🛑🛑🛑 NO ESERCITO EUROPEO 🛑🛑🛑
La UE in un momento in cui si sta rivelando ancora più inutile e dannosa tenta l'ennesimo rilancio per sottrarre ancora più sovranità agli Stati. Questa volta puntando ad un bersaglio più pericoloso della moneta unica. Vuole l'ESERCITO EUROPEO.
Ecco dieci motivi per cui questa idea deve essere rifiutata con tutte le nostre forze.
1⃣ Il vero scopo dell'esercito europeo è quello di sottomettere gli stati membri che volessero disobbedire. Abbiamo già visto con quale violenza la UE può aggredire un singolo stato. L'hanno fatto con la Grecia chiudendo le banche e con l'Italia con lo spread. Non esiterebbero ad usare la forza se disponessero di un esercito. La cosa è pianificata ed è scritta a chiare lettere nel "Manifesto di Ventotene" di Spinelli. Il fucile dell'esercito europeo sarà puntato alla nostra tempia.
2⃣L’Italia perderebbe la sua sovranità militare, un altro pezzo di autonomia regalato a Bruxelles e continuo scivolamento verso l'irrilevanza. Senza moneta e senza esercito non potremo più dirci Nazione.
3⃣Un esercito europeo servirebbe gli interessi di Germania e Francia, non i nostri.
Chi decide quando e dove combattere? Non certo Roma, ma burocrati non eletti. Non solo: immaginate un esercito europeo in una UE senza il diritto di veto: i nostri ragazzi potrebbero partire per qualche fronte lontano anche se il nostro Parlamento fosse contrario.
4⃣I costi sarebbero enormi: L'Italia è sempre contributore netto, quindi si userebbero soldi italiani per difendere confini altrui. Immaginate poi cosa potrebbe succedere con l'ingresso dell'Ucraina nella UE: con l'ingresso di uno stato enorme e poverissimo l'Italia dovrebbe pagare il triplo.
5⃣La nostra difesa nazionale, già fragile, verrebbe ulteriormente indebolita. I soldi, gli uomini e i mezzi allocati all'esercito europeo verrebbero sottratti alla difesa territoriale nazionale e alle forze dell'ordine, ci sarà ancora meno controllo del territorio.
6⃣Un esercito comune dopo la moneta unica è il secondo passo verso un mostruoso superstato europeo: addio indipendenza. Benvenuta schiavitù.
7⃣Le tradizioni militari italiane, un patrimonio storico, sarebbero sacrificate. Basta Alpini, basta Folgore, basta Bersaglieri. Solo l'orribile divisa UE con un regolamento di venti pagine sulle misure degli elmetti e degli scarponi.
8⃣In caso di conflitto, l’Italia diventerebbe un bersaglio senza voce in capitolo. Non potremmo mai invocare la neutralità e finiremmo trascinati in guerre assurde da pazzi guerrafondai tipo Macron. L'esercito europeo è contro la nostra Costituzione.
9⃣L’UE non ha una visione politica unita: come può avere un esercito coerente? Se una moneta senza stato è un abominio, un esercito senza stato è un'oscenità giuridica, politica e sociale.
🔟Dare un esercito e magari armi atomiche a una UE che è e sarà a guida tedesca? E per beffa finale pagato da noi?
MA VOI SIETE PAZZI. PAZZI!!!
#NOESERCITOUE #STOPEUARMY
Schools simplify Nazi book burnings as an attack on "science" and Jewish intellectuals (Einstein, etc.) to show anti-intellectual totalitarianism.
In fact, the May 1933 Berlin burnings prominently featured the ~20,000-volume library from Magnus Hirschfeld’s Institute for Sexual Science. Nazis raided it May 6, then burned the books on sexology, homosexuality, and early gender research as "degenerate" Jewish influence undermining race and family.
They targeted ideology across politics, culture, and sexuality—not science per se. Curricula often omit the sexual angle.
This is Dawda Bandeh, a Gambian immigrant who in Milan strangled a 61-year-old man to death during a home burglary.
Just so you understand the enormous waste of money and resources at Italian taxpayers’ expense:
- Arrived in Italy in 2011 as an “unaccompanied minor”
- Spent over 10 years living on Italian taxpayers’ money
- Accumulated convictions for breaking and entering, theft, and drunk driving
- On Easter Sunday, April 20, 2025, he tried to break into a home, was caught by the owners, and arrested
- Released just 2 hours later with only a complaint, thanks to Italy’s absurd laws and justice system
- Less than 30 minutes after leaving the police station, he broke into another apartment and strangled a 60-year-old man to death
- He then assaulted responding officers and was finally arrested with a taser
- Now in prison, still costing Italians money
A conservative estimate of the cost so far:
💰 Reception, food & accommodation (3 years): €32,850
💰 Healthcare: €2,500
💰 Legal and court costs: €15,000–25,000
💰 Detention (1 year): €54,750
📊 Total: €105,000–115,000+ paid by taxpayers.
Now imagine that figure multiplied by 100,000.
🚨 🇸🇪 ALERTE INFO : Un père de famille suédois Christian Zedig, 32 ans, policier en repos, piétiné À MORT devant sa femme et ses deux petites filles dans une fan zone à Copenhague… pendant qu’il regardait tranquillement Norvège-Côte d’Ivoire ! 😡
Un groupe d’une dizaine d’hommes africains arrive en cherchant explicitement la bagarre, insulte les supporters scandinaves, puis TAB@SSE SAUVAGEMENT Christian qui essayait juste de calmer les choses.
C0UPS de POING, C0UPS de PIED au SOL… et ils s’enfuient comme des lâches.
Aujourd’hui il nous a quittés. Pendant ce temps, les médias traditionnels restent muets…
C’est ça l’Europe de 2026 ? On ne peut même plus regarder un match de foot sans risquer sa vie ?
Partagez massivement, commentez « JUSTICE POUR CHRISTIAN » si vous en avez marre de ce deux poids deux mesures, et taggez vos amis. Assez de silence ! #JusticePourChristianZedig
🇬🇧 ¡INFAMIA TOTAL!
En un supermercado de Reino Unido, el personal de seguridad quedó ESPANTADO luego de retener a tres mujeres musulmanas con hijabs, que aprovechando que estaban con sus bebés en coches, estaban robando una cantidad ENORME de productos metidos dentro de sus faldas (vean todo el video para que entiendan la magnitud del robo). Los inmigrantes musulmanes no contestándose con vivir de subsidios del estado, roban en negocios locales.
Regno Unito, dopo aver violentato una ragazza di 17 anni, tre afgani ridevano e scherzavano mentre cercavano di fuggire dal Paese a bordo di un camion.
Sono mostri che rivendicano il diritto di preda in Europa.
Shahadat Hossein, il bengalese che ha macellato una famiglia a Roma, è militante del partito di governo bengalese, ma ha ricevuto l'asilo politico.
Rileggete con attenzione: membro attivo del partito politico al potere nella sua patria, riceve l'asilo politico in Italia.
Lo capite quando è FOTTUTO il nostro sistema di asilo?
CHE DOLORE VEDERE ROMA, CULLA DELLA CIVILTÀ, IN BALIA DI QUESTI ESSERI INCIVILI CHE LA OLTRAGGIANO!
Pretendiamo questa gente fuori dalla nostra patria. Lo pretendiamo. Adesso basta.
INTANTO NOI CHIEDIAMO SCUSA di Riccardo Lombardi
“Vi uccidiamo tutti se non ve ne andate entro il 30 giugno”. Non era una minaccia, ma una promessa a cui credere, visti i precedenti omicidi.
A rivolgerla ai migranti clandestini africani sono stati i principali movimenti sudafricani, formati integralmente da neri nativi.
Con gli Zulu in assetto da battaglia, migliaia di persone inferocite sono scese nelle piazze delle principali città, per protestare per l’ultima volta.
L’avvertimento è stato chiarissimo: “Da oggi nessuno garantirà più la vostra incolumità”.
Tanto odio ha tre radici. La criminalità esplosa. I salari e le opportunità di lavoro distrutte dalla manodopera clandestina sottopagata. I servizi pubblici (sanità, istruzione, infrastrutture) che cedono sotto il peso di una domanda insostenibile.
I numeri del Sudafrica parlano senza bisogno di commento. Le espulsioni sono passate da 50.000 a 109.000 in due anni. Solo nelle ultime due settimane 13.000 rimpatri forzati.
A Mossel Bay cinquanta baracche date alle fiamme. A Pietermaritzburg un malawiano ammazzato dalla folla. A Durban centinaia di migranti barricati in chiese e moschee. La disoccupazione supera il 32%, 350.000 posti di lavoro bruciati nell’ultimo trimestre.
Un sondaggio nazionale ha registrato che il 42% dei sudafricani non vuole accogliere alcun immigrato. Nel KwaZulu-Natal si arriva al 60%.
Neri contro neri. Africani contro africani.
Chi pensa a un caso isolato legato a dinamiche tribali cambi continente.
Repubblica Dominicana. Il presidente Abinader ha imposto una quota di diecimila espulsioni a settimana verso Haiti. Nel solo 2025 i deportati sono stati 379.000.
Nel primo trimestre del 2026 altri 68.000. Viaggiano in camion a gabbia, stipati senza servizi igienici.
Tra gli espulsi di un solo mese: 121 donne incinte, 246 madri che allattano, 229 minori senza genitori. I funzionari dominicani giustificano il giro di vite con un dato: le donne haitiane rappresentano fino al 70% delle nascite nel Paese.
Hanno messo agenti dell’immigrazione nei reparti maternità degli ospedali. Le partorienti senza documenti vengono espulse subito dopo il parto.
Mulatti contro neri. Caraibici contro caraibici.
Sudamerica. Il Perù ospita 1.600.000 venezuelani. Tre su quattro dichiarano di aver subito discriminazioni per la propria nazionalità. Nei media e nel discorso pubblico vengono associati quotidianamente a furti e omicidi.
In un distretto di Cusco le autorità locali hanno emanato un’ordinanza per espellere tutti i venezuelani residenti, dando loro due mesi per andarsene.
In Cile il presidente Kast ha inaugurato voli militari di deportazione, ordinato muri con sensori e riconoscimento facciale lungo il confine boliviano e avvertito i venezuelani irregolari che “i loro giorni sono contati”.
Il 65% degli ordini di espulsione riguarda venezuelani. Sette cileni su dieci sono convinti che l’immigrazione clandestina sia la causa diretta dell’insicurezza.
Latini contro latini. Sudamericani contro sudamericani.
India. Dopo l’attacco terroristico di Pahalgam il governo Modi ha dato trenta giorni di tempo a ogni Stato per individuare, identificare e deportare gli immigrati irregolari dal Bangladesh.
In otto mesi 2.479 persone sospinte oltre il confine. 120 di queste erano cittadini indiani: i documenti sequestrati, nessun processo, nessuna verifica di nazionalità.
Ad Ahmedabad 890 bengalesi catturati in un’unica retata. Il ministro degli Interni li ha definiti in passato “termiti”.
La politica si chiama “individua, cancella, espelli”. Tre verbi, nessuna garanzia.
Turchia. Un sondaggio internazionale su 52 Paesi ha certificato che Ankara detiene il primato mondiale del sentimento anti-rifugiati.
85.000 siriani deportati attraverso quattro valichi di frontiera, nel solo 2024. Nei centri di detenzione sono documentate percosse, malnutrizione, 5 morti accertate.
Musulmani che deportano musulmani.
A questo punto il lettore europeo potrebbe consolarsi. Almeno noi siamo diversi. Siamo civili. Siamo il continente dei diritti.
Vediamo. Irlanda, la terra del “100.000 benvenuti”. 38 attacchi incendiari contro centri di accoglienza dal 2018 al 2025, di cui 19 nel solo 2024.
A Dublino nel novembre 2023 un immigrato accoltella dei bambini fuori da una scuola: la città esplode nella peggiore rivolta della sua storia recente.
A Citywest nell’ottobre 2025 la presunta violenza sessuale su una bambina di dieci anni in un centro di accoglienza porta 2.000 persone sotto le finestre della struttura: auto della polizia date alle fiamme, tentativo di assalto.
A Belfast il 9 giugno 2026 un richiedente asilo sudanese tenta di decapitare un uomo in piena strada, a colpi di coltello alla testa e al collo. La sera stessa 62 incendi in cinque ore. Case di immigrati in fiamme.
Liste con indirizzi e nomi di famiglie straniere diffuse nelle reti di messaggistica. Infermiere internazionali troppo spaventate per andare al lavoro.
Rileggiamo la mappa. Neri contro neri in Sudafrica. Mulatti contro neri nei Caraibi. Latini contro latini in Sudamerica. Indù contro musulmani in India. Musulmani contro musulmani in Turchia. E perfino irlandesi, tra i popoli più accoglienti d’Europa, con le torce in mano davanti ai centri di accoglienza.
Il filo rosso non è il colore della pelle. Non è la religione. Non è la latitudine. È un istinto che precede ogni ideologia e ogni categoria sociologica: la sicurezza.
Da Durban a Dublino, da Lima a Istanbul, da Delhi a Santo Domingo, le popolazioni locali reagiscono con le stesse parole, la stessa rabbia, la stessa violenza.
Ci portano il crimine. Ci rubano il lavoro. Ci prendono i posti negli ospedali. Non rispettano le nostre regole.
Lo dice l’operaio zulu di Pietermaritzburg con lo scudo di pelle di bue. Lo dice la casalinga cilena di Arica. Lo dice il padre irlandese di Coolock dopo l’ennesimo incendio.
Eppure, in tutto questo pianeta in fiamme, esiste un unico angolo del mondo in cui chi esprime queste preoccupazioni viene messo alla gogna.
Un unico continente in cui la richiesta di sicurezza viene etichettata come fascismo, la difesa dei confini come xenofobia, il disagio sociale come razzismo.
Quel continente è il nostro.
Gli Zulu marciano armati di lance e scudi da guerra e nessun opinionista occidentale li chiama suprematisti.
I dominicani deportano le partorienti in camion a gabbia e il mondo si limita a un comunicato di condanna.
I cileni eleggono un presidente che promette muri ed espulsioni di massa e nessuno lo paragona a Hitler.
Gli indiani spingono i bengalesi oltre il confine senza processo e nessun giornale europeo ne fa una campagna permanente.
Ma se un sindaco italiano chiede più controlli in stazione è intolleranza. Se un governo europeo propone di accelerare i rimpatri è disumanità. Se un cittadino qualunque dice che non si sente sicuro nel proprio quartiere è populismo.
Federico Rampini lo ha chiamato suicidio occidentale. Aveva ragione, ma forse era ottimista.
Non è solo suicidio. È la rinuncia volontaria a un diritto che il resto del mondo esercita senza chiedere permesso e senza provare vergogna: il diritto di proteggere casa propria.
GLI ZULU NON CHIEDONO PERMESSO. NOI CHIEDIAMO SCUSA.
🇳🇱 En Ámsterdam, un grupo de Mohammeds marroquís agarraron a golpes con cadenas a hinchas de Países Bajos que estaban tranquilos con sus camisetas.
¿No dijeron que los marroquís eran pobres inocentes que no hacían nada?
A Muslim woman brags openly “I don’t belong here — that’s why I’m destroying as much as I can and sucking up every benefit and tax dollar to the absolute max."
They’re not immigrating.
They’re invading — and laughing while they loot us dry.
Tolerance is submission.
🚨🇪🇺 EU THREATENS to REJECT the Save Europe Act - 450,000 signatures demanding protection of European identity.
Brussels says it’s against “European values.”
They don’t want to PROTECT Europe, but to ERASE it.
While Spaniards work hard, fake asylum seekers loaf around because they know they will receive a free handout from Spanish taxpayers. The same method applies everywhere in Europe.
Sanchez dopo aver detto che sarebbero stati al massimo 500.000 fa entrare in Europa più di un milione di immigrati senza alcuna selezione dicendo che senza di loro il Pil della Spagna crollerebbe.
E ha ragione se il tuo Pil dipende dal Parastato gramsciano. La Spagna ha appena fatto il pieno al serbatoio del Parastato gramsciano che così potrà erogare servizi di vario tipo i cui destinatari accidentali sono gli immigrati. Tali servizi sono finanziati a bilancio dalle tasse gravanti sulla parte produttiva dei Paesi, utilizzano gli immigrati come collettore e giungono a sostenere il Parastato gramsciano, beneficiario ultimo di questo sistema. Se riflettiamo sulla natura sostanzialmente improduttiva delle masse immigrate impiegate nel PG prese nel loro insieme (al netto dei lavoratori pienamente integrati che rappresentano comunque, grazie alla possibilità dei ricongiungimenti e delle rimesse valutarie nei paesi d'origine, un passivo per gli Stati ospitanti) e sulla loro condizione di "nullatenenti" dovremmo chiederci come mai, in assenza di impiego, di casa e di mezzi di sussistenza, 1.300.000 persone siano giunte in Spagna e siano ora pronte a spostarsi legalmente in tutta Europa. La risposta è semplice: perché il loro "lavoro" consiste nell'essere percettori dei servizi erogati dal Parastato gramsciano dei vari Stati europei e quindi il semplice giungere in un Paese e percepirne i servizi rappresenta di per sé una garanzia di sussistenza e un vero e proprio "impiego".
Ma poniamo ora un'altra domanda: perché il PG non si limita a far assumere dallo Stato tutti i suoi addetti?
L'ha fatto nella fase 1970-2000 ma stante la necessità costante di espansione ha trovato nell'Immigrazionismo derivato dalla Globalizzazione l'opportunità per una sua espansione virtualmente illimitata. Tale dinamica mutua quella del Capitalismo finanziario e si pone in sostanza nel suo stesso campo. Semplicemente la redistribuzione degli utili avviene sempre nell'ambito del PG stesso (come una spa i cui azionisti sono solo i dipendenti) al fine di espansione e consolidamento costante del proprio dominio.
Non esiste altra possibilità di contrasto di questa struttura globale se non il taglio delle linee di approvvigionamento che lo Stato attraverso la tassazione convoglia verso di esso.