Cuando un árbitro hombre se equivoca, se critica el arbitraje. Cuando se equivoca una mujer, atacan su género. Los hombres llevan toda la vida pitando mal y nadie los cuestiona por su género. Juzguen el arbitraje, no el derecho de ella a estar ahí. 👍🏼
Male referee makes a wrong call
• "This game is rigged for team xyz 😡"
Female referee makes a wrong call
• "This is why you don‘t let women officiate a men‘s game"
The problem starts when you bring up someone’s gender instead of staying consistent
Un BIDELLO percepisce in media 970 euro al mese. Per fare il Bidello non bisogna avere condanne PENALI o precedenti GIUDIZIARI. I 945 PARLAMENTARI ITALIANI guadagnano in media 12.698.30 euro al mese . 120 di loro non hanno i requisiti per fare i BIDELLI buon fine settimana🇮🇹
l'esimio senatore C. Borghi
"..l'emisfero sud ci indica un'estensione dei ghiacci marini di 1,400 milioni di kmq superiore.."
ha scritto esattamente
1,400 milioni di kmq
che vuol dire 3 volte la superficie del pianeta Terra
a senatori e generali non siamo messi bene in Italia
Nel 2023 le imprese italiane hanno chiesto allo Stato 609mila lavoratori stranieri. Lo Stato ne ha messi a disposizione 136mila, dentro le quote del decreto flussi fissato col Dpcm del 27 settembre 2023, che ne prometteva 452mila in tre anni. L'anno dopo le domande sono salite a 702mila, i posti a 151mila. E di quelle quote, certifica la campagna Ero Straniero sui dati ottenuti per accesso civico ai ministeri, meno del 24% è diventato davvero un permesso di soggiorno.
Se qualcuno avesse progettato di spalancare le porte per regalare al capitale manodopera a basso costo, sarebbe il piano peggio eseguito degli ultimi vent'anni. Lo Stato italiano non ospita: contingenta, respinge, concede col contagocce. Eppure la propaganda racconta il contrario, e noi continuiamo a crederci.
I conti che la propaganda non fa
I numeri veri stanno nel Rapporto annuale sull'economia dell'immigrazionedella Fondazione Leone Moressa, presentato il 20 ottobre 2025 al CNEL e alla Camera. Gli occupati stranieri producono 177 miliardi di valore aggiunto, il 9%del totale, con punte del 18% in agricoltura e del 16,4% nell'edilizia. I contribuenti nati all'estero sono 4,9 milioni: nel 2024 hanno dichiarato 80,4 miliardi di reddito e versato 11,6 miliardi di Irpef.
C'è il dato che dovrebbe chiudere la questione. Confrontando quello che lo Stato incassa da loro con quello che spende per loro, il saldo è positivo di 1,2 miliardi. Incidono sulla spesa pubblica per il 3%, perché sono giovani, si ammalano poco e non vanno ancora in pensione. Una manodopera importata per ingrassare i profitti sarebbe una voragine nei conti. Questa è l'esatto opposto: un attivo che tiene in piedi pezzi di welfare.
E i salari? La tesi che gli immigrati li abbassino la condividono la destra che grida all'invasione e certi rossobruni che la rivendono come critica al capitale. La Banca d'Italia la smonta da anni: niente "effetto spiazzamento", i lavoratori stranieri fanno mestieri diversi da quelli dei nativi, che intanto si spostano su mansioni più qualificate. I salari italiani sono fermi da trent'anni anche là dove gli immigrati non sono mai arrivati. A tenerli inchiodati sono stati la deregolamentazione e la contrattazione collettiva smontata pezzo per pezzo. Gli ultimi della fila non c'entrano.
Il lavoro a basso costo esiste, eccome. E a fabbricarlo è proprio la legge che dovrebbe impedirlo. La legge Bossi-Fini, la 189 del 30 luglio 2002, lega il permesso di soggiorno al contratto. Perdi il lavoro, perdi il diritto a restare. È il congegno che riduce una persona a un lavoratore in apnea, pronto ad accettare qualunque cosa pur di non scivolare nell'irregolarità. Del resto, ogni volta che qualcuno propone di abolirla riparte il coro sui confini e sulla sicurezza.
Da lì si scende nell'inferno raccontato dal Rapporto Agromafie e Caporalatodell'Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil: circa 200mila braccianti irregolari nei campi, 55mila donne, paghe medie intorno ai 6mila euro lordi l'anno. È il mondo in cui Satnam Singh è stato lasciato morire dissanguato nel giugno 2024, dopo che un macchinario gli aveva amputato un braccio, buttato via come un attrezzo rotto.
Qui la propaganda fa il suo capolavoro: rovescia causa ed effetto. Le imprese chiedono lavoratori, lo Stato ne concede una frazione, il resto della domanda finisce nel sommerso. Quel buco tra 702mila richieste e 151mila permessi è il serbatoio di ricattabili che nutre caporali e padroni. Il basso costo lo fabbrica la clandestinità imposta per legge, non l'accoglienza.
Le parole, intanto, sono a verbale. Il 18 aprile 2023, al congresso della Cisal, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha evocato la «sostituzione etnica, gli italiani fanno meno figli quindi li sostituiamo con qualcun altro». Lo ha detto il ministro che governa proprio il settore, l'agricoltura, dove sopravvivono i 200mila braccianti irregolari di poco fa. Lo spettro della razza da difendere, agitato da chi firma le filiere che su quei braccianti campano.
C'è chi è andato oltre la parola. Nel maggio 2025, a Milano, si è tenuto il primo Remigration Summit europeo, promosso dall'austriaco Martin Sellner: in agenda l'espulsione di massa degli stranieri, regolari e irregolari, fino alla terza generazione. Tra i relatori, Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), allora eurodeputato della Lega. "Remigrazione" è la parola scelta dalla destra per non dire "deportazione".
E quando qualcuno lo fa notare, scatta la maschera. La vicesegretaria della Lega Silvia Sardone (Lega), in consiglio comunale a Milano, ha ridotto tutto a un problema di ordine pubblico: solo "rimpatrio" di chi delinque, una manifestazione che «non ha nulla a che vedere col razzismo e col fascismo». Prima si evoca la sostituzione etnica, poi si giura che era sicurezza.
Eppure, mentre la propaganda grida, il governo firma. Lo stesso esecutivo che agita lo spauracchio etnico ha varato un decreto flussi da quasi 500mila ingressi nel triennio 2026-2028, perché Confindustria e Coldiretti quella manodopera la chiedono sul serio. Nessuno vuole sostituire gli italiani: serve una riserva di braccia ricattabili da tenere in fondo, e un nemico da mostrare a chi sta appena sopra. La "manodopera a basso costo", altro che complotto globalista, è il modello su cui regge in silenzio un pezzo di economia nazionale.
Questo copione, però, ha settant'anni. E lo recitavamo noi, contro altri italiani.
Torniamo indietro, agli anni Cinquanta, sempre la stessa scena. Sui cosiddetti "treni del sole" salivano i meridionali diretti alle fabbriche del Nord. A Torino la popolazione passò dai 719mila abitanti del 1951 al 1 milione e 125mila del 1967. Sui portoni comparivano i cartelli "non si affitta ai meridionali", i giornali rincaravano la dose, i nuovi arrivati venivano dipinti come una minaccia ai salari e ai costumi locali. Terroni, napuli, mau mau: il vocabolario dell'odio cambiava soltanto bersaglio.
Resta cronaca. Secondo i dati Istat rielaborati dalla Svimez, tra il 2012 e il 2021 oltre 1 milione e 138mila persone si sono mosse dal Sud al Nord, e gli stessi annunci, passati dal cartone al social, oggi rifiutano una stanza a chi arriva dal Mezzogiorno o dall'estero. La guerra tra poveri lavora così da sempre: prende chi condivide la stessa miseria e lo convince che il nemico è il vicino di pianerottolo, mai chi possiede il palazzo.
Torniamo ai numeri dell'inizio. Le imprese chiedevano 702mila braccia, lo Stato ne ha fatte entrare 151mila col contratto in pugno e poi le ha lasciate ricattabili. Nessuno le ha ospitate per donare forza lavoro al capitale: le ha rese precarie per tenerle a bada, e intanto le ha indicate alla rabbia di chi sta un gradino più su. Ci caschiamo ancora per una dimenticanza sola: i terroni, una volta, eravamo noi.
(il mio articolo per @Tag24news)
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Per 4 anni se ne è infischiata di chi perdeva vacanze, esami universitari, colloqui di lavoro e visite mediche, dicendo cavolate in tv.
Ora che ha cambiato bandiera ha il coraggio di parlare di sequestro di persona.
Sono senza vergogna.
@lauraravetto#salvini#Vannacci
"La caccia non è che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e col grado di sviluppo a cui noi ci crediamo arrivati."
(Lev Tolstoj)
#DDL1552#caccia
'Intentarán matarme y sumir al Congo en guerras interminables porque saben que una África unida e independiente, tanto política como económicamente, marcaría el fin de su dominio y el comienzo de nuestra verdadera libertad".
Patrice Lumumba
Pte. Congo
Asesinado por Bélgica/EEUU
«Una lettera di un burocrate». Così Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ha liquidato i rilievi della Commissione europea sul ddl 1552, rispondendo al Question time al Senato il 14 maggio alla senatrice Gisella Naturale (M5S). Il burocrate è Bruxelles, la lettera è del 18 dicembre 2025, e contesta punto per punto la riforma della caccia. È rimasta chiusa in un cassetto per mesi, finché non l’hanno scovata le associazioni.
Ieri il Senato ha approvato il ddl, prima firma Lucio Malan (FdI), che riscrive la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica: 87 sì, 58 no, e il testo passa alla Camera. Venti articoli per allungare i calendari, allargare le specie e i luoghi dove si spara. E per togliere di mezzo chi misura le conseguenze.
La scienza messa a margine
Il cuore tecnico della riforma sta in una riga: il parere dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, passa da vincolante a consultivo. Da presidio a suggerimento. Lo si affianca al Comitato tecnico faunistico-venatorio, dove siedono pure le rappresentanze dei cacciatori. Così chi deve dire se una specie regge il prelievo finisce a decidere insieme a chi quel prelievo lo pratica. Il rovesciamento è anche lessicale: la legge passa dalla “protezione” alla “gestione” della fauna, e il cacciatore diventa un “bioregolatore”.
Contro questo passaggio dieci società scientifiche hanno scritto con il WWF a Sergio Mattarella e alle altre alte cariche. «La tutela della fauna selvatica non è una questione di parte», dice il presidente Luciano Di Tizio: è un patrimonio indisponibile dello Stato. I numeri che cita sono dell’Ispra. In Italia il 28% dei vertebrati valutati è a rischio estinzione, il 26% degli uccelli nidificanti è minacciato, e tra le stagioni 2017 e 2023 sono stati abbattuti oltre 32 milioni di uccelli cacciabili. Proprio mentre la biodiversità arretra, si decide di sparare di più.
Cosa cambia in concreto. Cade il limite del 10 febbraio, quello che ancora protegge l’inizio della migrazione prenuziale. I richiami vivi salgono dai 40 per cacciatore a un numero di fatto illimitato. Entrano fra i cacciabili l’oca selvatica e il piccione; lo stambecco, specie protetta, è uscito dall’elenco dopo le proteste degli scienziati. Torna la caccia sul demanio marittimo.
Si spara anche dopo il tramonto e con i visori termici, in aree finora precluse e vicino ai sentieri di chi un fucile non lo imbraccia. E un divieto di “ostacolare o rallentare” l’attività venatoria, con relativa sanzione, rischia di colpire pure la protesta pacifica, con evidenti profili di incostituzionalità.
Il conto europeo
Qui rientra la lettera del burocrate. La Commissione contesta l’estensione oltre il 10 febbraio e il declassamento del parere dell’Ispra come una violazione della Direttiva Uccelli, e ricorda che sui richiami vivi l’Italia è già sotto la procedura EU Pilot aperta nel 2023. Sulla materia venatoria pende già una messa in mora. Tradotto: una nuova infrazione, e una sanzione che pagheremo tutti.
Dovrebbe pesare anche la Costituzione. Dal 2022 l’articolo 9 mette la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica, pure per le generazioni che verranno. Una riforma che allarga il prelievo mentre la scienza segnala l’allarme ci va contro in modo abbastanza nitido.
Contro il ddl si sono schierati la comunità scientifica, le associazioni, il Club Alpino Italiano, il Consiglio d’Europa con la Convenzione di Berna, perfino la Santa Sede e una voce come quella del Foglio. Un sondaggio Ipsos dà l’85%degli italiani contrario alla caccia, le firme raccolte dal WWF hanno passato le 400 mila. Dall’altra parte una minoranza organizzata e rumorosa, e un governo che tira dritto.
Restano i burocrati, già. Gli stessi che a Bruxelles scrivono le lettere di costituzione in mora e calcolano le multe.
(il mio articol oper @LaNotiziaTweet)
https://t.co/ppwHM7opjz
"Affidare la tutela della biodiversità ai cacciatori è come assumere come baby sitter Epstein"
Giobbe Covatta oggi al sit in contro il DDL #Caccia selvaggia
Getty Images might be the biggest legal scam operating in plain sight and almost nobody talks about it.
Here is how it works. They take photos they do NOT own. Public domain images. Work that legally belongs to every single one of us. They slap their watermark on it, throw it in their catalog, and charge you hundreds of dollars to use a picture they had no right to sell in the first place.
It gets worse.
A photographer named Carol Highsmith spent years documenting America and then GAVE over 18,000 of her photos to the Library of Congress. For free. For everyone. No strings attached. Her gift to the public.
Getty took those free photos, watermarked them, and started selling licenses. Then they had the nerve to send Highsmith a bill for $120 for using HER OWN photograph on HER OWN website.
Read that again. They charged the artist for her own work that she gave away for free.
She sued them for $1 billion.
And here is the part that should make your blood boil. This is not a one time mistake. This is the business model. Take what is free, claim it as yours, intimidate people with legal threats, and cash the check. They are betting that you will be too scared or too confused to fight back.
How is this legal? How have we let a company get rich selling things that belong to all of us? How many small creators got threatening letters and just paid up because they did not know any better?
We put up with it because they count on us not paying attention.
Start paying attention.
Al di là di quale sia l'argomento dibattuto, resto sgomento del fatto che ci sia chi (nascondendosi nell'anonimato) sollecita l'uccisione di coloro che scrivono cose a lui sgradite.
Trovo agghiacciante la leggerezza con cui si invita pubblicamente ad ammazzare altri esseri umani.
Il Governo #Meloni vuole consegnare la natura italiana nelle mani dei cacciatori! Un provvedimento ispirato dal Ministro #Lollobrigida, che farebbe tornare indietro di più di 30 anni la tutela della fauna in Italia. Dobbiamo fermarli!
https://t.co/eJF4eqxlPM #WWF#OurValues
The reason why the UK is on its arse is not because of Keir Starmer.
A big reason is that too many people believed some bollocks on a bus 10 years ago.