Partita che si doveva portare a casa, un peccato prendere il pari in quel modo. Neres e Favasuli hanno la palla del 2-1, ma De Gea salva e la Fiorentina spreca in ripartenza. Napoli decisamente rimandato in queste prime partite.
#FiorentinaNapoli#SerieAEniLive#ForzaNapoliSempre
“Non vincerà mai uno slam”, “il primo dei perdenti”: queste alcune delle frasi su Zverev, poi il destino ti riserva delle occasioni come oggi e lo scorso Roland Garros e la bravura sta anche nel saperle cogliere. Congratulazioni Sascha!
#Zverev#USOpen
Gli ingressi di Lang e soprattutto quello di Favasuli cambiano il match. Il giovane terzino serve a Lobotka l’assist per il primo corto muso di Allegri a Napoli e disputa un’ottima partita. Vittoria importante.
#ForzaNapoliSempre#NapoliBologna#SerieAEniLive
Terzo KO di fila, Arsenal di altro pianeta che sbaglia tre reti facili con Merino, Saka e Hincapie prima di segnare la rete decisiva con Ødegaard. Napoli volenteroso ed applicato, ma a questi livelli purtroppo non basta.
#ForzaNapoliSempre#NapoliArsenal#UCL
Partita letteralmente buttata via, l’1-2 arrivato troppo presto ha cambiato tutto, Badiashile male anticipato da Thuram sul 2-2. Nel finale poi Anguissa fallisce il match point che invece non sbaglia Lautaro. Sconfitta amarissima.
#ForzaNapoliSempre#InterNapoli#SerieA
Il mercato del Napoli si chiude con una sensazione precisa: una squadra forte che, quando avrebbe potuto diventare ancora più completa, ha scelto consapevolmente un rischio enorme.
Il Napoli ha una base di assoluto valore, grande duttilità tattica e numeri per competere ai massimi livelli. Può puntare alle prime quattro con tranquillità .
Il problema è il modo in cui ha deciso di affrontare ciò che viene dopo.
Chiude con un difensore non pronto fisicamente e non immediatamente utilizzabile. Siamo al 1° settembre, la guida tecnica è nuova e Buongiorno è alle prese con un infortunio pesante.
Arriva Favasulli, operazione intelligente e prospettica. Ma non quella soluzione offensiva chiesta dal tecnico per completare il reparto insieme a Rasmus e Lucca.
E qui nasce la mia perplessità.
Ho condiviso la strategia del Napoli: continuità, forza del gruppo, niente rivoluzioni.
Ma avere fiducia nella propria rosa non significa considerarla autosufficiente in ogni circostanza.
E qui entra in gioco la superbia.
Non serviva una rivoluzione. Servivano due uomini di livello internazionale, per esperienza, personalità e capacità di affrontare una stagione lunga.
Due uomini. Non dieci acquisti.
Una delle esigenze era stata indicata con chiarezza dalla nuova guida tecnica. Quando cambi allenatore e gli affidi un nuovo ciclo, ascoltare le sue richieste significa metterlo nelle condizioni di lavorare.
Il Napoli ha scelto diversamente. È una scelta legittima, ma rischiosa.
Io amo il rischio quando è alto, calcolato e sostenuto da una visione. Ma esiste un confine sottilissimo tra coraggio e superbia.
La superbia nasce quando la convinzione di avere costruito qualcosa di importante diventa la convinzione che sia sufficiente per qualsiasi circostanza.
Una stagione è oltre cinquanta partite, tra infortuni, squalifiche, stanchezza e imprevisti. Non puoi eliminarli. Puoi però prepararti meglio ad affrontarli.
Ed è anche per questo che, a malincuore, rimpiango Micheli: una grande società deve avere uomini capaci di leggere il calcio oltre il singolo calciatore e anticipare ciò che può accadere a una rosa.
Avere una rosa forte ti dà possibilità. Una rosa profonda ti dà margine. Il Napoli ha scelto un margine più stretto di quello che avrebbe potuto avere.
Questa non è più la squadra che poteva sorprendere. È la squadra che tutti vogliono battere. Dopo due Scudetti, una Supercoppa e una nuova Champions League, era il momento di andare addosso alle concorrenti.
Non per il centenario. Non per la piazza. Per proteggere ciò che hai costruito.
La stagione deve ancora raccontare tutto: sarebbe ridicolo emettere sentenze il 1° settembre. Ma si può giudicare la scelta.
La scelta, per me, è stata presuntuosa.
Aurelio De Laurentiis dovrebbe ricordare anche un'altra cosa.
Delle smanie dei tifosi può infischiarsene.
Ma ciò che vede il tifoso lo vedono anche gli addetti ai lavori, i calciatori e lo spogliatoio.
Continuerò a considerare questa squadra forte e competitiva e mi augurerò che tutti i suoi uomini stiano bene.
Ma se qualcosa dovesse andare storto, non potremo chiamarla soltanto sfortuna: il rischio era prevedibile e almeno in parte evitabile.
Il Napoli aveva la possibilità di aggiungere esperienza, personalità e profondità senza cambiare strategia. Ha scelto di non farlo.
Ed è qui che la superbia diventa stupida.
Io amo il rischio. Ma deve avere una ragione.
Quando invece puoi ridurlo e decidi di non farlo, non è più coraggio.
È presunzione.
Pensare che una rosa possa restare integra e competitiva per oltre cinquanta partite solo perché hai fiducia nei tuoi uomini...
non è una strategia.
È 'na strunzat.
E questa volta è una strunzat enorme.
Talmente enorme da essere quasi grande quanto tutto ciò di bello che il Napoli ha costruito.
@ADeLaurentiis ,
Chest è ‘Na Strunzat.
Statt accort non dei tifosi,
Ma dei tuoi stessi uomini.
E bbuon fann chesta vota. Perché non li hai rispettati.
FNVPN 🔹
Bisognava fare come nel 2022: vendere quasi tutti e rivoluzionare la squadra.
Ma pare che il Napoli, da allora, tolti i forti forti, non sappia più cedere i giocatori.
Al primo avversario di livello il Napoli cade. Malissimo Olivera, ma in generale tutti sottotono. Passa il Como che pur abbassandosi nella ripresa soffre poco o nulla. Servirà migliorare molto per un campionato di vertice!
#ForzaNapoliSempre#NapoliComo#SerieAEniLive
Debutto vincente per Max Allegri col Napoli che prevale nella ripresa sul Genoa. Azzurri attesi adesso da sfide difficili come quelle con Como, Inter, Fiorentina e Bologna che molto diranno sulla condizione della squadra.
#GenoaNapoli#ForzaNapoliSempre#SerieAEniLive
Ci sono club che si tifano.
E poi c'è il Napoli.
Il Napoli non è una squadra di calcio. È una madre. È la terra che ti ha visto nascere. È il profumo di casa. È la lingua che parli. Sono le radici che ti riportano sempre lì, anche quando sei dall'altra parte del mondo.
Per milioni di persone il Napoli non è un passatempo.
È appartenenza.
Da cento anni attraversa famiglie intere. I nonni lo hanno raccontato ai figli. I figli lo hanno consegnato ai nipoti. Generazione dopo generazione, senza mai spezzare quel filo invisibile che lega un popolo ai suoi colori.
Presidente De Laurentiis,
a lei va riconosciuto un merito immenso. Ha restituito credibilità al Napoli. Lo ha riportato dove merita di stare. Ha costruito una società solida, rispettata e vincente. Programmare è giusto. Amministrare con intelligenza è giusto. Proteggere il futuro del club è giusto.
Ma ci sono giorni in cui il cuore deve pesare quanto i numeri.
E il centenario è uno di quei giorni.
Perché una passione così non può vivere soltanto di equilibrio. Ha bisogno anche di coraggio. Di fuoco.
Questa gente non chiede l'incoscienza.
Chiede un sogno.
Completi questa squadra. Le dia quell'ultima scintilla che può trasformare una grande stagione in qualcosa di eterno.
Perché il Napoli, per noi, non è un'azienda.
È casa.
È la nostra terra.
È la nostra mamma.
E una mamma, dopo cento anni d'amore, merita di essere guardata negli occhi e sentirsi dire una sola cosa:
Facciamola sognare ancora.
Buon compleanno, Napoli.
100 anni di radici. 100 anni di appartenenza. 100 anni d'amore.
Forza Magico Napoli Vinci Per Noi.
Ancora.
Ancora ,
@ADeLaurentiis .
ANCORA!
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(Video : @CalcioNapoli24 )