È un tema che ho seguito parecchio e da tanto tempo, e così alla fine ci ho scritto un libro.
Il libro si chiama “Power. Tecnologia e geopolitica nella transizione energetica”. La prefazione è di @simopieranni. Nei prossimi tweet ve lo presento. https://t.co/hSml1ZSNqs
La fusione tra Anglo American e Teck Resources – un’operazione da oltre 50 miliardi, la più grande nel settore minerario da più di un decennio – è incentrata sempre sul rame. https://t.co/WfzhLDMYL9
Il gruppo minerario australiano BHP ha detto che non presenterà una nuova offerta per l’acquisizione della società britannica Anglo American, dopo aver cercato di inserirsi nella fusione tra quest’ultima e la canadese Teck Resources. https://t.co/HxeUB2kW6D
L’interesse di BHP era dovuto soprattutto ai progetti di Anglo American sull’estrazione di rame in Sudamerica. Il rame ha un’elevata conducibilità elettrica e viene considerato “il metallo dell’elettrificazione”, fondamentale per la transizione energetica.
@ominodellaluce Ciao, grazie del commento :) Hai ragione, infatti ho scritto: “Anche se Sparc dovesse raggiungere il guadagno energetico netto, le sfide per CFS non sarebbero terminate. [...] Riuscire a stabilizzare la reazione per lunghi periodi di tempo è solo uno degli ostacoli tecnici”.
La fusione tra Anglo American e Teck Resources è la più grande operazione nel settore minerario da oltre un decennio. La nuova società avrà una capitalizzazione di 53 miliardi e si focalizzerà sul rame, “il metallo dell’elettrificazione”. https://t.co/WfzhLDNwAH
Significa che se anche l’Unione europea acquistasse tutta l’energia esportata dagli Stati Uniti, non sarebbe comunque sufficiente a onorare l’impegno.
Non si arriva a 250 mld/anno nemmeno conteggiando il combustibile nucleare e i derivati petroliferi.
Nell’accordo sui dazi con gli Stati Uniti, l’Unione europea si è impegnata ad acquistare energia americana dal valore di 250 miliardi di dollari all’anno per tre anni: 750 miliardi in tutto, quindi.
È una cifra impossibile da rispettare, per due motivi.
Il secondo motivo è che l’America produce sì tanta energia, ma non abbastanza.
Stando ai calcoli dell’analista Clyde Russell, nel 2024 l’America ha esportato petrolio per ~100 miliardi di dollari, GNL per ~50 mld e carbone metallurgico per ~10 mld: in tutto fanno ~160 mld.
ROBA GROSSA
Con il Genius Act, gli Usa hanno regolarizzato le stablecoin. Per Trump, queste monete rafforzeranno il ruolo del dollaro e ne diffonderanno l'uso del mondo. Ue e Cina provano a reagire con le valute digitali delle banche centrali: https://t.co/rF5rLYgwLE
https://t.co/MU9JlN1YGs
Il governo ha un piano per l’ex-ILVA che ricorda il detto «vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso». Anzi, peggio: non solo non abbiamo ucciso l’orso; non abbiamo proprio idea di che cosa sia. https://t.co/Z7FGqEUGrP
Grazie a Giuseppe Palazzo per questa lunga e bella chiacchierata su @pandorarivista sui temi della transizione energetica e della competizione industriale, a partire dal mio libro “Power”. Per chi volesse, si legge qui: https://t.co/eXPzxlqFL5