semplice, perché l’autonomia differenziata in salsa Salvini-Meloni NON è federalismo, è il contrario del federalismo.
Un vero federalismo legherebbe le funzioni assegnate alle Regioni (e la relativa capacità di spesa) al potere impositivo: la Regione dovrebbe trovare da sola le risorse per erogare i servizi di sua competenza; allo Stato resterebbero altre funzioni, finanziate con le imposte statali.
Invece con questa autonomia differenziata siamo di fronte a un mero tentativo di “spartizione del bottino”: allo Stato viene lasciato l’onere del potere impositivo, la responsabilità di bilancio e di equilibrio fiscale, mentre le Regioni chiedono la facoltà di poter spendere una parte rilevante di questo gettito statale, senza doversi curare di far quadrare i conti né di dare conto ai cittadini contribuenti, perché tanto è lo Stato a tassare, mica loro!
È un cortocircuito fiscale e democratico: i cittadini finiranno per chiedere allo Stato meno tasse e alle Regioni più spesa.
Una delle grandi preoccupazioni della Commissione Europea per l’autonomia differenziata è proprio la frammentazione e la duplicazione dei centri di spesa e la riduzione del potere centrale di controllo sulla spesa aggregata. Altro tema: l’autonomia differenziata lascia allo Stato l’onere di coprire gli eventuali buchi regionali, con tagli alle spese centrali o con maggiore ricorso al debito, perché a differenza di un vero sistema federale non è prevista la possibilità di default da parte delle Regioni. Insomma, anche solo in un’ottica federale e tralasciando ogni considerazione solidaristica, siamo di fronte a una enorme truffa per i contribuenti del Nord, del Centro e del Sud.
“Costituente LibDem e poi primarie per un nuovo partito”.
Così il titolo di una intervista al presidente dei Libdem @AndreaMarcucci pubblicata su Il Tempo oggi.
“Non si tratta certo di rottamare Renzi e Calenda, ma credo che i tentativi di Italia Viva ed Azione, per di più contrapposti, siano arrivati al capolinea.
Per questo serve una costituente liberaldemocratica ed un terzo nome, come dice lo stesso Renzi, da scegliere alla fine del percorso con primarie aperte.
Con Matteo Renzi parlo spesso, cercherò anche il leader di Azione. La costituente non è contro di loro, anzi, è un processo per salvare il loro patrimonio ed allargarlo.
Chiediamo alla Fondazione Einaudi, per il riconosciuto valore della sua missione culturale, di lavorare ad un road map con i fondamentali per arrivare alla formazione di un nuovo partito.”
Per Matteo Salvini, vicepremier italiano, Macron è un criminale, mentre Putin è un amico che scambierebbe con due Mattarella e mezzo. Se volevate un esempio di cosa voglia dire ‘Meno Europa’, eccolo qui.
Io non ho dubbi: sabato e domenica voto i candidati di @Piu_Europa nella lista Stati Uniti d’Europa, l’unico voto utile per costruire l’Europa che manca, che abbia anche una politica estera e di difesa comune.
Il nostro ultimo pensiero di oggi va ai nostri candidati. Senza di loro, senza la loro generosità e disponibilità, non avremmo potuto partecipare a queste elezioni.
Domani e domenica, con gli Stati Uniti d’Europa, votate loro.
Potete esprimere fino a tre preferenze, purché una di queste sia di genere diverso.
Circoscrizione Nord-ovest: – Nadia Gallo – Luca Perego
Circoscrizione Nord-est: – Graham Watson – Maria Laura Moretti – Aurora Pezzuto
Circoscrizione Centro: – Emanuela Pistoia – Silvia Bertolucci – Francesco Cappelletti
Circoscrizione Meridionale: – Emanuela Pistoia
Circoscrizione Isole: – Francesco Calanna
Oltre a loro dobbiamo ringraziare tutti i nostri amici e attivisti che tanto si sono spesi per questa campagna. Senza di voi non saremmo niente.
È stato un mese intenso, è stato un mese bellissimo. Abbiamo conosciuto tanti nuovi amici che si sono iscritti a Libdem e che credono alla causa della libertà.
Comunque vada, è già un successo.
Questo è solo l’inizio. Tante altre sfide ci aspettano. Affrontiamole assieme.
Grazie.
#Elezionieurope2024
C’è un fronte silenzioso che partecipa alle #elezionieuropee. Non fa comizi, almeno direttamente, non stampa volantini.
È il partito pro #Putin che alimenta scientificamente le #fakenews che servono alla #Russia.
L’obiettivo naturalmente è l’#Europa, indebolirla, screditarla. Una guerra sporca che si combatte prevalentemente sui social, in Italia ad esempio è molto forte il binomio no Ue, no vax.
Queste purtroppo non sono le considerazioni di un candidato liberale ed europeista come me, ma i risultati di controlli effettuati dalla Commissione Ue prima e dal Parlamento europeo poi.
Naturalmente io trovo attinenza tra le veline russe e la propaganda di alcuni candidati sovranisti, ed in alcuni casi anche populisti.
Sarà un caso o forse no.
Il quadro di insieme comunque evidenzia un’emergenza che abbiamo in Europa ed in Italia.
Dobbiamo respingere la propaganda di Putin ed il modo per starne più lontano è scegliere Stati Uniti d’Europa, che è l’unica casa integralmente sì Ue e sì vax.
Graham Watson
Non serve dirvi che stiamo con #Mattarella quando afferma che con le elezioni europee consacriamo la sovranità dell’Ue.
#Salvini e #Borghi della #Lega, che lo hanno attaccato per questa frase, sono due che s’accontentano e che temono di perdere rendite di posizione che la politica a livello più alto mette a repentaglio.
Be’, noi non ci accontentiamo. Noi pensiamo in grande.
Sì a una sovranità europea, sì ad una #Ue stato federale. Europa nazione.
#Elezionieurope2024
(Foto (c) di Ludovic Suttor-Sorel - GRIP)
WATSON (SUE): STOLTENBERG HA RAGIONE (DIRE) Roma, 26 mag. - "Parliamo seriamente dell'#Ucraina. Tutti sappiamo che #Stoltenberg ha ragione, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo. Bisogna continuare a difendere senza ipocrisie il Paese aggredito dalla Russia".
Lo afferma Graham WATSON, capolista di Stati Uniti d'Europa nella circoscrizione Nord Est, nel corso di un incontro elettorale a Bologna.
“Sono in gioco - continua - le nostre stesse libertà. Nessuno può rifugiarsi in un pacifismo pericoloso per la democrazia. Penso a molti esponenti della maggioranza di Giorgia Meloni, ma anche al Pd di Elly Schlein. L'Europa non si può concedere ambiguità. Un passo indietro nel sostegno all'Ucraina è una minaccia al futuro della democrazia europea". (Com/Vid/ Dire) 11:20 26-05-24 NNNN
Chi è Graham Watson, capolista di Stati Uniti d’Europa nella circoscrizione Nord Est?
Se lo stanno chiedendo molti elettori quando leggono il suo nome sui manifesti elettorali.
Watson è un candidato autorevole, soprattutto è una bella storia da raccontare.
La storia di un liberale scozzese che è stato parlamentare europeo, capogruppo liberale per molti anni nel Parlamento Europeo, ed ancora uno dei protagonisti in Gran Bretagna della battaglia contro la Brexit. Oggi, da cittadino italiano (sposato da molto anni con un'italiana), si candida per tornare in Europa e metterci tutti in guardia su cosa vuol dire stare ai suoi margini.
Come vorrebbero i candidati di punta di Fratelli d’Italia e Lega.
Il rimedio c’è, votate Stati Uniti d’Europa.