“In questa busta vive la vostra paura”.
Invitato a un dibattito dell’Oxford Union, l’attore e attivista politico Laurence Fox ha inscenato il capolavoro della sua carriera.
Tenendo in mano una busta di carta, ha minacciato di mostrare il suo contenuto, cioè delle vignette raffiguranti Maometto. Gli altri presenti hanno reagito nervosamente invitandolo a non farlo. Fox ha aperto la busta che conteneva in realtà una caricatura dell’ex ministro Jacob Rees-Mogg. Una trovata per dimostrare come la libertà d’espressione, in Occidente, sia ostaggio dell’estremismo e delle sue possibili conseguenze.
Quanto ti sta costando
So che tu non sei razzista.
Nel 2022 hai votato per la flat tax, per la rottamazione delle cartelle, perché a sinistra non vedevi niente di credibile e perché ti sembrava che nessuno da quella parte parlasse più a uno come te. Certe frasi le trovi volgari anche tu, cambi discorso quando le sente tuo figlio. Non ti sei mai considerato uno che odia qualcuno.
Ti propongo un conto, non un processo.
Nelle traversate verso Ceuta sono morte in mare almeno sessantasette persone. La risposta del governo italiano è stata reintrodurre per un mese i controlli sui collegamenti marittimi e aerei con tutta la Spagna, un paese con cui non abbiamo frontiere terrestri. Nel frattempo, su circa cinquantamila persone entrate nell’exclave, più di quarantottomila erano già rientrate in Marocco. Bruxelles ha dichiarato che non risultano flussi da Ceuta verso l’Europa continentale. Roma non ha spiegato quale minaccia concreta alla sicurezza nazionale giustifichi quei controlli. Il primo agosto, a Fiumicino, si controllavano i documenti dei passeggeri in arrivo da Barcellona e Madrid.
Nessuno ha mai indicato quale flusso concreto quei controlli dovrebbero intercettare. Sui telegiornali, invece, l’effetto è stato enorme.
Tutto questo spazio nell’agenda politica e televisiva non è andato alle liste d’attesa, ai salari fermi da trent’anni, a tuo figlio che a trentacinque anni sta ancora a contratto. L’agenda pubblica è una risorsa limitata, e ogni ora occupata dal conflitto identitario è un’ora sottratta al resto. Il resto è quello per cui li hai votati.
Prova a contare quanti giorni di dibattito hanno prodotto in quattro anni le cose che ti interessavano davvero, e quanti ne hanno prodotti le altre. Il rapporto lo conosci già.
Le altre, poi, arrivano con un prezzo che non paghi tu.
Roberto Vannacci ha scritto un libro in cui informa gli omosessuali che normali non lo sono, e in cui spiega che Paola Egonu, campionessa italiana, non rappresenta l’italianità per via dei tratti somatici. Quel libro è stato la sua campagna elettorale. Lo hanno eletto, è diventato vicesegretario della Lega e adesso ha un partito suo.
Un ragazzo di sedici anni quelle parole le ha sentite. Non in astratto: in televisione, in casa, con i genitori nella stanza accanto. Che cosa sia successo dentro di lui non lo sappiamo. Sappiamo che i dati sull’isolamento, sulla depressione e sull’autolesionismo tra gli adolescenti LGBT esistono e sono pubblici, e che le parole pronunciate da chi ha una divisa e un seggio non cadono nel vuoto.
Matteo Salvini, il 21 gennaio 2020, ha citofonato a una famiglia tunisina al Pilastro di Bologna, davanti alle telecamere, per chiedere se in quella casa si spacciasse. Non era un magistrato, non era un investigatore, non stava comunicando l’esito di un processo. Stava facendo campagna elettorale per le regionali. Quel video ha girato per giorni.
Questi sono comportamenti, non intenzioni. Non ti chiedo di indovinare cosa avessero in testa. Ti chiedo di guardare cosa producono, e chi lo paga.
Non ti sto chiedendo di diventare comunista.
Puoi restare di destra e pretendere che il tuo partito, una volta, dica una frase chiara e breve su chi alza il braccio davanti alle telecamere ogni gennaio. Puoi votare per le tasse basse e rifiutarti di applaudire quando un generale spiega che tuo nipote non è normale. Puoi chiedere che il tempo del governo torni sulle cose per cui lo hai scelto.
La domanda non è se sei razzista. È quanto ti costa poco il razzismo degli altri, quando in cambio ti arriva il condono.
Ti si chiede solo di smettere di firmare in bianco.
Con il suo inglese traballante la moglie immigrata del presidente che odia gli immigrati presiede l'organo multinazionale che dovrebbe garantire l'ordine internazionale e lo fa mentre suo marito ha iniziato una guerra fregandosene di quell'ordine. Siamo oltre il surreale.
Se devo mandare un messaggio ad una persona inglese...parlerò in inglese. Se lei è sordomuta ...userò il linguaggio dei segni. Se è un bambino userò un linguaggio semplice.
Questo messaggio stupido...a chi è indirizzato?
A memoria non ho mai sentito un segretario di partito dire: “Stringo un’alleanza ma con questi non ci governo”. Ma questa ammucchiata ha almeno un punto programmatico in comune? Oltre i seggi, s’intende.