37 minuti.
È il tempo trascorso tra la prima notizia dell’uccisione di Abderrahim Mansouri a Rogoredo e il post con cui Matteo Salvini dichiarava: "Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma".
Oggi, mentre emergono particolari inquietanti sulla vicenda, sulla figura dell’agente e sull'ipotesi di una messa in scena, lo stesso ministro dice: "Non entro nel merito di fatti che non conosco".
Curioso. Un opinionista indefesso, notoriamente prodigo di commenti su qualunque cosa di cui ignora i fatti, all'improvviso si scopre talmente prudente da non poter commentare ciò che non conosce.
Eppure, la sera del 26 gennaio, sono bastati 37 minuti a un alto esponente del Governo per entrare a gamba tesa nel merito di fatti che non conosceva, designando all'istante colpevoli e scagionati.
Ricordo di aver appreso entrambe le cose nello stesso momento, mentre seguivo una diretta su La7, e il primo pensiero fu: possibile che non abbia imparato nulla dalla clamorosa e imbarazzante figuraccia sul caso Cucchi?
Evidentemente no.
Trentasette minuti.
Giuseppe Ayala sulla riforma della giustizia..
Carlo Nordio lo conosco da tanti anni, come fa a sostenere la separazione delle carriere?
#RiformaDellaGiustizia#votono
La Corte Costituzionale respinge il ricorso del governo Meloni e dichiara legittima la legge della Toscana sul suicidio assistito, chiedendo però correzioni su alcune parti del testo che riguardano i tempi e le modalità di accesso alla pratica @ultimoranet