Trump sulla nuova vernice della Reflecting Pool, 4 maggio:
"È così resistente che anche se aveste un coltello, non potreste tagliarla."
Trump ieri: "Qualche vandalo ha fatto un taglio di 350 piedi (106 mt) con un coltello o un taglierino."
Se passa il #ddlcaccia si estende il periodo per sparare agli uccelli migratori, si estende il numero di speci cacciabili e i territori dai quali colpirli.
Un uccello vola per centinaia di chilometri per trovare un imbecille che per divertimento lo abbatte in volo.
Ignobile.
Se conosciamo qualche negaiolo che
"il clima è sempre cambiato non c'è da preoccuparsi"
Spieghiamoli che non c'erano 8 miliardi di umani che devono raffreddare server e industrie, irrigare mais e riso, abbeverare milioni di vacche e polli, lavare miliardi di stoviglie, vestiti...
Trump was just pressed at length by @edokeefe on his claims that vandals are responsible for the state of the reflecting pool, and it did not go well
REPORTER: Are the contractors who did the initial work for the reflecting pool to blame for the condition of it?
TRUMP: No no. We had vandalism. They went in there with a knife.
REPORTER: But National Guard and police have been all over the Mall. How would these vandals have gotten so close to do something like that?
TRUMP: ... ... ...
REPORTER: In April said the guy was gonna do the reflecting pool in a week for about a million dollars. It's been two months and $16.5 million
TRUMP: Are you ready? Barack Hussein Obama
Here's the whole exchange:
Non conferire più limiti all'attività venatoria è rivoltante.
Per motivi scientifici (ispra e appello di ecologi e etologi), etici (ogni animale è un individuo), ambientali (il piombo) e di sicurezza (sparare dove mai prima). La caccia va abolita, e per ora non va favorita.
Affidi i lavori di rinnovamento della Reflecting Pool all'amico tuo incompetente, senza gara. Quello fa un lavoro scarso. La piscina si riempie di alghe. Per neutralizzarle fai versare nell'acqua perossido di idrogeno, che fa staccare la vernice e ammazza le anatre.
[📷 Reuters]
Keir Starmer lascia Downing Street dopo appena due anni e nonostante una delle maggioranze parlamentari più ampie della storia britannica recente. La sua caduta solleva però una questione che va oltre il giudizio sul suo operato: cosa accade alle democrazie occidentali quando narrazioni, algoritmi e campagne mediatiche finiscono per contare più dei fatti e del mandato degli elettori?
Starmer si dimette. Ci sarà chi applaude, e chi - come chi scrive - lo ritiene un colpo alla democrazia. Perché un leader democraticamente eletto, con una maggioranza di oltre 400 deputati, forzato a dimettersi dopo 2 anni, sotto i colpi di un'operazione mediatica, interferenze estere, e l'opera di fronde interne minoritarie non è un buon segno per la democrazia.
E non è un buon segno per l'Occidente e per l'Europa. Non lo è perché segna un precedente. Perché quello che è stato fatto a Starmer potrà essere fatto ad altri leader europei. Nelle stesse modalità: usare i media per prefabbricare impopolarità, creare il panico tra le file interne, e spingere a rimpiazzare un leader basandosi non sulle politiche, i risultati, o una maggioranza stratosferica, ma su sondaggi influenzati da algoritmi.
Non è un buon giorno, lo ripeto, per l'Europa perché la sicurezza europea passa anche da qui e non c'è niente, ma proprio niente da guadagnare dall'instabilità del Regno Unito .
İsviçre’de iplerin koptuğu an.
Arakçi’nin zirveyi terk ettiklerini Pakistan Başbakanı Şahbaz Şerif’e iletiyor. İkna çabaları sonuçsuz.
Vance şaşkın. İranlıların neden böyle bir karar aldığını öğrenmek için Şerif’in yanına geliyor.