A year ago, a 90-sec video meant a $5k budget and a full crew.
Today: one prompt, under a dollar.
→ Higgsfield: Premiere/AE plugins + Virality Predictor
→ MiniMax Hub & OpenMontage: prompt → full video
→ Amazon MGM's GenAI fund for AI filmmakers
The gap just collapsed. 🎬
Huge Anthropic leak just dropped: the entire Claude Code CLI source is now public.
A misconfigured .map file in their npm package exposed a direct download link to the full unobfuscated TypeScript codebase from Anthropic’s own R2 bucket.
Discovered by Chaofan Shou (@Fried_rice), the dump is massive 1,900 files, 512,000+ lines including the complete tool system, 50+ slash commands, multi-agent coordinator, React/Ink terminal UI, IDE bridge, permission engine, and several unreleased features.
Full repo is live on GitHub(@nichxbt ):
https://t.co/BLxqDmwsB0
Clean mirrors are already up for easy browsing(@baanditeagle):
https://t.co/BN007COQzi
https://t.co/DYSytIEKZ4
It’s spreading fast, the entire dev community is already tearing through it.
It’s extremely good that Anthropic has not backed down, and it’s siginficant that OpenAI has taken a similar stance.
In the future, there will be much more challenging situations of this nature, and it will be critical for the relevant leaders to rise up to the occasion, for fierce competitors to put their differences aside. Good to see that happen today.
Bombing Iran in the middle of negotiations, while starving Cuba, while genociding Palestinians, while threatening to invade Greenland… the US and Israel are the single greatest threat to humanity and it’s not even close. We are all forced to live in the nightmare they create.
Alberto Angela è senza contratto con la Rai da mesi. E secondo La Stampa, proprio la Rai starebbe pensando di tagliare i suoi programmi (Ulisse, Noos, Passaggio a Nord Ovest) perché preoccupata dai costi.
Dai costi.
Stiamo parlando del più grande divulgatore della televisione italiana. L’uomo che porta milioni di persone davanti allo schermo per guardare la Cappella Sistina invece del Grande Fratello.
L’unico capace di far fare ascolti a un documentario sull’Impero Romano alle nove di sera.
Quello che ha ereditato da suo padre Piero non solo il mestiere ma la capacità di far sentire intelligenti gli italiani.
Ecco, quell’uomo non ha un contratto con la Rai.
Da mesi. E la Rai vuole tagliarlo. Per i costi.
La situazione, dicono le voci da viale Mazzini, assomiglia sempre più a quella che precedette l’uscita di Fabio Fazio.
Ora, facciamo il punto.
Paolo Petrecca, che ha scambiato San Siro per lo Stadio Olimpico e la presidente del CIO per la figlia di Mattarella, è stato per mesi il direttore di RaiSport. Prima ancora dirigeva RaiNews24, dove mandava in onda assoluzioni inventate e apriva i telegiornali col festival di Pomezia al posto delle elezioni francesi. Due redazioni lo hanno sfiduciato. La Rai lo ha promosso.
Tommaso Cerno, direttore del Giornale di proprietà Berlusconi, già opinionista e co-conduttore a Domenica In, sta per ottenere una striscia quotidiana su Rai 2 da 848mila euro. Undicimila euro a puntata.
Ricapitolando: alla RAI i soldi ci sono per Cerno, ci sono per Petrecca, ma per Alberto Angela il contratto può aspettare.
Funziona così, nella Rai di questo governo: se sei utile alla propaganda, ti danno un programma. Se sei utile al Paese, ti lasciano senza contratto e possibilmente ti spingono alla porta.
🔴 "NON SI PUÒ DIRE IN PUBBLICO": Il clamoroso fuorionda della Lega che fa esplodere la "truffa" del Referendum
Se avevate ancora qualche dubbio sul reale obiettivo dell'imminente Referendum Costituzionale sulla Giustizia voluto dalla destra, oggi è arrivata la prova definitiva. Direttamente dall'interno della Lega, ecco un clamoroso autogol che smaschera l'intera propaganda governativa e fornisce ai comitati per il NO la vittoria su un piatto di argento.
Nel video allegato, che sta facendo il giro del web, si sente la deputata leghista Simonetta Matone strigliare il Ministro della Giustizia Carlo Nordio per aver parlato troppo. Le sue parole sono una pietra tombale sulla campagna per il SÌ:
"Lui confonde ciò che si può dire in un salotto da quello che si può dire pubblicamente. Tutti noi pensiamo le cose che lui ha detto, ma non si possono dire pubblicamente perché diamo il là al fronte del NO".
Il tutto prima di essere gelata da un collega che le fa notare la presenza della stampa in sala. 😂
Cosa significa questo per noi cittadini?
È la confessione palese di un segreto di Pulcinella! Anche chi sta spingendo questa riforma sa perfettamente che non risolverà i veri problemi dei tribunali italiani (come la lentezza dei processi o le carenze di organico). La verità (che loro vorrebbero si dicesse solo nei salotti privati), è che questo referendum è un'operazione di potere.
Vogliono venderci la favola della giustizia efficiente, ma l'obiettivo reale è mettere il guinzaglio alla magistratura per garantirsi privilegi, immunità di fatto e magari qualche comodo sconto di pena per i colletti bianchi.
Perché sennò sarebbe stata una riforma fortemente voluta anche dalla P2 e da Berlusconi?
Nordio, semplicemente, ha fatto l'errore di dire ad alta voce ciò che la maggioranza pensa in segreto, terrorizzando la Lega che ora teme (giustamente) la reazione degli elettori.
Non è un caso che i sondaggi più recenti mostrino un elettorato sempre più freddo e diffidente verso questa "riforma". E non è un caso che addirittura il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia dovuto intervenire a più riprese, con la sua consueta fermezza, per ricordare l'importanza dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura, pilastri democratici che non possono essere smantellati per convenienze di palazzo.
La destra lo sa: la loro narrazione sta crollando. Hanno gettato la maschera e ora hanno paura. Non solo di perdere il referendum, ma di perdere il potere in generale. Dunque quando sarà il momento di votare, ricordiamoci di questo video. La loro giustizia non è la nostra giustizia.
#ReferendumGiustizia #IoVotoNO #AllertaMedia
There are troubling intersections between Jeffrey Epstein’s circle, figures in Trump’s orbit such as Steve Bannon, and the broader ecosystem of European populism. In documents released in January 2026, Epstein appears in correspondence involving Bannon, who has long sought to build bridges with leaders like @MLP_officiel , @matteosalvinimi and @PM_ViktorOrban — politicians repeatedly noted for their political proximity to the Kremlin.
This is not proof of direct involvement, but it underlines once again how authoritarian influence, money and networks can overlap in dangerous ways. The case of Marine Le Pen’s party, which received a Russian-linked loan in 2014, is a confirmed example of these entanglements. In Italy, serious journalistic investigations have also raised questions about possible Russian channels around Salvini’s Lega.
Democracies cannot afford complacency: journalists must investigate, institutions must ensure transparency, and public opinion must demand answers — especially when Moscow’s shadow looms over Europe’s extremes.
"Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
[…]
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza."
Sondaggi mostrano il NO in ascesa, panico tra chi appoggia la schiforma #Gelli. Anche il prof. #Barbero sta dando il suo contributo. E noi, con lui, continuiamo a spiegare perché votiamo contro le modifiche alla Costituzione antifascista.
#Referendum#IoVotoNo
Corrado Augias voterà no perché la legge Nordio non risolverà nemmeno uno dei problemi della giustizia italiana. E lo farà anche perché questa riforma avrà un impatto sull’autonomia e l’indipendenza dei magistrati.
Sentite le sue parole.