Un personaggio piuttosto squallido, presentatore di una trasmissione radiofonica che si presenta come "anticonformista" ma che in realtà (dall'esaltazione della pornografia e dell'ignoranza, fino all'aperto disprezzo per classi medie e basse) rappresenta la quintessenza del conformismo della nostra società, ha affermato che i bambini, a Gaza, muoiono perché Hamas non li porta nei tunnel. È già un miglioramento, se consideriamo che prima neanche ne ammettevano la morte. È un po' come dire che se io scelgo di distruggere un formicaio nel mio giardino, la colpa è delle formiche.
Ho sentito dire poi da quello che dovrebbe essere il presidente del Senato che Israele a differenza della Russia non può essere sanzionato perché circondato da Stati che vogliono distruggerlo. Cosa che poteva essere (parzialmente) vera negli anni '60, di certo non oggi. Egitto e Israele hanno firmato un accordo di pace nel 1978; Israele e Giordania nel 1994 (sebbene Amman ricerchi un accordo, negato da Israele per la volontà di occupare la Cisgiordania, sin dagli anni '50). Il Libano, oggi, ha uno degli eserciti meno equipaggiati della regione; il suo governo è coinvolto nei tentativi di disarmo di Hezbollah che, sarebbe opportuno ricordarlo, pur avendo un notevole seguito e peso nella politica libanese, rimane una milizia piuttosto ridotta nel numero il cui scopo principale è la difesa del proprio territorio, raramente l'attacco (il conflitto del 2006, ad esempio, fu il prodotto delle reiterate violazioni del cessate il fuoco da parte israeliana, più che dell'azione che portò alla morte ed all'uccisione di alcuni soldati dell'IDF).
L'Iraq, sotto la spinta dei neocon USA, è stato distrutto a partire dal 2003, ma è in condizione di conflitto dagli anni '80 più o meno. La Siria è stata distrutta a partire dal 2011, ma anche prima non rappresentava in alcun modo una minaccia, con un obsoleto arsenale sovietico.
Sorvoliamo sulle monarchie del Golfo, in larga parte complici della situazione odierna. Se di reale minaccia vogliamo parlare, questa è rappresentata da Israele stesso; da una società che plaude alla pulizia etnica a prescindere dal colore politico (pensare che il problema siano Netanyahu, Smotrich e Ben-gvir è veramente ridicolo, i loro rivali sono peggiori se non uguali); dalla crescita della componente araba della sua popolazione alla quale si sta cercando (nuovamente) di negare la partecipazione alle elezioni; dalla crescita della componente ultraortodossa che rinnega le istituzioni statali; e dalla demografia palestinese.
Questo è il vero motivo dietro l'accanimento contro i minori. Il premio Nobel per la pace Rabin invitava a spezzare le braccia dei ragazzini che tiravano pietre contro i carri israeliani durante la prima intifada.
Come diceva l'ufficiale nazista nel finale di "Và e vedi": "dobbiamo ucciderli perché sono il futuro".
Daniele Perra
«Non facevano entrare il latte in polvere per i bambini da zero a tre mesi. Le madri venivano da noi disperate perché non sapevano più come sfamare i propri figli».
È una delle testimonianze più terribili portate da Gennaro Giudetti durante la proiezione che ho voluto organizzare alla Camera dei deputati.
A Gaza venivano bloccati anche anestetici, protesi e sedie a rotelle. Negli ospedali, racconta Gennaro, i medici erano costretti ad amputare i bambini senza anestesia. Alcuni non riuscivano a sopportare il dolore e morivano.
Impedire l’ingresso di beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile non è difesa. È una punizione collettiva. È un crimine di guerra.
Abbiamo portato queste testimonianze dentro le istituzioni perché nessuno possa dire di non sapere. Ora bisogna interrompere ogni complicità e agire concretamente per fermare l’orrore.
L'ennesimo grande gesto di questo campione.
Ha sempre pensato per il suo villaggio.
La sua Bambali, quella che ha sempre definito il luogo dove tutto è iniziato.
Ha finanziato la nascita di ospedali, scuole, ed altre strutture, oltre a finanziare ogni mese le famiglie del villaggio al centro del Senegal.
L'ultimo grande investimento è avvenuto in queste settimane.
Quasi 20 milioni di euro per dare vita ad un parco agroindustriale per la lavorazione del mango.
Si chiamerà SM10Agro.
Sarà inaugurato a marzo 2027 e porterà circa 2500 nuovi posti di lavoro.
Non solo, per formare i prossimi lavoratori, verrà costruito un centro di aggiornamento dedicato alla formazione del personale.
E tra questi ci saranno molti studenti che usciranno proprio dalle scuole finanziate dallo stesso calciatore.
Ma lui non è solo un grande giocatore.
Non è solo un campione che ha vinto tanto con il Liverpool ed oggi gioca con Ronaldo nell'altro Nassr.
Lui è soprattutto una grande persona.
Lui è Sadio Mané.
🚨MANUEL SCHADWALD: El niño cuya muerte fue filmada en el yate de la élite y apareció en los CD-ROM de Zandvoort.
El 24 de julio de 1993, Manuel Schadwald, un niño alemán de doce años, salió de su casa en Berlín. Iba solo. Nunca regresó.
La policía abrió una investigación. En 1998 la cerró sin resultados. Sin cuerpo. Sin culpables. Sin respuestas.
Mientras tanto, en Bélgica y Países Bajos, activistas descubrieron que las pistas llevaban a una red mucho más oscura.
Manuel fue secuestrado y llevado a burdeles de niños en Ámsterdam y Rotterdam. Pero la versión más terrorífica apunta al yate Apollo.
Según testimonios e inteligencia holandesa, en ese velero el niño fue abusado y asesinado mientras lo grababan. Un snuff film real. El cuerpo fue arrojado al mar y el yate limpiado en un puerto militar.
El yate estaba vinculado a Gerrit Ulrich, implicado en el escándalo de Zandvoort (1998). Tras su muerte, la policía encontró miles de imágenes y vídeos de abuso infantil extremo, incluyendo bebés, junto con listas de clientes de varios países.
Una de las personas que investigó esta conexión fue Gina Pardaens-Bernaer, trabajadora social belga. Su trabajo la llevó al material de Zandvoort. Envió copias a Interpol. Recibió amenazas. Su hijo fue atropellado. En noviembre de 1998 dijo: “Con lo que he descubierto, o Bélgica explota o me asesinan”.
Al día siguiente su coche apareció destrozado contra un puente, sin marcas de frenado. La policía lo cerró como accidente. Horas después allanaron el despacho de su abogado. Gina murió.
Su caso se suma a la lista de muertes sospechosas vinculadas a estas investigaciones.
El caso de Manuel está directamente conectado con el caso Dutroux. Las mismas redes. Las mismas acusaciones de protección institucional. Las mismas sospechas de que personas influyentes estaban involucradas y que las investigaciones fueron frenadas cuando apuntaban demasiado alto.
Las autoridades nunca investigaron a fondo las conexiones con el yate Apollo ni con Zandvoort. La policía holandesa dijo que no encontró nada. La policía alemana cerró el caso sin conectar los puntos. Y sin embargo, los documentos existen.
Archivos de inteligencia holandesa hablan de un niño alemán asesinado en un barco y de un caso tapado porque “había personas influyentes a bordo”. Los testimonios detallan hechos y nombres. Gina Pardaens aseguró tener una copia del snuff film. Esa copia desapareció tras su muerte.
Treinta y dos años después, Manuel Schadwald sigue desaparecido. No hay justicia.
Este caso no es solo la historia de un niño que desapareció.
Es la historia de cómo una red de abuso infantil operó durante años en Europa con impunidad. Cómo las investigaciones se detenían cuando llegaban demasiado cerca del poder. Cómo un niño de doce años pudo ser secuestrado, abusado y asesinado mientras alguien lo filmaba… y el sistema decidió que era mejor no mirar.
Manuel quería ir a jugar un día de verano.
Terminó en un yate de la élite, siendo violado y asesinado mientras grababan su muerte. Y 32 años después seguimos sin saber quiénes estaban en ese barco.
La verdad está ahí. En los documentos. En los testimonios. En las conexiones con Zandvoort y Dutroux.
La pregunta ya no es qué le pasó a Manuel Schadwald.
La pregunta es: ¿cuánto tiempo más vamos a seguir permitiendo que estos casos queden archivados mientras los responsables siguen protegidos?
C’è chi sa, raffinato amante dell’Arte, con gran rimpianto, cosa fu la Collezione Stramezzi, ormai smembrata e svenduta da cuginastri non aventi diritto,
con opere che andavano dai fondo oro del XIV Sec. sino ai Turner o persino ai Boccioni del XX Sec., spesso donati ai Musei, come Brera, Poldi Pezzoli e Museo di Crema, passando per la terza “Vergine delle Rocce” di Leonardo da Vinci (cfr Vittorio Sgarbi), dai due più preziosi Canaletto della sua meravigliosa produzione
(“Lo Sposalizio del Mare” e “Il Bucintoro”, oggi Fondazione Giovanni e Marella Agnelli, amici del mio papà che glieli vendette da intermediario ventenne, per la Sala da Pranzo della storica residenza torinese), ai Velazquez, ai Guardi, senza dimenticare la parte più importante della Collezione Stramezzi:
la più vasta collezione del Mondo, dell’800 italiano e dei Macchiaioli, che vantava, tra gli altri, ben settecento opere di Giovanni Fattori, oltre alle decine di Lega, ai Signorini, Segantini, Boldini, etc.
Qualcuno ritiene che io sia solo un fortunato e privilegiato amico di Vittorio Sgarbi, così come del compianto Philippe Daverio ma essi ignorano la stima reciproca e l’amicizia con altri eccelsi critici d’Arte come il bistrattato dal mainstream, Prof. Franco Moro (massimo esperto internazionale del Caravaggio, che ha anche avuto la bontà di citarmi tra i credits della sua opera omnia sull’artista).
Oggi, 9 Settembre 2026, all’Accademia di Brera, alle 14:30, sarò un privilegiato accompagnatore di Franco Moro, che ci guiderà alla riscoperta di Giovanni Agostino da Lodi, che in Franco, ha uno dei massimi studiosi e conoscitori.
Ci vediamo in Pinacoteca?
“Io sono suo padre. Prima ancora che il suo primo tifoso.
Non ho mai imposto a Kimi di fare il pilota. Gli ho sempre chiesto una cosa: se questo era davvero il suo sogno, doveva dimostrarlo anche attraverso i sacrifici.
Tra noi c’era un patto familiare: andare bene a scuola. Quando l’ho visto partire per le gare portandosi dietro i libri, persino quando correva in Formula 2, ho capito davvero quanto fosse grande la sua dedizione per questo sport.
La Formula 1 non l’abbiamo mai vissuta come un obiettivo da raggiungere a ogni costo. Il motorsport faceva semplicemente parte della nostra vita. Poi è arrivata questa possibilità, grazie al talento che Kimi ha dimostrato e anche alla fortuna di incontrare una Mercedes che ha deciso di credere in lui.
Io, però, continuo a ripetergli le stesse cose di quando era un ragazzino: essere sempre umile e critico con se stesso.
Perché anche adesso che tutti guardano il pilota, io continuo a vedere mio figlio.
Sta facendo un bellissimo percorso, ma la strada è ancora lunga. Deve crescere, imparare, sbagliare e migliorare. Non penso ai titoli e non voglio fare proclami: una gara alla volta, esattamente come abbiamo sempre fatto.
E se oggi dovessi esprimere un desiderio per lui, non partirei dalle vittorie.
Gli auguro prima di tutto la salute. Poi gli auguro di rimanere quello che è: dolce, generoso e capace di fare ciò che ama il più a lungo possibile.
Perché alla fine, dietro un casco, una monoposto e un sogno diventato enorme, per un padre rimane sempre la stessa cosa: suo figlio.”
Marco Antonelli, padre di Kimi.
✍🏻 Roberto Damico
Sui social si stanno moltiplicando le richieste, da parte di ragazzi italiani o europei musulmani, di non pubblicare musica e di non possedere cani. Ci viene suggerito che il cane non farebbe accedere in casa nostra le benedizioni e, per quanto riguarda la musica, ci viene detto che questa non sarebbe gradita ad allah. Ma una cosa che colpisce, tra le argomentazioni portate, è quella del rispetto: “Se tu non credi a questo, comunque fallo per la gente come me, e cerca di evitare”.
Non è un ordine, un divieto, una minaccia. È una richiesta gentile, quasi supplichevole. E proprio per questo è più efficace, più insidiosa, più difficile da respingere.
Questo si unisce ad altre osservazioni che stanno arrivando. Davide Piccardo, uno degli esponenti di spicco della comunità islamica in Italia, ha affermato che per lui vedere una donna con i capelli al vento è un problema, che lo imbarazza. Sarebbe come vedere una donna a seno scoperto. Non chiede a tutte di indossare il velo, ma parla del disagio che gli provoca il non indossarlo. Non una imposizione, ma una confessione di disagio. E io conosco bene come funziona una certa area – vedi, per esempio, Boldrini – e quindi so che in molti si porranno il problema. Si chiederanno: “E se davvero gli crea disagio? Forse dovremmo fare qualcosa, forse dovremmo adattarci, dovremmo essere più rispettosi”.
Ecco, credo che qui si possa citare Oscar Wilde, che in De Profundis parlava della violenza del più debole sul più forte. E noi potremmo parlare di manipolazione. Perché, con la gentilezza – o comunque facendolo passare per un disagio personale – si pone una richiesta che limita te, ma in modo che a te sembri una piccola rinuncia, quasi un atto di cortesia. “Tanto, cosa vuoi che sia non mettere quella canzone?”, “Tanto, cosa vuoi che sia coprirsi i capelli?”, “Tanto, cosa vuoi che sia non avere un cane?”.
Ma, come notate, sono già cumulative. Niente musica, niente capelli nudi, niente cani. Un’elisione progressiva della libertà, senza che tu te ne renda conto. Una sottrazione graduale che, passo dopo passo, riscrive le regole della convivenza. Prima la musica, poi il cane, poi i capelli, poi il modo di vestire, poi il modo di parlare, poi il modo di pensare. E ogni passo è giustificato da un appello alla sensibilità, al rispetto, alla convivenza.
Come la rana nell’acqua che si scalda: non si accorge del pericolo finché non è troppo tardi. Perché l’acqua non diventa bollente all’improvviso: si scalda lentamente, e la rana si abitua, si adatta, fino a quando non viene bollita viva.
Ecco, questo è il pericolo che si nasconde dietro queste richieste. Non sono atti isolati, non sono espressioni di sensibilità individuale: sono tasselli di una tendenza più ampia, che mira a normalizzare una visione del mondo in cui la libertà degli altri è subordinata al disagio di alcuni. In cui la convivenza non è più un equilibrio tra diritti, ma una progressiva rinuncia dei primi ai secondi. In cui il rispetto diventa un’arma, e il disagio una leva.
E noi ci ritroviamo a rinunciare pezzo dopo pezzo, convinti di fare un favore, mentre invece stiamo cedendo un pezzo della nostra libertà. Finché un giorno, aprendo la finestra, scopriremo che l’aria non è più la stessa. E forse, a quel punto, sarà troppo tardi per accorgersene.
Parole piuttosto impressionanti di Lawrence Wilkerson, colonnello in pensione dell’esercito americano ed ex capo di gabinetto di Colin Powell quando era Segretario di Stato.
Wilkerson sostiene che per decenni gli Stati Uniti abbiano lavorato sistematicamente per plasmare la politica europea attraverso CIA e altri servizi di intelligence. Usa parole difficili da equivocare: «Abbiamo comprato direttori di giornali, leader sindacali, parlamentari» e arriva a dire: «Abbiamo creato di proposito l’Europa che esiste oggi».
Parla anche esplicitamente di Stoltenberg e Rutte, sostenendo che Washington abbia favorito leader europei affidabili e allineati alla propria politica.
Naturalmente una testimonianza, per quanto proveniente da un ex uomo dell’establishment americano, non costituisce da sola la prova di tutto ciò che afferma. Ma ascoltare qualcuno che è stato ai vertici dell’amministrazione statunitense descrivere in questi termini la costruzione dei rapporti tra USA ed Europa merita almeno qualche riflessione.
Mi sembra che il punto di svolta sia stata la guerra in Iraq quando Germania e Francia si sono opposte. In quel momento è iniziata la stretta sull’Europa da parte degli Stati Uniti con un’ingerenza gigantesca che ha plasmato la classe dirigente che c’è oggi in tutti i paesi, ovviamente Italia compresa.
Stefano Sylos Labini
Alcune considerazioni necessarie sulla questione #difterite:
1. Molti genitori non sono d’accordo nel sottoporre i propri bambini all’esavalente, che concentrando 6 vaccini in un’unica somministrazione può aumentare il rischio di sviluppare reazioni avverse. Se il SSN finalmente desse la possibilità di accedere a vaccini monovalenti con tempistiche dilazionate, molti lo apprezzerebbero e accetterebbero la vaccinazione.
2. L’obbligo vaccinale pediatrico non solo è una barbarie giuridica (non a caso non esiste in molti Stati europei che hanno maggiori garanzie e rispetto per la libertà personale che il nostro) ma è anche controproducente ai fini della copertura vaccinale. La rimozione degli obblighi, specie dopo la disastrosa esperienza coi vaccini Covid, riporterebbe serenità e consentirebbe una riflessione e un approfondimento dei costi-benefici delle vaccinazioni più diffuso e pacato.
3. L’obbligo pediatrico è ancor più inaccettabile e antidemocratico a fronte dell’assenza di obblighi vaccinali verso gli adulti immigrati clandestinamente. Ciò produce una disparità di trattamento con pregiudizio della libertà personale verso i soli cittadini italiani, del tutto inaccettabile e ingiustificabile nel nostro ordinamento.
Invece di sbraitare contro i “novax”, il nostro sistema sanitario e la politica italiana dovrebbero affrontare seriamente le suddette questioni, SE davvero tengono alla salute degli Italiani.
In 1958 the Chinese state worked out that sparrows were eating the grain, and organised six hundred million people to kill every one of them.
It did not take bullets. Villages, schools and factory units turned out with pots, pans, drums and gongs and made continuous noise so that no bird could land anywhere. Nests were pulled down, eggs smashed, chicks killed. The sparrows flew until their hearts gave out and dropped into the streets, where children collected them and the totals were reported upward as achievements. The toll ran into the hundreds of millions.
The arithmetic was sound as far as it went. A sparrow eats grain. Fewer sparrows, more grain, more people fed. Nobody in the room was wrong about what the bird took.
They were wrong about what it did.
Sparrows eat insects, in enormous quantity, and most of all in the breeding season when the chicks need protein. Take them out of a farmed landscape and the locusts and grain borers they had been holding down are handed the whole country. Which is what happened. Crop losses to insects rose sharply, and by 1960 the ornithologist Tso-hsin Cheng had made the case well enough that Mao ordered sparrows struck from the list and replaced with bed bugs.
Far too late, and never the whole cause. The famine of 1959 to 1961 was principally a policy famine, driven by collectivisation, grain requisition and the diversion of farm labour to backyard steel furnaces, and the dead are counted in tens of millions.
But the sparrow campaign is the purest thing in the episode, because it is the reasoning stripped to bone. A committee looked at a living system, isolated the one animal it could measure as a cost, and calculated the gain from removing it without ever asking what that animal was holding up.
Now look at what is being proposed for grassland.
The ruminant is measured the same way, on one ledger line, the methane it emits and the land it stands on. What is left off the ledger is everything it does. The grazing that keeps grassland grassland instead of scrub. The dung that feeds the beetles that feed the birds. The hoof that breaks the surface so seed can take. The mouth that removes the standing dead matter which otherwise cures into wildfire fuel. The manure that returns phosphorus and nitrogen to the soil so nobody has to mine it and ship it in.
Grasslands and grazing animals co-evolved over tens of millions of years. Remove the animal and you do not get the same field minus some methane. You get a different system, and it will not be the one on the spreadsheet.
The men who ordered the sparrows killed were not stupid, and they were not cruel. They had a number, and the number was correct, and they were praised for acting on it decisively. It took two years for the second half of the equation to arrive, and by then nobody could put the birds back.
We are eighteen months into the herd reduction schemes.
The grass has not sent its invoice yet.
PROTEGGI IL TUO ANIMALE DOMESTICO COME PROTEGGI TE STESSO.
LA TRUFFA DELL'INDUSTRIA VETERINARIA.
Avvelenare i nostri animali domestici per profitto, una dose alla volta
Affermano di prendersi cura degli animali. Indossano camici bianchi, appendono certificati e sorridono dolcemente mentre visitano il vostro cane. Ma dietro le quinte, la maggior parte dei veterinari oggi non si occupa di curare, ma di far ammalare.
La verità è scioccante:
la medicina veterinaria è diventata uno specchio della morsa delle grandi aziende farmaceutiche sulla salute umana.
Solo che questa volta è il vostro amato animale domestico a pagare il prezzo più alto.
SOVRAVACCINAZIONE = CLIENTE A VITA
Cominciamo con il racket dei vaccini. Uno degli aspetti più criminalmente negligenti e decisamente pericolosi dell'assistenza veterinaria.
Tutti i cani, indipendentemente dal peso o dalla razza, ricevono spesso la stessa identica dose di vaccini.
Un Chihuahua di 2,3 kg e un Alano di 55 kg? Stessa fiala, stessa quantità, stessa frequenza. Molte iniezioni vengono ripetute ogni anno, nonostante studi dimostrino che l'immunità con una singola iniezione può durare fino a 7 anni o più, o addirittura per tutta la vita.
E gli effetti collaterali?
Ti diranno che è "solo una coincidenza" quando il tuo cane:
Sviluppa convulsioni
Perde mobilità
Ha una reazione allergica
Diventa aggressivo o si isola
Sviluppa un cancro vicino al sito di iniezione
Improvvisamente "invecchia" da un giorno all'altro
Non è raro. È routine. Ed è ignoranza intenzionale nella migliore delle ipotesi, corruzione farmaceutica nella peggiore.
LA TRAPPOLA DELLA RICETTA
I veterinari sono addestrati a ricorrere prima ai farmaci, proprio come i medici umani. E non perché sia meglio per il tuo animale, ma perché fa sì che i soldi continuino a scorrere.
Steroidi che sopprimono i sintomi e indeboliscono il sistema immunitario
FANS che causano danni al fegato e ai reni
Antibiotici distribuiti come caramelle, che uccidono la flora intestinale e indeboliscono il sistema immunitario
Prevenzione mensile contro i parassiti che comporta rischi neurologici e danni a lungo termine
C'è una pillola per ogni sintomo.
E quando il tuo cane peggiora a causa del trattamento?
Ti vendono un'altra pillola. Un altro esame. Un'altra fattura.
Gli stessi giganti farmaceutici che corrompono i medici finanziano anche le scuole di veterinaria.
Scrivono i libri di testo.
Finanziano la ricerca.
Sponsorizzano i seminari.
Gli studenti di veterinaria vengono indottrinati in un sistema che vede gli animali come clienti abituali, non come compagni sacri.
Il tuo cane non è un paziente. È una fonte di reddito ambulante.
Si approfittano del tuo amore. Ti spingono a:
Vaccinare eccessivamente
Somministrare troppi farmaci
Acquistare cibo prescritto dal veterinario a prezzi esorbitanti, pieno di mais, soia e sostanze chimiche
Sottoporsi a interventi chirurgici inutili o diagnosi costose che non cambiano l'esito
Tutto sotto la minaccia di:
"Se non lo fai, il tuo animale domestico potrebbe morire".
La paura è la loro tattica di vendita preferita.
🧬 DOVE STA LA VERA PREVENZIONE?
La vera salute deriva da:
Diete appropriate alla specie (crude, biologiche, senza cereali)
Acqua pulita
Esercizio fisico, sole e radicamento
Ambienti privi di tossine
Interferenza minima da sostanze chimiche sintetiche
Ma non lo sentirai dire dalla maggior parte dei veterinari.
Perché il vero benessere non genera visite di ritorno.
🛑 NON TUTTI I VETERINARI SONO CATTIVI, MA LA MAGGIOR PARTE È VINCOLATA
Ci sono veterinari olistici straordinari in circolazione, ma sono pochi e rari. La maggior parte è intrappolata nello stesso sistema di:
Minacce di licenza
Partnership farmaceutiche
Pressione aziendale
Paura di perdere la propria attività se si esprimono
Non è solo un sistema corrotto. È un sistema intrappolato.
- Dott. Michelangelo Martucci
Mi accorgo da tanti indizi, che il cerchio si sta nuovamente stringendo e ancora di più, intorno a me, nel Paese delle ciabatte e dei selfie implorati.
Io guardo tre volte, prima di attraversare.
Ieri un alto funzionario mi ha ripetuto tre volte, “lei deve sapere che ha nemici in alte sfere.”
Casualmente e “legalmente”sono stato diffidato dall’espatriare e mi sono stati ritirati i documenti.
Sarò presto sottoposto a un nuovo processo penale, per vilipendio di un’alta carica dello Stato.
Ho una nuova segnalazione all’Ordine dei Medici e altre ne seguiranno di certo, col tentativo di non permettermi più di lavorare.
Sebbene si siano raccolte oltre 70mila firme di Medici, cittadini e associazioni io so già che non sarò mai audito in Commissione Lisei.
Il Generale @RoVannacci Vannacci, cui mi ero offerto, in un incontro privato, di fornirgli delle indicazioni per fare crollare i costi della spesa pubblica, migliorando i servizi e la Sanità e azzerare le Iiste d’attesa, in tre mesi non mi ha mai chiamato o risposto a un messaggio (nemmeno la sua sporca dozzina). Fecero lo stesso la Meloni e Gemmato, nonostante la pubblica difesa fattami a fine Maggio 2022, con la sua pagina Fb e con una interrogazione parlamentare.
Forse, prima che sia troppo tardi, è giunta l’ora di indicare ad altri le vie della ricerca, perché possano percorrerle anche loro e a cui prometto grandi successi scientifici.
Il Cancro si potrà battere molto presto per via Metabolica. Togliete tutto il Glucosio Esogeno, la L-glutammina, la L-metionina e riempiete il sangue di decine di grammi di EAA,
senza L-metionina e zuccheri/dolcificanti/edulcoranti.
Non dimenticate le ricerche di Warburg del 1926, di Fichera 1930, Ömura 1978, di Makis 2024, di Hofmann 2025, di Seyfried 2026, ma nemmeno quelle sovietiche del 1946, sulle analogie del metabolismo dei parassiti.
E ricordate tutti una cosa, molto presto, non solo il Cancro ma anche altre molte malattie degenerative, SLA, Autismo, etc, si cureranno con fialette d’acqua.
Sì, scrivendo nell’acqua le informazioni quantistiche vibrazionali che servono.
Basta conoscere una formula e un peso molecolare, per dare loro le istruzioni e farle lavorare per noi, a costi bassissini.
Al costo dell’acqua, nella quarta fase dell’acqua descrittaci da Pollok nel 1988.
(Ai Medici dico, studiate la Storia della Medicina e la Semeiotica, sospettate delle linee guida e diffidate della AI.
Curate col cuore e usate la vostra mente)
Già molti scienziati ci stanno lavorando ed è la via giusta.
Non dimenticate queste parole.
Fatele girare. 🙏
Un grande abbraccio a tutti!
MATURITÀ
Di Silvio Dalla Torre
In un post delirante che ha avuto migliaia di entusiastici commenti, Christian Raimo se la prende con le tracce dell’esame di maturità, che sarebbero una manifestazione di fascismo.
Le cose, però, non stanno così.
La prima traccia prendeva spunto da una poesia di Pavese, un intellettuale iscritto al PCI, fondatore dell’Einaudi e che durante il regime passò un anno al confino. Secondo il Raimo nella lirica c’è un eccesso di sentimentalismo. Può darsi. Pavese, nei mesi precedenti al suicidio, ebbe una grave delusione amorosa. Le poesie di quel periodo , tra cui quella proposta agli studenti, riflettono quindi il suo stato d’animo e sono molto diverse da quelle, narrative e antiermetiche, degli anni Trenta. Gliene facciamo una colpa? Condanniamo per sessismo e virilismo un uomo che, a quanto si evince dal suo stesso diario, soffriva di impotenza?
La seconda traccia prendeva spunto da alcune considerazioni sull’importanza della memoria di Vitaliano Brancati, uno scrittore che, nella sua opera forse più riuscita (Il bell’Antonio), si è fatto beffe in modo spietato del maschilismo fascista. Cosa possiamo rimproverargli, allora? Forse di non essere una donna e di avere così spezzato la parità di genere che, secondo un alfiere del politicamente corretto come il Raimo, deve essere rispettata anche all’esame di maturità?
La terza traccia era un discorso di Giuseppe Saragat, allievo di Turati, esule a Parigi negli anni anni Trenta, condannato a morte insieme a Sandro Pertini durante la guerra e fondatore del PSDI con la scissione di palazzo Barberini. Nel suo discorso il futuro presidente della Repubblica auspicava l’attività dei parlamentari migliorasse le condizioni dei lavoratori. C’è qualcosa di fascista in tutto questo? Non sembrerebbe. Al massimo si può dire che le parole di Saragat non siano più adatte a un tempo come il nostro in cui i parlamenti sono stati di fatto esautorati di tutti i loro poteri e la loro funzione non è quella di promuovere l’uguaglianza tra i cittadini, ma di stimolare la concorrenza a tutti i livelli della vita sociale.
La quarta traccia prendeva spunto da un passo di uno studioso ungherese sull’importanza dei confini. Questa mattina, leggendo questa parola, ho pensato: ecco, come ogni anno i burocrati del Ministero danno un colpo al cerchio e l’altro alla botte, tengono un piede a sinistra e l’altro a destra. E invece no. I confini di cui parlava Furedi (questo il nome dello studioso) non erano quelli tra gli stati , ma tra le generazioni. Si chiedeva di riflettere sulla tendenza a vivere un’eterna adolescenza comprimendo i tempi dell’infanzia e procrastinando all’estremo quelli della maggiore età. Sembrerebbero valutazioni non campate in aria, se non fosse che l’autore è un sostenitore di Orban. Quindi, agli occhi di Raimo, un fascista anche lui.
Mi fermo qui e dico solo questo. Polemiche di questo tipo, col loro ideologismo fuori tempo massimo, ci danno l’esatta misura del livello di meschinità e imbecillità a cui è ridotto il dibattito culturale italiano. E’ purtroppo probabile che, con l’avvicinarsi delle elezioni, le cose andranno sempre peggio.
Doctor: "Your cholesterol's a bit high. I'd like to start you on a statin."
Patient: "What does that actually mean for my risk?"
Doctor: "It raises your chance of a cardiac event."
Patient: "Raises it by how much?"
Doctor: "It's elevated."
Patient: "How much, in real numbers?"
Doctor: "Your LDL is above the target."
Patient: "I'm asking for the absolute risk."
Doctor: "Statins are very well studied."
Patient: "I'd still like the number."
Doctor: "There can be some muscle aches, memory complaints, slight rise in blood glucose, but..."
Patient: "That sounds like a list of new conditions."
Doctor: "Side effects are uncommon."
Patient: "What's the actual risk reduction over five years?"
Doctor: "Let me get you a leaflet."
The leaflet is produced by the company that makes the drug.
The leaflet shows the relative risk reduction in large bold type.
The leaflet does not show the absolute risk reduction.
The absolute risk reduction, buried in the trial data, comes out to roughly 1%.
The leaflet does not mention this. The doctor does not mention this. The patient leaves with the prescription.
Ieri mattina presto, ho urtato violentemente con il secondo e terzo dito del piede nudo, contro il piedistallo di una grande statua, in ferro, acciaio e alluminio, provocandomi un taglio e un ematoma, molto doloranti nel camminare.
Nel pomeriggio, per una dolenzia al soleo, mi sono fatto applicare al polpaccio le micro-correnti col dispositivo ideato dall’Ing. Marcello Allegretti. La sera, tornando a casa a piedi, il dolore alle dita era molto diminuito. Oggi, incredibilmente, non sento più alcun dolore.
Grazie, Marcello, che per alleviare le gravi sofferenze di tuo figlio, hai studiato e realizzato apparecchiature mediche di Fisica Quantistica.
Confido in te, per mettere a punto insieme importanti innovazioni attive farmacologicamente, utilizzando la memoria dell’acqua.
E se ci fosse stata tua figlia? O tua sorella o tua moglie?
Milano. Sono le 23.30 del 21 marzo. La metro linea M1 è ferma a Cadorna. Un treno è bloccato per un guasto tecnico. La gente è stanca, un po' spazientita, nervosa.
Dentro quel vagone, però, non c’è solo disagio. C’è paura. Un gruppo di ragazzi sta molestando alcune ragazze. Non è una scena interpretabile. È chiara: stanno molestando delle ragazze.
La situazione è sul punto di degenerare.
Arrivano due guardie giurate. Intervengono. Chiedono al gruppo di scendere. Una parte scende. Uno resta. Non ha il biglietto, ma non è quello il punto.
Il punto è l’atteggiamento: ostile, provocatorio. In mano ha una bottiglia di vetro, tenuta per il collo, come fosse un’arma.
In quel momento non hai tempo per ragionare con calma. Non hai il lusso della teoria. Hai pochi secondi e delle persone da proteggere.
Ilario Esposito, 52 anni, fa quello che ritiene necessario: estrae la pistola d’ordinanza. Non la punta contro nessuno. La tiene verso il basso. È un segnale, un deterrente. Che infatti funziona. La bottiglia viene abbassata. La tensione scende. Lui rimette l’arma a posto. Poi interviene fisicamente per allontanare chi è rimasto.
La situazione si chiude lì.
Nessuno ferito.
Nessuna escalation.
Fine dell’intervento.
Ma inizio del problema. Perché per l’azienda quel gesto è "sproporzionato". "Non conforme ai protocolli".
Risultato: sospensione e poi licenziamento per giusta causa.
Oggi Ilario è senza lavoro. È marito, è padre di quattro figli. E paga una decisione presa in pochi secondi dentro una situazione che, da fuori, è sempre più facile giudicare.
La domanda, però, resta: cosa pretendiamo davvero da chi deve garantire la sicurezza? Che intervenga quando serve o che si limiti a non sbagliare secondo regolamento?
Perché è facile parlare di proporzionalità dopo, a sangue freddo, quando tutto è già successo. È molto più difficile decidere lì dentro, in una carrozza ferma, con delle ragazze spaventate e qualcuno che stringe bottiglie di vetro come fossero armi.
E allora torniamo all’inizio, senza giri di parole: se su quel vagone ci fosse stata tua figlia, tua sorella o tua moglie, avresti voluto qualcuno in divisa che interveniva o qualcuno che aspettava?
Poi non sorprendiamoci se la prossima volta chi è in divisa si gira dall’altra parte. Se ogni scelta può costarti il lavoro, smetti di scegliere. E quando smetti di scegliere, smetti anche di proteggere.
COSA SUCCEDE QUANDO SFIDI UNA SUPERPOTENZA: Memoria di un’Ingerenza.🇺🇸🇮🇹
Henry Kissinger, l’architetto della Realpolitik, perde per un istante la maschera di ghiaccio a Mixer.
uno statista abituato a dettare l’agenda globale è infastidito da un giornalista provinciale che lo incalza.
Giovanni Minoli pronuncia solo un nome: Aldo Moro.
le palpebre accelerano. il sorriso si contrae. l'espressione si fa granitica. perché?
perché Moro, per Washington, rappresentava un pericolo concreto.
Cos’era il Compromesso Storico?
negli anni ’70 Aldo Moro stava lavorando a un accordo tra DC e PCI di Berlinguer: portare i comunisti nella maggioranza di governo senza uscire dalla NATO.
non era filosovietismo, ma il tentativo di dare all’Italia una maggiore autonomia interna rispetto agli accordi di Yalta (1945), la conferenza in cui USA, URSS e UK si divisero l’Europa in sfere d’influenza: l’Italia era saldamente nel blocco atlantico.
Moro voleva spezzare quella gabbia.
Le minacce di Kissinger
Eleonora Moro, sotto giuramento in tribunale, testimoniò che il marito le aveva riferito testualmente l’avvertimento ricevuto da un alto esponente americano (riconosciuto come Kissinger):
«Onorevole, lei deve smettere di perseguire il suo piano politico per portare tutte le forze del suo Paese a collaborare direttamente.
O lei smette di fare questa cosa, o lei la pagherà cara. Veda lei come la vuole intendere.»
parole confermate anche dal portavoce di Moro, Corrado Guerzoni, in testimonianza giurata.
Kissinger ha sempre smentito. le BR odiavano l'America. ma la politica talvolta è solo una convergenza di interessi.
un comitato di crisi con dentro Steve Pieczenik (consulente USA) che anni dopo ammetterà di aver lavorato perché Moro non uscisse vivo e che le BR sono stati i postini di un messaggio scritto da altri.
Il ruolo di Andreotti e Gladio
Giulio Andreotti incarnò la “linea della fermezza”.
fu sempre lui, il 24 ottobre 1990, a rivelare in Parlamento l’esistenza di Gladio, la rete stay-behind NATO: una struttura segreta, armata e parallela, di cui all’epoca del sequestro (1978) nessuno doveva sapere nulla.
oggi poco è cambiato. guardate Roberto Cingolani: fisico plurilaureato, curriculum stellare, ex AD di Leonardo. portato risultati record.
licenziato ad aprile 2026 nonostante tutto.
segnale chiarissimo: anche oggi chi spinge troppo sull’autonomia tecnologica e industriale italiana ed europea viene ridimensionato.
gli USA mantengono basi importanti ma non hanno più la forza schiacciante di una volta.
il controllo si è fatto più sofisticato: dati, satelliti, nomine strategiche, joint venture.
la lezione di Moro è brutale e attualissima:
chi tenta di riprendersi veri margini di sovranità, politica, industriale, strategica, finisce nel mirino del sistema.
48 anni dopo, la domanda resta aperta:
abbiamo imparato la lezione, o continuiamo a tremare davanti alle stesse pressioni?📜
#Moro #Kissinger #Usa @EconXFin@lastoriaeleidee