"Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza."
Benjamin Franklin
Gli storici la chiamano Piccola Era Glaciale, un periodo di freddo di 600 anni che ha attanagliato gran parte del globo fino alla metà del XIX secolo. I raccolti fallirono ripetutamente. I prezzi dei cereali salirono alle stelle. Il bestiame morì di fame nelle stalle per mancanza di foraggio. I fiumi che non si erano mai ghiacciati a memoria d'uomo si solidificarono a sufficienza da poter essere attraversati a piedi. Le regioni con stagioni di crescita già brevi le videro accorciarsi ulteriormente, e ne seguì la carestia.
Al contrario, il caldo è di grande aiuto. Non solo oggi, ma anche nei periodi caldi passati, con temperature paragonabili a quelle attuali. Durante il Periodo Caldo Medievale, i vigneti europei si diffusero verso nord, fino in Inghilterra, e gli agricoltori norreni facevano pascolare il bestiame nei pascoli della Groenlandia, oggi ricoperti dal permafrost.
Questi precedenti storici sottolineano un punto cruciale: il clima è dinamico e i periodi più caldi hanno spesso coinciso con la prosperità umana e con ecosistemi fiorenti. Ignorare questo contesto storico significa abbracciare un'amnesia selettiva, alimentata da un'agenda apocalittica.
#Goofynomics in pillole
C’è un paese che produce troppo. Troppa roba, troppi capitali. Ha industrie che macinano export e banche che vogliono rendimento. È saturo, strapieno. Ma ha ancora fame.
Poi c’è un paese più semplice. Un po’ meno industrializzato forse, molto più prudente. Ha risparmi, case di proprietà, una banca centrale che risponde ancora al governo, e uno Stato che, con tutti i suoi limiti, non ha ancora ceduto il telecomando all’estero.
Il paese forte si avvicina al debole e gli dice: “Facciamo le cose insieme. Ti aiutiamo a crescere, a essere come noi.” Tradotto: adotta la nostra moneta, le nostre regole, i nostri standard. Liberalizza, privatizza, apriti ai capitali.
E l’altro accetta. Per soggezione, per illusione, per “fogno”. Così entra in un gioco che non ha scritto lui.
Risultato: arrivano montagne di soldi. Banche estere, finanziarie, fondi d’investimento. Tutti pronti a prestare. Tutti entusiasti di questo nuovo paradiso dei consumi. I cittadini si sentono più ricchi. Le aziende si indebitano. Lo Stato non può più controllare il costo del denaro. Le banche non devono più sostenere l’economia interna: devono solo generare profitto.
Sembra crescita. È dipendenza.
Perché quei capitali non sono un regalo. Sono un’esca. Servono a gonfiare i consumi della periferia così che possa assorbire le eccedenze del centro. Auto, elettrodomestici, tecnologie, know-how.
Il paese forte vende.
Il paese debole compra.
Con soldi presi in prestito.
Dalle banche del paese forte.
E finché i prestiti girano, tutti felici. Ma a un certo punto la musica si ferma. Sempre.
Crisi, bolla, sfiducia, fallimenti. Il capitale torna a casa e il paese fragile resta coi debiti in mano e senza più strumenti per governarsi.
E lì scatta la seconda fase.
Il paese forte dice: “Avete vissuto sopra le vostre possibilità.” E pretende rigore. Non importa che sia stato lui a fornire la corda. Ora vuole vedere ordine. Austerità. Tagli. Riforme. Privatizzazioni. Le ultime, quelle definitive.
Il paese debole svende ciò che resta. Aziende strategiche, infrastrutture, servizi pubblici. E nel frattempo la narrazione cambia: non è più “un aiuto”, è “un salvataggio”. E chi ti salva, si prende tutto.
Non è un incidente. È uno schema.
Non è un errore di politica. È una strategia.
Costruire periferie non è una conseguenza, è la condizione necessaria per far prosperare certi centri. La moneta unica, il libero movimento di capitali, le regole fiscali: sono strumenti.
Il fine è l’asimmetria stabile.
Tu cedi sovranità, loro guadagnano controllo.
Tu chiudi fabbriche, loro aprono mercati.
Tu ti indebiti, loro incassano interessi.
E se non riesci a pagare, vendi.
E intanto ti diranno che è colpa tua. Che hai speso troppo. Che sei inefficiente. Che devi diventare “più competitivo”. Come? Tagliando salari, diritti, servizi. Facendo dumping su te stesso.
E se provi a dire di no, ti chiamano populista.
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Liberamente ispirato a “Il romanzo di centro e di periferia”.
https://t.co/mbgewl64xG
October 7, 1571—Islamic conquest seemed unstoppable.
A massive Ottoman fleet sailed to crush Christian Europe. No one had beaten them at sea.
Then, at Lepanto, 200 galleys of the Holy League stood in their way.
What happened next changed history forever:
Caro @giorgio_gori, la necessità di competere sul prezzo, rectius sul salario, derivò all’epoca dagli ingenti squilibri finanziari intra-zona, causati dall’aggressiva svalutazione salariale tedesca. Ovviamente se il grafico è fatto (artatamente) su 17 anni questa svalutazione non si vede. Se si parte dal 2003 (riforme Hartz) chi vuole vede e capisce. Quella svalutazione causò l’esplosione dell’export tedesco e l’accumulo di debito nei paesi periferici. L’assenza di un meccanismo di correzione endogeno e rapido come il cambio ha reso necessario il “sacro macello” dei lavoratori sostenuto dal PD (dal “Salvaitalia” al “Jobs act”). Quando i creditori sono alla porta non puoi dirgli: “Un attimo che investo in R&D e torno!” Il problema è nella sleale svalutazione competitiva dei salari praticata dalla Germania. Ma ammetterlo ci costringerebbe ad ammettere tante altre cose… I dettagli e i dati sono qui: https://t.co/OxVmHYjTD4.
Kash is the 1st Indian American to be FBI Director & he was hired based on merit, not skin color
See how that works, Democrats?
It’s insulting (and racist) to think racial minorities can’t be hired without a boost for their skin color
DEI is a scam
🇭🇺HUNGARY'S PM: THE LEFT IMPOSED THEIR IDEOLOGY ON THE WORLD WITH U.S. TAXPAYER MONEY
Prime Minister of Hungary, Viktor Orbán:
"The fact is that the liberal elite of the West use the taxpayer money of United States citizens to spread their ideology around the world and finance more than 60 NGOs, paid politicians, and media outlets in Hungary.
It was a plot against our sovereignty and independence."
Source: @TCNetwork
130.000 anni prima di Bonelli.
Durante l'ultimo periodo interglaciale, il livello del mare era di 6 metri più alto di oggi. La temperatura dell'aria era più calda da 2ºC a 6ºC. Le lastre di ghiaccio si ritirarono ma non si sciolsero completamente.
I ghiacciai delle valli alpine si ritirarono. La vegetazione e gli habitat degli animali cambiarono. Gli alberi avanzarono su pendii e a latitudini più elevate e non ci fu estinzione della vita. La vita sulla Terra prosperava e c'erano meno ondate di freddo.
A quel tempo non c'erano industrie che emettessero CO2. Questo riscaldamento era solo di origine naturale. L'ultima glaciazione è iniziata 116.000 anni fa. Le calotte glaciali, i ghiacciai e il ghiaccio marino si espansero.
1/8
Per far tornare Stellantis in attivo:
Fiat deve produrre Panda a <9k€, una Punto ed una Tipo semplici ed affidabili, un suv.
Alfa deve fare uscire la nuova Stelvio, la nuova Giulia da cui ricavare una sw, una sw cross Q4 ed un coupé, ed una Giulietta su base Tipo.
Lancia deve ->
La sinistra establishment un po' ovunque odia il Paese dove è insediata. Non ritiene che sia il suo Paese. Loro hanno da salvare l'umanità ed intanto odiano la loro casa. Si chiama oicofobia. Perfetto #Rampini contro l'ideologia #Woke e la sua censura
Perché riparare gli argini, pulire letti dei fiumi e tombini, creare vasche di laminazione e infrastrutture idriche efficienti quando, a parità di tassazione (anzi, chiedendo qualcosa in più) si può dare la colpa al dio delle tempeste (GAMBIAMENDO GLIMADIGO) e non fare un cazzo?
A parte 4 professoresse di lettere e 10 centrosocialari figli di papà l'immigrazione di massa incontrollata non piace a nessuno.
La percezione vivida di paura/fastidio nel girare in certe zone delle città ce l'hanno tutti.
Letteralmente il 90% degli italiani.