A European in East Asia. A translator for a living (both fiction and nonfiction, mostly for streaming services). A licensed wine-taster, too (ONAV). Prosit.
Dear guests, you can stay connected with us on Instagram, TikTok, Facebook & LinkedIn. Feel free to reach out anytime via our Austrian App or at https://t.co/YLEBDoRZ3z.
1. Using AI tools to trick, mislead, or defraud people is illegal.
This week @FTC announced an enforcement sweep against multiple firms that baselessly hyped their AI products or sold AI tools that turbocharged deceptive practices.
https://t.co/Bm7kf0OIPT
If you look around the Middle East & conclude the biggest human rights problem is tiny, multi-cultural, democratic Israel, worthy of dozens of UN condemnations while the murderous, anti-women, anti-freedom dictatorships around it are not, you are at best a useful idiot.
We support the current strike of employees at #KeywordStudiosItaly and the unrest of the freelance translators who work for the same company | https://t.co/RmGjsxmdrX via @LinkedIn
Possibile che nella testa di ciascuno degli elettori repubblicani non risuonino mille campanelli d’allarme? È davvero questo il candidato che intendono votare in maggioranza a novembre? È davvero Trump l’uomo che vogliono a capo degli USA? Via @NYTimes https://t.co/48NyvVFxik
“AI” is a marketing term, not a technical term of art.
“AGI” is a marketing term overlaid w quasi religious symbolism.
Be very wary of profit driven corps using the AGI patina of mysticism to market centralized tech always ultimately developed in service of profit/growth.
PlutoTV ci delizia con Forensic Files, una serie doppiata probabilmente con l'uso di intelligenza artificiale. Bella chiavica. È questo il futuro del #doppiaggio? 😑
#sondaggio: a gennaio 2023 sul @guardian un articolo (link nel thread) indicava alcuni motivi per cui la gente guarda i film sottotitolati anche senza avere problemi uditivi. E voi guardate i film con i #sottotitoli? Se sì, perché?
Sono appena sbarcato su #ThreadsApp e, per ora, mi sta piacendo: forse il popolo storico di #Twitter dispone finalmente di una valida alternativa di massa a @X.
Ci sono molte persone, e Angrisani è una dei queste, che si sentono offese per essere tacciate di antisemitismo, rivendicando il diritto di critica ad Israele. Insistono nel voler distinguere tra antisemitismo e antisionismo. Denunciano il ricatto morale che l’accusa di antisemitismo sottintende. In realtà non è così difficile da capire. Partiamo da una precisazione circa la relazione che c’è tra Sionismo e antisemitismo. Il più noto ispiratore dell’idea sionista fu Theodor Herzl, giornalista austro-ungarico, che alla fine dell’800 ipotizzò che l'assimilazione degli ebrei in Europa non potesse portare ad una piena integrazione e che le comunità ebraiche necessitassero di un proprio Stato, dove potessero prosperare in sicurezza e lontani dall'antisemitismo. Se si riflette sulla circostanza che Herzl, per sua fortuna, morì 40 anni prima dell’Olocausto si può ben capire quanto la sua intuizione fosse prodigiosa. Il nesso tra antisemitismo e sionismo è dunque evidente: il sionismo è una possibile soluzione all’antisemitismo che per duemila anni ha afflitto gli ebrei della Diaspora. E, lo ribadisco, Herzl lo concepì ben prima della Shoah perché le discriminazioni e le persecuzioni contro gli ebrei sono esistite per 2000 anni. Se, dunque, dovessimo adeguarci all’etimologia del termine antisionismo dovremmo concludere che gli antisionisti sono coloro che osteggiano l’aspirazione ebraica ad avere un proprio stato nazionale. E ci sarà anche qualcuno che la pensa così. Ma in realtà l’antisionismo sembrerebbe più una condanna del modo in cui gli ebrei ottennero la terra per costituire il loro Stato: rubando la terra, questa è la tesi, alle popolazioni arabe che già vivevano in quel lembo di terra denominato Palestina. È un tema controverso ma su cui è possibile aprire una discussione. Il concetto poi si è ulteriormente evoluto nella critica allo Stato d’Israele e ai suoi governi per come hanno gestito la questione della convivenza con i palestinesi. E allora perché l’accusa di antisemitismo? In molti casi è così evidente che non merita nemmeno di essere commentata: l’oltraggio ad alcuni simboli ebraici, che ha connotato la protesta propalestinese, denota ipso facto una confusione tra l’odio antiebraico e l’odio antisraeliano. Che c’entra Israele con le pietre d’inciampo bruciate? Ma l’aspetto più interessante è la semantica del cosiddetto antisionismo. Se Angrisani scrive che il rapporto dei morti di 10 (i palestinesi) a 1 (gli israeliani) gli ricorda le rappresaglie dei nazisti, esprime un tipico tic antisemita che è quello di banalizzare l’Olocausto, insinuando una ridicola e oltraggiosa relazione tra il nazismo ed Israele. Questo è antisemitismo. Senza contare che la fonte di quella contabilità è Hamas, poi fate voi. Se vi ostinate ad abusare della parola “Genocidio” palestinese, ci risiamo. Oltre ad essere un falso storico evidente, state banalizzando quel termine che ha un significato molto preciso e circoscritto al fine di trasformare gli eredi delle vittime della Shoah in carnefici. Altro topos antisemita. E, per il momento, mi fermo qui.
I am an assistant professor at Columbia Business School. I am a father, a husband, an uncle, and a son. I am a forty-year-old man, and last week I found myself crying in front of a group of complete strangers.