Sono andata a vedere Cime Tempestose e posso dirlo senza esitazioni: raramente ho visto un film impegnarsi così tanto per distruggere un capolavoro.
Ho riso tutto il tempo.
E questo vi dà la dimensione del disastro.
Spiego.
Il romanzo di Cime Tempestose era uno di quelli che, da ragazzi, ti incatenano alla pagina e da adulti continuano a creare disagio.
Il film fa l'opposto perché ti libera dalla storia e ti incatena all'orologio.
Lo guardi. Poi lo riguardi. Poi controlli l'ora. Poi, per arginare lo sbadiglio, inizi a cercare il trucco cinematografico. E lo trovi.
A un certo punto il protagonista cavalca verso di lei, con grande enfasi tragica. Peccato che si veda il movimento meccanico. Non metaforicamente. Proprio meccanico. A quel punto smetti di soffrire e inizi a ridere. Non è esattamente l'effetto Brontë.
Poi lui fa un tragitto a cavallo e sembra non arrivare mai,
lei fa lo stesso percorso a piedi e ci mette un attimo.
La brughiera cambia distanze a seconda dell'umore della sceneggiatura.
Il film è poi ossessionato da una simbologia corporea degna di un Bignami roccosifrediano:
uova che si spappolano tra le dita per alludere a fluidi vari,
dita infilate nella gelatina e poi portate alla bocca,
scene di autoerotismo recitate con un'intensità tale da sembrare crampi addominali.
Tutto esplicito, tutto spiegato, tutto inutile. Il mistero non pervenuto.
Il protagonista, Jacob Elordi, sembra una versione scolorita di Michele Morrone e, dove Morrone almeno sa stare nel tempo scopascenico del coito, Elordi appare perennemente in lotta con qualcosa che non sappiamo se sia passione o colon irritabile.
La protagonista è Margot Robbie.
Australiana. Baciata dal sole australiano.
Talmente baciata dal sole da sembrare sempre in perfetta salute, sempre luminosa, sempre pronta a interrompere il dramma per consigliarti una crema SPF 50.
Barbie, capite?
Il problema è che Catherine Earnshaw non è una donna sana.
È tormentata, crudele, ambigua, capricciosa, insopportabile.
Qui invece splende. Sempre. Anche quando dovrebbe distruggere se stessa e gli altri.
Il film è stato girato nello Yorkshire, quindi nel luogo giusto e questo rende il fallimento ancora più epocale.
Perché quando nemmeno lo Yorkshire riesce a salvarti, il problema non è il paesaggio, ma lo sguardo.
La brughiera non è sfondo turistico, è destino.
Il resto del cast si muove come in una casa di the Sims ottocentesca:
ambienti di cartapesta, personaggi a incastro, tutti tirati da fili invisibili.
Il marito cornuto, la serva cattiva, il guardiacaccia rozzo, la protagonista capricciosa sono tutte figurine, non esseri umani.
Gli unici davvero bravi sono gli attori bambini dell'inizio, quelli che interpretano i protagonisti in fasce.
Gli unici che restituiscono istinto e bellezza al film.
Conclusione:
no.
Un no assoluto.
Il film non tradisce il romanzo, semplicemente non l'ha capito.
Matteo Salvini ha totalizzato 6 assenze su 7 al Consiglio europeo degli Affari Interni, però si permette di criticare chi domani farà sciopero per una giusta causa.
#scioperogenerale#scioperare#scioperogeneraleperGaza
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“A tutti i dirigenti e dipendenti della Regione Puglia, delle sue Agenzie e delle società partecipate.
A causa del genocidio di inermi palestinesi in atto da parte del Governo Netanyahu..
Prodi ha rotto quello che si chiama “uovo prossemico”, l’ha fatto senza consenso dell’interlocutrice e con un fare velatamente aggressivo. Quindi non importa se di sinistra o di destra, i modi sgradevoli non hanno partito.
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