52 anni fa oggi veniva perpetrato in Italia uno dei più sanguinosi ed efferati attentati terroristici compiuti dai palestinesi: la strage a Fiumicino del 17 dicembre 1973.
Un massacro in cui rimasero uccise 32 persone e 15 ferite, nelle varie fasi in cui i terroristi palestinesi fecero uso di armi automatiche e granate al FOSFORO.
6 furono gli italiani fra le vittime di quell’orribile strage dimenticata: il finanziere Antonio Zara, il tecnico ASA Domenico Ippoliti, il funzionario Eni Raffaele Narciso, e una famiglia intera, Giuliano De Angelis, la moglie Emma e la piccola Monica, 9 anni!
A tutte le vittime e i feriti di quel massacro, e ai loro familiari, va il nostro pensiero oggi.
Visto che Gratteri è diventato il principale volto del "no" alla riforma della giustizia è giusto ricordare il suo curriculum, fatto di maxi indagini con decine/centinaia di arresti ingiusti. Alcuni esempi: la maxi operazione contro la ’ndrangheta del 2003 a Platì, nella Locride, con 125 misure di custodia cautelare (alla fine solo in 8 vennero condannati); l’operazione “Circolo formato” del 2011, con l’arresto di 40 persone, tra cui il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica e diversi assessori (gli amministratori locali poi vennero assolti); la maxi operazione "Stige", con 169 arresti (a processo 100 imputati sono stati poi assolti - all'epoca degli arresti Gratteri la definì "la più grande operazione degli ultimi 23 anni" e "un’indagine da portare nella scuola della magistratura"); l’ancora più nota operazione “Rinascita-Scott”, lanciata nel 2019 con 334 persone destinatarie di misure cautelari (in primo grado sono stati assolti 131 imputati su 338, praticamente uno su tre); l’inchiesta del dicembre 2018 che sconvolse la politica calabrese, con le accuse di corruzione e abuso d’ufficio contro l’allora presidente della regione, Mario Oliverio, poi assolto da tutte le accuse; l’indagine “Erebo Lacinio” del 2021, con 8 persone accusate di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti (poi tutte assolte, ma nel frattempo l'azienda è fallita); l'indagine contro Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, accusato e poi assolto definitivamente dalle accuse infamanti di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso (accuse che gli costarono anche un mese ai domiciliari). Eccetera eccetera.
Anche a causa delle maxi retate di Gratteri, la Calabria è diventata la prima regione italiana per indennizzi per ingiuste detenzioni. Dal 2018 al 2024 lo Stato ha pagato 78 milioni di euro per indennizzare i cittadini vittime di ingiusta detenzione in Calabria, il 35% della spesa nazionale (220 milioni).
Quando sul Foglio pubblicai questi numeri, Gratteri mi accusò di riportare “dati totalmente falsi” (peccato siano tratti dalla relazione del ministero della Giustizia). Poi, parlando di sé in terza persona, disse che “non c’è una sola ingiusta detenzione attribuibile a Nicola Gratteri”. Un’altra bufala, come spiegai raccontando la storia dell’imprenditore Francesco Zito, arrestato nella maxi operazione “Stige” condotta proprio da Gratteri, recluso per 26 giorni in carcere, ristretto altri 152 giorni ai domiciliari, infine assolto e indennizzato per l’ingiusta detenzione con 47 mila euro.
Bufale, come quelle che ora Gratteri racconta contro la riforma Nordio, accusandola di sottomettere il pm all'esecutivo (falso: l'articolo 104 della Costituzione continuerà a garantire autonomia e indipendenza all'intera magistratura, giudici e pm).
Eppure Gratteri continua a essere intervistato ogni giorni, senza contraddittorio, da tv e giornali, per commentare la riforma costituzionale e per parlare di "giustizia giusta". Lui.
Il peggior nemico della democrazia è la disinformazione. Visto che ci attendono mesi di dibattito sul referendum fate girare, se volete
Le parole del ministro Crosetto sono condivisibili, ma sembra che in questi anni la violenza verbale venga solo da sinistra. Non è così.
Se parliamo dei leader politici nazionali, nessuno si è minimamente avvicinato ai livelli di Matteo Salvini, che organizzò una manifestazione sotto la casa di Elsa Fornero (che all’epoca non faceva politica, ma era una privata cittadina) dicendo davanti alle telecamere: “La signora meriterebbe di piangere per il resto dei suoi giorni”. E ancora: “Sono un pacifista, ma quando mi dicono Fornero mi incazzo come una bestia e mi prudono le mani. Fortuna che non è in casa oggi”.
Non ricordo nessun esponente del centrodestra che abbia condannato le parole di un Salvini contro una donna che viveva sotto scorta a causa delle tante minacce.
Se si pensa che questo tipo di discorso pubblico sia pericoloso e possa incitare alla violenza, per essere credibili bisogna innanzitutto denunciare gli eccessi e il linguaggio d’odio della propria parte politica.
The world says “ceasefire.”
Anti-war activists pack up.
But in Iran, the real war just started.
The Islamic Republic is executing civilians to crush dissent.
First: Mohammad-Amin Mahdavi Shayesteh, 27.
Accused of spying. No lawyer. No fair trial. Dead.
Meanwhile, even regime insiders admit:
The real spies are inside the IRGC.
So why kill Kurds?
Why jail Baháʼís, Jews, civil society?
Because this isn’t justice. It’s revenge.
And the people of Iran are unarmed.
💔Nadia was 12 jaar oud en zat in groep 8 toen ze spoorloos verdween uit Nederland en voor 10.000 dollar werd verkocht in Afghanistan.
💔Yasmeen werkte bij het Nederlandse Ministerie van Binnenlandse Zaken toen ze verdween en werd uitgehuwelijkt in Pakistan, waar ze maandenlang werd verkracht.
💔Meisjes en vrouwen verdwijnen uit Nederland en niemand trekt aan de bel.
🙏mevrouw @Assita_Kanko , dat u deze meisjes en vrouwen hebt ontvangen, hun verhaal zichtbaar hebt gemaakt en zich voor hen inzet.👰🏻♀️⚖️