Nel calcio italiano esiste un fenomeno quasi patologico: più una figura domina, più cresce il bisogno di ridimensionarla. Non di comprenderla. Ridimensionarla. Ed è ciò che accade con Antonio Conte.
Conte non genera semplici opinioni: genera fastidio, tensione, reazioni emotive. Perché obbliga tutti ad uscire dalla mediocrità. E allora parte il copione: “troppo duro”, “superato”, “ingestibile”, “finito”. Sempre gli stessi slogan.
La verità è che molti non lo comprendono: lo soffrono.
Perché rappresenta meritocrazia feroce, disciplina, responsabilità totale. Elimina alibi. E quando spariscono gli alibi emergono limiti e superficialità.
Conte non arriva per adattarsi ad un ambiente. Arriva per trasformarlo. La sua idea di calcio è ossessione competitiva, controllo mentale, cultura del lavoro. Ed è questo che crea paura in un calcio che spesso preferisce narrazione e comfort alla sostanza.
Poi però arriva la realtà: i risultati. E SSC Napoli lo dimostra. Trofei, Champions, crescita, mentalità, credibilità ritrovata.
Persino Aurelio De Laurentiis, uomo accentratore per definizione, gli ha affidato centralità e progetto. Perché ha riconosciuto ciò che tanti fingono di non vedere: Conte cambia il livello dei club in cui entra.
Un allenatore “finito” non continua a ricostruire ambienti, pretendere, vincere e spostare mentalità.
La verità è più semplice: Antonio Conte continua ad avere un peso enorme perché è uno dei pochi capaci di trasformare davvero i contesti.
E uomini così non vengono criticati solo per ciò che fanno. Ma soprattutto per ciò che rappresentano: potere, competenza, controllo, mentalità, vittoria.
Altri scarsi 100 milioni alle casse. Uno scudetto. Una SuperCoppa Italiana.
In sole due stagioni.
Il calcio non è un reality.
Né un gioco.
ONORE AD UN GRANDE LAVORATORE CHE VIENE GIUDICATO DA VERI RICOTTARI.
GRAZIE TONIO.
🧢⚽️🏆
Crolla anche l’ultima linea di difesa dietro cui si arroccavano gli odiatori di Farioli: all’età di 37 anni ha già vinto un campionato nazionale. Per ciò che ha fatto negli ultimi tre anni con Nizza, Ajax e Porto stiamo parlando di uno dei dieci migliori allenatori d’Europa
Vi prego di diffondere ovunque quanto sto per riferirvi. Diffondete questo video e le mie parole ai vostri contatti e alle istituzioni. Fatelo subito!
Dovete sapere che le forze della repressione impiegate in #Iran non sono prevalentemente costituite da paramilitari #basij, né dal corpo dei guardiani della rivoluzione. Sono, in modo significativo, milizie mercenarie sciite fatte affluire in Iran dalla guida suprema #Khamenei in particolare dall’#Iraq, dal #Libano e dall’#Afghanistan.
Il regime sta facendo affluire veri e propri criminali jihadisti nel paese per mettere in atto le uccisioni di massa, la feroce repressione che non sono riuscite a compiere appieno le forze pasdaran. Khamenei, oltretutto, sembra posseduto da un’angoscia paranoide e non si fida del tutto del Corpo dei guardiani della rivoluzione.
Numerosi combattenti delle milizie Hashd al-Shaabi stanno aiutando il regime nelle operazioni di brutale repressione e nel massacro dei manifestanti nelle strade con esecuzioni sommarie dei manifestanti catturati.
A 15 giorni dall’inizio della rivoluzione in corso per la liberazione dell’Iran dall’orrifica repubblica islamica i morti sono già diverse centinaia, si parla di circa trecento morti.
I feriti sono migliaia. Gli ospedali sono al collasso, come riferiscono operatori umanitari, medici e altri operatori sanitari.
“I combattenti per la libertà”, come vengono definiti i giovani in lotta per la liberazione dell’Iran dalla Repubblica islamica, che sono trucidati dai miliziani sciiti, vengono portati in un centro clandestino dove si occultano i cadaveri.
Sono strazianti il pianto e le grida delle famiglie presenti presso il Centro di medicina legale di #Kahrizak a #Teheran per identificare i corpi dei loro cari.
Le immagini che ci giungono da fonti nella capitale iraniana sono strazianti.
A #Kahruzak hanno allestito un vecchio carcere per portarvi i corpi dei giovani trucidati.
Vi aggiornerò sull’andamento di queste ore terribili per il movimento rivoluzionario iraniano fermamente determinato a resistere fino in fondo, fino alla fine dell’occupazione del proprio paese dalla barbarie di una oppressione sanguinaria rappresentata dalla repubblica islamica.
Vi aggiornerò sull’andamento di queste ore terribili per il movimento rivoluzionario iraniano fermamente determinato a resistere fino in fondo, fino alla fine dell’occupazione del proprio paese dalla barbarie di una oppressione sanguinaria rappresentata dalla repubblica islamica.
#IranRevolution2026 #IRGCterrorists
@RadioRadicale #Turchia
Fremo solo al pensiero delle 78 ospitate che si farà questo demone a tre teste, ribadendo che gli USA sono la prima potenza mondiale e non esistono buoni/cattivi