Il monologo di Paola #Cortellesi non era dedicato al presente politico, ma agli 80 anni della #Repubblica, al voto delle donne e alle madri costituenti.
Serviva a celebrare la storia. Non le singole persone.
Quale Repubblica vogliamo essere? Quella della Costituzione: antifascista, democratica e laica. Fondata sul lavoro, sull'uguaglianza e sulla tutela della salute come diritto di tutti. Una Repubblica che ripudia la guerra e garantisce pari dignità.
La risposta c'è già da 80 anni.
Giacomo Matteotti un eroe, Benito Mussolini un criminale.
In un Paese che fatica a dire le cose come stanno, vorrei essere più chiaro possibile:
Il fascismo è stato ed è il male assoluto.
Nessuna ambiguità verso chi ha le mani macchiate da fiumi di sangue. Nessuna ambiguità verso uno spregevole dittatore, un criminale, come Benito Mussolini.
Nessuna ambiguità verso chi, anche dopo la caduta del fascismo, ha compiuto nel nostro Paese le peggiori stragi, cercando di destabilizzare la nostra democrazia.
Nessuna ambiguità verso chi, ancora oggi, alza il braccio destro. E nessuna giustificazione: non sono “idioti”, sono criminali.
Fanno ancora discutere le parole di Francesco De Gregori sull’opportunità o meno degli artisti di schierarsi.
Anche Enzo Iacchetti ha commentato, sotto il post pubblicato sulla pagina Instagram de Il Fatto Quotidiano, in merito: “Grande cazzata. L’uomo di spettacolo è un uomo che pensa al mondo e al futuro dei suoi figli. Che delusione che sei”.
Più soft, ma della stessa posizione Eros Ramazzotti: “Non sono d’accordo con il maestro dal volto umano”.
Lo chiamavano “Serpico”, come il poliziotto interpretato da Al Pacino nel film del 1973: un soprannome che gli avevano dato per il suo coraggio.
Francesco Evangelista, in servizio a Roma, era infatti un “poliziotto di quartiere” di cui tutti si fidavano, perché era una brava persona e aveva davvero un gran coraggio. Al punto tale che una volta sventò una rapina in banca a mani nude mentre ancora portava un busto, dato che mesi prima – mentre sventava un’altra rapina – lo avevano fatto volare giù da una finestra, provocandogli una frattura della colonna vertebrale.
Il 28 maggio, di prima mattina, Evangelista era di sorveglianza davanti al liceo Giulio Cesare. Si presentarono i NAR con lo scopo di umiliare studenti e poliziotti, possibilmente rubando le armi a questi ultimi. Aprirono il fuoco e Serpico venne crivellato dai colpi, spirando dopo anni di onorato servizio allo Stato e soprattutto alla comunità che lo amava profondamente. A premere il grilletto furono quegli stessi macellai che due mesi dopo avrebbero fatto saltare per aria la stazione di Bologna, uccidendo uomini, donne e bambini: Fioravanti e Mambro.
Il giorno successivo, i camerati degli assassini tornarono al Giulio Cesare, dove studenti e operai stavano ricordando Serpico, e uno di loro, indicando la macchia di sangue lasciata sull’asfalto che si era cercato di coprire con dei fiori, disse: «Ecco come finiscono i valori della Resistenza».
Quando qualcuno prova a fare revisionismo, si rammenti cosa è accaduto veramente in quegli anni. Si rammenti quell’odio, quel cinismo che ha spezzato molte vite con freddezza disumana.
E facciamolo anche nel ricordo di uomini come Serpico, i cui figli hanno seguito le sue orme, entrando in polizia.
Se non avete mai visto la citta’ di #Tiro da oggi non la potrete vedere mai piu’. Ma il Libano martoriato da anni le citta’ sbriciolate le centinaia di migliaia di profughi non interessano. #Israele bombarda e occupa il sud del Libano. Tutti tacciono
#28maggio 1974, la strage di #PiazzadellaLoggia a Brescia.
L'attentato di matrice #neofascista con il coinvolgimento dei servizi segreti, causato dall'esplosione di una bomba durante una manifestazione sindacale, provocò 8 morti e 102 feriti.
Non dobbiamo dimenticare mai!🌹
“non mi avranno vivo, morirò combattendo”, dice Raoul Castro. È un mondo di squallidi gnomi, così prepotenti e laidi, che basta la loro minaccia a trasformare un 95enne, ormai sordo, zoppo da una gamba, che vive su una sedia rotelle in una residenza per anziani dell’Avana in un eroe.
#cuba
Redattore de "La difesa della razza", Capo di Gabinetto del MinCulPop durante la RSI e firmatario nel maggio '44 del bando di Grosseto per la fucilazione alla schiena di partigiani e renitenti.
Una guida sì, ma per i plotoni d'esecuzione nazifascisti.
#matrice