Trump: ‘Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena’
Chissà se è vero o se si tratta dell’ennesima sparata di Trump.
Ma, vera o falsa che sia, la frase suona perfettamente credibile. Ed è proprio questo il problema.
Altro che credibilità internazionale.
Il nostro Governo è totalmente subalterno e succube degli USA – fino al punto di rendersi ridicolo.
Povera Italia.
Papa Leone XIV rispondendo a una domanda sulla remigrazione: "Dire noi mandiamo via i migranti, così ci laviamo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana"
🗣️ Quella della remigrazione "non mi sembra una risposta cristiana". Lo ha detto Papa Leone uscendo da Castel Gandolfo e rispondendo ad una domanda sul tema. "Semplicemente dire questo" migrante "lo mandiamo via, è come se noi ci lavassimo le mani del problema, non mi sembra diciamo una risposta cristiana".
📸 ANSA/EPA/RAMON DE LA ROCHA
Nel giorno del suo ottantesimo compleanno Trump ha chiuso l’accordo con l’Iran. La firma ufficiale arriva il 19 giugno in Svizzera, ma la sostanza è già tutta lì. Una resa. Una delle peggiori sconfitte militari americane dai tempi del Vietnam.
Ha attaccato il 28 febbraio, operazione Epic Fury. Ha bruciato decine di miliardi, si è messo contro il Congresso.
La situazione non è solo tornata a prima della guerra. È peggiorata. Gli Stati Uniti tolgono il blocco navale, ritirano le forze dall’area, sospendono le sanzioni sul petrolio iraniano, sbloccano venticinque miliardi di beni congelati e si impegnano a presentare piani di ricostruzione per l’Iran da almeno trecento miliardi. Le riparazioni le paga chi una guerra la perde. Qui le paga chi l’ha cominciata.
Il regime di Teheran ne esce più forte e più ricco. Fine delle sanzioni, petrolio che torna sul mercato, fondi liberati, soldi americani per ricostruire. Il governo iraniano incassa pure il consenso interno: ha retto l’urto e ha portato a casa tutto.
Il confronto con Obama è impietoso. Nel 2015 chiuse un accordo nucleare senza sparare un colpo, senza un morto, senza umiliare nessuno. Ottenne dall’Iran molto di più, tetti veri all’arricchimento e ispezioni. Teheran accettò. Questo fa un politico serio. Le cose le fai per bene, non le fai esplodere per poi firmare la pace dei vinti.
L’unico che esce peggio di Trump da questa storia è Putin. Lo stretto di Hormuz riapre, gli Emirati Arabi Uniti dal primo maggio sono fuori dall’OPEC, il cartello ha perso disciplina e forza per reggere i prezzi. Adesso ci si mette anche il petrolio iraniano che rientra sul mercato. Il greggio è destinato a scendere in fretta. L’ultima entrata vera con cui Putin tiene in piedi l’economia russa sta per valere molto meno. Il punto di collasso si avvicina.
A rispondere come meglio non si poteva alle nauseabonde dichiarazioni di Vannacci sui femminicidi è una madre.
Sua figlia è stata uccisa con 48 coltellate dall’uomo che era stato il suo compagno e il padre della sua bambina rimasta orfana.
Marina di Ravenna. Siamo stati l’unica tra le potenze sconfitte a poterci fare una Costituzione da soli, perché noi abbiamo avuto la Resistenza e partiti che l’hanno interpretata. Non puoi giurare sulla Costituzione e non inchinarti alla Resistenza. 1/
IL MONDIALE È COME IL MAIALE: NON SI BUTTA VIA NIENTE (episodio 2): per Hakimi e De Jong divieto di parlare spagnolo, la Germania ferma a metà campo per l'hydration break e l'ammutinamento di Bielsa
Al Mondiale FIFA un'altra giornata di ordinaria follia, anzi di vergogna: anche se il Messico è uno dei Paesi ospitanti ai giocatori è vietato parlare spagnolo. E l'Uruguay non ha il permesso di sbarcare a Miami
Ieri al Mondiale un giornalista stava facendo una domanda in spagnolo ad Hakimi (Marocco, PSG) ma un funzionario FIFA l’ha fermato: solo domande in inglese, ha detto. Hakimi si è stupito, ha detto che lui lo spagnolo lo conosceva e ha invitato il giornalista a proseguire nella domanda. “Poi se volete rispondo in inglese”, ha scosso la testa.
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Ieri al Mondiale un giornalista stava facendo una domanda in spagnolo a De Jong (Olanda, Barcellona) ma un funzionario FIFA lo ha interrotto: “Non mi disturba”, ha detto De Jong che lo spagnolo lo capisce e lo parla; ma il funzionario FIFA lo ha costretto a rispondere in inglese.
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Ieri al Mondiale la nazionale dell’Uruguay ha aspettato tre ore davanti alla scaletta dell’aereo ma non è potuta partire per Miami dove stasera l’attende l’Arabia Saudita: per colpa della FIFA la documentazione richiesta dal governo americano per concedere l’ingresso degli uruguagi negli USA era incompleta. L’Uruguay raggiungerà Miami in giornata a poche ore dall’inizio del match.
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Ieri al Mondiale il c.t. dell’Uruguay Bielsa è stato invitato, dopo i giocatori, a posare a favore di telecamera per il breve video di backstage che accompagna in tv la presentazione in grafica delle formazioni. Bielsa, che già in Coppa America aveva duramente contestato la FIFA, ha tenuto lo sguardo rivolto al pavimento per tutto il tempo rifiutandosi di mostrarlo e in particolare rifiutandosi di mostrare gioia o entusiasmo.
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Ieri al Mondiale rientrando negli spogliatoi nell’intervallo di Brasile-Marocco Vinicius (Brasile, Real Madrid) non ha voluto rispondere alle domande di un giornalista televisivo. “È un obbligo previsto dal contratto - gli ha detto il cronista -, rischi di pagare una multa”. “La pagherò - ha risposto Vinicius -, ma nessuno mi obbligherà mai a dire qualcosa che non voglio”.
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Ieri al Mondiale nella partita Germania-Curacao dopo il gol dell’inatteso 1-1 del Curacao segnato al minuto 21, l’abitro ha interrotto il gioco per mandare le squadre all’hydration break (la finta pausa ristoro introdotta allo scopo di inserire una fascia pubblicitaria di tre minuti in ogni tempo). Dopo un minuto la Germania era già in campo desiderosa di riprendere il gioco e vogliosa di ripartire all’attacco ma l’arbitro ha detto ai giocatori che dovevano aspettare altri due minuti per rispettare la fascia pubblicitaria.
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Ieri al Mondiale Thierry Henry, l’ex fuoriclasse di Arsenal e Barcellona oggi commentatore tv per Fox Sports, si è scagliato contro la FIFA per la baracconata dell’hydration break che arriva a interrompere innaturalmente il flusso del gioco trasformando la partita in un incontro di 4 tempi: un’altra cosa rispetto a una partita di calcio. “È come interrompere una sinfonia a metà crescendo perché gli inserzionisti vogliono far sentire il loro jingle”, ha detto. I nostri telecronisti-opinionisti? Tutti zitti.
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Ieri al Mondiale è stato un giorno come un altro: di vergogna.
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“Mi sono fermato, poi hanno aperto il fuoco''. Così Fahed Abu Haykal, padre di Sam, racconta l'attacco subito dalle Forze di difesa israeliane in cui è rimasto ucciso un neonato, di 7 mesi.
Fahad smentisce la propaganda fornita dai militari israeliani, secondo i quali l'auto sulla quale viaggiava la famiglia è stata percepita come una minaccia. Fahed ha spiegato che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro l'auto della sua famiglia pochi istanti dopo che lui si era fermato all'ordine dato dai militari.
La famiglia, che vive a Betlemme, si stava recando a far visita alla nonna di Sam quando un proiettile dell’esercito criminale Israeliano ha ucciso l’ennesimo neonato palestinese.
Leggo che l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele, accusato per illeciti relativamente al Ponte sullo Stretto, si era di recente dichiarato favorevole alla norma, contenuta nella riforma della Corte dei Conti, in base a cui il funzionario colpevole di danno erariale può essere condannato a rifondere solo il 30% del danno causato: il resto rimane a carico della collettività, cioè nostro.
Tutto si tiene.
La gente si domandava: ma perché Salvini vuole riformare la Corte dei conti?
La gente si domandava: ma perché Salvini vuole trasferire i controlli antimafia sotto il suo ministero?
E zac, arrivano i leghisti indagati per tentata corruzione proprio alla Corte dei conti.
Nulla accade mai per caso.
Ora attenti a quelli del governo più stabile della storia repubblicana, che vogliono cambiare la legge elettorale per rendere il governo più stabile.
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Mondiale o non Mondiale, se vuoi un po' di sana contro-informazione sul mondo del pallone la trovi nel mio profilo: unico account sportivo italiano tra i primi 100 di Substack nel mondo
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Uno degli episodi più squallidi e vergognosi della politica italiana fu raggiunto quando Salvini andò a manifestare sotto casa di Elsa Fornero e disse che gli prudevano le mani, “fortuna che non è in casa”. E ora Salvini vorrebbe pure andare nelle scuole a parlare…?
Centinaia di commenti violenti, con insulti, odio, minacce di morte. E nessuna rimozione. Nessuna presa di distanza. Questo è il risultato del post pubblicato ieri da Fratelli d'Italia contro di me.
Giorgia Meloni fa prediche contro l'odio politico, poi il suo partito lancia una campagna fondata su fake news, disinformazione e odio omobofo per raccogliere denaro, mi dipinge come una minaccia per le famiglie e lascia che sotto quel post si scateni il peggio.
Non siamo di fronte a un incidente, ma a una precisa strategia politica: inventare un nemico, alimentare paura e pregiudizi, trasformare una persona in un bersaglio per ottenere consenso.
Questo è odio politico nella sua forma più tossica ed è inaccettabile. Ed è ancora più grave perché promosso dal partito della presidente del Consiglio.
Il governo criminale Israeliano ha raso al suolo Gaza, sta sterminando i palestinesi e i libanesi e letteralmente distrutto la propria reputazione nel mondo.
🇮🇱 Opinioni pubbliche negative di Israele (fascia d'età 18-34 anni)
🇦🇺 Australia: 87%
🇬🇧 Regno Unito: 78%
🇨🇦 Canada: 76%
🇬🇷 Grecia: 76%
🇫🇷 Francia: 74%
🇺🇸 Stati Uniti: 74%
🇭🇺 Ungheria: 72%
Fonte: Pew Research Center, Indagine sugli atteggiamenti globali, primavera 2026
Se la @FIFPRO, che alla @FIFAcom rappresenta i calciatori e il responsabile della commissione arbitrale, Pierluigi #Collina, ne avessero il coraggio, direbbero al mondo, a #Trump e al governo degli USA 🇺🇸 “Adesso basta. O consentite alla delegazione dell’@Iran di organizzare liberamente la loro logistica per partecipare alle gare in programma, e concedete senza problemi agli arbitri e ai giornalisti i visti di ingresso nel vostro Paese, o noi non giochiamo”. Sarebbe bello, ma non succederà .