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@dessere88fenice Guarda caso proprio in Giappone, il luogo per eccellenza in cui l'essere umano sta raggiungendo un numero sempre più alto di casi di depressione.
@dessere88fenice È proprio fantastica l'epoca tecnologica! 😒😒
Le macchine stanno sostituendo la natura.
L'uomo essendo un essere organico e vivente non può che estinguersi pian piano come tutto il resto. Chissà tra quanto lo comprenderanno sul serio.
@BGatesIsaPyscho Someone said years ago that the end of this era would come with the element of fire. The last humanity ended with the Great Flood...(of water)
🚨💥UN TERREMOTO POLÍTICO ESTÁ SACUDIENDO EUROPA💥
El Patriotismo están creciendo rápidamente 🔥
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Y potencialmente más grande que los políticos que pensaron que simplemente podrían capear la tormenta.
EUROPA está preparada para las deportaciones masivas.
La era gløbalista y su Agenda 20 30 está llegando a su fin. ⚔️🔥
L’inganno di Churchill contro Mussolini e quel carteggio tra i due macchiato di sangue sparito
18/11/2025
di Cesare Sacchetti
A Dongo, il 30 aprile del 1945, si chiude il tragico destino di Benito Mussolini, il Duce del fascismo, l’uomo che molti prelati avevano definito come “l’uomo della Provvidenza”, per aver risollevato le sorti di una nazione piegata dalla prima guerra mondiale e ingannata dalle potenze angloamericane.
Gli inganni però non si sono chiusi nel 1919.
Londra sembra avere connaturate nelle sue radici l’esercizio del doppiogiochismo, delle promesse fatte e non mantenute, e dei continui cambi di casacca che sono stati incredibilmente attribuiti all’Italia per colpa soprattutto di una storiografia liberale mendace che mai ha raccontato la verità.
La verità che non è ancora stata detta agli italiani sull’ingresso della seconda guerra mondiale è quella che riguarda le ragioni che spinsero Mussolini a parteciparvi.
Il Duce era uno statista assennato.
Nessuno meglio di lui sapeva valutare gli equilibri e gli spostamenti che un conflitto globale avrebbe provocato.
Cambiamenti che sarebbero stati pari a dei veri e propri terremoti politici in grado di scuotere le fondamenta del fascismo che si era instaurato al potere nel 1924, e che, a poco a poco, aveva smantellato il corrotto modello dello Stato liberale asservito a consorterie massoniche e angloamericane.
Mussolini sapeva bene qual era la vera forza motrice del potere di Londra.
Lo scriveva sulle colonne del Popolo d’Italia nel 1919, e non aveva timore a fare i nomi di chi, nelle democrazie liberali, teneva i cordoni della borsa, ovvero di chi aveva la capacità di muovere enormi masse di liquidità che rendevano i governanti delle mere comparse, dei burattini rimessi alla volontà dei “grandi” banchieri.
L’articolo di Mussolini sul potere delle banche
Sono i nomi dei Rothschild e dei Warburg che Mussolini scrive nel suo articolo, perfettamente consapevole che se l’Italia aspirava a diventare una nazione realmente sovrana, non poteva non esimersi dal recidere i fili finanziari che tenevano Roma ostaggio di tali poteri, e per farlo inizia proprio dalla costituzione di una vera banca centrale dotata della facoltà esclusiva di stampare moneta, a differenza di ciò che avveniva al tempo dello Stato liberale risorgimentale.
Mussolini e il fuhrer: storia di una diffidenza
Nel 1939, il fascismo sembra essere arrivato al suo apogeo.
Nessuna apparente ragione spinge il Duce a seguire la via dello spazio vitale perseguita da Adolf Hitler che voleva riportare la Germania a riconquistare i territori perduti dopo gli infausti accordi di Versailles, per poi spingersi assurdamente ancora più oltre, fino ad arrivare alla suicida invasione dell’Unione Sovietica.
Mussolini aveva una mente lucida. Sapeva che la guerra avrebbe portato al disfacimento del suo governo, e sapeva anche che una volta che la Germania avrebbe iniziato a invadere i vari territori vicino e oltre i suoi confini, Washington non sarebbe stata certo rimasta a guardare.
Londra infatti ben poco poteva contro la macchina bellica della Germania, di gran lunga superiore a quella britannica, e il primo ministro inglese, Neville Chamberlain, fino al 1939, successivamente sostituito da Winston Churchill, difficilmente non avrebbe chiesto l’aiuto degli Stati Uniti per rovesciare le sorti di un conflitto che altrimenti sarebbe stato segnato.
Mussolini sembra calcolare molto bene tali variabili, e lo si vide anche nei documenti e nella corrispondenza emersa da pezzi del suo archivio che sono arrivati al pubblico soltanto anni dopo, ai quali però è stata data scarsissima rilevanza perché essi spazzano via la narrazione liberale di un fascismo saldamente schierato dalla parte del nazismo.
A parlarne sono stati tra gli anni’80 e ’90, storici e ricercatori quali Arrigo Petacco, autore di un’opera dedicata all’archivio segreto del Duce, e Fabio Andriola, giornalista già collaboratore del Giornale e Libero.
Mussolini era estremamente scrupoloso.
Qualsiasi carta passasse sopra la sua scrivania, veniva meticolosamente archiviata e catalogata per consentire al capo del Governo di tenere traccia e di custodire quei documenti che un domani avrebbero potuto essere estremamente preziosi sia nei rapporti internazionali sia nelle dinamiche interne del fascismo, nei confronti di eventuali o potenziali quinte colonne.
Tra queste carte, ce n’è una molto interessante che merita di essere valutata con attenzione.
Si tratta di un telegramma che reca la data del 1939, che Mussolini indirizza al re, Vittorio Emanuele III, nel quale si parla di un accordo tra l’Italia e le potenze europee in caso di ingresso in guerra.
Il telegramma indirizzato da Mussolini a Vittorio Emanuele III
Il capo del Governo scrive queste parole al sovrano di casa Savoia.
“S.M. il RE
Sant’ Anna.
Desidero Maestà nell’attesa di mandarVi tutto l’epistolario scambiato col Fuhrer anticiparvene le conclusioni e cioè che l’Italia si limiterà almeno nella prima fase del conflitto ad un atteggiamento puramente dimostrativo. Francesi e inglesi ci hanno fatto sapere che faranno altrettanto. Aggiungo essere mia convinzione che le proposte di Hitler al governo inglese e che noi abbiamo conosciute tramite Londra meritano di essere prese in attenta considerazione.”
Mussolini parla esplicitamente di un’entrata in guerra controllata, calmierata, per così dire, al fianco della Germania Nazista con la quale il Duce del fascismo appariva alquanto riluttante a stabilire un’alleanza.
Si era già avuto un saggio del pensiero di Mussolini sulla Germania ai tempi del celebre discorso di Bari del 6 settembre del 1934, nel quale il presidente del Consiglio esprimeva la sua avversità verso la cultura di quel Paese, di gran lunga inferiore a quella latina, che già produceva letterati e filosofi mentre nel Nord Europa regnava la barbarie.
Il discorso di Mussolini tenuto a Bari il 6 settembre del 1934
Mussolini diffidava dei tedeschi, e non stimava Adolf Hitler, soprattutto quando capì che la sua ascesa al potere, appoggiata da ambienti finanziari angloamericani, avrebbe destabilizzato l’Europa portandola verso l’abisso di un altro scontro globale.
Lo si vide già ai tempi dell’omicidio del cancelliere austriaco, Dollfuss, ucciso su ordine di Hitler, perché, secondo quanto rivelato da Walter Langer, il politico austriaco aveva nelle mani le prove delle origini ebraiche del Fuhrer, nipote illegittimo di una relazione clandestina tra sua nonna, Maria Schicklgruber, e il barone Rothschild di Vienna, nella cui casa la donna prestava servizio.
Il Duce non si fida del Fuhrer.
Lo considera un esagitato, uno sconsiderato, e la sua decisione di entrare in guerra è stata il probabile risultato di un accordo sottotraccia con gli inglesi e i francesi che non è stato poi evidentemente rispettato.
Una volta iniziato il conflitto, lo si vede chiaramente.
Nulla possono i valorosi soldati italiani mal armati contro l’Inghilterra, e soprattutto contro la superpotenza americana, che danno al conflitto la svolta che Mussolini aveva chiaramente previsto.
Il colpo di mano del re e degli inglesi: l’arresto di Mussolini
Il Duce si ritrova così ingannato, sia dalla corona, sia dagli inglesi e i francesi che gli avevano dato garanzie non rispettate.
Il 25 luglio del 1943 si mette in moto la catena di eventi che porta alla disastrosa fine della guerra neanche per un istante negoziata, ma firmata in bianco da uomini che non erano nemmeno legittimati a prendere determinate decisioni.
La riunione del Gran Consiglio del fascismo tenutasi il 25 luglio del 1943
Vittorio Emanuele fa arrestare Mussolini quel giorno.
Al suo posto arriva il generale Badoglio e a soli 40 giorni di distanza, il 3 settembre, giunge l’armistizio di Cassibile, firmato dal generale Castellano che nemmeno parlava inglese.
Si consumano farse e tradimenti, ma il Duce intanto custodisce gelosamente tutto il suo carteggio con Winston Churchill.
Al suo amico e confidente, Nicola Bambacci, Mussolini diceva che “allo stato attuale poco mi resta. Solo le nostre carte possono essere la nostra salvezza materiale e morale. Dovessi essere assassinato o morire in combattimento, sfruttate i documenti: è in gioco l’interesse della Nazione.”
In un’altra lettera indirizzata proprio a Badoglio il 7 marzo del 1945, il Duce era ancora più esplicito e scriveva tali parole.
“Caro Maresciallo, Churchill sa che io ho le cartucce pronte. Certamente si mangia le unghie per la sua lettera dell’ottobre 1940, ora che si trova nelle grinfie dell’orso rosso. E se io agissi? La sua posizione diverrebbe insostenibile, sarebbe la fine, potrebbe avere come conseguenza il suo siluramento. No, non sono di tale avviso. Per noi è un ponte, un appiglio in caso di estrema necessità. Tutto questo Churchill lo sa benissimo. Parlare di tutto questo a Hitler? Guai! Lui agirebbe subito, forse pregiudicando definitivamente tutto, con il suo temperamento, il suo caratteraccio. Si perderebbe con atti inconsulti. Vi ripeto Maresciallo, queste ultime armi morali devono essere custodite gelosamente. Dovessimo soccombere materialmente, moralmente saremo imbattuti, saremo invulnerabili. Gli stessi eventuali vincitori saranno i soli ad essere compromessi.”
Mussolini sapeva che poteva distruggere attraverso la sua corrispondenza Winston Churchill, il falso eroe costruito dalla storiografia liberale che ha costruito un mito di integrità morale attorno ad uno dei personaggi più biechi del secolo scorso, e responsabile di diversi crimini di guerra, mai perseguiti.
Benito Mussolini in quel carteggio aveva la probabile prova delle garanzie fatte dal primo ministro inglese al capo del governo italiano, su un’entrata “controllata” dell’Italia nel conflitto, alla quale sarebbero poi spettati determinati territori alla fine della guerra.
L’uomo che secondo la vulgata liberale combatteva il fascismo, stipulava in realtà accordi sotto banco con esso, per poi rimangiarseli impunemente e darsi da fare per far sparire le prove di tutta la sua corruzione morale.
Il Duce sapeva molto bene che Churchill voleva ucciderlo per via di quanto aveva in mano il politico italiano su di lui.
Mussolini non era però uno sprovveduto.
Sapeva che doveva far circolare copie del carteggio tra lui e il primo ministro inglese che voleva salvare la sua reputazione di “integerrimo statista.”
Il capo della Repubblica Sociale quindi decise di fare copia di tali incartamenti e di affidarli alla moglie Rachele, a Carlo Alberto Biggini, ministro dell’Educazione, al colonnello dei servizi della RSI, Tommaso David, e ad altri giovani repubblichini che avrebbero dovuto portare tutto in Svizzera.
Carlo Alberto Biggini
Fino all’ultimo istante, Mussolini ha provato ad esercitare il potere che tali esplosivi documenti gli davano, e in una missiva del 24 aprile 1945, il primo ministro inglese gli assicurava che avrebbe riconosciuto la RSI come Paese belligerante e avrebbe salvaguardato la sua incolumità.
Soltanto quattro giorni dopo, a Dongo, Mussolini viene ucciso dai partigiani assieme a Claretta Petacci, sua amante, informata a sua volta dell’esistenza del carteggio.
Churchill non si sente però sicuro nemmeno dopo la morte del Duce.
Giunge lui stesso nel Nord dell’Italia sotto lo pseudonimo di “colonnello Warder”, e si adopera per recuperare e distruggere il materiale che lo avrebbe completamente spazzato via dalla vita politica inglese e internazionale, assistito sempre dai servizi inglesi.
Si inizia a parlare di questa “pressante necessità” del politico inglese anche sulla stampa europea.
Sulle pagine del settimanale svizzero “Voix Ouvriere”, esce una vignetta nella quale si mostra Churchill seduto di fronte ad un caminetto intento a bruciare delle carte.
Winston Churchill
Ancora oggi, non si sa esattamente quali e quante mani abbiano tutta la corrispondenza.
Una parte di essa è finita certamente nelle mani degli inglesi, e del partito comunista italiano.
Uno degli storici più autorevoli del fascismo, Renzo De Felice, disse esplicitamente che Togliatti fece distruggere alcune di quelle carte, a dimostrazione che i comunisti non avevano alcuna reale intenzione di colpire Londra e di far uscire uno scandalo che avrebbe travolto tutta l’Inghilterra e i partigiani comunisti che uccisero il capo del fascismo pur di insabbiare quelle scomode verità.
Altre parti di quelle carte sono forse oggi ancora in mano a qualche famiglia non ostile a Mussolini, e che le ha custodite, nella speranza che un giorno queste potessero essere rese pubbliche per far sapere a tutti com’era stata scritta veramente la storia.
Se un appunto può proprio essere a questo punto mosso a Mussolini, è quello di essersi fidato di chi evidentemente non ci si poteva fidare, di quegli inglesi e francesi che assicurarono al Duce che non ci sarebbero state vere ostilità e che lui sarebbe rimasto capo del Governo, quando entrambi invece non esitarono un istante a rimangiarsi tutto per poi far sparire le prove delle loro menzogne.
A distanza di 80 anni, l’Italia ancora oggi deve sorbire la bugia di essere stata voltagabbana, quando a fare il doppiogioco è stato soltanto il massone Winston Churchill.
Mussolini forse non si era reso conto della doppiezza dei suoi avversari, e il suo epilogo fu drammatico, criminale e sanguinario.
Il 20 aprile del 1945, il Duce al direttore del Popolo di Alessandria spiegava ancora meglio le ragioni della sua alleanza con il nazismo.
“Io ho qui tali prove di aver cercato con tutte le mie forze di impedire la guerra che mi permettono di essere perfettamente tranquillo e sereno sul giudizio dei posteri e sulle conclusioni della Storia. Non so se Churchill è, come me, tranquillo e sereno.”
Ci fu un colpo di Stato in Italia il 25 luglio del’43, e tutto quanto accaduto dopo è in grave violazione della sovranità del Paese.
A Cassibile, viene firmato un armistizio attraverso il quale non solo l’Italia capitola, ma di fatto consegna le chiavi della sua sovranità all’anglosfera che da allora in poi trasformerà l’Italia in uno Stato coloniale.
Cassibile porta al broglio elettorale del 1946 nel quale si assegnò la vittoria alla repubblica nonostante avesse vinto la monarchia, e il broglio del 1946 porta alla costituzione del’48, scritta, come disse lo stesso Giulio Andreotti in un’intervista rilasciata al Tempo il 14 aprile del 2003, da un’assemblea costituente “illegale perché le elezioni avvennero in regime di occupazione militare straniera e soltanto col permesso dello straniero occupante.”
Se si torna alla catena di eventi che portò alla fine della sovranità italiana, si torna necessariamente al golpe subito da Mussolini, e dall’accordo tradito da Winston Churchill che si adoperò poi per far sparire le tracce del suo doppiogiochismo.
Ce n’è abbastanza non solo per riscrivere la storia e far conoscere finalmente la verità alle future generazioni, ma ce n’è abbastanza anche un domani per iniziare un percorso che porti finalmente fuori l’Italia dalla repubblica anglicizzata di Cassibile, dai suoi inganni e da tutte le bugie che sono state costruite per tenerla in vita.
🤯 EN 1913, ILS ENSEIGNAIENT DÉJÀ COMMENT CONTRÔLER LE MAGNÉTISME HUMAIN
Ces vieux articles de journaux expliquent que chaque personne possède une « batterie vitale » — une véritable force magnétique à l’intérieur du corps qui peut être dirigée pour augmenter la force physique, le pouvoir mental, le charisme et même l’influence émotionnelle.
Ils l’appelaient le « Magnétisme Personnel ».
Les textes détaillent comment conserver cette énergie, comment la diriger, et mettent même en garde contre le fait de la « gaspiller ». Il existait aussi des entreprises qui vendaient des boucliers et ceintures magnétiques pour protéger et amplifier cette force.
Il y a plus de 110 ans, on parlait déjà de champs énergétiques humains, d’électricité vitale et de la manière de les utiliser consciemment.
Et si ils avaient raison depuis le début ?
Que pensez-vous — simple pseudoscience ancienne… ou savoir perdu ? 👇
😱❗ DU CUIVRE DANS L'EAU !
🚨C'EST LA RAISON POUR LAQUELLE ILS ONT RETIRÉ LE CUIVRE DES PISCINES.
💥Ils ont compris que le cuivre était tellement antibactérien qu'il purifiait complètement l'eau dans laquelle les gens nageaient, sans tous les effets néfastes du chlore, dont nous savons également que c'est une industrie qui vaut des milliards de dollars.
De plus, lorsque le cuivre reposait dans les piscines, les ions de cuivre étaient absorbés dans l'eau qui contient une charge électrique..
Par conséquent, lorsque les gens nageaient dans ces piscines, leurs corps absorbaient cette eau chargée, et comme nous sommes des êtres électriques, l'eau dans laquelle ils se baignaient guérissait instantanément leur corps.
Donc, si nous pensons aux tuyaux de cuivre qui sont complètement supprimés, cela a parfaitement du sens..
Parce que les élites ont compris que lorsque l'eau s'écoule dans les tuyaux de cuivre, l'eau devient de l'eau chargée
A Forgotten Medicine Rediscovered: Cannabis
For too long, we’ve been programmed to see cannabis through a distorted lens—labeled a "drug" and dismissed, feared, or criminalized, while truly toxic substances like alcohol, nicotine, and synthetic opiates were handed out like candy.
But science, experience, and ancient knowledge now converge to set the record straight.
Here are some facts.
Your body is already wired to interact with cannabinoids.
It’s equipped with a vast and intelligent system called the Endocannabinoid System (ECS)—a master regulatory network found in the brain, organs, connective tissues, glands, and immune cells.
This system plays a critical role in maintaining balance (homeostasis) in mood, pain sensation, appetite, memory, inflammation, and even immune function.
The body produces its own cannabinoids—endocannabinoids—like anandamide, often called the “bliss molecule.”
These are nearly identical in structure to the phytocannabinoids found in the cannabis plant, such as THC (tetrahydrocannabinol) and CBD (cannabidiol).
Nature mirrors us.
We mirror nature.
Cannabinoids don’t hijack the body—they harmonize with it.
Unlike alcohol, which depresses the central nervous system, or nicotine, which rapidly spikes dopamine and leads to addiction cycles, cannabinoids modulate your system gently and holistically.
That’s why, when used responsibly, cannabis rarely leads to physical dependency—and has even shown promise in helping people get off truly harmful substances like opioids, benzos, or alcohol.
Let’s break another myth: Why does cannabis stay in the system so long?
Not because it's toxic.
But because it's fat-soluble and biologically relevant.
Your body holds onto it, metabolizes it slowly, and reuses it because it wants to—not because it’s being poisoned. Contrast that with alcohol, which is metabolized rapidly because the body is in a rush to purge it as a toxin.
A deeper truth:
Cannabis isn’t a threat—it’s an ally.
It has been used in healing traditions for thousands of years, from ancient Chinese pharmacopeia to Indian Ayurvedic texts.
Even the U.S. Pharmacopeia listed cannabis as a treatment for numerous conditions until 1942, when political and corporate agendas began rewriting history for profit and control.
To call cannabis a “drug” while calling a synthetic painkiller “medicine” is not just ignorance—it’s inversion.
When used with intention and knowledge, cannabis is more than a medicine—it’s a sacrament, a bridge between body, mind, and spirit.
It can be a guide into introspection, a balm for physical pain, a spark for creativity, and a teacher of humility and awe for the intelligence of the Earth.
So yes—cannabis is not a poison.
It is not a vice.
It is not a crutch.
It is a plant ally.
A key.
A medicine we were never meant to forget.
And now that the lies are unraveling, we remember.
~ Ava Leopoldo
✨🙌🏾💫
🚨 JUST IN: President Trump announces Medicare patients will begin receiving weight loss drugs like Ozempic for $50 PER MONTH starting July 1
It's currently $1,300!
That's a HELL of a reduction.
🏛️LE FORTEZZE A STELLA NON HANNO SENSO.
Queste sono chiamate "fortezze a stella". Ce ne sono oltre 1.000 sparse in OGNI continente della Terra. Europa. Asia. Nord America. Sud America. Africa. Ovunque.
E sono tutte IDENTICHE.
Stesso schema geometrico a stella. Stessi ⤵️⤵️
🏛️✨COLLASSO D’ONDA + COLLASSO DEL TEMPO
1. COLLASSO D’ONDA = LA REALTÀ SI DECIDE QUANDO LA GUARDI
In fisica quantistica, una particella non è “qui” o “lì”. È un’onda di probabilità. Esiste in tutti gli stati possibili contemporaneamente. È potenziale puro.
⤵️⤵️
Francamente Me Ne Frego
se Putin si prende l'Ucraina,
se Xi Jin Ping si prende Taiwan,
se Trump si prende la Groenlandia.
Mi interessa solamente che il popolo italiano si riprenda la gloriosa patria Italia 🇮🇹
🏛️Un piccolo promemoria scientifico di base.
Stiamo sempre cercando la curvatura visibile dall'uomo sulla Terra.
L'acqua trova sempre il suo livello.
E ci permette sempre di fornire un'altitudine per le nostre montagne e l'aeronautica dei voli che prendiamo. Tra ( ) ⤵️⤵️
Se mettiamo insieme tutte le prove possibili, ci rendiamo presto conto che la Terra non si muove. Sono concetti più semplici da comprendere dai bambini che da chi ha passato una vita a credere alle loro favolette sceme.
https://t.co/75v9AR7HCj
@Oste_Parigino@SicilianoSum Han detto che vogliono costruirci palazzi interi sulla Luna. Quante stronzate che mi tocca sentire ancora nel 2026. Mamma mia!