Ma sai qual è la mia forza?
Sorridere e pensare che ancora qualcosa di bello possa accadere.
Forse sarò matta ma giuro che nella mia follia ci vivo benissimo.
In una galassia social in cui vengono condivisi contenuti in cui si celebra la violenza, a una persona come me, che la violenza la combatte, la denuncia e la subisce, viene disabilitato un account professionale da 108 mila follower, 62 milioni di visualizzazioni in 30 giorni, 10 milioni di account raggiunti e milioni di interazioni. Perché? Perché non allineata al pensiero unico. Perché difendere e mostrare la verità oggi è considerato un crimine. Sono sconfortata, demoralizzata, stanca, soprattutto questo. Ho perso tutti i contenuti: ricordi, foto, video di 15 anni. Ma soprattutto mi pare di avere perso tutto l’impegno, il tempo, la disciplina, l’amore, la passione che ci ho messo.
Io non nutro alcuna speranza sul futuro di questa società che, in nome della libertà, la libertà la sacrifica.
Qualche giorno fa, durante la settimana del mobile a Milano, stavo aspettando davanti a un bar del centro un caro amico per fare colazione. A un certo punto mi sento chiamare: “Azzurra, sei tu?”. Mi giro. E incontro una donna meravigliosa. Israeliana. A Milano per qualche giorno. Mi seguiva su Instagram. Abbiamo iniziato a parlare ed è stato come se ci conoscessimo da sempre. Abbiamo parlato di tante cose ma c’è qualcosa su cui ho continuato a riflettere anche in questi giorni, con dolore. Mi ha raccontato che dopo il 7 ottobre 2023 tantissimi israeliani ed ebrei sui social sono stati presi di mira. Insulti. Minacce. Auguri di morte. Messaggi privati spaventosi. E io so cosa significa riceverli.
Molti di loro, per sfuggire a questa violenza, sono stati costretti a cambiare nome, nickname, a nascondere la propria identità, perché dal nome si capiva chi erano. Anche lei. Anche questa mia nuova cara amica l’ha fatto. Anche lei ha sentito di doverlo fare, per proteggersi.
Un secolo fa gli ebrei erano costretti a nascondersi. E oggi, nel 2026, accade di nuovo.
È qualcosa di agghiacciante. Perché pensavamo che certe cose non sarebbero mai più tornate. E invece stanno tornando, sotto i nostri occhi. E la cosa più inquietante è che tutto questo avviene
con una legittimazione diffusa, culturale, politica. Questa violenza viene fatta passare per virtuosismo.
So che qui, su questo social, ci sono tante persone ebree che hanno celato, modificato, il proprio nome. A loro voglio dire: non dovete nascondervi. Non dovete cambiare nome. Non dovete cedere. Non dovete. Anche per questo, per esprimere il coraggio della propria identità, la fierezza di essere ciò che si è, io indosso al collo la Stella di David, pur non essendo ebrea. È il mio messaggio di amore per voi. E per chiunque si esponga senza timore. Sono i delinquenti a doversi nascondere e non chi vive nella luce. ♥️
Codardo. Perché non metti un nome vero e una foto così ti mando i carabinieri a casa? Dietro la tastiera siete tutti fenomeni. Poi in tribunale ve la fate sotto.
Questo è il livello di ignoranza di gente molto vicina a una parte della politica italiana. Indovinate un po’ a quale parte appartengono?
Se la Presidente del Consiglio non va in Parlamento ma riferisce in radio sulla situazione in Medio Oriente, è un fatto grave oltre che politico.
@bobogiac l’ha ricordato al Ministro Tajani
L’opposizione fa bene a chiedere al governo di essere un po’ meno trumpiano. Ma l’opposizione quando inizierà a occuparsi anche del trumpismo dell’opposizione, combattendolo? Un esempio? Vedi alla voce Ucraina