Trump ataca Lewis Hamilton — e recebe uma resposta contundente…. Donald Trump chamou Lewis Hamilton de “um insulto ao esporte” porque o heptacampeão é “extremamente progressista” e acredita que não devemos discriminar com base no gênero…. Infelizmente ele escolheu a pessoa errada…. Em um local histórico, Lewis Hamilton não apenas respondeu com veemência — ele fez um discurso moral…. “O presidente dos Estados Unidos acabou de dizer que eu insultei o espírito da competição”, começou Lewis Hamilton…. “Querem saber o que insulta a humanidade? Tirar o acesso à saúde dos doentes enquanto se cortam impostos para bilionários.”…. “Sabem o que insulta a humanidade?”, continuou ele…. “Deportar estrangeiros e separar bebês de suas mães.”….
“Sabe o que insulta a humanidade? Bombardear crianças inocentes em idade escolar no Irã e enviar nossos bravos homens e mulheres para morrer em mais uma guerra sem fim… Acobertar os arquivos de Epstein e depois se recusar a processar uma única pessoa envolvida.”…. Lewis Hamilton — que foi atacado por Trump por apoiar pessoas transgênero e afirmar que “todas as crianças são uma dádiva para este mundo” — mudou completamente o discurso…. Em vez de recuar, ele fundamentou sua mensagem nos próprios valores que Trump tentou usar como arma…. “Eu não sou uma pessoa perfeita”, disse ele…. “Mas me esforço todos os dias para usar minha plataforma em prol daqueles que não a têm.”…. “Somos ensinados a amar o nosso próximo como a nós mesmos… Conseguimos imaginar a guerra em um mundo perfeito? Conseguimos imaginar o preconceito em um mundo perfeito? Conseguimos imaginar a pobreza em um mundo perfeito? Então por que toleramos essas coisas na Terra?”
"Senza la scintilla della ribellione, senza la capacità di dire "basta, io non ci sto", non usciremo più dalla barbarie che ci inghiotte."
In un giorno come oggi del 1979 se ne andava Demetrio Stratos.
La Voce.
Ultimo degli dei prestati al mondo
Cuba's former leader Raúl Castro appeared at an Interior Ministry celebration in Havana. It was his first public appearance since his indictment on murder charges last month in the United States https://t.co/evREjEuwE9
"Utanç" demişti Bergman, "Dünyayı bir tek utanan insanlar kurtarabilir. Çünkü utanmak "kibir" denilen en büyük günahın panzehiridir. Yalanın, iftiranın, hırsızlığın, pişkinliğin, arsızlığın önündeki en büyük engeldir."
Ingmar Bergman "Shame" (Utanç)
Quarant'anni di silenzio. Poi, quattro versi. Sophia de Mello Breyner Andresen aspettò una vita intera per scrivere la sua poesia più famosa. Nata a Porto nel 1919 da una famiglia di origini nobili e danesi, Sophia fu la voce poetica più coraggiosa del Portogallo del Novecento. Mentre il regime di Salazar sorvegliava intellettuali e censurava libri, lei non si nascose. Nel 1962, nella raccolta «Livro Sexto», osò chiamare il dittatore «velho abutre» – vecchio avvoltoio – stampato nero su bianco, in un paese dove quelle parole potevano costarti la libertà.
Firmò petizioni contro la guerra coloniale in Angola e Mozambico. Militò nei movimenti cattolici progressisti contro il regime. Resistette per decenni, con la sola arma che conosceva. La parola.
Poi arrivò la notte tra il 24 e il 25 aprile 1974. Le radio trasmisero «Grândola, Vila Morena», il segnale segreto della rivoluzione. I militari scesero in strada. I cittadini misero garofani rossi nelle canne dei fucili. E Sophia, 54 anni, scrisse:
Esta é a madrugada que eu esperava
O dia inicial inteiro e limpo
Onde emergimos da noite e do silêncio
E livres habitamos a substância do tempo
Questa è l'alba che attendevo / Il giorno iniziale, intero e pulito / In cui emergiamo dalla notte e dal silenzio / E liberi abitiamo la sostanza del tempo.
Quattro versi. Una vita intera per poterli scrivere.
Dopo la rivoluzione, fu eletta deputata all'Assemblea Costituente nel 1975, nella lista del Partito Socialista. Nel 1999 ricevette il Premio Camões – il massimo riconoscimento della letteratura di lingua portoghese – diventando la prima donna portoghese a ottenerlo, e solo la seconda donna in assoluto nella storia del premio.
Morì a Lisbona il 2 luglio 2004. La sua poesia del 25 aprile è ancora oggi recitata ogni anno in Portogallo, nelle scuole e nelle piazze, come un rito civile collettivo. È molto difficile sintetizzare una vita come quella di Sophia de Mello Breyner Andresen, che ha anche i suoi lati oscuri, ma approfondite se non la conoscete, sembra di stare in un film per certi aspetti, non nella vita reale di una persona.
Per fortuna che oltre a #DeGregori c'è quel poeta, musicista straordinario di Ivano Fossati: “Abbiamo sognato la rivoluzione e abbiamo perso, mai amato gli artisti che non si schierano” https://t.co/PcG5hm2392
Carlo Petrini:" C'è gente ricca che mangia cose buone, fatte da contadini poveri.
Poi c'è gente povera che mangia cose cattive, fatte da agricoltori ricchi.
Questo non va bene."
“Those who love life do not read. Nor do they go to the movies, actually. No matter what might be said, access to the artistic universe is more or less entirely the preserve of those who are a little fed up with the world.”
― Michel Houellebecq
À 95 ans, le philosophe et professeur américain Noam Chomsky a perdu la capacité de parler et d’écrire, marquant la fin d’une époque durant laquelle il a dévoilé des vérités profondes sur les systèmes mondiaux. Parmi ses réflexions les plus mémorables, on retrouve :
« Il n’existe pas de pays pauvres — seulement des systèmes ayant échoué dans la gestion des ressources. »
« Personne n’insérera la vérité dans votre esprit ; c’est quelque chose que vous devez découvrir par vous-même. »
« Pour dominer un peuple, créez une menace imaginaire plus grande que vous-même, puis proposez-vous comme son protecteur. »
« L’une des leçons les plus claires de l’histoire : les droits ne sont pas simplement accordés — ils se gagnent par l’effort et la lutte. »
« Dénaturer l’histoire pour glorifier de “grands hommes” enseigne aux gens qu’ils sont impuissants et doivent attendre un héros, au lieu d’agir eux-mêmes. »
« Le monde est complexe et déroutant ; si vous refusez de faire face à cette confusion, vous risquez de devenir une copie de l’esprit de quelqu’un d’autre. »
« Pour contrôler les gens, faites-leur croire qu’ils sont la cause de leurs propres échecs et que le salut viendra d’une force extérieure. »
« Le monde finira par regretter les idées qui détournent l’humanité de sa véritable nature. Reconnaître les valeurs authentiques est essentiel. »
Doveva scegliere le parole o il bisturi. Zhou Shuren, meglio noto come Lu Xun, nacque a Shaoxing nel 1881 e studiò medicina in Giappone. Durante una lezione vide l’immagine di un uomo giustiziato e l’indifferenza di chi lo osservava, e ciò lo convinse che la Cina aveva più bisogno di un risveglio culturale che di medici. Abbandonò la carriera universitaria in medicina e dedicò la vita alla scrittura per scuotere le coscienze.
Fu pioniere della prosa in lingua vernacolare (báihuà), contribuendo a rendere la letteratura accessibile a un pubblico più ampio. Tra le sue opere fondamentali ci sono racconti e raccolte come «Diario di un pazzo» e «Nahan» e il testo satirico «La vera storia di Ah Q», opere che denunciano la cannibalizzazione simbolica di vecchi costumi e criticano autorità e ipocrisie sociali.
Oltre alla narrativa, scrisse saggi critici, traduzioni e prose brevi che combinano ironia, satira e analisi sociale. La sua figura pubblica risultò spesso controversa, apprezzata da intellettuali ma interpretata o strumentalizzata diversamente a seconda dei contesti politici. Morì a Shanghai nel 1936 e resta considerato il più influente scrittore cinese del Novecento, il padre della letteratura moderna cinese.
“When you’re writing, you’re conjuring. It’s a ritual, and you need to be brave and respectful and sometimes get out of the way of whatever it is that you’re inviting into the room. In that sense it’s something like a séance.”
- Tom Waits