Vorrei dire che a Michele Boldrin, di "pirsona pirsonalmente", della querelle con @CarloCalenda importa nulla.
Le mie devianze caratteriali - reali o percepite che siano - contano zero. Lo stesso vale per le sue devianze caratteriali, reali o percepite che siano.
L'unica cosa che conta e' se i due partiti - i loro quadri ed iscritti, anzitutto e soprattutto - concordano sulle cose da fare per il paese, oppure no. L'unica cosa che conta e' se i quadri e gli iscritti dei due partiti (e degli altri a cui la cosa dovesse interessare) si accordano su un programma di governo ed un progetto di Italia altri da quelli oggi dominanti e che i due pollai propongono.
Di questo si dovrebbe discutere e di queste questioni dovrebbero, iscritti e quadri, discutere pubblicamente da Bolzano a Trapani e da Aosta a Lecce.
Lo facciano: se vogliono possono farlo anche senza alcun "ordine dal centro". Son tutti adulti!
Appartengo a quella schiatta, credo oramai in via di estinzione, che ritiene la politica la debbano fare i cittadini in prima persona e che i supposti "leader" debbano servire da coordinatori e portavoce, non da padri-padroni.
Tutto il resto viene dopo e, alla fin fine, e' alquanto secondario.
Tutto il resto - come disse Fischer Black in una lectio magistralis - e' solo rumore che la storia del Paese cancella e dimentica. Perche' nella storia di un Paese contano i fatti che i cittadini, collettivamente, riescono o non riescono a realizzare. Hic rodus hic salta.
P.S. Il messaggio che leggete e', come da incipit, scritto di pirsona pirsonalmente. Se domani il Direttivo e l'Assemblea di @ora_italia mi diranno che si tratta di una mattana personale che non avrei dovuto scrivere, ne paghero' le conseguenze.
Ma, avendoci pensato, io cosi' la vedo da lungo tempo.
Contestare un evento di informazione prima ancora che inizi dice molto di chi giudica a priori e sceglie di trasformare un'occasione di confronto in una contestazione a prescindere.
Noi siamo nati per fare l'esatto contrario: discutere pubblicamente i temi sulla base di dati, proposte e idee.
Ci vediamo all'evento di ORA! Basilicata a Potenza con @AndreaSavi3@caresana_m75839@GambardellaUGB
CORSA AI CERVELLI: DOBBIAMO AGIRE IN FRETTA
L'Europa deve arruolare le menti migliori per non perdere una guerra già iniziata.
Da decenni il flusso dei migliori ricercatori nelle aree STEM e scienze della vita si muove in una sola direzione: dall’Europa verso gli Stati Uniti. Oggi, per la prima volta, quel flusso potrebbe invertirsi!
Questa però è un'occasione a tempo. Finora l’Europa ha lanciato solo iniziative timide. Intanto altri paesi (Regno Unito, Canada, Giappone) stanno già reclutando ricercatori.
La nostra proposta è semplice. Invece di aggiungere denaro al sistema esistente, costruiamo dieci nuove università di ricerca, concentrate su STEM e scienze della vita, dotate di uno statuto speciale: fondazioni private senza scopo di lucro, fuori dalle regole retributive e operative del settore pubblico. Gli Stati membri ospiterebbero e cofinanzierebbero le istituzioni, con sedi scelte per merito e in base a dotazioni già presenti.
La chiave non è il denaro, ma due condizioni che il sistema pubblico europeo non garantisce: autonomia e concorrenza. C'è poi una condizione di scala: la massa critica non si ottiene sommando frammenti, ma concentrando risorse e persone in un numero ristretto di sedi.
Il costo? Circa 10 miliardi di euro l'anno. Non servono risorse nuove: bastano quelle che già esistono, spostate per un periodo limitato, senza creare nuova spesa permanente.
Sul piano della gestione, il programma andrebbe affidato a un'agenzia europea indipendente.
Smettiamo di aggiungere fondi a un sistema le cui regole impediscono di usarli per attrarre le menti migliori. Gli strumenti, i precedenti e perfino i soldi esistono già. Quello che serve è la volontà politica di agire ORA, prima che sia troppo tardi.
dalla proposta di @micheleboldrin
e @Forchielli al @sole24ore