L’ennesimo vergognoso tentativo revisionista. Il porto di Genova fu salvato dall'insurrezione del CLN e dagli operai che disarmarono le mine. La Xª MAS salvò solo se stessa.
Il consigliere Maresca (ex FdI) chieda scusa alla città e si dimetta. #matrice
Nelle aule del Tribunale di Crotone è in corso il "processo Cutro". 94 vittime accertate del naufragio, 6 imputati. Non lo sapevate? Comprensibile, non ne parla nessuno. Vige il divieto di riprese video e audio. E a quanto pare anche di avere notizie.
Filistin bayrağı açan Lamine Yamal tüm İsrail’de protesto ediliyor, formaları yırtılıyor.
O halde biz de Yamal’a çok büyük destek verelim!
Yamal’ı sevenler bu tweeti beğensin ve paylaşsın 🇵🇸
@FratellidItalia Scambiate una persona per un'altra e postate una notizia falsa. Se questa persona vi denuncia e fra sei mesi vince, poi ci rifilate il post di denuncia contro i magistrati politicizzati che gli hanno dato ragione? Era difficile fare un autogol più grande di questo. Complimenti!
Da Monaco 1938 a Davos 2026 i parallelismi sono inquietanti. Parlavano e parlano di pace preparando il conflitto mondiale
Ps si proponeva il Nobel per la pace a Hitler raga
#Davos26
"Ho fatto la cosa più spregevole della mia vita. Come ho potuto farlo? Sono un mostro, desidero morire" mi ha scritto un amico da Gaza.
Aveva nascosto del cibo nella sua tenda per garantire un pasto ai suoi tre figli per il giorno seguente.
A pochi metri dalla sua tenda c'era quella di suo fratello, padre di due figli, che non aveva nulla da mangiare.
Ho preso molto sul serio il suo desiderio di morire, conosco la cultura palestinese che è basata sull'accoglienza e sulla condivisione del cibo.
Ho provato invano a convincerlo che il suo non è stato un gesto da condannare poiché dettato da una condizione estrema in cui prevale l'istinto alla sopravvivenza. È stato inutile, era devastato dal dolore.
Ed è impressionante pensare a quanto siano simili queste storie con quelle raccontate dai sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti, come quelle di Primo Levi.
Attualmente nella Striscia di Gaza Israele consente l'ingresso di meno di 200 camion di aiuti umanitari al giorno, in spregio agli accordi di cessate il fuoco che stabilivano 600 camion al giorno che sono comunque scandalosi su una popolazione di oltre un milione e mezzo di persone.
Ed è ancora più scandaloso che l'ONU abbia affidato agli Stati Uniti e Israele, gli autori del genocidio, le sorti dei sopravvissuti al genocidio.
Che è come se avessero affidato ai nazisti le sorti dei sopravvissuti all'Olocausto.
Una vergogna assoluta.
Con l'inverno alle porte, buona parte della popolazione di Gaza non sopravviverà nelle attuali condizioni: ha bisogno, subito, ora, di cibo, di medicine, di prefabbricati, di servizi igienici, di lavori per il ripristino del deflusso delle acque (La Striscia di Gaza è in parte collinare e ad ogni pioggia, le tende a valle si allagano) e invece riceve quotidianamente bombe israeliane che dall'inizio della "tregua" hanno già ucciso 342 persone, metà delle quali bambini.
Racconta Primo Levi in "La tregua" che quando i liberatori dell'Armata Rossa giunsero nel campo di Auschwitz, non avendo molto da offrire ai sopravvissuti affamati, lasciarono ammazzare i propri cavalli che erano un prezioso mezzo di locomozione per molti soldati.
Fecero arrivare centinaia di cavalli.
"Per lungo tempo" scrive Levi "ci fu una mattanza di cavalli e le enormi bistecche ci rimisero al mondo".
Il Comando russo intervenne solo una volta, quando un sopravvissuto milanese "decise di aprire una macelleria".
Fu "punito" con 10 giorni di prigione. Secondo "la burocrazia russa, ai prigionieri spettavano
tre pasti al giorno perciò il macellaio abusivo uscì dalla cella grasso come un maiale" scrive Levi.
Il generale Zukov fece arrivare medici, infermieri e medicinali.
Per curare al meglio i sopravvissuti, in assenza di medicinali specifici, i dottori (che erano ufficiali dell'esercito) andavano al mercato nero nei villaggi polacchi e li requisivano.
Altri tempi, che qualcuno ha rimosso troppo in fretta.
Nella foto un distanziatore pediatrico realizzato con una bottiglia di plastica dagli straordinari dottori di Gaza.
Lo hanno realizzato per Mayan, una bambina di 6 anni affetta da una grave forma di asma.
Gaza è sola. Sola con i suoi aguzzini.
Aveva fatto una promessa ai suoi cittadini: restituire il 50% di spiagge libere vere e balneabili alla città.
E il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione ha mantenuto quella promessa: con una lettera a suo modo storica ha obbligato i lidi militari di Bacoli a liberare 25mila metri quadrati di spiaggia a Miseno e Miliscola, che da oggi diventeranno pubblici.
La motivazione l’ha spiegata perfettamente lo stesso sindaco.
"Abbiamo studiato attentamente tutte le concessioni rilasciate ai lidi militari sulle nostre spiagge, in area demaniale. Abbiamo recuperato tutte le carte, i documenti. Ed abbiamo scoperto che i concessionari privati degli stabilimenti militari hanno sforato l’occupazione di arenile, con ombrelloni e sedie sdraio, per oltre 25mila mq. Praticamente, le concessioni rilasciate dal Governo Italiano nel 1995, coincidono con la superficie che viene recintata in inverno. E non con quella occupata in estate, fino alla riva".
In pratica quello che avviene in quasi ogni parte d’Italia, con l’avallo della politica e di chi si volta dall’altra parte in cambio di altro.
Il sindaco Della Ragione ha detto no. Almeno non nella sua città. E non è certo la prima volta.
“Ci riprendiamo il nostro mare. Un passo alla volta. Perché nulla è più prezioso dei beni dello Stato vissuti da tutta la comunità” ha concluso.
E sembra poco, ma se tutti gli amministratori avessero lo stesso rispetto del suolo pubblico e dei diritti di questo sindaco, forse l’Italia comincerebbe ad assomigliare a un Paese civile.
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata al primo telegiornale della prima rete nazionale e, per 3 minuti e 20 secondi, ha letteralmente occupato il Servizio pubblico con uno spottone elettorale pagato dagli italiani nel quale ha attaccato ancora una volta i giudici e la magistratura italiana.
Non una (vera) domanda.
Non un sopracciglio alzato quando ha definito la riforma della Giustizia “un’occasione storica di avere una giustizia più efficiente e più giusta”.
Non un fiato quando ha vergognosamente politicizzato un referendum.
“Chi pensa che nella giustizia va tutto bene voterà contro la riforma, quindi voterà No. Chi pensa che invece possa migliorare, voterà a favore della riforma, quindi voterà Sì”.
Una Presidente del Consiglio che usa la prima rete pubblica nazionale come proprio canale di propaganda per attaccare frontalmente un altro potere dello Stato, questo non è qualcosa che si vede in una democrazia.
Altro che Telemeloni.
Questa è roba da Ungheria di Orban.
Oggi in gioco non c’è solo una riforma inutile e ideologica, ma c’è un’idea di politica che usa il proprio potere come clava e vendetta politica nei confronti di un altro potere “colpevole” solo di aver fatto il proprio lavoro con disciplina e onore. Sull’Albania. Sui migranti. Sul Ponte. Sempre.
Io sto coi giudici. Con la loro autonomia. La loro indipendenza. Anzi, sono loro grato per quello che stanno fancendo in un clima infame.
La scelta è facile: o stai con questo governo o dalla parte della Costituzione.
Lorenzo Tosa
Questo non è giornalismo: è sadismo!
La giornalista de Il Tempo, Giulia Sorrentino, che da due mesi insegue, diffama e scredita Francesca Albanese accusandola di presunti legami con Hamas, cammina per Roma a braccetto con un soldato, anzi, un terrorista delle IDF, Adi Karni, lo stesso Karni che si filma sorridente mentre fa saltare una moschea a Gaza, uccidendo donne e bambini, arrivando persino a mostrarsi con il perizoma delle donne stuprate e uccise.
La contraddizione è evidente: chi accusa e diffama chi denuncia un genocidio e le violazioni dei diritti umani si allea con chi perpetra massacri, crimini di guerra e genocidio.
È l’esempio lampante di come il sostegno sionista si traduca in propaganda spudorata contro chi cerca di raccontare la verità al mondo.
Nel frattempo, a Gaza, intere famiglie vengono cancellate, ospedali e scuole bombardati, e ogni voce di denuncia viene soffocata o uccisa sotto la retorica di un conflitto “giustificato”.
Questo non è un conflitto: è apartheid, pulizia etnica e genocidio in corso, alimentato dalle menzogne di persone come questa giornalista, nota per la sua islamofobia e razzismo, dall’indifferenza e dalla complicità di chi dovrebbe raccontare la realtà.
Con l'intervista alla TV israeliana, #Salvini ha toccato il fondo del suo declino politico: ministro incompetente e disinteressato, sempre dalla parte sbagliata della storia, emblema di un paese che non si rinnova e che si inginocchia a tutti decidendo di non decidere
Dopo averlo trucidato, lo lasciarono sulla strada a dissanguare. Ci rimase così tanto a lungo che il comune dovette rifare l'asfalto, perché il sangue l’aveva impregnato.
Alberto Giacomelli, magistrato in pensione, era un uomo riservato, mite, dedito al lavoro. Mai sotto i riflettori. Un padre di famiglia che la scorta la faceva venire un poco più avanti rispetto a casa sua, perché uscendo di casa non voleva “creare confusione”. Una persona onesta che faceva il suo dovere. Lo fece anche nel 1984, quando sotto gli occhi gli finì uno dei provvedimenti più rischiosi dell’epoca: quello del sequestro della casa di Gaetano Riina, fratello di Totò Riina, “la Bestia”.
Lo firmò senza pensarci due volte.
La mafia aspettò che andasse in pensione. Ce lo “costrinse” il figlio ad andarci, anche se lui gli diceva “tanto mi ammazzeranno lo stesso”.
E così fu, perché i sicari lo uccisero la mattina del 14 settembre, quando ormai era in quiescenza.
Cercarono di farlo passare per delitto passionale per infangarne il nome. Poi per una rivalsa di un gruppo di ragazzi che avevano avuto a che fare con la droga.
Ci vollero anni prima che si capisse che Giacomelli era stato ammazzato per una firma.
Gli assassini non sono mai stati trovati. Giacomelli pagò anche il suo essere un uomo riservato, con la sua storia ingiustamente dimenticata da una grossa parte dello Stato.
In questo giorno, a lui va allora il ricordo di chi non dimentica i servitori dello Stato e il loro enorme coraggio.
Lui è #Satta, ex consigliere regionale sardo, meloniano doc. Fu quello che denunciò la Todde per una bolletta del telefono non rendicontata. Ora è stato condannato a 8 anni per associazione a delinquere. Nessun TG ne parla, né i giornaloni. Allora diffondiamolo noi la notizia...
Elodie🙏🏻
"Non in nostro nome, questo è il loro grido e di tutti noi.
Vi chiedo di condividere sui social questa notizia.
Puntiamo lo sguardo verso Gaza e questa missione in partenza. Uniamo le nostre voci e i nostri cuori. Restiamo Umani."
@Elodiedipa#GlobalSumudFlotilla