Dal 1991 al 2007 ho collaborato col Project Inspire della NASA, con base al Centro di Volo Spaziale Goddard, in Maryland, USA. All’epoca Inspire si occupava in particolare di ricerca nel campo delle onde radio in bassa e bassissima frequenza, cercando di ispirare i giovani allo studio scientifico.
Dopo due anni di collaborazione mi fu proposto di diventare il Coordinatore Europeo, proposta che accettai con particolare piacere.
Qualche giorno fa un amico americano mi ha fatto presente che nelle pagine web di Inspire sono state pubblicate nove *Milestones* ossia pietre miliari della ricerca del Project. Otto di queste sono state effettuate durante gli anni in cui ero presente anch’io e quattro di queste otto sono mie idee portate avanti grazie alla collaborazione di Inspire e dei tanti collaboratori internazionali e italiani in particolare.
Uno di questi progetti è stato dedicato dal Centro di Volo Spaziale Marshall della NASA a mia figlia. Dopo due missioni sui cieli di Cape Kennedy, il progetto fu trasferito nella base McMurdo in Antartide per ulteriori prove ed esperimenti in ambiente libero da interferenze.
Ringrazio Inspire Project e la NASA per la consueta onestà e chiarezza e mi fa particolarmente piacere che non si siano dimenticati del sottoscritto, pur dopo così tanti anni.
L’amico di cui sopra, forse per sue precedenti esperienze o per aver avuto qualche sentore specifico, mi ha messo in guardia su taluni aspetti della psiche umana che non sempre apprezza i buoni risultati di altri, ma sono certo che così non sarà. O almeno così spero, onde evitare inutili bruciori di stomaco.
Un caro saluto agli amici e colleghi della NASA, da Goddard a Marshall.
Inspire Project Milestones: https://t.co/TDKcwdkY8w\
Inspire Project Board of Directors, Board of Members, International Ambassadors: https://t.co/nZcw1gHQFA
it’s honestly insane how much of the modern tech tree has been unlocked because of a single guy
thanks to Elon we have
- online payments
- mass market electric cars
- batteries and grid-scale energy storage
- self driving cars and robotaxis
- humanoid robots
- advanced brain computer interfaces
- next generation tunneling
- reusable rockets
-global satellite internet
- basically the modern space industry
- Moon and Mars transportation
- orbital compute and space data centers
- frontier AI
- gigantic AI supercomputers
- physical world AI
and the wildest part is that these branches are now starting to merge
there is a very real chance that this one guy ends up being the reason humanity reaches Kardashev II
genuinely the man of the millennium
ora immaginiamo cosa avrebbero scritto e detto i suddetti media se un media russo avesse detto o scritto la metà delle cose dette dai nostri supporter degli esportatori di democrazia.
Leggo dai professionisti dell’informazione che Vladimir Putin ci minaccia.
È strano perché sono stati loro, i professionisti dell’informazione, a dirmi che Putin ha avuto un arresto cardiaco: me lo ha detto il TG La7 il 23 ottobre 2023 [A].
Non solo. So che ha il Parkinson: me lo ha detto il Corriere della Sera il 6 novembre 2020 [B].
Ha anche un tumore in stadio avanzato ed è stato operato: me lo ha detto la Repubblica il 2 giugno 2022, citando Newsweek e un presunto rapporto dell’intelligence americana [C].
Putin ha anche il diabete: me lo ha detto il Secolo d’Italia il 5 aprile 2022 [D].
Ovviamente è affetto dalla sindrome di Asperger: me lo ha detto l’ANSA il 5 febbraio 2015, riportando uno studio basato su alcuni video (giuro) [E].
Naturalmente è «lo zar pazzo»: lo ha scritto il Corriere della Sera il 27 febbraio 2022 [F].
E «si cura con sangue di cervo, seguito da neurochirurghi»: me lo ha detto sempre il Corriere della Sera il 16 maggio 2022 [G].
Insomma, tra un arresto cardiaco, il Parkinson, un tumore avanzato, il diabete, una diagnosi fatta dai filmati e il sangue di cervo, trova pure il tempo di minacciarci.
Io mi informo su fonti qualificate, mi fido dei professionisti dell’informazione. Non sono mica un povero scemo che crede a tutto.
[A] https://t.co/xNRUfWoxyh…
[B] https://t.co/mDud4xOum0…
[C] https://t.co/2LEAak3jDO…
[D] https://t.co/R82ZBBIiwd…
[E] https://t.co/bXijUj3vax…
[F] https://t.co/UnUqiBIKTl…
[G] https://t.co/UdYJP5oZdA…
Ecco il testo per intero
In relazione a quanto dichiarato, durante la trasmissione televisiva Quarto Grado andata in onda il 2.10.2026, dal CT della famiglia Poggi, Dott. Marzio Capra, secondo il quale il 24 settembre 2007 i sottoscritti CT di Stasi, Prof Avato e Dott. Fabbri, sarebbero stati informati dal Ris dell’esistenza di ben due corse negative sul campione “pedale” durante una riunione avvenuta in pari data, si precisa che la circostanza risulta assolutamente falsa.
I sottoscritti non hanno mai avuto conoscenza (nè visiva, nè documentale), nè in quella data, né successivamente durante il processo che quel campione avesse dato esiti negativi. Di questi si è purtroppo venuti a conoscenza solo di recente dai nuovi sviluppi.
Dimostrazione ne è che non sono mai confluiti nel fascicolo né risultano menzionati in alcun atto processuale o consulenza, tantomeno risultano inviati ai periti del Giudice dott Vitelli nel 2009.
Rileva poi anche quanto evidenziato dal Prof Angelo Giarda all’udienza di convalida del 27 settembre 2007, il quale precisava espressamente che i CT di Stasi avevano e conoscevano solo due tracciati, uno di Chiara Poggi (di confronto) e uno unico, positivo, del pedale (corsa del 19 settembre 2007).
Tali gravissime e incomprensibili affermazioni del dott. Marzio Capra, che gettano pesanti ombre sull’operato dei sottoscritti, troveranno adeguata tutela nelle sedi competenti.
Nel frattempo, i sottoscritti chiederanno alla Procura della Repubblica di Pavia di essere ascoltati come persone informate sui fatti, affinché questa incresciosa vicenda venga definitivamente chiarita.
Prof. Francesco Maria Avato
Dott. Matteo Fabbri
ANTICIPAZIONE. A breve un comunicato dei prof Avato e Fabbri che fanno sapere di voler procedere nei confronti di #MarzioCapra per le affermazioni dette in tv su di loro a proposito delle controanalisi sul dna di #ChiaraPoggi sui pedali della bici di #AlbertoStasi. I due consulenti chiederanno alla procura di Pavia di essere sentiti sul caso dei pedali come persone informate sui fatti.
#garlasco
d'altronde se uno che ha fatto un solo giorno di corso su un cesna ha guidato un aereo a schiantarsi nelle torri gemelle, perché non dovremmo credere a questo?
Il professor Zhang Weiwei sorride e affonda l’#Europa: “Leadership debole, dipendenza dagli #Usa e paura irrazionale della #Russia”
https://t.co/BFjzKlBDnm
Ormai è evidente a tutti: per ricordare cose avvenute tanti anni fa, è necessario farsi interrogare in uno studio TV. quando sarà possibile, gli scienziati ci spiegheranno i motivi, ma per ora bisogna semplicemente prenderne atto e agire di conseguenza.
#garlasco
A #Bosco#Ospizio a Reggio Emilia, le ruspe, mezzi cingolati pesanti, scortati dalla polizia in assetto antisommossa, stanno spianando alberi, cespugli e trucidando gli animali che non possono scappare, per far posto all'ennesimo supermercato. Condividiamo tutti questo orrore.
#garlasco: In seguito alla brutta giornata televisiva di ieri, dove astio e offese personali si sono confuse con olimpiche arrampicate sugli specchi, sono arrivato a pensare che Stasi e Sempio non siano gli assassini. quel che si cerca di nascondere creando continuamente nuove ombre e opacità è proprio il colpevole, oltre a cercare di salvare le rispettive figure professionali
𝐈𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧 𝐓𝐕
Due Garofano. Lo stesso uomo, due registri. Uno per il pubblico, uno per il pm.
In televisione è il generale di bronzo. La Procura di Pavia ha osato mettere il naso nei pedali della Umberto Dei e lui scende in campo come se gli avessero sporcato l’uniforme. «Vergognosa, indegna, ignobile, fortemente offensiva». Il RIS non ha omesso, non ha nascosto, non ha depistato. Poi la perla, pronunciata con quella sicurezza da chi ha già chiuso il fascicolo da solo: «Il profilo di Chiara su quei pedali c’era e nessuno lo può cancellare». Giletti prova a ricordargli che un ragazzo finì in galera su quella traccia. Garofano non si scompone. È certo. È offeso. È, soprattutto, molto soddisfatto di sé.
Tre giorni prima, nello studio del pm Civardi, lo stesso signore diventa un ufficiale anziano. La giornata del 19 settembre 2007, quella in cui il profilo della vittima «compare» sui pedali? «Non ho alcun ricordo preciso del fatto». Marino lo informò? «Sicuramente». Come e quando? «Non so dire». La relazione del 24 settembre, quella che servì al fermo? «Non ho alcun specifico ricordo». Gli elettroferogrammi? «Non ho memoria di averli visionati o commentati». Lui, da comandante, «trasmetteva gli atti». Fine. Se il capitano avesse avuto dubbi, gli avrebbe detto di verificare tutto. Dubbi concreti, però? «No, assolutamente no».
Traduzione: in Rai il DNA è un monumento. In Procura è una nebbia. In studio nessuno può cancellare quel profilo. Davanti al verbale, quel profilo è un fatto di cui non ricorda né il giorno, né il modo, né la discussione tecnica. Un comandante del RIS che sul pezzo più clamoroso della sua inchiesta ricorda solo di aver «sicuramente» ricevuto un’informazione, senza sapere quando, come, e se abbia mai guardato i tracciati. Comodo. Quasi elegante.
L’ironia è che la spocchia televisiva funziona solo finché nessuno legge il verbale. Appena lo si mette accanto alle interviste, il generale determinato diventa un ufficiale anziano che ricorda tutto ciò che gli fa comodo e nulla di ciò che oggi lo inchioda. In tv è il custode della verità scientifica. In Procura è un postino degli atti. Due mestieri. Stesso volto. Stessa cravatta. Memoria a intermittenza, sdegno a comando.
#Garlasco #Garofano #RIS #DNA #Stasi
Immagini RAI - MEDIASET.
Montaggio Christian Bernardinelli
Je ne sais pas si vous mesurez ce qui est en train de se passer.
Alex Karp, le patron de Palantir, ne va plus chercher ses talents à Harvard. Il les forme lui-même. Des jeunes de 18 ans, sans diplôme, choisis sur leur seul talent, qui codent sur de vrais projets et lisent de la philosophie politique entre deux sprints. Il appelle ça « le diplôme Palantir ». Et aujourd'hui le New York Post titre que les boîtes tech lancent leurs propres programmes parce qu'elles ne peuvent plus compter sur l'Ivy League.
Ce n'est pas une anecdote RH. C'est un basculement de civilisation.
Pendant des décennies, les entrepreneurs ont confié à l'université la mission la plus sacrée qui soit : former les esprits. Ils comprennent aujourd'hui que cette mission a été trahie. Les institutions censées produire des penseurs libres produisent des conformistes. Le mérite a été remplacé par des critères opaques. L'enseignement est devenu catéchisme. Paul Graham l'avait vu avant tout le monde.
Alors ils font ce que font les bâtisseurs quand un système les trahit. Ils ne le réforment pas. Ils en construisent un autre, à côté.
Elon n'a pas attendu que la NASA se réveille, il a fait SpaceX. Il n'a pas réformé les médias, il a racheté la place publique. Les entrepreneurs ne cherchent plus à convaincre l'État. Ils font l'État, partout où l'État a abdiqué.
Relisez La Grève d'Ayn Rand. Nous y sommes. Les bureaucrates gardent les titres, les budgets, les bâtiments. Mais ils perdent la seule chose qui compte : la confiance. Aux États-Unis, à peine 28 % des gens font encore confiance aux médias. Un plus bas historique. Plus personne ne croit ceux qui prétendent nous dire quoi penser.
On entend partout que l'école est finie. Je pense exactement l'inverse.
Ce n'est pas l'école qui est morte. Ce sont les institutions qui l'ont confisquée. L'école, la vraie, celle de l'Académie d'Athènes, des ateliers de la Renaissance, du maître et de l'apprenti, va renaître. Plus exigeante. Plus juste. Sans dette, sans dogme, sans diplôme comme rente à vie.
Une école qui ne fabriquera plus des diplômés, mais des polymathes. Des esprits libres, capables de coder, de penser, de construire et de douter. Ce sont eux qui créeront la valeur des cinquante prochaines années.
J'ai appris à coder seul à 12 ans. Aucun amphi ne m'a appris ce que j'ai appris en construisant. Je sais ce que devient un talent quand on le laisse respirer.
L'université a eu des siècles pour former les meilleurs esprits. Les entrepreneurs vont le faire en une décennie.
La grande reconstruction a commencé.
In Italia nessuna applicazione dell’eurofollia delle “case green”. C’è da chiedersi su quale pianeta vivano i burocrati di Bruxelles e se abbiano la minima idea delle difficoltà che devono affrontare famiglie e imprese.
Nessuna intenzione di imporre alle famiglie italiane una nuova stangata europea da decine di migliaia di euro. La casa degli italiani non si tocca.
Molti stati della #EU sembrano entrati in una crisi assai dura, dalla quale non ne usciranno né presto, né bene. Le reni alla #Russia le spezzeranno un'altra volta.
https://t.co/HbTtt56Y6L