Chiuso ancora lo stretto di Hormuz.
Raga secondo me il petrolio va fatto arrivare in Italia grazie a una serie di cuniculi scavati dai rapinatori di Napoli, quando la gente lavora bene va ammesso❤️
Fratelli d'Italia ha pubblicato sui social una card tragicomica in cui divide il mondo in due.
A sinistra i cittadini comuni, il medico, l'ingegnere, l'insegnante, l'avvocato, il giornalista, con sotto scritto: "Se sbagliano, loro pagano". A destra i magistrati in toga, con sotto scritto: "Loro no".
Il messaggio è chiaro: in Italia pagano tutti tranne i giudici.
Bellissimo, commovente.
Manca solo un piccolo dettaglio: nella card non ci sono i politici. E soprattutto non ci sono i politici di Fratelli d'Italia.
Tipo Augusta Montaruli. Condannata in via definitiva dalla Cassazione per peculato.
Ha pagato? No. È ancora lì. Deputata e vicepresidente della Commissione Vigilanza RAI.
Tipo Giangiacomo Calovini, deputato di FdI, che ha patteggiato un anno e quattro mesi per corruzione.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Andrea Delmastro, Sottosegretario alla Giustizia, sempre FdI, condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto d'ufficio.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Novo Umberto Maerna, deputato di FdI, condannato a un anno e due mesi per truffa e falso ideologico per aver pilotato dei contributi pubblici a un amico di partito.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Giulio Tremonti, deputato FdI e presidente della Commissione Esteri, che ha patteggiato per corruzione.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Daniela Santanchè, Ministra del Turismo in quota FdI, rinviata a giudizio per falso in bilancio, a processo per truffa, indagata per tre (sì, tre) per bancarotte.
Ha pagato? No. È ancora lì. E anzi, fanno di tutto per salvarla dai processi.
Insomma, se Fratelli d'Italia avesse avuto l'onestà di inserire una terza colonna nella card, "Se sbagliano i nostri", sotto non ci sarebbe scritto "pagano". Ci sarebbe scritto "fanno carriera".
Perché lì funziona così: la condanna non è un problema. È un passaggio di grado, uno step del curriculum. Più grave il reato, più alta la carica.
E la cosa più bella è che questa card l'hanno fatta loro, di spontanea volontà. L'hanno pensata, impaginata, approvata e pubblicata. Convinti che nessuno avrebbe notato l'unica categoria assente dall'elenco: la loro.
Come quel ladro che va in questura a denunciare che gli hanno rubato la refurtiva.
Oggi, sul Corriere della Sera, Matteo Salvini ha rilasciato l’intervista più delirante della sua carriera.
Un concentrato di ipocrisia, vittimismo e smemoratezza selettiva.
Vale la pena metterne in fila cinque passaggi.
Primo.
“Quello che sta accadendo mi ha colpito come mai mi era accaduto, da trent’anni a oggi. È un prima e un dopo. Ho pianto vedendo i ragazzi che pregavano”.
Più dell’11 settembre, più di Bucha, più di Gaza. Più di Capitol Hill. Per Salvini, il vero spartiacque della storia non sono i genocidi, i golpe o gli attentati che hanno segnato il mondo: è la morte di Charlie Kirk.
Secondo.
“Mi ha colpito il fiume di rabbia e cattiveria, non più nascosta, esibita con il sorriso e senza vergogna”.
Parla proprio lui. Lo stesso che nel 2024, commentando l’uccisione di un migrante depresso da parte delle forze dell’ordine, disse: “Non ci mancherà”.
Lo stesso che da anni aizza i suoi seguaci contro migranti, persone LGBT+, donne, minoranze di ogni tipo.
Terzo.
“Domani stesso manderò una lettera ai presidi e ai rettori: mi metto a disposizione per andare a parlare nelle scuole e nelle università”.
A raccontare cosa? Di quando esibì su un palco una bambola gonfiabile per insultare Laura Boldrini?
O di quando convocò un presidio sotto casa di Elsa Fornero e aizzò i presenti dicendo: “Sono un pacifista, ma quando sento Fornero mi incazzo come una bestia e mi prudono le mani. Fortuna che non è in casa oggi”.
O di quando mise alla gogna sui suoi social degli studenti che lo contestavano, lasciando visibili i loro volti, compreso quello di un ragazzo con disabilità?
Quarto.
“Se una parte della sinistra legittima la violenza nei confronti di chi non la pensa come lei vivremo giorni difficili”.
Ma chi? Chi è che la starebbe legittimando? Quale leader, quale partito, quale movimento? Salvini non fa nomi, perché non ci sono. Accusa nel vuoto per coprire un fatto semplice: a legittimare la violenza, per anni, è stata proprio la sua propaganda.
Quinto.
“Dopo questo omicidio, cambierà completamente il segno del raduno di Pontida. È necessario che diventi un momento di riflessione sulla libertà contro la violenza. Mi piacerebbe un collegamento con il Brasile, dove l’ex presidente Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni perché primo nei sondaggi, altra eliminazione politica”.
Siamo alla follia. Nella stessa intervista in cui piagnucola contro la violenza, dice di voler invitare un uomo appena condannato per aver pianificato l’avvelenamento del presidente eletto Lula, l’assassinio del giudice Alexandre de Moraes e un tentato colpo di Stato.
Questo è Matteo Salvini: il vicepresidente del Consiglio che piange per Kirk, ride della morte dei migranti, paragona le avversarie a bambole gonfiabili e sogna di collegarsi con un golpista condannato in Brasile.
Se cercavate un’immagine dell’ipocrisia e della pericolosità di questa destra, eccola servita.
Sul video "Trump Gaza" generato con l'AI postato da Trump con statue d'oro, soldi che piovono dal cielo, Musk e Netanyahu che se la godono si potrebbe fare un trattato di psichiatria tra megalomania, incuranza di una tragedia umanitaria e complesso del micropene.
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Questo fatto di riscrivere i libri politically correct è agghiacciante oltre che vergognoso e pericoloso. #CancelCulture
Avete mai letto Fahrenheit 451? Nel libro (uscito nello stesso periodo di 1984), per farla breve, è illegale possedere libri e questi se scoperti vengono bruciati. Questo per cancellare interi pezzi di storia.
Con la Cancel Culture succede la stessa cosa.
I diritti umani si sono evoluti negli ultimi 200 anni molto più velocemente che nei 2000 anni precedenti: abolizione della schiavitù, abolizione dei privilegi delle caste (quasi), suffragio universale, aborto, divorzio, uguaglianza, abolizione della pena di morte (in molti paesi), abolizione della tortura (in molti paesi), togliere dai manuali di medicina l'omosessualita come "disturbo", presunzione di innocenza, privacy, ecc.
Se tu cancelli da libri e film la parola ne*ro, fro*io, descrizioni negative verso entrambi nonché riferimenti alla presunta inferiorità delle donne (è successo anche dentro Topolino), è come dire che non ci sia mai stata la schiavitù e la pena di morte. O dire che non c'è stato l'Olocausto.
La Cancel Culture serve a cancellare il fatto che Agata Christie abbia chiamato il suo libro più famoso "dieci piccoli ne*ri" (il primo esempio moderno, forse, di Cancel Culture), divenuto per motivi tecnici "dieci piccoli ne*retti" e poi "dieci piccoli indiani" .
Con queste modifiche cancelli una cultura ormai (e per fortuna) lontana e neghi che quell'autore abbia "sbagliato", o semplicemente che appartenga ad un periodo in cui si pensava (e per fortuna non più) in modo differente da ora. Nel 1800 erano normali le esecuzioni capitali, tra l'altro in pubblica piazza. Oggi si sta discutendo se leda o meno i diritti umani il 41 bis. Fino al 1890 erano illegali i rapporti tra persone dello stesso sesso. Nei 130 anni successivi si è cercato di tutelare sempre di più la discriminazione verso gli omosessuali con leggi e con educazione. Fino agli anni '60 (perdonatemi se sbaglio), negli USA, neri e bianchi avevano bagni diversi e posti diversi nei locali in cui sedere. Perché i ragazzi della Generazione Z sanno questo fatto? Perché escono film e libri sull'argomento, anche premiati. Perché se ne parla. E perché il fenomeno (non) è stato cancellato.
Se tu non ne parli, essere di colore equivale, semplicemente, ad essere uno dei personaggi della serie tv di Netflix in cui tutto è roseo e nessuno odia il nero e l'omosessuale.
Se tu prendi tutti questi fatti, e dai libri li cancelli o cambi una traduzione o cambi un passaggio, equivale ad eliminare la discriminazione e quello che (evidentemente) oggi non è più politically correct. Ma in questo modo togli anche la consapevolezza che c'è stato quel fatto e quell'errore.
Perché ci fanno vedere la storia di Mussolini (indipendentemente da come la pensi politicamente) e parlano del fascismo e di ciò che è successo in Italia dal 1919 al 1945 fino alla nausea? Perché ci sono diecimila documentari, film e libri su Hitler e sull'Olocausto? Per formare, informare e per cercare di evitare che si ripetano gli stessi errori.
Errori che potrebbero risuccedere se cancelli i prodotti culturali ed i passaggi oggi non più politically correct. Se non fai vedere cosa abbiamo fatto, detto e pensato e cosa sarebbe bene non ripetere.
Basterebbe un bel disclaimer del tipo:
"Questo libro originariamente si chiamava 'dieci piccoli ne*ri', contiene passaggi con la parola ne*ro e con discriminazioni e descrizione delle etnie afroamericane oggi non più condivise e che non rispecchiano il pensiero della casa editrice e dei curatori degli adattamenti italiani. La casa editrice si discosta da questi tipi di pensieri ma ci sembra giusto presentare il prodotto nella sua integralità e originalità'". Ed ogni passaggio che non va bene ci metti una nota ulteriore.
Dopotutto "Via col Vento" (il film più visto di tutti i tempi), ha dei passaggi tra i quali "Noi siamo ne*ri domestici non ci sappiamo difendere", che fai? Lo ridoppi?
Com'era la storia dello stadio vuoto? Te lo spiego subito. Te fai i video 3 ore prima della partita del venerdì. Io 5' dopo la fine del derby
#Lazioroma