Inopinato attacco di un ministro della repubblica agli Stati Uniti (ammorbidito soltanto dal forte sconto sul numero degli anni: avrebbero dovuto essere un’ottantina)
Ho già riproposto ieri questo tweet che ritengo della massima importanza. Anche per le prossime elezioni politiche in Italia. Personalmente voterò esclusivamente partiti che mettano al centro del loro programma e senza furberie questo tema.
Soldi alla scuola, solidarietà alla Palestina, no al caro affitti, lotta ai decreti di sicurezza e ai tetti per gli stranieri
Senza un coordinamento e senza una piattaforma unica gli studenti si sono presi le piazze italiane
Ma per Meloni e Valditara sono solo “teppisti”
L’apertura del Manifesto con l’editoriale di Leonardo Tondelli
Il direttore responsabile de Il Giornale è Tommaso Cerno. Il direttore editoriale è Vittorio Feltri. Nicola Porro il vicedirettore. Angelucci l'editore. Nell'ultimo anno il Giornale ha preso 915.228 euro di soldi pubblici.
@GenCar5 Ma anche basta con queste cazzate. Quelli dovrebbero essere rappresentati, e non insultati, dalla sinistra. Gramsci e Togliatti vi prenderebbero a calci.
BREAKING: Israel is wiping entire villages off the map in South Lebanon in broad daylight �� then broadcasting their war crimes for the world to see.
Not a peep from the “international community.”
Not a word from the International Criminal Court.
@LaVeritaWeb Francesca Albanese è ancora impegnata a documentare i crimini dell'apartheid israeliano e dei suoi complici. Lo sapreste se consultaste la stampa estera.
Presto l'inchiesta sul ruolo dei media nel genocidio. Voi non ci sarete; non perché senza colpe, ma perché irrilevanti.
La morte di Mladic: ecco cosa avvenne a Srebrenica
Il massacro di Srebrenica, ottomila morti, avvenne l’11 luglio 1995, nell’indifferenza, se non con la complicità, della autorità internazionali e del comandante locale del contingente olandese che si spinse a brindare con il generale Ratko Mladic, il capo dell’esercito serbo-bosniaco. La città rimase chiusa ai giornalisti e fu possibile raccogliere soltanto le testimonianze dei sopravvissuti in fuga che scendevano dalle montagne terrorizzati.
In un bosco scorgemmo una donna appesa a un albero: si era impiccata pur di non farsi catturare dalle milizie serbe. In un prato c’erano i resti di un uomo che si era fatto saltare in aria con una bomba a mano, per non essere preso vivo. Molti avevano visto uccidere mariti, figli, fratelli, sorelle, e non riuscivano neppure a parlare, ad alzare gli occhi da terra, quasi si vergognassero di essere ancora vivi.
L’attualità di Srebrenica, al di là delle sentenze dei tribunali internazionali e della morte del generale Mladic, è ancora oggi il racconto lancinante delle vittime di una vicenda che non può essere consegnata definitivamente soltanto ai libri di storia.
Qualche tempo fa incontrai uno dei sopravvissuti. Era stato ferito e aveva perso conoscenza mentre le milizie di Mladic intorno a lui trucidavano dozzine di persone da seppellire in una fossa comune. “Svenni su una catasta di cadaveri e i serbi pensarono che fossi morto e anch’io credevo di essere morto. Rimasi rannicchiato per ore fino al mattino seguente quando una mano afferrò il mio braccio, cominciò a scuotermi, a sollevarmi, e alla fine mi trascinò via”.
Mladic e le guerre balcaniche sono racconti come questi. Storie che continuano a uscire, anni dopo, dalle bocche dei sopravvissuti, come le voci delle vittime delle stragi naziste turbano ancora, per fortuna, le nostre coscienze. Eppure le stragi dei Balcani, dieci anni di conflitti, centinaia di migliaia di morti, milioni di profughi, appaiono già ricordi sbiaditi nella storia e nella memoria europea. Come se avessimo attraversato invano quelle montagne e quelle pianure per raccontare quello che vedevano e sentivamo, con città e villaggi perforati e triturati da bombardamenti e granate, in una sorta di delirio etnico che sembrava non avere mai fine. Rakto Mladic, insieme a Radovan Karadzic e a Slobodan Milosevic, fu uno degli architetti e degli autori dei massacri balcanici. Uno dei peggiori colpevoli. I suoi complici nei massacri di ieri oggi sono coloro che vorrebbero dimenticare.
Imperialismo. Continua il saccheggio da parte degli Stati Uniti ai danni del Venezuela
Rubati giacimenti da 90 miliardi di barili grazie a quello che il @corriere, molto pudicamente, chiama maxi accordo)
Matteo Persivale
Il grido di Pizzaballa: «La Cisgiordania ormai è una terra di nessuno»
Il cardinale al Meeting di Rimini: «La popolazione palestinese non riesce più a sopportare l'aggressione continua dei coloni
È importante tenere vivi i riflettori anche su Gaza e Israele. Tutto ciò che può aiutare è benvenuto»
Angelo Picariello
https://t.co/CyXcnrYMXk
BREAKING: Israel just bombed a water desalination plant in northern Gaza.
Not a military base.
An essential infrastructure built to provide water to civilians suffering through an extreme water crisis.
Gaza is running out of water.
This is an act of genocide.