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Chi ci è stato dentro lo ha conosciuto benissimo il #fascismo… abuso contro le fasce più deboli, sfruttamento nelle fabbriche e passo dell’oca…un programma quando simile a quello di #Vannacci. Il #fascismo è soltanto dittatura e morte. #WLARESISTENZA #WIPARTIGIANI

@LegaSalvini C'era anche mio nonno tra questi che hanno liberato l' Italia ed era comunista
#wipartigiani
Dal #25Aprile1945 ( #FestaDellaLiberazione) nasce il #2Giugno1946 #festadellarepubblicaitaliana …quando tutte le forze politiche dialogano correttamente utilizzando un linguaggio consono…si genera #unità e da ciò è nata l’ #ItaliaRepubblicana
#WLARESISTENZA
#WIPARTIGIANI

Sempre #WITALIAANTIFASCISTA… #WLARESISTENZA #WCLN #WIPARTIGIANI
#25APRILE…. #FESTADELLALIBERAZIONE DAL #NAZIFASCISMO…una ricorrenza che fa la differenza fra chi è stato con i #carnefici ( #nazifascisti) e chi dalla con le #vittime (#Partigiani).
Vi faremo schiattare, di nuovo,maledetti!
Il #25aprile saremo ancora qui.
Viva l' Italia antifascista!
#antonioalbanese
#propagandalive
È un po’ lungo da leggere…ma ne vale la pena…per rinfrescare la memoria di chi l’ha smarrita e altera la realtà…i #nazisti erano gli alleati dei #fascisti…ed oggi? Non è cambiato nulla a parte il nome dei rispettivi partiti.
#WLARESISTENZA #WIPARTIGIANI
#ANTIFASCISTASEMPRE
Ad Auschwitz si va sempre e solo a sinistra. Non c’è una volta, in oltre tre ore di visita, che Beata e poi un lunghissimo cognome polacco, guida in lingua italiana del museo del campo di sterminio nazista, dirà di andare a destra. Anzi, una volta lo dirà, cioè alla fine della visita, quando ci porterà ai resti dei forni crematori di Birkenau o se preferite Auschwitz II. D’altra parte andava così anche nella realtà del campo di sterminio. Appena scesi dai treni merce c’era la prima selezione: se il medico SS indicava a destra era la camera a gas per i più deboli, a sinistra la morte più lenta nelle baracche.
“Qui sono state ammazzate un milione e trecento mila persone, di queste oltre un milione e cento erano ebrei”. Dice “ammazzate”, non un generico “sono morte”: “ammazzate”, punto. E guardandoti negli occhi snocciola i numeri: ebrei, polacchi, prigionieri sovietici, rom, intellettuali critici, partigiani, omosessuali. Ma poi puntualizza, per anticipare fraintendimenti: “ma più del 90 per cento ebrei”.
E io guardo e non capisco. Non riesco a immaginarlo. Vedi tutto. Vedi quel che resta, quel che è stato ricostruito, le tonnellate di capelli, i quintali di occhiali, le divise macilente, le foto dei forni crematori in funzione, le perle di zyklon B (il gas letale), le baracche, vedo ma non riesco a figurarmelo.
E mi accorgo che supera la mia comprensione perché finisce sempre male e sempre senza un motivo accettabile, umanamente accettabile. Se sei la mamma che scende dal treno con i suoi bimbi e il neonato in braccio e non vuoi separarti dai tuoi piccoli, muori. Se sei un uomo con il bastone muori. Se sei piagato da un viaggio di una settimana in un vagone merci, muori. Se alla SS dici di avere tredici anni, muori. Se il tuo treno è il quinto ad arrivare a Birkenau, muori. Tu arrivi qui e muori e non c’è un perché. Muori perché sei ebreo e muori perché ingenuamente ti fidi della SS che, nello spogliatoio della camera a gas ti dice di ricordarti del numero di gancetto a cui appendi i vestiti perché poi li dovrai riprendere. Ma il poi non ci sarà. Muori settecentomila volte.
Ma mettiamo invece che la selezione la superi. Morirai, insieme ad altri cinquecento mila, ma lo farai molto più lentamente di quelli finiti subito nelle camere a gas. Morirai di fame dopo solo sei mesi di prigionia. Sei mesi dove non sarai più una persona, ma una cosa con un numero tatuato sul braccio sinistro. “Le donne sopravvissute - racconta Beata davanti a foto orribili - pesavano tra i 23 e i 35 chilogrammi, alcune sono morte perché hanno dato loro un pasto normale e il loro corpo non sapeva più assimilarlo”.
I sopravvissuti, già perché qualcuno è sopravvissuto. Gli italiani più famosi li conosciamo. 174.517 era la matricola di Primo Levi. Lo ha scritto chiaro e tondo nei suoi libri che è rimasto in vita solo per caso, per fortuna. Dei 650 con i quali arrivò da Fossoli, si salvarono in venti. 75.190 è il tatuaggio fatto sopra il polso sinistro a Liliana Segre, fa parte dei 776 ragazzini italiani arrivati ad Auschwitz quando non avevano ancora quattordici anni, lei e altri ventiquattro sono sopravvissuti.
Il sopravvissuto lo riesci a immaginare. Ne conosci il volto. I morti, alcuni, li conosci qui. Le foto nei “pigiami” a righe. Ma sembrano lapidi. Sembra un cimitero. Invece questo non è un cimitero, è un massacro. Un massacro di dimensioni tali che la parola non esiste e, anche se ti ci vuoi rifugiare in quella che sembra coniata apposta, la puoi sentire, ma non comprendere. È troppo.
“Anche noi quando pensavamo ai deportati, avevamo vergogna: non avevamo niente da rimproverarci, ma non avevamo sofferto abbastanza”.
Lo scrive Simone De Beauvoir ne I Mandarini ed è per questa frase che sono qui. Però è arrivato qui che mi accorgo dove sta l’inganno.
Io posso cercare di immedesimarmi quanto voglio per cercare di comprendere, ma io non sono un deportato. Io non sono un condannato a morte. Io qui non ci sono finito. E quindi, inequivocabilmente io sto dall’altra parte del filo spinato. Di quel filo spinato elettrificato così tanto che alcuni, esausti, vi si attaccavano per suicidarsi.
Dei miei due nonni uno era partigiano e non l’ho conosciuto, l’altro invece era scappato da Napoli con l’Armistizio e a piedi era tornato a casa in Veneto. Questo nonno l’ho conosciuto e io, beh, ero fiero dell’altro. Di quello che faceva saltare i ponti contro i nazisti e non di quello che da loro si nascondeva. Ma ero troppo piccolo e troppo vigliacco per chiedergli: “nonno ma perché tu non sparavi alle SS, come l’altro nonno”. La paura che mi ha sempre attanagliato a ogni 25 aprile era che io poi non avrei avuto il coraggio del nonno partigiano.
E qui ad Auschwitz la domanda si moltiplica per milioni di morti. È facile oggi dire da che parte sarei stato. Ma settantacinque anni fa io mi sarei chiesto come mai scomparivano i miei compagni di scuola? Avrei saputo non girare le spalle al compagno ebreo? Avrei aiutato qualcuno a fuggire? Avrei avuto il coraggio di nasconderlo? Mi sarei rifiutato di essere il macchinista di un treno del binario 21? E se fossi nato tedesco, avrei saputo oppormi alla “bestia umana”?
È evidente che non c’è risposta o non abbastanza convincente.
Il 27 gennaio del 1945 i sovietici entrarono ad Auschwitz e trovarono poco meno di otto mila prigionieri. Gli altri sessantamila erano stati obbligati dai nazisti ad una marcia di centinaia di chilometri verso altri campi, in giornate a meno dieci come oggi, pochi stracci addosso e zoccoli di legno ai piedi, morirono in quindicimila. Volevano nascondere le tracce della loro disumanità.
Il 27 gennaio è la giornata della memoria. Io il così detto “Tribunale della Storia” lo immagino con gli occhi inquirenti dei miei figli e magari domani dei figli dei miei figli, pronti alla domanda che io non ho saputo fare a quel mio nonno. E li immagino fra un po’ di anni chiedermi: “ma tu da che parte stavi?” e io so che non avrò alibi. “Da che parte stavi quando sono cominciate a ricomparire le svastiche sui muri?”, “Da che parte stavi quando le teste rasate picchiavano per strada i ragazzi omosessuali?”, “Da che parte stavi quando le croci uncinate sono ricomparse, riempiendole, le nostre piazze?”, “Da che parte stavi quando rabbino era il sinonimo di tirchio e tutti sorridevano?”, “Da che parte stavi quando i miei compagni rom scomparivano dalla classe perché il loro campo era stato sgomberato?”, “Da che parti stavi quando lo zio di Mohamed affogava in mezzo al Mediterraneo?”, “Da che parte stavi quando mal vestiti in centinaia attraversavamo le Alpi per raggiungere la Francia dall’Italia?”, “Papà, ma tu da che parte stavi?”.
“Those who do not remember the past are condemned to repeat it” (“chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”) è la frase di George Santayana all’ingresso di uno dei primi blocchi di detenzione che si visitano. Ogni 27 gennaio io di quello che è stato e di quello che è cerco di avere memoria, ma, perso dalle piccolezze mie, non sono poi così sicuro di riuscirci.
William Beccaro

Che il #dittatore dell’ #autarchico #ventennio fosse un #criminale, #vile e una #personadimerda è un dato di fatto !!! E i #fascisti e le sue #ruotediscorta la smettano di rompere il cazzo con le #ridicole #adunate #AccaLarentia
#WLACOSTITUZIONE
#WIPARTIGIANI
#WLARESISTENZA
Dite a #Borgonovo che gli #antifascisti il #criminaledelventennio lo hanno appeso come merita un #criminalediguerra…gli stivali gli è li hanno baciati le mezzecalzette come lui.
#wipartigiani #wil25aprile #festadellaliberazionedalnazifascismo.
Caso Scurati, Francesco Borgonovo: "Se ci fosse un nuovo Mussolini questi antifascisti qui sarebbero lì a baciargli gli stivali"
https://t.co/tfWwhgU1t6
#Dalla #CensuRai della #Meloni…alla diffusione libera del testo sul #25Aprile di #Scurati…la #vittoria delle #opposizioni e della #democrazia sul #fascismo imperante del #GovernoMeloni.
#WlaRepubblica #WIPartigiani
#AntiFascista #Sempre

@Massimo65755300 Assurdo che un cretino come te non conosca la storia di quella Italia che il tuo criminale del ventennio ha distrutto…insieme ai suoi alleati nazisti. Ma non mi stupisco se conoscevi bene la storia non eri un fascista.
#WPCI #WIPARTIGIANI #WLALIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO
Che gran fortuna non aver avuto la monarchia dei savoiarda…e questa mezza calzetta di re…#WLAREPUBBLICA #WIPARTIGIANI
“Le leggi razziali non sono così terribili”.
I Savoia spiegati benissimo.
#VittorioEmanuele
#25Aprile #WIPARTIGIANI #WLARESISTENZA #WLALIBERAZIONE DAL #NAZIFASCISMO…senza tutto questo @GiorgiaMeloni la #REPUBBLICA non sarebbe mai nata…voi non riuscirete a trasformarla nella #repubblichina o nell’#autarchica #italietta
Sempre una forte emozione partecipare alle celebrazioni del #2giugno. Commemoriamo oggi il 77° Anniversario della nascita della nostra Repubblica, simbolo di unità nazionale e identità del popolo italiano. Con orgoglio onoriamo la nostra storia e i valori fondanti della Costituzione italiana. Rendiamo omaggio ai Caduti che hanno sacrificato la loro vita per la difesa della Patria e per i sacri principi di libertà, uguaglianza e democrazia e ringraziamo i militari delle #ForzeArmate che ogni giorno, con spirito di servizio e dedizione incrollabile, lavorano per la pace e la stabilità dell'Italia e del mondo. Grazie a tutti coloro che contribuiscono a rendere l'Italia la grandiosa Nazione che è.
Buona #FestadellaRepubblica a tutti 🇮🇹

Dopo tutto…LVI ha fatto cose buone…dategli questo promemoria ai #LaRussa alle #Meloni ai #Salvini e a tutta la merda #fascioleghista. #WLARESISTENZA #WIPARTIGIANI #25aprile_e_ANTIFASCISTA #25aprilefestadellaliberazione dal #nazismo e dai #traditori #venduti #fascisti

Promemoria per i #LaRussa i #Lollobrigida le #Meloni i #Salvini…i #sovranisti e tutti i #media di questa #destra #fascista, #omofoba, #razzista, #sessista e sopratutto #liberticida e #repressiva. #WLARESISTENZA #WIPARTIGIANI

Per fortuna la #Storia la scrivono gli #STORICI e non dei cialtroni ignoranti ( anche con la laurea) come i #LaRussa o le #Meloni. #viarasella #fosseardeatine #WIPARTIGIANI #WLARESISTENZA #NONAZIFASCISMO
Ripassati la storia di questo paese che ha la sfiga di averti come cittadino !!! Ma perché? Perché ? 😡😡😡 #WLARESISTENZA #WIPARTIGIANI #WPCI #FASCISTICRIMINALI #FASCISTITRADITORIDELLAPATRIA #FASCIOMERDA
Non ho capito perché il pugno chiuso sia permesso e il braccio alzato no. Sogno un paese in cui si possa salutare come si vuole
Ecco un’altra #nullità cacciato…perché insultare la memoria di chi ha dato la vita per costruire l’Italia esaltando i criminali della #decimamas alleati con le belve naziste…anche no. #montesano #vatteneaffanculo #WIPARTIGIANI #WLARESISTENZA
https://t.co/bgj9sPxlff
#Montesano è stato cacciato da #BallandoConLeStelle.
L'indignazione ha avuto il suo giusto effetto.
#13novembre
@FiorellaMannoia @Ballando_Rai @ANPI_Scuola @ODNDItalia @ANPIRomaPosti @AuschwitzMuseum @PBerizzi
Bisogna proprio essere degli #assassini #criminali per festeggiare quei quattro #delinquenti #fascisti della #MarciasuRoma !!! #NoFascismo #WLARESISTENZA #WIPARTIGIANI # #orgogliosamente #antifascista
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