La moschea al Aybaki era a Gaza dal 13esimo secolo, come Notre Dame, la Certosa di Parma, la Basilica di San Francesco ad Assisi e molte cattedrali e basiliche italiane.
Abdoulaye Sylla emigra dalla Costa d’Avorio a Bergamo, ma il freddo lo convince a trasferirsi a Palermo. Un giorno, sorpreso da una grandinata, riceve un passaggio in automobile da due coniugi, Paolo Genduso e Maria Rosaria Esposito, che nella vita gestiscono un bar. La coppia decide di aiutare Abdoulaye, che inizia a lavorare per loro. Da lì a qualche tempo lo raggiunge dalla Costa d’Avorio sua moglie Salimata. A Palermo nasce la loro figlia, Myriam, che per tutta la vita considererà Paolo e Maria Rosaria come dei nonni. Anzi, li chiama proprio così. Questo è il passato, peraltro ricco per Myriam di momenti felici ma anche di tante difficoltà.
E poi c’è l’oggi. Oggi a Parigi Abdoulaye si è trovato ad abbracciare sua figlia Myriam in un contesto probabilmente inimmaginabile in quelle prime notti fredde bergamasche: Parigi, una finale olimpica, le tv del mondo. Myriam è una delle più forti giocatrici di pallavolo del mondo ed è una colonna portante della nazionale del Paese in cui è nata e vissuta (ma del cui diritto di cittadinanza ha potuto beneficiare solo molti anni dopo la nascita). A fare il tifo per lei, oltre a tantissimi italiani, c’erano altre quattro persone speciali: mamma Salimata, da qualche parte in cielo, il suo “concittadino” palermitano (si è definito lui così) Sergio Mattarella e i due nonni Paolo e Maria Rosaria. Il loro piccolo gesto di generosità nei confronti di Abdoulaye ha prodotto nel corso del tempo frutti dal sapore dolcissimo. 🥇🇮🇹 🏐
PS. Un abbraccio a tutti gli str*nzi come Vannacci, che non vogliono capire e vedere.
Se domattina #Morning arriva un po’ più tardi del solito causa stato comatoso del conduttore non importa, @francescocosta : grazie di tutto l’impegno a te e ai tuoi soci del @ilpost
Belle le puntate di #tienimibordone sull’uso delle colonne sonore: proprio qualcosa che non sapevo di voler sapere e comunque non credo che andrò a vedere l’ultimo Lanthimos: mi basta il disagio provato da @matteobordone