@Nicola_Bressi Periodicamente viene ripulito in effetti, l’ultima volta credo 2-3 anni fa. Un altro stagno in zona non ne ha, sono spariti anche i pesci. Ma è distante dalle abitazioni ed è presidiato a qualche airone. Il mio vicino ha portato lì qualche esemplare.
Gentile @Nicola_Bressi, da una settimana circa è iniziata la migrazione dei rospi comuni (anche qualche smeraldino) dal bosco dietro a casa mia verso il piccolo laghetto/stagno del mio vicino e attraversano la mia proprietà.
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@Nicola_Bressi Lo stagno ha 20-30 anni. Quest’anno il transito dei rospi è un po’ in anticipo ed è decisamente aumentata la popolazione. E chissà che dimensione avrà la migrazione dei nuovi nati verso il bosco, sarà dura non calpestarne alcuni!
Non so quanti di voi se ne siano accorti: mentre sul delitto di Garlasco e sul processo già consumato fioriscono da mesi talk e servizi nei tg, c'è un processo nel quale sono vietate le telecamere e persino la diretta di Radio Radicale. È quello di Cutro. Zero notizie.
Questo video è una offesa all’intelligenza ma è anche vilipendio del capo dello stato: dopo l’appello di Mattarella a un dibattito civile sul referendum, la premier risponde come se fosse Orban o Trump. Resta solo il Quirinale a difendere la democrazia liberale in questo paese
Siamo tutti impazziti per le Olimpiadi invernali, noi che non sappiamo nessuna cosa degli sport invernali.
Diciamolo subito: sembrano tutti matti. Persone completamente prive del più basilare istinto di autoconservazione, che fanno cose straordinarie. Praticamente centinaia di Bruce Willis in Die Hard.
Il rischio ha un fascino narrativo potentissimo, un magnetismo primitivo. Però ha in sè anche un’enorme componente infantile, nel senso più puro del termine: quei tentativi che se poi ti fai male a casa ti dò il resto, diceva nonna.
Puro come la neve che accoglie ma non perdona, ed è per questo che ci sembra così onesta.
Lanciarsi giù da una montagna per vedere chi arriva primo. Saltare da una rampa a tutta velocità credendosi Icaro. Fare salti mortali in bilico su una lama. Spararsi a mille all’ora dentro un budello di ghiaccio con lo slittino. Pure uno sull’altro. Pure a testa in giù. Così. Per vedere che succede.
Cosa sono queste, se non follie che immaginerebbe un bambino, ma calcolate dalla fisica?
Allora non fa niente se non conosciamo le strategie e non vediamo le sfumature, perché sentiamo lo spirito. Gli sport invernali toccano corde dai 0 ai 99 anni, dall’asilo al post-doc in ingegneria.
Le discipline estive affondano le radici nei giochi antichi, nella guerra classica, nelle feste medievali e quelle popolari. L’atleta contro il tempo, contro la distanza, contro un altro atleta.
Celebrano l’uomo come misura del mondo.
Quelle invernali nascono spesso dalla necessità: trasportare merci su slitte o pattugliare confini, come il biathlon. Oppure dal desiderio di rendere il freddo meno noioso, come il curling sui laghi gelati scozzesi. L’atleta contro il tempo, contro la distanza, contro un altro atleta.
Contro l’inverno.
Celebrano l’uomo che si adatta al mondo. Che lo sperimenta e lo sfida. Che rispetta la spietata grandezza della natura, ma ci gioca con l’impeto di un bambino. Forse solo il nuoto in acque libere regala la stessa sensazione, perché conosciamo più la Luna che gli abissi.
In fondo, tifiamo la possibilità di restare in equilibrio. Non c’è niente di più umano di questo.
#milanocortina2026 #Olympics
Che Orban venga in Italia ad insultare una cittadina italiana, @SalisIlaria, senza che nessuno al governo senta il dovere di difenderla la dice lunga sull’amore che questa gente ha per il nostro Paese, per la sua dignità. Altro che Fratelli, altro che Forza Italia. Che pena
Alla Rai,o meglio,alle reti del governo,la #nazionalefemminile del #volley + l'allenatore #Velasco, gli stanno antipatici? Stanno in finale della #VolleyballNationsLeague!
I soldi per i cialtroni li trovano!
Fonte: https://t.co/R4qrX2O4gp
https://t.co/z1ZxJzPIjL
La nazionale femminile di volley, medaglia d'oro alle olimpiadi di Parigi, stasera affronta il Brasile per la finale di Nations League. @RaiSport completamente assente. La @Raiofficialnews completamente assente.
Ma non vi vergognate?
#VolleyballNationsLeague#27luglio2025
Da leggere questa dichiarazione di Fausto Desalu.
“Sono nato e cresciuto in Italia, tra le braccia forti e instancabili di mia madre. L’Italia è sempre stata casa mia: le scuole, gli amici, i sogni, le prime vittorie sulle piste d’atletica. Parlavo italiano, sognavo in italiano, respiravo questo Paese come fosse mio da sempre. Ma un giorno, a diciassette anni, la realtà mi colpì con una freddezza che non dimenticherò mai.
Quel giorno avevo superato me stesso: avevo corso come mai prima, battendo il record nazionale allievi nei 60 ostacoli indoor. Ero felice, fiero, convinto di aver lasciato un segno. Ma poi arrivò la doccia fredda, l’assurdità: “Il record non può essere omologato. Tu non sei cittadino italiano.
Rimasi lì, impietrito. Io? Non italiano? Ma se ero nato a Casalmaggiore, se avevo sempre gareggiato con la maglia italiana addosso, se avevo dato tutto a questo Paese… com’era possibile che non bastasse? Mi sentii tradito. Da un sistema che ti abbraccia solo quando gli conviene, che ti applaude quando vinci ma ti dimentica quando hai bisogno. Da bambino ingenuo avevo dato per scontato che l’Italia fosse anche mia. Ma quel giorno ho scoperto che, per la burocrazia, non ero nessuno.
Prima di diventare un campione olimpico, prima della medaglia d’oro nella staffetta 4x100 a Tokyo, io sono stato un ragazzo sospeso. Sospeso tra l’amore per una patria che non mi riconosceva e la rabbia di chi si sente invisibile. La mia storia non è un’eccezione: è la ferita aperta di tanti giovani nati e cresciuti in Italia, italiani di fatto ma non di diritto. Giovani a cui viene chiesto tutto, ma a cui non viene concesso nulla. Nemmeno un documento.
Oggi porto con orgoglio quella medaglia, non solo per lo sport, ma per ogni ragazzo che è stato messo in attesa. Perché l’Italia che corre, che vince, che sogna, non può permettersi di lasciare indietro i suoi figli solo per una legge miope o per paura del cambiamento. Siamo parte di questa nazione. E lo siamo sempre stati, anche quando ci dicevano di no.”