Ho appreso solo oggi che la sentenza di condanna del dott. Mauro Moretti aveva riconosciuto che costui avesse rispettato le leggi vigenti in materia di controllo di sicurezza dei trasporti, ma gli aveva addebitato la colpa di non averne colto la insufficienza a fini di prevenzione, e quindi di non avere in sostanza adottato misure che ne adeguassero l’efficacia, così violando il principio generale del neminem ledere. Con la decisione di ieri si è affermato che una simile responsabilità colposa è talmente grave, da non meritare nemmeno la riduzione di un terzo della pena per le concesse attenuanti generiche, ma solo quella di un nono. Insomma, il carcere per Moretti era l’aspettativa delle vittime, e carcere è stato. Mi raccomando, dato che non basta, sbrighiamoci ad inserire la vittima in Costituzione
@Iucberbert Non potevi dirlo meglio. Non si voleva giustizia ma vendetta, e questa è stata servita ben fredda, per la gioia delle tricoteuses che infestano il paese a tutti i livelli
Tra tutti gli investimenti fatti rinnovando casa, il migliore è stato la pompa di calore geotermica: cinque anni senza problemi, costi di manutenzione ridicoli, comfort costante in ogni stagione. Anche in questi giorni di canicola, in casa si sta benissimo.
Ma è un investimento importante, non alla portata di tutti. E questo è il punto: con il clima che cambia, poter vivere in una casa fresca d’estate e calda d’inverno diventerà una nuova linea di frattura sociale. Una fonte crescente di disuguaglianza, con inevitabili conseguenze politiche e nuovi populismi (e da egoista stirneriano so che questo non è bene).
La risposta, però, non può essere semplicemente un’altra stagione di bonus distribuiti a pioggia, o aita aita alla Parini; serve piuttosto pragmatismo: prendere atto che il contesto è cambiato e che le lancette non si portano più indietro.
Lo Stato dovrebbe cominciare dagli edifici di propria competenza: scuole, ospedali, uffici pubblici, case popolari. Rendere vivibili questi spazi non è un lusso verde da ZTL, ma una politica sociale, sanitaria ed educativa. E sarebbe anche un uso sensato delle tasse. Una scuola che diventa invivibile già in tarda primavera non è solo un problema energetico, ma sociale.
Ai privati, invece, andrebbe concessa più flessibilità: meno vincoli inutili, procedure più semplici, regole condominiali meno paralizzanti, maggiore apertura a soluzioni diverse, senza imporre dall’alto una tecnologia unica o una traiettoria obbligata, perché poi si rischia di fare la fine delle auto in UE. E se si vogliono dare incentivi, perché qualcuno è inevitabile, che siano fortemente inversamente proporzionali al valore di mercato delle abitazioni e al reddito dei richiedenti, e mai superiori al 30-40%.
Non si tratta di promettere comfort climatico per decreto, sarebbe velleitario; si tratta di governare una trasformazione già in corso, evitando che l’adattamento al caldo e al freddo estremi diventi l’ennesimo privilegio per chi può permetterselo.
E poi balena in testa la solita imprecazione 🤬: se avessimo usato meglio certe risorse, invece di bruciarle in modo indiscriminato, tra seconde case e facciate bene rifatte al botox, oggi potremmo avere scuole più fresche, case popolari più efficienti e città un po’ meno ingiuste.
Ma quale cambiamento climatico!
È giugno, giusto che fa caldo. Ha sempre fatto caldo!
Senonché l’intera comunità scientifica è compattamente d’accordo sul fatto che il cambiamento climatico è reale.
Qualcuno sostiene che questo fenomeno, in quanto tale,
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L’unica verità che possiamo e dobbiamo trarre dalla vicenda di #Garlasco è che un sistema giudiziario che consente di condannare l’ imputato già assolto due volte, per di più sulla base dello stesso compendio probatorio, è un sistema malato, che produce sconcerto e sfiducia nei cittadini, e- come stiamo vedendo- una catena di tragedie e di vite spezzate che sarà difficile interrompere. Il nostro Paese ha un bisogno vitale di recuperare il culto sacrale e non derogabile della presunzione di innocenza, e dunque l’umiltà, la forza e la grandezza del Giudice che sappia arrestarsi dinanzi al dubbio
Vedete: è Trump a chiudere lo stretto. Non l’Iran. Quindi non gli interessa del tenore di vita degli occidentali. E questo quadra con il mondo feudale che c’è nella mente degli oligarchi dell’AI. Qualche milione di camerieri e campieri e qualche miliardo di “anime” tolstojane.
@Iucberbert Non so, questo sta ai genovesi dirlo. Mi piace sia riuscita a portare un personaggio come De Witte nella sua città. Altri/e forse nemmeno ci avrebbero pensato
“Dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete”, ci ha detto il pm Gratteri durante un’intervista. Parole che suonano come un avvertimento. Gratteri vuole gettare la rete che usa per le sue famose pesche a strascico, con centinaia di persone indagate e arrestate e poi prosciolte o assolte (con tanto di indennizzo per ingiusta detenzione)? Si faccia pure avanti, procuratore. Intanto continueremo a raccontare le sue gesta. Anzi, colgo l’occasione per ricordarne alcune:
la maxi operazione contro la ’ndrangheta del 2003 a Platì, nella Locride, con 125 misure di custodia cautelare (alla fine solo in 8 vennero condannati); l’operazione “Circolo formato” del 2011, con l’arresto di 40 persone, tra cui il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica e diversi assessori (gli amministratori locali poi vennero assolti); la maxi operazione "Stige", con 169 arresti (a processo 100 imputati sono stati poi assolti - all'epoca degli arresti Gratteri la definì "la più grande operazione degli ultimi 23 anni" e "un’indagine da portare nella scuola della magistratura"); l’ancora più nota operazione “Rinascita-Scott”, lanciata nel 2019 con 334 persone destinatarie di misure cautelari (in primo grado sono stati assolti 131 imputati su 338, praticamente uno su tre); l’inchiesta del dicembre 2018 che sconvolse la politica calabrese, con le accuse di corruzione e abuso d’ufficio contro l’allora presidente della regione, Mario Oliverio, poi assolto da tutte le accuse; l’indagine “Erebo Lacinio” del 2021, con 8 persone accusate di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti (poi tutte assolte, ma nel frattempo l'azienda è fallita); l'indagine contro Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, accusato e poi assolto definitivamente dalle accuse infamanti di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso (accuse che gli costarono anche un mese ai domiciliari).
Eccetera eccetera.
Anche a causa delle maxi retate di Gratteri, la Calabria è diventata la prima regione italiana per indennizzi per ingiuste detenzioni. Dal 2018 al 2024 lo Stato ha pagato 78 milioni di euro per indennizzare i cittadini vittime di ingiusta detenzione in Calabria, il 35% della spesa nazionale (220 milioni).
Oggi Gratteri è tra i testimonial del No alla riforma Nordio, che accusa di sottomettere il pm all'esecutivo (falso: l'articolo 104 della Costituzione continuerà a garantire autonomia e indipendenza all'intera magistratura, giudici e pm).
Eppure Gratteri continua a essere intervistato ogni giorno, senza contraddittorio, da tv e giornali, per commentare la riforma costituzionale e per parlare di "giustizia giusta". Lui.