"La mia moralità, la mia mente. Solo quello può fermarmi. Non ho bisogno del diritto internazionale". Chiunque non capisca che questa è una frase tremenda, folle, contraria a millenni di evoluzione umana, di parole scritte, di diritti e doveri, chiunque non lo capisca è, tecnicamente, un pericoloso deficiente.
La Geo Barents non salperà più per salvare vite in mare. Il governo ha soffocato la missione di Medici senza frontiere poco a poco. L’annuncio di Juan Matias Gil oggi su @lastampa https://t.co/LafAPXRmei
Stiamo spostando un pattugliatore della Marina, la Libra, lungo 80 metri, per portare in Albania 16 migranti. La Libra può imbarcare 80 marinai e 200 passeggeri.
Costo stimato: 250mila euro, oltre 15mila euro a migrante.
Però non sarà uno spreco di denaro. #Rassegnati
Nellie Bly raccontò che lager erano i manicomi nell'800 in America,come scrivo in Cento giorni che non torno. E lo fece da infiltrata fingendosi malata. Era ottimo giornalismo. E servì a muovere e cambiare le cose. Bravi i colleghi di Fanpage.
Il senso di colpa del consumatore non serve. Non c'entrano le zucchine a basso prezzo. Anche pagando una borsa 5000 euro poi si scopre che la cuciva un cinese in nero in un sottoscala e valeva 50 euro. Meno sensi di colpa inutili, più voti sensati
https://t.co/arSOVkMnvg
Ecco il testo integrale del monologo di Antonio #Scurati sul 25 aprile, censurato dalla Rai:
"Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sottocasa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini.
L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole.
Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.
Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.
In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.
Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.
Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista.
Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?
Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.
Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).
Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra.
Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana".
La maniera migliore per reagire, oltre che la denuncia di @serenabortone3, è pubblicare ovunque, in tutte le forme, su tutte le pagine web e tutti i muri questo monologo
"Meloni? Deplorevole.
Primo: si comporta come se fosse ancora una piccola militante di un partito di opposizione e non si rende conto che è da un anno e mezzo che siede a Palazzo Chigi e rappresenta, amministra e governa 60 milioni di persone.
Secondo: una Presidente del Consiglio non può deridere l’antifascismo. Perché il fascismo è stato una tragedia per questo Paese. E quindi non deve parlarne come se stesse raccontando una barzelletta".
Un Corrado Augias perfetto.
#dimartedì
Augias sul cabaret di Meloni in Sardegna: "Deplorevole. La Presidente Meloni si comporta come se fosse ancora la militante di un partito d'opposizione e non si rende conto che da un anno e mezzo rappresenta 60 milioni di persone"