QUESTO POST NON VI STA CONSIGLIANDO DI ADOTTARE IL MIO STESSO STILE DI VITA, ma di informarvi di più, confrontarvi con il vostro medico o nutrizionista e iniziare a considerare che possano esistere anche modalità diverse.
Detto questo, mi viene una domanda:
Se davvero mangiare carne tutti i giorni e grassi e grassi saturi, come faccio io con burro ghee e carne grassa, dovesse portare inevitabilmente a problemi cardiovascolari, danni a fegato e reni o a uno stato di malnutrizione… quando dovrei iniziare a vederne gli effetti?
Lo chiedo perché ho iniziato questo stile di vita circa 12 anni fa e già allora mi veniva detto che sarei morta presto, con grandi sofferenze, perché carne e grassi avrebbero rovinato fegato, reni, coronarie e cuore.
Nel tempo la risposta con cui se la sono cavata davanti al fatto che stessi sempre bene è stata: “eh ma sei giovane”.
Ma oggi, dopo 12 anni, mi chiedo: quando dovrebbe arrivare questo peggioramento?
Perché le mie analisi raccontano altro, sono migliorate nel tempo rispetto a quando seguivo la dieta mediterranea(eppure ero davvero giovanissima all’epoca perché ho cambiato modo di mangiare nel 2013/2014):
Ad oggi, dopo 12 anni in cui mangio carne tutti i giorni e grassi saturi, ho trigliceridi a 26.
Il rapporto HDL/trigliceridi è 0,3, quindi con un rischio cardiovascolare praticamente nullo. La proteina C reattiva a 0,03, quindi infiammazione inesistente, omocisteina bassa.
I valori di fegato e reni sono perfetti, ai limiti bassi, segno di un’ottima funzionalità.
Anche tiroide e ormoni risultano nella norma.
E allora la domanda è:
se questo stile di vita fosse così dannoso per definizione, possibile che in 12 anni non sia comparso nemmeno un segnale di squilibrio ma anzi che sia tutto migliorato rispetto a quando facevo alimentazione mediterranea classica?
DIREI CHE FORSE BISOGNA DAVVERO PORSI DELLE DOMANDE.
Questo non è un invito a mangiare come me.
È un invito a informarsi, a fare esami, a ragionare con spirito critico e a non fermarsi alle “chiacchiere da bar”.
Poi ognuno farà le proprie scelte, in modo consapevole.
Dott.ssa Giulia D’Angella
@Bluefidel47@Sissi32861168 Ottima notizia George! Mi permetto una domanda: il Fenbendazolo da assumere con funzione di prevenzione è mai stato valutato? O deve sempre ‘lavorare’ in accoppiata con Ivermectina?
Oltre le tre morti: L'eredità del bene
In un mio post precedente scrivevo che si muore tre volte: la morte fisica, la scomparsa di chi ci ha visto nascere e, infine, il momento in cui nessuno pronuncerà più il nostro nome.
Oggi voglio spingermi oltre. Ho riflettuto a lungo e credo che la nostra esistenza non si esaurisca in questi tre passaggi. C’è un modo per restare presenti che va al di là del semplice ricordo mnemonico: fare del bene.
Fare del bene senza chiedere nulla in cambio. Aiutare chi è rimasto indietro, chi è nato in contesti difficili, chi lotta con limiti fisici o una genetica avversa. Se insegnate a qualcuno a sopravvivere, a svilupparsi, a volersi bene e a rispettare il prossimo, voi non scomparirete mai del tutto.
Una volta lasciata la Terra, continuerete a vivere:
Nei cuori di chi ha ricevuto il vostro aiuto.
Nelle competenze che hanno appreso da voi.
Nella gratitudine silenziosa per un gesto gratuito.
Non dovranno sforzarsi di ricordarvi: ci penserà il loro subconscio a tenervi presenti nella loro mente e nei loro sentimenti.
Il rovescio della medaglia è inevitabile.Chi vive nell'egoismo, nell'avarizia e nella cattiveria, chi ha saputo solo prendere o rubare, vivrà soltanto la propria vita biologica. Una volta finita quella, moriranno per sempre, perché non hanno seminato nulla nei cuori degli altri.
La natura può essere lenta nel ristabilire l'equilibrio, ma ha una legge inconfutabile: il bene è l’unica vera forza capace di portare avanti l’amore verso il prossimo e renderci, a nostro modo, eterni.