Please don’t stop spreading the truth about Iran!
Don’t let the Muslim propaganda agents portray the Ayatollahs as victims!
Islam is a foreign and hostile force in Iran. The people of Iran have had enough!
Negli ultimi sei mesi il numero di società italiane controllate da capitali russi è quasi raddoppiato: da 2.564 a 4.497. Il loro giro d’affari arriva a 2,5 miliardi di euro, oltre 10 volte più che in Francia. Un aumento così rapido risulta un’anomalia assoluta tra i Paesi europei che impongono sanzioni a Mosca. (Corriere)
“La folla pro-Palestina è silenziosa in questo momento perché condannare il regime islamico dell’Iran significa condannare i principali finanziatori di Hamas e Hezbollah — i gruppi terroristici che hanno difeso per anni.”
—Sheila Nazarian
Quando non hai il minimo senso del pudore né della vergogna, puoi buttare centinaia di miliardi di denaro pubblico per rifare villette e palazzine e poi fare un post del genere. Il peggior presidente del consiglio dalla nascita della Repubblica
Questa immagine è la sintesi perfetta di un paese che ha bruciato 200 miliardi per del polistirolo e non ha le barelle per gli ospedali.
E la responsabilità è tutta tua Don Bonus.
#Metsola chiede di inserire il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche. Noi lo stiamo ripetendo da tempo.
Il Governo italiano è favorevole o contrario?
Inutile manifestare la solidarietà a parole, se poi non seguono i fatti.
Vedo che molte persone ridicolizzano la decisione di Francia e Germania di mandare qualche decina di soldati in Groenlandia. Ma il punto non è difendere l’isola realmente da una possibile aggressione. É che diventa una questione politica di primaria importanza poi.
Dopo il video-spot a sostegno della rielezione di @PM_ViktorOrban, insieme, tra gli altri, a @matteosalvinimi, Benjamin Netanyahu, al presidente argentino Javier Milei (che urla “viva la libertà, ca**o”) e a quello serbo @avucic, a Marine Le Pen del Front National e a @Santi_ABASCAL di Vox e alla leader dell’Afd Alice Weidel, credo che sia legittimo porre a @GiorgiaMeloni qualche domanda.
Innanzitutto sarebbe oppurtuno che spiegasse se la vera politica del nostro paese nei confronti dell’Ucraina sia quella di reale supporto alla difesa e all’autodeterminazione nobilmente esposta ieri in aula da @GuidoCrosetto o quella di Orbán, col quale lei rivendica un’affinità politica, ma che consegnerebbe quel paese a Putin oggi stesso, se potesse. O ancora quella di Salvini, che continua ostinatamente a parlare molto del disarmo dell’aggredito e poco o nulla degli accordi stretti dal suo partito con quello del presidente del paese aggressore.
In secondo luogo sarebbe interessante sapere se per Meloni l’Ungheria sia un modello. Parliamo di un paese che in questi anni ha visto erodere i diritti civili, ha peggiorato i propri standard democratici e compresso le libertà di stampa, parola e opinione. Oltre a politiche securitarie e anti-immigrati, è questa la direzione che intende prendere l’Italia?
Infine l’Europa. Quella che ha in mente la nostra premier è la stessa che l’attuale governo di a Budapest al cui leader lei sta tirando la volata, intende sfasciare? Quella per la quale l’Ungheria da anni rappresenta una spina nel fianco minandone sistematicamente l’unità?
A me sembra che la politica italiana di destra e sinistra prosegua nella sua linea di incertezze, compromessi al ribasso e che nell’approccio meloniano non ci sia meno ambiguità rispetto a quello di Schlein, ambiguità che la Giorgia nazionale è solo più brava a spacciare per identità.
Ma in tempi in cui alle vecchie autocrazie se ne aggiungono di nuove e in cui, oltre ai nemici, qualcuno pensa di invadere i paesi amici, gli spazi per le supercazzole si riducono di giorno in giorno. E non basta più specificare che lo scappellamento è a destra.
Questo video prova a spiegare (con immagini simboliche elaborate a partire da una foto reale) quel che molti in Occidente rifiutano per ideologia o partito preso. L’Iran di fine Anni ‘70 era un Paese moderno e plurale, attraversato da tensioni sociali e generazionali come tutto il mondo. L’allora governo monarchico soffriva di una profonda crisi di popolarità e legittimità, che però finì per avvantaggiare un movimento religioso estremista che ben presto tarpò le ali e il futuro a milioni di giovani donne e uomini. L’ascesa degli ayatollah fu una deriva populista ante litteram, o se volete l’ennesima rivoluzione sfociata nel Terrore. Oggi liberare l’Iran dal giogo degli ayatollah significa restituire la vita a chi da decenni vive in una prigione esistenziale. È anche per loro, per quelle giovani studentesse di fine Anni Settanta, che dobbiamo fare pressione sui governi occidentali perché sostengano la rivolta contro il regime.
Voi che siete appassionati di materie #Stem non prendete come modelli #Rovelli e #Odifreddi. Vengono intervistati nei talk show non per i loro studi, ma per fare parti in commedia. Pensate come sarebbe bello se ci parlassero della fisica e della matematica, e invece no.
🚐🇺🇦 Il primo furgone blindato è arrivato in Ucraina!
Grazie alla raccolta fondi di Liberi Oltre e La Memoria Viva, questo furgone blindato — che verrà donato all’associazione Staroho Mista di Kramatorsk — sarà utilizzato per evacuare civili e distribuire aiuti nelle zone del fronte colpite dagli attacchi russi. Il costo totale del progetto è stato di circa 15.000 euro.
Un grandissimo grazie a Kostantin Zavinovski che con una generosa donazione ci ha permesso di chiudere rapidamente il progetto, all'altro grande anonimo che ci ha sostenuti su questo e altri interventi, e alle decine di persone che hanno donato e supportato questa iniziativa: questo grande traguardo è soprattutto vostro! ❤️
Ora il nostro impegno continua: sul fronte ci sono FPV ovunque e colpiscono ambulanze e auto civili senza distinzione.
Noi siamo ancora al fianco delle associazioni che evacuano civili, con la volontà di riparare i loro mezzi e acquistarne altri di nuovi.
In questa corsa contro il tempo, la vostra solidarietà e le vostre donazioni sono cruciali.
Ogni euro conta. Ogni veicolo può fare la differenza.
DONA ORA👇🏻
🔹 PayPal, Carta di Credito o Bancomat (info sul sito: https://t.co/uZaPlM32bh)
🔹 Bonifico su IBAN: Liberi Oltre le Illusioni – IBAN IT02U0306909606100000177412 con Causale: "Blindato Evacuazioni Ucraina"
Le donazioni sono detraibili e viene rilasciata ricevuta.
@Federicagb80 per Free4Future
Hanno rovinato i social media.
Hanno inquinato Wikipedia.
Hanno avvelenato Reddit.
Hanno manipolato le piattaforme di domande e risposte.
Hanno infiltrato le università occidentali.
Tutto questo segue una logica precisa.
Per capire che cosa sta succedendo oggi al movimento pro-palestinese in Occidente serve cambiare prospettiva. Gli slogan, le piazze, i post virali raccontano solo la superficie. La parte decisiva sta altrove: nelle strutture. Nei finanziamenti. Nell’organizzazione. Nella capacità di rendere un sistema stabile nel tempo.
Il Qatar rientra in questo quadro come attore rilevante.
Opera attraverso il soft power: informazione, formazione, università, produzione culturale. L’obiettivo non è convincere tutti, ma spostare il terreno su cui si forma il dibattito.
Questo meccanismo lo abbiamo già visto funzionare altrove.
Nel calcio, per esempio. Investimenti enormi, sponsorizzazioni, club, grandi eventi internazionali. In pochi anni il Qatar è passato dall’essere un Paese lontano e discusso a una presenza normale, persino prestigiosa. Il punto non è lo sport. Il punto è il metodo: non si compra adesione, si costruisce familiarità.
Qui emerge il nodo centrale.
Il fenomeno riguarda ecosistemi. Ambienti nei quali alcune idee diventano naturali, quasi inevitabili, mentre altre vengono progressivamente espulse dal perimetro del dicibile.
Il meccanismo è lineare ed efficace: finanziamenti, borse di studio, cattedre universitarie, ONG, programmi di scambio. Nessuna richiesta di adesione esplicita. Nessun vincolo formale. Il risultato è un contesto in cui una narrazione si espande e le alternative perdono spazio.
In questo sistema, la Fratellanza Musulmana svolge un ruolo centrale.
Nel mondo arabo questa dinamica è nota da tempo: la presenza della Fratellanza produce polarizzazione, tensioni e radicalizzazione nel medio periodo.
In Occidente, questa consapevolezza è maturata con ritardo.
La Fratellanza opera come rete, non come partito. Entra nei contesti educativi, nelle associazioni studentesche, nei campus. Fornisce linguaggi, categorie morali e cornici interpretative già pronte. Il Qatar sostiene questo modello attraverso risorse, legittimazione e continuità.
Gli effetti oggi sono evidenti.
In molte università occidentali il dibattito sul Medio Oriente segue schemi rigidi e ideologizzati. Nello spazio digitale alcune voci ottengono visibilità sistematica, mentre altre vengono marginalizzate. Le piattaforme di conoscenza finiscono per orientare, più che informare.
Qui emerge un punto chiave.
Il sostegno di Stati ricchissimi segnala la presenza di una leva politica strutturata.
Nel mondo arabo questo schema è conosciuto da decenni.
In Occidente continua spesso a essere letto come attivismo diffuso.
Io non credo alle coincidenze quando vedo gli stessi messaggi ovunque, raccontati sempre allo stesso modo. Credo alle strategie. E questa è una strategia di influenza.