Milanese. Abito al Ticinese con un figlio e un gattone. Volontaria in carcere dal 1992. In Cgil dal 1981/2021. Pensionata. Politica della differenza da sempre.
Ahmad trasporta aiuti umanitari per #Gaza. Viene fermato dall' IDF e invitato a scendere dal mezzo. Ahmad scende con le mani alzate.
Gli sparano in testa.
Notizia di due giorni fa. L' avete sentita in qualche TG?
Vannacci tra un anno o poco più sarà in Parlamento, perché in questo paese quelli come lui prendono un sacco di voti. E se la destra vincerà le elezioni ce lo ritroveremo pure al governo, perché la Meloni (come tutti nel cdx) per il potere si alleerebbe pure con Sauron.
Non basta salvarsi dal mare se l’odio ti aspetta a terra.
Fugge dalla Nigeria perché amare una persona del proprio sesso può costarti la libertà o la vita. Nel sud del Paese l’omosessualità è punita con fino a 14 anni di carcere, mentre in alcuni stati del nord, dove vige la Sharia, è prevista perfino la pena di morte.
A soli 16 anni attraversa il deserto. Sopravvive a un anno di violenze e sofferenze in Libia. Affronta il Mediterraneo su un gommone con altre 119 persone: 44 di loro non arriveranno mai a Lampedusa. Il mare inghiotte le loro vite.
Evans Ogbajie arriva in Italia. Ottiene lo status di rifugiato, trova un lavoro come benzinaio a Zanè, in provincia di Vicenza, e conquista tutti sul campo da calcio, diventando capocannoniere con il Silva Marano. Finalmente pensa di poter vivere senza nascondersi, senza paura, senza dover chiedere scusa per ciò che è.
Ma la violenza cambia volto, non sempre sostanza.
Il 2 luglio, alle sette del mattino, trova la sua auto devastata: carrozzeria sfregiata, insulti omofobi, un disegno osceno sul cofano, le scritte “Troia” e “Gay”, la targa strappata e gettata a terra.
Questa non è una bravata. È un crimine d’odio. È il segnale che il pregiudizio continua ad avvelenare la nostra società.
Ci indigniamo per le persecuzioni nei Paesi lontani, ma troppo spesso ignoriamo l’odio che cresce nelle nostre città, nei nostri quartieri, nelle nostre strade. Un rifugiato che scappa dalla persecuzione non dovrebbe ritrovarsi a fare i conti con la stessa intolleranza nel Paese che gli ha promesso protezione.
La dignità umana non ha nazionalità, colore della pelle né orientamento sessuale. Chi semina odio contro chi è diverso non difende alcun valore: calpesta i principi fondamentali di una società democratica.
A Evans Ogbajie va tutta la mia solidarietà. Agli autori di questo gesto, invece, va la condanna più ferma. Perché il silenzio davanti all’odio è la sua forma più pericolosa di complicità.
Cristiano è lui
C’è una curiosa coincidenza. Più la politica parla di cristianesimo, meno si vedono cristiani.
Le croci diventano simboli identitari, i rosari finiscono nei comizi, il presepe diventa un argomento elettorale. Ma quando sulla battigia compare un uomo in fuga, il Vangelo viene momentaneamente sospeso.
Poi arriva il Papa.
E senza una legge, senza un decreto, senza un post indignato, rimette tutto in ordine.
Va a Lampedusa. Non a inaugurare un centro di rimpatrio. Non a promettere blocchi navali. Va dove arrivano i vivi e dove sono passati i morti. Si ferma al cimitero, attraversa da solo la Porta d’Europa, guarda il mare in silenzio e ricorda che quelle persone non sono un’emergenza, ma esseri umani.
È una scena quasi imbarazzante. Perché basta un uomo vestito di bianco per smontare anni di propaganda.
La destra mondiale ripete da anni che bisogna difendere i confini. Il Papa ricorda che prima ancora bisogna difendere l’umanità.
La destra nostrana dice: prima gli italiani.
Il Papa dice: prima le persone.
Non è politica. È Vangelo.
E qui sta il paradosso.
Quelli che ogni domenica rivendicano le radici cristiane dell’Occidente passano il resto della settimana a spiegare che chi salva vite in mare è complice dei trafficanti, che i migranti sono un’invasione, che l’accoglienza è buonismo.
Poi arriva il capo della Chiesa cattolica e ricorda che il cristianesimo non è nato per difendere i confini. È nato per abbatterli.
La scena pi�� potente, però, non è nemmeno quella della Messa. È quella del silenzio davanti al mare.
Perché il Mediterraneo è diventato il luogo dove l’Europa misura la distanza fra ciò che dice di essere e ciò che è diventata.
A Lampedusa non c’è soltanto il dramma delle migrazioni. C’è il nostro esame di coscienza.
Ed è curioso che oggi, mentre tanti leader occidentali continuano a raccogliere voti alimentando la paura dello straniero, il messaggio più forte arrivi dall’unico uomo che non cerca voti.
Forse perché il cristianesimo funziona così.
Non consiste nel parlare continuamente di Cristo.
Consiste nel provare, ogni tanto, ad assomigliargli.
Le cronache sul party americano con mezzo governo, los ministros y la sorella Meloni avrebbe dovuto scriverle Garcia Marquez. Politicos y terratenientes alla fiesta della compagnia bananiera yankee, genuflessi e servili nell’indecoroso spettacolo dei sudditi senza dignità
Nelle stesse ore in cui una folta rappresentanza del governo sceglieva di andare ad abboffarsi alla festa a stelle e strisce il Papa scendeva a Lampedusa e, primo capo di stato al mondo, è andato a visitare il cimitero dei morti in mare.
#4luglio
Gioggia Meloni visita un poverissimo paese della Basilicata e chiede al sindaco quali siano le tre priorità per rilanciare la zona.
«La prima è l’ospedale: c’è, ma mancano i medici».
Lei tira fuori il telefonino, parla per un paio di minuti e poi annuncia:
«Fatto. Entro una settimana arrivano i medici».
«La seconda è l’acqua: c’è, ma una miniera a monte ha inquinato le falde».
Lei riprende il telefonino, altre due parole, e dice:
«Fatto. Entro un mese le falde saranno bonificate e la proprietà risarcirà gli abitanti».
«E la terza?» chiede lei.
«La terza sono i telefonini» risponde il sindaco.
«Qui non prende niente».
Meloni vuole spendere altri 6,5 miliardi in armi entro 2 anni: «Anche senza i soldi dell'Europa».
Fa niente se i nostri figli staranno col cappotto a scuola e ci cureranno gli stregoni al posto dei medici.
#Meloni#difesa#Trump#scuola#sanita#Crosetto#4luglio
E la musica colta e raffinata di Stefano Bollani no
E le storie colte e appassionate di Stefano Massini no
E l'approfondimento colto e garbato di Gianrico Carofiglio no
Ma è proprio il "colto" che non ci scende?
Comunque sia, giù le mani da RaiTre
#vivaraitre
TRAGEDIA A MAGNACAVALLO
Bracciante 55enne muore mentre lavora nei campi del Mantovano: ipotesi malore per il caldo
La vittima è Haddad Taher,la Procura ha disposto l’autopsia. La tragedia in un’azienda agricola
La ministra del lavoro sta a guardare o fa qualche passerella
La sanità affonda, e il governo pensa solo a conservare il potere.
Mentre milioni di italiane e italiani rinunciano a curarsi o aspettano mesi per una visita, mentre negli ospedali mancano infermieri e professionisti della salute mentale, Giorgia Meloni sceglie di dare la priorità alla legge elettorale.
E' questo il suo patriottismo? Pensare alle regole per restare al governo invece che al diritto alla salute delle persone?
Vabbè alla fine 40 gradi a giugno non sono un problema se hai un climatizzatore performante, se non vivi in strada, se non sei costretto a lavorare sotto al sole o spostarti coi mezzi, se non sei anziano o malato o disabile o un detenuto o una donna incinta o un animale randagio
Ancora un incidente sul lavoro,a Olbia 69enne precipita da un palazzo in costruzione e muore
A questo governo le morti sul lavoro non importano e men che meno importano alla ministra Calderone, che è pagata solo per scaldare la poltrona.Mai una nota di rammarico per questi morti
“Siamo a un bivio. Questa non è una delle tante assemblee. Siamo di fronte a un bivio secco. O si fonda sulla democrazia e sulla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori o non sarà una strategia all’altezza del cambiamento”.
Dal palco del Paladozza di Bologna, dove ieri ha chiuso i lavori dell’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati “Valore al Lavoro”, il segretario generale della #Cgil ha fatto il punto su tanti temi.
👉 Fisco e redistribuzione: “Basta ingiustizie. Non è più accettabile che la tassazione sui lavoratori e sui pensionati arrivi anche al 42-44%, denuncia, a fronte di profitti e rendite tassati meno”. Da qui la proposta di riforma e il contributo di solidarietà: “Stiamo parlando di 500 mila persone su 60 milioni” a cui si chiede «un contributo dell’1,2%» per generare risorse da destinare a sanità, scuola e salari. “Di fronte all’ingiustizia tu non puoi stare in mezzo. O sei contro l’ingiustizia o sei parte dell’ingiustizia”.
👉 Appalti, sicurezza e lavoro precario: Landini lega l’aumento degli incidenti sul lavoro e delle diseguaglianze al modello produttivo. “Questo modello di fare impresa è un modello che uccide”. Un sistema fondato su appalti e subappalti che “mette al centro il profitto e non la persona”. La risposta passa da una mobilitazione diffusa: le proposte di legge, spiega, “non sono semplicemente una raccolta firme, ma devono diventare vertenze nei territori” e nei luoghi di lavoro.
👉 Contrattazione, salari e democrazia sindacale: sul terreno contrattuale, la Cgil punta a rafforzare il ruolo del contratto nazionale e il recupero del potere d’acquisto: “La crescita dei salari la fai aumentando le paghe orarie delle persone”. Fondamentale anche il tema della partecipazione: “Un contratto per essere valido deve avere il consenso certificato delle lavoratrici e dei lavoratori”.
👉 Tecnologia e futuro del lavoro: “La tecnologia non è neutra”. La sfida è governarla democraticamente: “È l’intelligenza umana che deve governare l’intelligenza artificiale e non viceversa”.
Ponte sullo Stretto: "Abbiamo vinto al Totocalcio". Dalle intercettazioni nuove crepe sull'opera di Salvini. Santillo (M5S): "Ormai è un assalto alla diligenza" https://t.co/hwWUNQm1mS
Afa: nei cinema di Parigi proiezioni gratuite in sale climatizzate.
In Italia Vannacci invita il popolo a cogliere i pomodori.
Trova le differenze.
#Meteo#afa#caldo#Vannacci#Macron#27giugno
Gli italiani sono svogliati e non vogliono lavorare nei campi! In realtà in Australia è pieno di italiani che lavorano nelle Farm: li pagano 4000€ netti al mese. Se gli danno 3000€ euro in Puglia ci vanno senza problemi. Il problema non è la voglia di lavorare ma il salario