@AndreaMarango20 Una delle cose che più mi triggera, perché poi se ti guardi attorno nessuno ammette il fatto di non ricordarsi più nulla, mi sembra una farsa collettiva
Nel giorno in cui l’Italia celebra la Liberazione dal nazifascismo, ricordiamo il valore universale della libertà e della democrazia.
Il 25 aprile non è solo un evento storico: è un richiamo attuale alla responsabilità collettiva di difendere i diritti e la dignità di ogni popolo, contro ogni forma di autoritarismo, oggi come allora.
Viviamo in un’epoca in cui crescono, in tutto il mondo, segnali preoccupanti di nuove derive autoritarie, pertanto difendere la libertà non è mai stato così urgente.
Per questo, promuoviamo il diritto all’autodeterminazione e alla sicurezza delle popolazioni, come quella ucraina e palestinese. Condanniamo ogni forma di violenza indiscriminata come l'attacco del 7 ottobre, i crimini russi in Ucraina e quelli israeliani nella striscia di Gaza e nella West Bank.
Il diritto alla difesa non può mai giustificare l'uccisione di civili innocenti, la lotta per l’autodeterminazione non può mai tradursi in terrore e l'aggressione di uno stato sovrano va condannata senza se e senza ma.
Serve equilibrio. Serve responsabilità. Serve umanità.
Il nostro impegno, oggi, è trasformarla in azione e visione per il futuro.
#25Aprile #libertà
Ieri, 24 aprile, alla fiaccolata per la Festa della Liberazione a Torino, organizzata dal Comune e dall'ANPI, i nostri manifestanti sono stati esclusi dal corteo dagli stessi organizzatori.
Purtroppo, ancora una volta, l’intolleranza ha prevalso su quei valori di libertà che il 25 aprile dovrebbe celebrare. Eppure, proprio in quella esclusione, abbiamo trovato ancora più forza e senso nel nostro esserci.
L’esclusione di simboli europei e di solidarietà verso chi oggi lotta contro l’oppressione è un fatto grave, che mostra come certi ambienti abbiano tradito lo spirito originario della Liberazione.
Il 25 aprile è stato trasformato da alcune associazioni di estrema sinistra in un'occasione per legittimare posizioni anti-europee, anti-occidentali e anti-democratiche, adottando nei fatti la stessa intolleranza che dicono di combattere. Ed è proprio di fronte
a questa ipocrita contraddizione, il nostro essere presenti ha assunto ancora più valore.
Con uno striscione che recitava “Fuori la Russia dall’Ucraina, fuori Israele e Hamas da Gaza e Cisgiordania” e con le bandiere europee, ucraine e palestinesi, si è voluto portare in piazza una voce chiara a sostegno dei popoli che oggi difendono la loro libertà.
Una condanna chiara sia alla Russia, sia ad Hamas, sia alla sproporzionata reazione israeliana e alla politica di colonizzazione della Cisgiordania in atto da decenni, senza negare il diritto a esistere o a difendersi proporzionatamente di nessuno Stato.
Malgrado la sottorappresentazione nel mondo politico di questo messaggio, per noi l’unico coerente possibile, molti altri cittadini e altre realtà politiche e civiche si sono unite a noi, condividendo la stessa visione di giustizia sui conflitti in corso.
Segno che il coraggio paga e che siamo stati in grado di creare una massa critica decisamente inedita in questi contesti. Sembrerebbe che il coraggio non solo
sia necessario, ma anche contagioso.
Non dobbiamo lasciare che l’intolleranza soffochi il diritto di esprimere idee libere e giuste e non dobbiamo arretrare di fronte a chi vorrebbe imporre il silenzio
con l'esclusione.
La strada è quella giusta ma serve il coraggio di essere di più e di essere uniti per questo ti invitiamo a non restare a guardare: porta anche tu la tua voce, difendi insieme a noi la libertà, la democrazia e il diritto
di parlare senza paura.
Ti offriamo come scudo il nostro coraggio che, come abbiamo visto, è contagioso!
Unisciti!
Trump non ha spiazzato solo il nostro grafico: ha colto di sorpresa il mondo intero, annunciando dazi al 125% contro la Cina e, per gli altri Paesi disposti a trattare, una tregua di 90 giorni accompagnata da dazi provvisori ridotti al 10%. Un comportamento caotico, che rivela tutta l’imprevedibilità e l’incompetenza dell’amministrazione americana. Mentre l’America distrugge la sua reputazione globale, l’Europa ha davanti un’occasione storica. A patto che non commetta errori.
Cosa NON fare? Sussidiare le imprese colpite dai dazi.
Significherebbe far ricadere il costo dei dazi sui contribuenti europei, invece che sui consumatori americani. In pratica: l’Europa pagherebbe per salvare Trump dalle conseguenze delle sue scelte.
La via giusta è un’altra. Sfruttare questi 90 giorni per negoziare l’eliminazione dei dazi reciproci, a partire da industria e agricoltura. Aprire i nostri mercati dove le protezioni sono ormai obsolete, facendo leva sul vantaggio per i consumatori europei. E, se necessario, ricordare che anche l’Europa può rispondere con fermezza.
Questa crisi non è solo una minaccia: può diventare un’opportunità di rilancio. Se l’Europa saprà scrollarsi di dosso gli eccessi ideologici che ne hanno limitato la competitività — come il dogmatismo ambientalista o le regolamentazioni paralizzanti — potrà riconquistare un ruolo centrale nello scenario globale. Ha le risorse per attrarre i talenti che stanno lasciando gli Stati Uniti, abbattere le barriere interne e puntare su tecnologie strategiche come il nucleare per rafforzare la propria autonomia. Serve lucidità per ammettere gli errori e determinazione per cambiare rotta.
Noi del Drin Drin continueremo a batterci per un’Europa più forte, più libera e più competitiva. Unisciti alla discussione. Partecipa al cambiamento.
🚨 INIZIA ORA! 🚨
🎙 La conferenza stampa #drindrinallacamera è LIVE!
📣 @Forchielli e @micheleboldrin presentano il Drin Drin alle istituzioni. Segui la diretta, commenta e rilancia l’hashtag!
🗣 Facciamoci sentire. Questo è solo l’inizio.
🧵 Aggiornamenti qui sotto! 👇
L'economista Michele #Boldrin e l'imprenditore Alberto #Forchielli hanno presentato presso la sala stampa della #Camera l'associazione politica "Drin Drin".
@ultimora_pol
Ogni giorno, tutti i giorni così.
Pezzi sparsi dell'Italia produttiva, giovane, ottimista, coraggiosa e pronta a cambiare si associano, si mettono assieme, discutono, riflettono sul da farsi per fermare questo declino da incubo che hanno voluto imporci.
Vieni con noi, con il tuo supporto possiamo farcela!
@Forchielli @MovDrinDrin
https://t.co/f0WWFUl1lZ
🇪🇺 AI E COMPETITIVITÀ: L’UE SBAGLIA APPROCCIO
OpenAI, Gemini, Claude, DeepSeek. Tutti i principali large language models oggi in circolazione hanno un tratto in comune: sono nati grazie a investimenti privati.
In questo scenario, l'Unione Europea lancia OpenEuroLLM, un progetto AI finanziato dall’UE come alternativa europea ai colossi del settore.
🔎 Il problema?
📉Mentre l’Europa gioca a nascondino con l’innovazione dietro i grovigli normativi dell’AI Act, nel resto del mondo startup e tecnologie corrono senza incontrare ostacoli.
🇺🇸Le prime sgomitate di Donald Trump alla Casa Bianca parlano chiaro: gli USA daranno un forte impulso ai settori innovativi e continueranno a proteggere quelli tradizionali, minando le certezze e la stabilità dei produttori europei.
❗️Il monito di Mario Draghi all’Unione Europea è di fare in fretta: non possiamo più permetterci di rimandare, servono scelte concrete e una visione unitaria per concretizzare gli sforzi fatti (a più riprese) verso un mercato unico dei capitali.
🇪🇺 L’attuale risposta europea consiste nel chiamare a raccolta 20 partner di ricerca e finanziare un nuovo LLM, il tutto all'interno di una normativa rigida e penalizzante. Un approccio che solleva più di una perplessità.
🇮🇹⏰ Crediamo che esistano alternative più efficaci e concrete:
1️⃣ Impegnarsi ad attrarre investimenti privati e talenti;
2️⃣ Proseguire sulla strada già tracciata dalla stessa UE verso l’innovazione, soprattutto attraverso i processi di deregolamentazione;
3️⃣ Muoversi verso un ecosistema competitivo, non l’ennesima macchina burocratica.
💭 E tu, cosa ne pensi? Su quali aspetti dovrebbe concentrarsi l’Europa per conquistare un ruolo nella corsa alle tecnologie del futuro? Scrivilo nei commenti!
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